Recensione di Untold Legends: Brotherhood of the Blade

Copertina Videogioco Untold Legends
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Sony Online Entertainment
  • Lingua:

     inglese
  • Giocatori:

     1-4
  • Data uscita:

     disponibile Usa, autunno 2005 in Eropa
- Un titolo perfetto per una partitina veloce - Niente di nuovo
- Piuttosto ripetitivo
- Caricamenti molto lunghi
A cura di (Fabfab) del
Una console portatile ha bisogno essenzialmente di giochi veloci e non troppo complicati, che possano divertire immediatamente il giocatore ma che possano anche essere fruiti in piccole dosi, magari durante un viaggio in treno o un autobus. E cosa risponde meglio a questi requisiti se non il genere degli hack'n slash alla Diablo, in grado di proiettarci subito al centro dell'azione ma, allo stesso tempo, sufficientemente leggeri da poter essere giocati poco per volta e riposti senza rimpianti quando il tempo da dedicargli è terminato?

Untold Legends
Untold Legends è il primo hack'n slash per PSP. Stranamente Sony ha deciso di esordire sulla sua console portatile con un franchise del tutto inedito, piuttosto che ricorrere nuovamente al notissimo mondo di Everquest.
Il gioco segue il binario tracciato dai suoi illustri predecessori su Ps2 (Baldur's Gate DA 1 e 2, Champions of Norrath, Return to Arms...): si comincia scegliendo un personaggio tra i quattro disponibili (due donne e due uomini, parzialmente personalizzabili nell'aspetto e nei vestiti ma tutti ugualmente anonimi), decidendo se optare per un eroe votato al combattimento corpo a corpo (Cavaliere e Berserker) piuttosto che all'utilizzo della magia (Druido e Alchimista). A seconda che si scelga la via del guerriero o quella del mago varia di conseguenza anche l'equipaggiamento che si può utilizzare, oltre che le caratteristiche fisiche e mentali del personaggio.
Ogni protagonista si differenzia, infatti, per i differenti valori di forza, destrezza, intelligenza e resistenza: naturalmente ogni volta che si passa di livello si viene ricompensati con punti da spendere per potenziare le abilità desiderate ed acquisire nuove capacità. Praticamente la componente da rpg del titolo si esaurisce qui!
Oltre che per le proprie abilità, ogni personaggio si caratterizza anche per l'equipaggiamento utilizzato: come già negli omonimi su Ps2, ogni oggetto indossato modifica l'aspetto del personaggio, il che fa sempre piacere anche se, in verità, non è che le varianti siano poi molte. In ogni caso, come sempre succede con prodotti di questo tipo, tra le decine di oggetti recuperati solo pochi risulteranno veramente utili al personaggio, mentre gli altri serviranno giusto per essere rivenduti al mercante di turno in cambio di denaro sonante.

I buoni e i cattivi
Il motore grafico del gioco deriva direttamente da quello dei celebri Snowblind Studios e pertanto la visuale è quella classica dall'alto, scelta che permette di avere un buon colpo d'occhio sulla situazione. Anche il gameplay non presenta particolari innovazioni: si avanza facendosi largo tra orde di nemici in genere mostruosi (ragni giganti, lupi, suini antropomorfi, zombi, spettri...): l'I.A. è sul genere "lo vedo e lo attacco sempre allo stesso modo", il che rende i combattimenti non eccessivamente ostici (salvo che nelle situazioni di sovraffollamento di nemici), non fosse per un sistema di controllo che, nonostante i pochi comandi a disposizione (attacco, magia, difesa...), non rende molto immediata la loro esecuzione. Naturalmente non possono mancare anche periodici boss di fine livello. Se non altro il design di alcuni nemici risulta quantomeno piacevole da vedere e le animazioni sono piuttosto ben fatte.
Il pericolo di una ripetitività esasperante è dietro l'angolo, specie considerando che i pur numerosi dungeon sono veramente tutti troppo uguali tra loro (e sembra strano dirlo, dato che vengono generati casualmente: d'altronde proprio per questo finiscono per risultare poco vari e profondi) e poveri sia nel design che nei dettagli per rendere piacevole la loro esplorazione. A tutti questi problemi si aggiunge anche l'assenza di una trama degna di questo nome: siete il solito eroe che deve salvare il mondo e la storia procede attraverso quest collegate tra loro da schermate di testo, senza scene di intermezzo o filmati ad arricchire la narrazione e con caricamenti lunghissimi a spezzettare il tutto. Non parliamo poi di problemi come il flickering delle textures, l'aliasing imperante o i crolli di frame rate quando ci sono più di quattro personaggi su schermo!
Il meglio Untold Legends lo fornisce col multiplayer wireless: se avete altri tre amici con una PSP (un evento assai improbabile al momento, ne convengo) allora il titolo Sony ne guadagna in divertimento e longevità. Potete utilizzare un personaggio precedentemente potenziato ed aggirarvi per i dungeon in gruppo con i vostri amici oppure singolarmente, magari cercando di fregarvi i tesori a vicenda.
Recensione Videogioco UNTOLD LEGENDS: BROTHERHOOD OF THE BLADE scritta da FABFAB Il primo hack'n slash per PSP si rivela un titolo privo di innovazioni e di spessore, che si limita a riproporre per l'ennesima volta quanto già visto senza proporre nulla di personale: questo non significa che il titolo sia brutto o ingiocabile, combattere contro orde di mostri e non-morti è sempre rilassante ed anche la meccanica alla Diablo, veloce e senza pensieri, è perfetta per un portatile. Ma, onestamente, qualcosina in più la si poteva certo fare...
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