Recensione di Locoroco

Copertina Videogioco Locoroco
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Arcade
  • Sviluppatore:

     Sony
  • Data uscita:

     disponibile
- Grafica fuori di testa
- Comparto sonoro perfetto
- Giocabile
- Simpaticissimo
- Certe volte si perdono alcuni pezzi
- Manca il sensore di movimento per inclinare la console
A cura di (Darkzibo) del
Ormai è passato molto tempo da quando ho iniziato a giocare e sempre nelle mie esperienze videoludiche (che partono dal 1985) ho cercato il divertimento prima di tutto. Con il passare del tempo e con il proliferare di console e giochi quasi tutti simili, ho iniziato a ricercare l’originalità che, in questo periodo, vede come maggior esponente Nintendo DS, una delle console più originali che ci sia. Su questo portatile sono nati diversi capolavori che hanno fatto uso del fattore O, a differenza di PSP dove la maggior parte dei titoli somigliava a tanti giochi già visti su console. Con una grande mossa di mercato, Sony mette sul mercato Locoroco, un titolo che per la sua completezza innovativa potrebbe ricordare Nintendo.

Girare le palline
La prima cosa che si nota in Locoroco è l’essenzialità del gameplay: protagoniste sono palline gelatinose di diverso colore che devono salvare il mondo che abitano. Trama tanto essenziale quanto marginale. La realtà è che una storia così semplice è compensata da un gameplay di tutto rispetto. Voi dovrete governare una pallina che, tramite i movimenti del piano di gioco provocati dalla pressione dei pulsanti L e R, si dovrà districare nei numerosi livelli che compongono il titolo. Seguendo questa caratteristica non sarebbe stato male dotare l’umd di Locoroco di un sensore che percepisce l’inclinazione del piano in modo da muovere la console per inclinare il piano di gioco invece di usare i dorsali. Tornando al gioco vero e proprio, lo scopo non è il solo far rotolare la propria pallina gelatinosa fino al traguardo (operazione molto semplice tutto sommato dato che non si rischia di morire cadendo in buchi senza fondo) ma farle recuperare, durante il tortuoso percorso, tutti gli oggetti che si trovano nel livello. Ci sono frutti capaci di incrementare la grandezza della vostra pallina e personaggi chiamati Mui Mui (tre per ogni livello) da liberare e il cui salvataggio sblocca diverse nuove modalità e opzioni. Purtroppo durante il viaggio troverete diversi percorsi molto stretti dove una sfera gelatinosa di grandezza rilevante non può passare. Come fare allora? Semplice, basta premere ripetutamente il pulsante cerchio per suddividere la pallina in unità più piccole in modo da superare l’ostacolo e poi ricomporre il protagonista. In alcuni casi saranno presenti diversi altri ostacoli come blocchi animati che stanno dormendo e che potranno essere risvegliati tramite il canto dei teneri protagonisti. In questo caso il rimando a un titolo Nintendo è obbligatorio: come in Pikmin, anche il coro che dovrà risvegliare l’ostacolo dovrà essere necessariamente formato da un numero minimo di componenti, cosa difficile dato che durante il viaggio sino al completamento del livello troverete nemici di vario genere pronti a sminuire la vostra massa gelatinosa.
La giocabilità è immediata, senza troppi sfarzi di sorta e senza raggiungere la precisione certosina di Mercury: oltre ai dorsali si impiegano il tasto cerchio e quadrato per scomporre e ricomporre il protagonista. Sono presenti diverse modalità come i minigiochi o come la Loco House: interessante variazione che permette di creare un proprio ‘ecosistema’ con gli oggetti guadagnati dalla liberazione dei Mui Mui.

La classe non è acqua
Nessuno lo può negare: in Locoroco i tocchi di classe non mancano. Li potete notare in diverse occasioni: dalle palline che intonano la melodia con un labiale perfetto, agli elementi di sfondo personificati come il sole con gli occhi che schiaccia un riposino come nel famoso cartone animato di Pollon. Ancora: le correnti d’aria rappresentate da piccole bolle colorate capaci di trascinare i nostri piccoli protagonisti in folli e vorticose corse. Tutto sembra far parte di una grande opera d’arte. In fondo, si sa che le opere d’arte sono considerate tali perché non lasciano al caso nessun particolare.

Quadri in movimento
I livelli non sono vastissimi e, se non fosse per i segreti da sbloccare, in breve tempo li visiterete. La verità è che grazie alle zona segrete, alle pareti che nascondono i Mui Mui e alle tante variazioni su come portare a termine ogni viaggio, uno stage vi può portare via diverso tempo. Se poi si calcola che i livelli sono 40, raggruppati in diversi mondi, la longevità raggiunge vette elevate, perché è proprio il fattore rigiocabilità che influisce positivamente sul gameplay.
Il comparto visivo è senz’altro uno dei punti di forza di Locoroco: non è realistico ma ha un appeal di sicuro impatto che ricorda un gioco in flash. I protagonisti sono simpatici e nella loro semplicità raggiungono un carisma capace di intenerire chiunque. I livelli sono vari e splendidamente curati con colori bui quando si tratta di livelli angusti come il castello di fine mondo, mentre con colori più caldi che richiamano l’esatate nei livelli a tema naturale. Il tutto miscelato in un contesto semirealistico per quanto riguarda la fisica della pallina: il suo ondeggiare in base alle situazioni è impressionante e anche il suo incedere lungo i diversi percorsi è realistico. Questo è quello che succede quando si vuole unire l’originalità con una punta di realismo: un piccolo gioiello.
La colonna sonora, che spazia dalle musiche pop a quelle new age, è davvero perfetta, senza sbavature e con un tema principale che, dopo un po’ che lo ascolterete, vi entrerà nella mente tanto da canticchiarlo. Le voci dei protagonisti sono distorte alla Alvin Rock n’ Roll, e anche le urla delle palline mentre, per esempio, sono risucchiate da un vortice, sono limpide e ben udibili. La colonna sonora gioca un ruolo importante e, come ricordato prima, la voce delle palline può servire per sbloccare alcuni ostacoli. Complimenti ai programmatori, perché era da un po’ di tempo che non sentivo su portatile un comparto sonoro degno di nota come questo.
Recensione Videogioco LOCOROCO scritta da DARKZIBO Finalmente anche PSP ha ritrovato un suo momento di gloria dopo i numerosi (seppur divertenti) porting che l’hanno invasa dal momento della sua uscita. Ora con Locoroco sembra che tutte le critiche che hanno accompagnato la vita di PSP (non ha giochi originali, sono tutti porting e altro ancora) siano destinate a fare la fine di una pallina che si scompone fino a sparire. Nel titolo di Sony c’è originalità, simpatia e carisma ed è uno dei pochi giochi capaci di intrattenere con i pollici appoggiati sui lucidi tasti del portatile nero (o bianco). Gode di una grafica fuori dagli schemi, di una colonna sonora perfetta e mai annoiante e di una giocabilità che non subisce gli ostacoli del luogo in cui vi trovate. Forse, al posto dei dorsali, per rilevare la pendenza sarebbe stato meglio impiegare un rilevatore di movimento, simile a quello del Game Boy Advance, però non si può avere tutto, almeno per ora. Consigliato a chi cerca qualcosa di davvero originale oltre ai soliti giochi.
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