Recensione di Prinny 2: Dawn of Operation Panties, Dood!

Copertina Videogioco Prinny 2
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Nippon Ichi
  • Data uscita:

     TBA 2011
6.9
Voto lettori:
7.5
- Sa divertire...
- Buon versante tecnico
- Longevità sopra la media del genere
- ...quando non frustra
- Boss epicamente difficili
- Sistema di salto obsoleto
- Al momento solo NTSC
A cura di Gianluca Arena (DottorKillex) del
Di certo non si può accusare NIS di dormire sugli allori: i creatori della saga di Disgaea sono tra quelle software house che, anche nei periodi di magra a livello di uscite, com'è tradizionalmente quello che segue la marea di titoli natalizi, supportano PlaystationPortable con un gran numero di prodotti di qualità medio/alta, a testimonianza del know how acquisito negli ultimi anni nello sviluppo di titoli per il mercato portatile. Tra gli ultimi due capitoli della trilogia di Badman!, quel Cladun recentemente recensito sulle nostre pagine e il prossimo Z.H.P. Unlosing Ranger, ecco spuntare quasi a sorpresa Prinny 2: Dawn of Operation Panties, Dood! (da adesso in poi solo Prinny 2), seguito del controverso action platform che ha visto come protagonisti assoluti i Prinny, graziosi esserini dall'apparenza pinguinesca, che sono in realtà anime dannate incarnate in pezza.

Hai visto le mie mutande?
Visto lo spirito scanzonato del primo titolo e l'atmosfera che permea non solo la saga di Disgaea, di cui questo prodotto è uno spin off, ma tutte le recenti produzioni NIS, sarebbe stato fuori luogo attendersi un plot che avesse anche solo una parvenza di senso e di serietà: e infatti il motivo che spingerà, ancora una volta, altri mille pinguini ad andare incontro a morti dolorose e inopinate sarà la biancheria intima della signora degli Inferi Etna, più crudele e menefreghista che mai. Al risveglio la “diavolessa” si accorge infatti che qualcuno ha rubato il suo intimo, lasciandola letteralmente in braghe di tela, accendendone la proverbiale ira, che i Prinny, suoi fedeli sudditi, conoscono e temono. Ben presto, dopo un primo livello introduttivo, saremo catapultati in un mondo colorato e all'apparenza spensierato, che ricalca le atmosfere e la tavolozza della serie principale, con la quale condivide anche buona parte del bestiario che si frapporrà tra noi e il nostro folle obiettivo. Le battute e le situazioni comiche non mancheranno, anche se, oggettivamente, dopo una dozzina di prodotti che vertono sullo stesso tipo di comicità e di umorismo non-sense, saranno i sorrisi, ben più che le sincere risate, procurate dai primi titoli della NIS a farla da padrone. Poco male, comunque se avvedutisi delle (molte) mancanze del prequel e tenuti buoni i (pochi) punti a favore, i programmatori avessero confezionato un gioco divertente e ben calibrato.

