Recensione di Tenchu: Time of the Assassins

Copertina Videogioco Tenchu
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     From Software
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     italiano
  • Giocatori:

     1-4
  • Data uscita:

     disponibile
- Grafica eccellente
- Equilibrio tra action e stealth
- Editor di livelli
- 5 avventure in singolo
- Controlli imprecisi
- Non si può nuotare sott’acqua
- Telecamera folle
- Trama banale
A cura di (Makinit) del
Come spesso accade nelle console portatili, ecco arrivare una delle tante versioni “tascabili” dei grandi successi casalinghi. È questo, infatti, il caso di Tenchu: Time of the Assassins, che ripropone tutti gli elementi che hanno contraddistinto le avventure nelle precedenti generazioni. Ma "portare" un colosso stealth, con tutte le sue meccaniche di gioco rimaste intatte, era un'impresa troppo grande per From Software…

Stealth a portata di mano
Il gioco prende avvio dopo gli eventi accaduti in Fatal Shadows, e propone ben 4 personaggi giocabili in modalità storia (più uno segreto), la quale comprende svariati livelli e obiettivi. Le meccaniche stealth dei precedenti episodi sono state mantenute quasi tutte. L’obiettivo del giocatore è quello di vestire i panni di un ninja assassino e conseguire obiettivi che spesso comportano l’uccisione di molti nemici. Il trucco per poter sopravvivere, dal momento che i nemici sono molto potenti, è quello di colpirli alle spalle (ecco quindi partire un “filmato” in-game che mostra la violenta morte dell’avversario per mano nostra), ma per farlo dovrete mantenere la vostra copertura, il che si traduce in una serie di operazioni atte a non farvi mai scoprire. Potrete appiattirvi alle pareti, eseguire capriole, uccisioni istantanee, lanciare il rampino e tutti gli altri oggetti ninja, ma incredibilmente non potrete nuotare sott’acqua, al massimo potrete nascondervi sotto di essa, usando la pratica canna di bambù per respirare durante l’attesa. Inoltre, chi ricorderà le gigantesche arene dei livelli nei precedenti episodi rimarrà leggermente deluso, in quanto gli stage sono più corti, o, al contrario, esaltato, poiché gli stage corti sono più adatti ad una console portatile; la scelta risulta quindi molto saggia e azzeccata, pur potendo causare qualche disappunto nei fan più accaniti.

Ottima grafica, ma non a basso costo
Seguendo questo ragionamento, stupisce invece la quantità di tempo richiesta dai caricamenti, decisamente inadatti ad un gioco portatile. D'altronde è più che plausibile che sia necessaria una tale mole di tempo per caricare una grafica così somigliante alla controparte PlayStation 2, così eccezionale, eppure senza (quasi) mai un rallentamento. La spiegazione però è semplice: i nemici raramente compaiono in gran numero nella schermata, non eccedendo così oltre il numero di poligoni e modelli che PSP può gestire. Altro “trucchetto” degli sviluppatori è quello di mantenere vicina la linea d’orizzonte, che renderà invisibile gli oggetti dalla lunga distanza, camuffandoli con una tinta nera, che dovrebbe fungere da effetto “oscurità”. Purtroppo, se da un lato permette una grafica ottima, rovina non poco la meccanica stealth, in quanto non c’è niente di più irritante, specialmente in un gioco dove l’azione furtiva premia (o dovrebbe premiare), di non poter vedere ad un palmo dal proprio naso, quindi non permettendo di localizzare i nemici; in questo frangente, dovrete affidarvi solamente al numerino in basso a sinistra dello schermo che vi indica la distanza dei nemici in linea d’aria. Altro elemento che non facilita di certo la vita del ninja è la telecamera. Non potendo infatti usufruire di una inquadratura libera sotto il diretto controllo del giocatore, sarà difficile che essa sia sempre nel punto migliore in una determinata situazione. Purtroppo indirizzarla dietro le spalle, mediante il tasto L, non sempre aiuta. Incredibilmente, può capitare persino che si posizioni in maniera errata anche durante i famosi “appiattimenti” al muro, fornendo un simpatico profilo del vostro personaggio, invece di posizionarsi nell’angolo permettendovi di sbirciare oltre.

