Recensione di Ape Escape P

Copertina Videogioco Ape Escape
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Platform
  • Sviluppatore:

     SCEA
  • Lingua:

     Italiana
  • Giocatori:

     1-2
  • Data uscita:

     Disponibile
- Buona grafica
- Tanti mini-giochi
- Porting di un capolavoro…
- …leggermente snaturato
- A volte frustrante
- Caricamenti estenuanti
A cura di (Makinit) del
Quando uscì, nel lontano 1999 su PSone, un videogioco chiamato Ape Escape, furono in molti a rimanere stupiti dalla capacità di divertire unita alla grande originalità della meccanica di gioco. Quel primo episodio, di una serie ormai lunga, è tornato su PSP, ma in versione leggermente modificata.

Acchiappa-scimmie
La trama è tanto semplice quanto originale: una scimmia riesce a mettere le mani su un casco speciale che la rende molto intelligente, e permette ad altre scimmie di fuggire da un laboratorio di ricerche di un professore, il quale aveva prima inventato una macchina del tempo; risultato: scimmie intelligenti ora sono disperse nel tempo, e rischiano di modificare il corso degli eventi cambiando la storia. Sarà compito di Spike, un ragazzino di cui il dottore si fida ciecamente, recuperare tutte le scimmie sparse nelle varie ere, evitando così la catastrofe di un mondo dominato da primati.
Tutto questo si traduce in una serie di livelli a tema temporale, 3 stage per ogni era, nei quali dovremo catturare un numero minimo di scimmie per superare il livello. Le scimmie vanno catturate per mezzo di un retino speciale che le trasporta direttamente al laboratorio, quindi il nostro compito pratico sarà quello di rincorrerle lungo l’arena, stando attenti ai loro sporadici attacchi. Negli stage però non vi saranno solo gli odiosi primati, ma anche vari mostriciattoli che dovremo stordire a suon di manganellate; potremo usare il manganello anche per stordire brevemente le scimmie, e renderle più facili da catturare. Fortunatamente avremo a disposizione ben più di soli due oggetti per adempiere al nostro dovere, ma anche radar, macchinine radiocomandate, fionda e tanto altro, tutto all’insegna dell’originalità e della varietà.

Non solo scimmie
Il numero di scimmie in uno stage è di solito superiore al numero necessario da catturare per superare il livello, se quindi si vorrà completare tale stage al 100% si dovrà rivisitarlo e catturare tutti i primati (e raccogliere tutte le monete segrete); spesso riceveremo dei gadget che ci permetteranno di catturare le scimmie che prima eravamo costretti ad ignorare per la loro posizione inaccessibile. Ogni bestiola recuperata potrà poi essere visionata nell’apposita schermata di collezione, nella quale si potranno analizzare anche i loro parametri (molto simpatiche le descrizioni caratteriali di ognuna). Particolarmente apprezzabile è la presenza di numerosi mini-giochi (snowboard, ping-pong, boxe, ecc.), tutti da giocare e rigiocare, anche in multi-player, grazie all’apposita opzione.

Nè Shock, nè Dual
L’originale Ape Escare sfruttava al meglio il joypad Dual Shock della PSone, affidando allo stick sinistro il movimento del protagonista, allo stick destro le direzioni d’attacco, i 4 tasti geometrici avevano la funzione di scegliere quale gadget equipaggiare, mentre il resto delle funzioni (salto, visuale, ecc.) era affidato ai 4 tasti dorsali, offrendo un notevole controllo, quasi sempre preciso. Ovviamente la PSP non possiede un doppio-stick, ma si deve “accontentare” di uno solo, al quale verranno affidati i movimenti di Spike, e di soli 2 tasti dorsali (che vengono usati per raddrizzare la visuale e accucciarsi, funzione prima destinata alla pressione del tasto-stick R3); mentre il tasto X serve per saltare, solo i rimanenti simboli sono addetti ora, oltre all’equipaggiamento dei gadget, anche al loro diretto utilizzo, che vanno a sostituire lo stick destro del Dual Shock. In base a quanto reso noto fin ora, è facile capire come sia più difficile catturare le scimmie senza la dinamicità del vecchio caro joypad PSone, dal momento che le direzioni di attacco saranno più astruse da gestire, proprio a causa del fatto che dovrete necessariamente essere voltati verso i nemici per attaccarli, mentre prima era possibile eseguire un attacco in tutte le direzioni, indipendentemente dalla posizione del protagonista.

Telecamera sull’obbiettivo, per favore
Una delle maggiori note di biasimo va alla gestione quanto mai difficoltosa della telecamera, che fa di tutto per mettere il giocatore nelle condizioni peggiori per affrontare le situazioni. Oltre alle scimmie e ai mostriciattoli, avrete quindi a che fare con un terzo “nemico”, spesso la nemesi di molti giochi 3D; nonostante si possa raddrizzare istantaneamente l’obbiettivo (grazie al tasto L), o gestire le angolazioni mediante i tasti direzionali, spesso si cerca di soprassedere sulle condizioni di telecamera, e si preferisce “darle per buone” in modo da doversi concentrare solo sul nemico vero e proprio… non è certo una saggia decisione porre costantemente il giocatore tra la scelta di affrontare i nemici in fasi precarie o tentare, con un po’ di fortuna, di aggiustare l’obbiettivo. Ovviamente questo può rendere le ricerche e i recuperi tremendamente frustranti, specialmente nei livelli avanzati.

Tecnicamente
La grafica è decisamente buona, e appare sempre pulita e sgargiante. Purtroppo la telecamera evidenza alcuni errori, ma tutto quanto scorre fluido e con rarissimi rallentamenti. Il prezzo da pagare per una realizzazione tecnica così curata è però una serie di estenuanti caricamenti; lunghe schermate di “loading” fra i menù e fra le zone dei livelli, non fanno altro che rallentare un ritmo, che altrimenti sarebbe ottimamente incalzante. Una tale mole di caricamenti è decisamente improponibile per una console portatile, che dovrebbe fare del suo punto di forza le partite brevi e veloci, le classiche “giocate al volo”, che qui sono rese impossibili.
Recensione Videogioco APE ESCAPE P scritta da MAKINIT Sicuramente un buon platform, caratterizzato da una buona realizzazione tecnica ma penalizzato da un controllo leggermente inadatto alla PSP, in quanto espressamente pensato per il joypad Dual Shock. Purtroppo non è nulla di veramente nuovo, e alla fin fine si tratta di un'altra trasposizione da console casalinga. Chissà quando offriranno qualcosa di veramente originale e innovativo (e qualitativo) su PSP. Sconsigliato a chi ha già avuto modo di provare il capitolo sulla sua piattaforma d’origine, e parzialmente consigliato (ovvero noleggio) a chi cerca un platform simpatico e spensierato.
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