Recensione di MegaMan Powered Up

Copertina Videogioco MegaMan PU
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Capcom
  • Distributore:

     Halifax
  • Data uscita:

     Disponibile
- L’originale MegaMan rinnovato
- Più di 10 personaggi giocabili
- Editor livelli = longevità stellare
- Grafica fumettosa…
- …che potrebbe non piacere a tutti
- Gameplay limitato
- Difficoltà sbilanciata nei panni dei boss
- Fra i giochi più difficili di questa generazione
A cura di (Makinit) del
MegaMan è un icona del mondo dei videogiochi, una legenda che cede il passo solo ai nomi di Mario e Sonic. Fin dal 1987, la data della publicazione del primissimo episodio (intitolato semplicemente “MegaMan”), la serie si distinse egreggiamente come platform futuristico con elementi di sparatutto, e la sua consacrazione nell’olimpo dei videogiochi avvenne dopo pochissimo tempo (molto prima delle aspettative), addirittura con MegaMan 2: niente male, se si pensa che la serie non avrebbe mai dovuto superare il 1° episodio, a detta di Keiji Inafune, il creatore della serie (noto anche per Onimusha).
Ecco che, a distanza di vent’anni, riappare quel mitico primo episodio che diede vita alla pluridecennale saga (comprendente serie parallele e spin-off in quantita, più o meno apparsi in tutte le maggiori console esistenti), che ora è su PSP in versione Powered Up, cioè “potenziato”, ma potenziato in cosa?
Come detto, dal 1987 ad oggi sono passati quasi vent’anni, e l’impresa che si è proposta Capcom somiglia di più a quella che si propose Davide quando decise di combattere Golia: riportare in vita un gioco dell’87, rivitalizzarlo, rimetterlo sulla cresta dell’onda, che si traduce nel tentativo di far apprezzare ai giocatori uno stile ed un gameplay vecchio di 3 generazioni (era NES)! Come fare?

Una trama che funge da pretesto
Nel ipotetico anno 20XX, il Dr. Light crea dei robot, fra cui MegaMan, in grado di compiere svariati lavori. Un suo compagno d’università, il Dr. Wily, ha però avuto la malsana idea di rapire tutti questi robot e di usarli per conquistare il mondo, convertendoli al male. Solo MegaMan è scampato al rapimento, e decide di andare a sconfiggere il perfido dottore per riportare la pace.
Si capisce dalla sua semplicità, che questo è solo un pretesto; basti pensare che è la stessa identica trama del gioco originale, senza aggiunte o retroscena (come accadde invece per MegaMan Maverick Hunter X), e risale all’era in cui i videogiochi non avevano bisogno di una storia dettagliata per essere giocati.

Grafica ultra-fumettosa
La prima cosa che si nota, osservando un gioco, è sicuramente la grafica, e ovviamente la prima cosa che si nota in Powered Up è il notevole restyling grafico, che rispetto al classico 2D, possiede un più gradevole e appetibile 3D. Lo stile è quello dei classici cartoni del primo pomeriggio, e presenta ogni personaggio in chiave tenera e bambinesca. Questo però potrebbe non piacere a tutti, specialmente ai fan più estremisti. Dopo essersi abituati alla “serietà” della serie X (il cui remake del 1° episodio è anch’esso disponibile) ritornare allo stile più leggero e canzonato della serie originale potrebbe lasciare perplessi sulle prime, specialmente perché quello stile così leggero, in questo remake, viene ancora più accentuato.
Altro punto che potrebbe lasciare perplessi è l’assenza di scene anime (i cartoni animati giapponesi, per intederci), anche qui la mancanza si fa più pesante se avete giocato MegaMan Maverick Hunter X, che ci ha deliziati offrendo persino un episodio di 24 minuti! In MMPU tutte le sequenze legate alla trama sono realizzate con la stessa grafica del gioco, e ad ogni discorso di un personaggio (magari prima dell’inizio di una battaglia) appare la classica nuvoletta, che accentua ancora di più lo stile volutamente fumettoso.

