Recensione di Cladun This is an RPG!

Copertina Videogioco Cladun
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Nippon Ichi Sofware
  • Data uscita:

     2010
8.0
Voto lettori:
8.5
- Pick up and play: facile e veloce
- Colonna sonora azzeccatissima
- Profondità assicurata dal Magic Circle
- Grande rapporto qualità - prezzo
- Trama debole
- Level grinding ossessivo
- Componente multiplayer molto migliorabile
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A cura di Gianluca Arena (DottorKillex) del
L'ironia è tutto nella vita. La capacità di ridere di tutto ciò in cui ci imbattiamo in questo viaggio di sola andata, che ci porta dal grembo materno a quattro assi sottoterra, in primis di noi stessi. Contrariamente a quello che potreste pensare leggendo questo cappello introduttivo, no, non è la grappa a parlare per noi: stiamo semplicemente cercando, dopo numerose riflessioni, di immedesimarci nella visione del mondo, della vita e del mercato videoludico contemporaneo dei ragazzi di NIS che, dopo le tonnellate di risate offerte al pubblico con le saghe di Disgaea, Prinny e Badman!, tornano sugli schermi di Playstation Portable con un altro prodotto completamente fuori di testa, del quale, aldilà delle qualità oggettive, non si può non apprezzare lo spiccato senso dell'umorismo e l'ironia pungente.
Benvenuti in Arcanus Cella. Benvenuti in Cladun This is an RPG!

Accaniti fumatori di crack
Ovviamente ci stiamo riferendo non ai protagonisti del gioco (che rating avrebbe preso un prodotto del genere??) ma ai programmatori, che hanno confezionato ancora una volta un capolavoro di comicità nonsense che, nonostante un paio di momenti di stanca, vi spingerà sempre ad andare avanti, anche solo per gustarvi il prossimo dialogo sballato o la prossima battuta al fulmicotone. In realtà, come per molte produzioni simili (eh sì, volendo anche questo gioco rientra in una categoria) la trama sarebbe accessoria, una mera giustificazione che spinga, almeno inizialmente, al massacro indiscriminato di creature fantasy pixellose che saremo chiamati a compiere: i protagonisti sono tre, ma il fatto che possiate bellamente ignorarli e scegliere come vostro eroe uno qualsiasi dei personaggi secondari che si uniscono a loro dopo qualche ora di gioco, la dice lunga sull'importanza del filo narrativo. Pudding e Souma sono due ragazzi diversissimi tra loro, l'una afflitta dalla rara malattia terminale della risata, che la ucciderebbe in un attimo se esagerasse nello sbellicarsi, e l'altro perennemente in angoscia per quello che potrebbe succederle, tranquillo e pacifico di carattere, ma costretto a tuffarsi nelle avventure più pericolose per evitare che ad affrontare i pericoli sia la sua amica. Senza un perché ben preciso, i due capitano nel mondo di Arcanus Cella, un dungeon infinito creato dalla maga Despina, combattuta tra lo sterminare gli umani che invadono i suoi mondi alla ricerca di tesori e fama, e lo starsene buona tra le sue pareti domestiche, peraltro ridotte a tre dalla goffa entrata in scena di Pudding durante l'incipit. Una serie di improbabili figuri si unirà al nostro party nel corso dell'avventura, e con loro si moltiplicheranno dialoghi intrisi di un'ironia quando pungente quando completamente idiota, ma comunque molto godibile sulla lunga distanza e che riesce a tenere a galla una sceneggiatura altrimenti troppo esile.