Editor dei livelli
Gli sviluppatori hanno ascoltato ed esaudito le preghiere dei fan, e hanno riproposto l’editor dei livelli divenuto famoso prima con l’edizione speciale di Tenchu 1 (esclusiva giapponese) e poi con Tenchu 2. Ciò che lo ha reso così popolare era la possibilità da parte dei giocatori di creare vere e proprie sfide ai limiti dell’umano, e poterli scambiare con altri giocatori. Non potendo usufruire di una modalità Infrastruttura, potrete acquisire le mappe solo scambiandole da una Memory Stick di un'altra PSP, o scaricandole da internet (anche dal sito ufficiale, il cui link lo trovate ad inizio pagina). Almeno teoricamente, quindi, anche dopo aver finito la modalità principale al 100%, non dovreste mai essere a corto di livelli. Tale editor permette di scegliere l’ambientazione, posizionare oggetti, blocchi, nemici, e persino di personalizzare altre amenità, come la storia, e le scenette (a fumetto) di inizio e fine livello; proprio queste amenità faranno felice chi ricorda la povertà, ma solo da questo punto di vista, del precedente editor in Tenchu 2.

Multiplayer
Ritorna anche la modalità multigiocatore, che permette di intraprendere sfide fino a 4 utenti contemporaneamente, sia in modalità versus (contro) che in modalità cooperativa, e proprio quest’ultima opzione colma un'altra mancanza denunciata dai fan. Purtroppo però, come detto in precedenza, le arene sono molto piccole, e, in modalità multi, questo handicap si fa ancora più pesante, rendendo le missioni e il divertimento molto breve.

Passi indietro
Come già accennato, manca la possibilità di nuotare sott’acqua, che avrebbe donato più dinamicità e varietà al gioco. Il controllo del personaggio non è più come quelli dei classici sparatutto in prima persona, dove le frecce servivano solo per far girare il personaggio (come accadeva in Tenchu 1 e 2); in TOTA le direzioni laterali faranno anch’esse muovere il personaggio. Se da un certo punto di vista tale impostazione aiuta nelle situazioni d’emergenza, in quanto rende più facile un approccio più action e dinamico, essa finisce col penalizzare l’aspetto furtivo dell’azione, in quanto può capitare che il personaggio “scappi” involontariamente in una direzione solo perché avete tentato di aggiustare la telecamera… Inoltre la trama è certamente meno imponente rispetto agli altri episodi, davvero pochi filmati sono presenti, e le storie vengono “raccontate” per mezzo di una serie di righe in successione o piccole sequenze a fumetto (che sono alquanto inadatte ad un titolo così serioso). Anche l’editor subisce qualche taglio rispetto al passato, se quindi si poteva essere felici della possibilità di poter scrivere la trama di quel livello, si può denunciare una carenza di trappole se paragonato al set presente in Tenchu 2.
Recensione Videogioco TENCHU: TIME OF THE ASSASSINS  scritta da MAKINIT Gli elementi classici della serie ci sono tutti. Purtroppo mancano alcune caratteristiche e possibilità che non permettono a questa nuova trasposizione di raggiungere le vette d’eccellenza alle quali avrebbe tranquillamente potuto mirare. TOTA esce a testa bassa sia per i casual gamers, al quale consiglio al massimo il noleggio, sia per i fan, che potevano aspettarsi di più, ma che invece sono ancora in attesa del vero seguito di quel capolavoro che era Tenchu 2, che consacrò la serie mell’olimpo del genere come unica alternativa al dominio stealth di Metal Gear Solid. TOTA non brilla particolarmente in nessuno dei campi, e si è dimostrato una avventura scialba e priva di mordente. Se siete alla ricerca di una promettente avventura stealth su PSP, dovrete aspettare ancora l'uscita di Metal Gear Solid: Portable Ops.
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