Vecchio ma nuovo?
A questa domanda si può rispondere: si e no. Non si può non denunciare una certa basicità di gameplay. Basti pensare che i tasti cosidetti “fondamentali” sono solo due (esattamente come nell’originale): il salto e lo sparo. D’altronde non si chiedeva nulla di diverso: saltare e sparare è tutto ciò di cui un fan di MegaMan ha sempre avuto bisogno. Si sceglie un livello fra gli 8 (di solito) disponibili, si procede lungo di esso, si sconfigge il boss, si ottiene la sua arma, e si riprende il ciclo con un altro livello.
Ciò che è stato radicalmente rinnovato è il design degli stage: in sostanza, gli unici punti in comune fra i livelli nuovi e quelli originali sono i boss (i quali hanno anche loro dei nuovi attacchi), e per il resto tutto è stato cambiato, dalla morfologia del territorio alla presenza di nuovi nemici; ma i veterani nostalgici si tranquillizzino, perché sono presenti anche i livelli originali (denominati Old Style) del 1987, sempre con grafica rifatta e persino con le musiche originali! Altra novità è stata l’aggiunta di due nuovi boss, TimeMan e OilMan, con i loro livelli appositi, che si vanno ad aggiungere agli altri 6, rispettando così la tradizione che vuole che i boss siano in totale sempre 8 (l’episodio originale, infatti, è stato l’unico che comprendesse solo 6 boss).
Il nuovo design comprende molte più insidie, passaggi segreti e vie secondarie, molte delle quali sono accessibili solo giocando nei panni di uno dei boss, altra novità. Ora tutti boss sconfitti da MegaMan usando solo il Mega Buster, possono essere ricondotti alla retta via (tutti i nemici erano originariamente dalla parte del bene), il che si traduce, in termini di giocabilità, nella possiblità di usarli, e usufruire di tutte le loro abilità, diverse a seconda del personaggio. Giocando con loro si vive una storia diversa, una sorta di “cosa sarebbe successo se…” fosse stato quel boss a non essere stato rapito dal Dr. Wily, nell’introduzione del gioco.
Tutti le partite dei personaggi condividono lo stesso blocco di file di salvataggio, quindi non sarete costretti a crearne uno per boss. Gli unici fil sono quello delle opzioni, la partita New Style e quella Old Style (più i livelli dell’editor).

Difficile? Un eufemismo
Il gioco originale si distinse anche per la sua enorme difficoltà (dettata anche dal fatto che non c’erano password o sistemi di ripresa dopo lo spegnimento della console). Ebbene, non ci crederete, ma questo remake riesce ad essere persino più difficile! I giocatori medi potrebbero incontrare delle difficoltà anche a livello Normale. Ma è forse il caso di fuggire a gambe levate in preda al panico? No, è vero che è difficile, ma la pratica rende perfetti, e le soddisfazioni ricavate dal superamento delle missioni sono pari alla loro difficoltà.
Ulteriore incremento di questo parametro è dato dalla presenza della modalità Challange: 100 livelli che mostrano tutta la cinicità e crudeltà dei programmatori, presentando mini-livelli il cui superamento richiedeono abilità ai limiti dell’umano (oltre ad una santa pazienza); ma anche in questo caso, la soddisfazione che ne deriva dal completamento è grande (anche per via del “premio” che il gioco concede).

Meglio di Keiji Inafune
Se non siete molto d’accordo sulla scelta di design dei livelli della squadra di Mr. Inafune, potete provare a crearne voi di migliori. L’ottimo ed intuitivo editor permette di piazzare pezzi, modificare la struttura del territorio, decidere il piazzamento dei nemici, i bonus, i personaggi giocabili in quel livello, il boss e tanto altro. Ma ciò che è realmente interessante è la possibilità di inviare sul web i livelli creati e condividerli con i giocatori di tutto il mondo, quindi ricevere anche le loro creazioni, che, tradotto in termini di longevità, significa che non dovreste mai essere a corto di nuovi stage, anche se avete finito quelli della modalità principale!
Recensione Videogioco MEGAMAN POWERED UP scritta da MAKINIT Chi cerca un gioco di MegaMan vecchio stile, non può non dare un occhiata a questo remake. Se vi mancano quei lontani pomeriggi passati cercando di sconfiggere quel boss di fine livello, se vi manca il design ispirato dei livelli, e se siete stufi dei giochi troppo semplici dei giorni nostri dovete definitivamente giocarci. Ma se rimanete troppo perplessi dallo stile grafico, dalla mancanza di una trama dettagliata, dalle scene anime, e dalla folle difficoltà del gioco, potrebbe essere meglio per voi optare per MegaMan Maverick Hunter X; MegaMan Powered Up è giocabilità pura e semplice, senza troppi fronzoli, è il passato che si rinnova e che ritorna alla grande!
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