Pinguini e sadismo
Per chi non lo avesse giocato, il primo episodio proponeva una struttura a piattaforme tipicamente bidimensionale, seppure incastonata in un'ambientazione ibridata con le tre dimensioni, molto in voga sin dall'era degli 8 bit e ultimamente un po' accantonata, soprattutto sulla nuova generazione di console da salotto.
L'ago della bilancia pendeva nettamente a favore della componente action rispetto alla soluzione degli enigmi o alla precisione nei salti, facendo delle serratissime fila nemiche il problema principale per il giocatore: i mostriciattoli non lasciavano un secondo di pausa, attaccando nei modi più subdoli e sfruttando ogni secondo di indecisione da parte del giocatore, peraltro già alle prese con un sistema di controllo gravemente lacunoso soprattutto in fase di salto, che proponeva un arcaico (e frustrante) sistema di salto rigido, non direzionabile, tale da condurre a morte certa quand'anche ci si accorgesse, a volo appena spiccato, di un ostacolo imprevisto.
Vi chiederete perché ci stiamo dilungando oltremodo nel descrivere un gioco che non è oggetto di questa recensione, ma la spiegazione è semplice: se si escludono nuovi nemici, un level design più complesso e qualche piccolo accorgimento grafico (che ha però portato ad un appesantimento dei tempi di caricamento medi), Prinny 2 è una copia carbone del titolo che lo ha preceduto e, purtroppo, questo significa che i difetti succitati, a partire da un livello di difficoltà aberrante, sono ancora compresi nel pacchetto.
L'aggiunta di un salto doppio e la facoltà del nostro alter ego di aggrapparsi a superfici,  nel caso ci arrivi vicino, non alleggeriscono le dinamiche di un salto ancora scandalosamente ancorato ad una concezione dello spazio e della coordinazione occhio – dito accettabile venticinque anni fa, ma assolutamente improponibile adesso.
Come se non bastasse un esercito di avversari agguerriti e con la fastidiosa tendenza a recitare il ruolo dei kamikaze, il più delle volte capiterà, anche al giocatore abituato agli standard proposti dai platform odierni, di cadere nel vuoto, o di morire per uno sciagurato atterraggio proprio in testa ad uno dei nemici.
Più volte, in questa sede, ci siamo lamentati dell'abbassamento del livello medio di difficoltà dei giochi negli ultimi dieci anni, probabilmente motivato (anche se questa non risulta una giustificazione valida) dall'abbassamento dell'età di coloro che videogiocano e dall'apertura, merito soprattutto di Nintendo, a fasce di pubblico del tutto nuove a questa forma di intrattenimento: ma quello che volevamo non era certo un titolo del genere, che, oltre ad un'ulcera per il nervoso, ottiene solo di non lasciarsi godere e la cosa, soprattutto considerate le qualità positive, risulta davvero un peccato.
La soddisfazione quando si manda al Creatore un nemico con una stilosa combo è infatti innegabile, come lo è raggiungere uno dei check point sparsi in maniera generosa nei livelli, e, in generale, quando non frustra il giocatore con l'imprecisione dei controlli o l'eccessiva difficoltà, Prinny 2 si rivela un platform ben congegnato, con un design dei livelli di tutto rispetto e una serie di potenziamenti spassosi e utili per il nostri mille protagonisti.
Eh sì, mille: esattamente come in occasione del precedente episodio, questo numero di vite sembrerà spropositato a quanti non hanno provato con mano le dinamiche del titolo, ma possiamo assicurare che, dopo sole 2-3 ore di gioco, avrete perso già almeno un terzo del vostro esercito di pinguini di pezza blu.

Morire in bellezza
Ad aumentare i rimpianti c'è un comparto tecnico di ottimo livello, che di certo non segna un nuovo punto di arrivo per la piccola di casa Sony ma svolge il suo dovere, offrendo modelli che, pur non dotati di un numero considerevole di poligoni, godono di animazioni spassosissime, tra le migliori viste nel genere, unitamente a musiche orecchiabili (seppur riciclate quasi in toto dalla serie madre) e ad una longevità di tutto rispetto, se si considerano le diverse modalità di gioco offerte e la possibilità di un Game Plus.
Di particolare pregio la rotazione dalle due alle tre dimensioni che si attiva in occasione dell'attacco volante e gli effetti di cui potremo godere in occasione delle boss fight, nelle quali, di contro, si raggiunge l'apice della frustrazione, a causa di nemici tanto duri a morire quanto veloci nell'agire.
Una nicchia davvero esigua di hardcore gamer troverà la gran parte delle critiche fin qui mosse al titolo un'inezia, e si getterà a capofitto, magari con tanto di bandana in testa, nell'ardua sfida proposta dai programmatori di NIS, ma la stragrande maggioranza di quanti posseggono la console portatile made in Sony troverà la frustrazione di troppe spanne superiore a qualsiasi pregio il gioco possa avere.
Recensione Videogioco PRINNY 2: DAWN OF OPERATION PANTIES, DOOD! scritta da DOTTORKILLEX Nonostante non abbiamo potuto esimerci dall'evidenziare le lacune del sistema di salto e la castrante difficoltà di cui l'ultima fatica di NIS si macchia, abbiamo ritenuto di assegnare un voto finale comunque sopra la sufficienza, soprattutto grazie ad un lato cosmetico e sonoro più che onesti e ad una longevità generale ben superiore a quella di molti platform in circolazione.
Pur credendo che non saranno in molti quelli che si rivolgeranno al mercato import (il titolo è al momento disponibile solo in versione NTSC) e che riusciranno a soprassedere su una curva di apprendimento tanto ripida e sbilanciata, manteniamo la speranza che, in un auspicabile terzo capitolo, memori delle critiche che tutta la stampa di settore, anche oltreoceano, ha mosso ai primi due Prinny, i programmatori decidano di offrirci un action platform godibile da tutti e non solo dai più irriducibili e incalliti tra i giocatori.
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