Diablo in mutande e calzoncini
Nel continuare ad assicurarvi che non abbiamo fatto uso di stupefacente alcuno, passiamo a descrivere il cuore del gioco, che, come il paragrafo suggerisce, richiama uno dei più bei giochi di tutti i tempi, quel Diablo che riscrisse i canoni del gioco di ruolo action. Il gioco si configura, infatti, come il più classico dei dungeon crawler, nel quale ci troveremo ad affrontare centinaia di labirinti brulicanti di fauna locale, con il solo scopo di sterminare ogni cosa ci si pari davanti e razziare ogni tesoro ci capiti a tiro. Laddove giochi come Diablo puntavano sulla violenza, sull'epicità della storia, su un tono generale serioso e cupo, Cladun risponde con la demenza più assoluta, parente stretta di quella ammirata nella trilogia di Badman, che influenza fattori affatto secondari come il design delle armi, e soprattutto dei nemici che, pur letali, risultano tra i più buffi e improponibili degli ultimi anni. I primi livelli serviranno da tutorial, anche se, sinceramente, non se ne sarebbe sentita la mancanza: la facilità nell'entrare nei meccanismi del gioco, la basicità del sistema di controllo e anche il simpaticissimo look 8 - bit prendono il giocatore letteralmente per mano e lo conducono nel pazzo mondo del gioco in pochissimi minuti, con un solo elemento che andrà metabolizzato bene, il Magic Circle, l'unica vera innovazione di questa produzione. La nostra sarà un'avventura in singolo, ovvero controlleremo solo il nostro alter ego direttamente, ma questo avrà comunque il supporto di un numero variabile di personaggi secondari, che gli doneranno i loro punti mana, la loro energia vitale e una serie di abilità. Ogni personaggio è dotato, sin dall'inizio, di un cerchio magico, ovvero di una disposizione a griglia, con slot riempibili con un altro personaggio secondario, a comporre un party di più elementi: avanzando di livello, il numero di questi cerchi magici aumenterà, permettendo una diversa disposizione dei personaggi di supporto e una diversa distribuzione delle energie, necessaria per avanzare nel gioco che, nonostante l'aspetto rassicurante, propone il solito livello di difficoltà made in NIS, quindi decisamente impegnativo. Equipaggiando un cerchio magico piuttosto che un altro, saranno privilegiate, di volta in volta, caratteristiche diverse, come la disponibilità di mana per sferrare incantesimi, i valori di attacco e difesa, il numero dei punti ferita, la capacità di trovare tesori più rari e così via. La scelta del cerchio magico e dei personaggi da inserirvi è a totale discrezione del giocatore che, dopo un periodo di spaesamento iniziale, digerito il sistema potrà godere della sua flessibilità e della grande varietà di soluzioni che offre. Lo stesso personaggio da porre al centro del cerchio, che poi coinciderà con quello che controlleremo direttamente, sarà assolutamente personalizzabile e questo significa che potremo affrontare l'avventura con decine di personaggi diversi, ognuno dotato delle proprie abilità, secondo la classe di appartenenza (si va dal guerriero al mago, passando per il dragoon): il sistema funziona benissimo e aggiunge grande profondità tattica ad un gioco che si sarebbe altrimenti limitato ad un button mashing selvaggio. Non sarà raro venire sconfitti da un mostro, riaffrontarlo con una diversa disposizione del cerchio magico e dei personaggi secondari e batterlo, a testimonianza del bilanciamento raggiunto e dell'importanza strategica di determinate scelte, tanto che, digerito il meccanismo, passerete più tempo a perfezionare il party e gli armamenti di quanto non passerete tra trappole e nemici nei dungeon.
I controlli sono davvero basilari, sfruttano i quattro pulsanti frontali di PSP per colpire, saltare, lanciare un incantesimo parare mentre ai dorsali sono affidate funzioni minori, di slide tra le varie abilità: tutto molto semplice, ed è proprio una delle carte vincenti del titolo, lontano dagli svolazzi metafisici e dai complicati battle system cui il genere ci ha ultimamente abituato. Dopo poche ore di gioco sarà accessibile anche un dungeon generato casualmente che, con 99 livelli sempre diversi, potrebbe tenere occupato per centinaia di ore il giocatore più paziente.
Da notare anche la grande “portabilità” del gioco, spezzettato in missioni della durata media di 4-5 minuti, al termine delle quali si potrà salvare liberamente, e che permette, in un rigurgito di follia, di accedere ai titoli finali dopo pochissimi minuti di gioco, uscendo letteralmente dal mondo di Arcanus Cella dalla porta sul retro.

NES vs Master System II
Un altro marchio distintivo delle ultime produzioni NIS è dato sicuramente dal look grafico retro che, dopo aver spopolato con i tre Badman!, torna ad offrirci sprite impastati di pixel, colori sgargianti e musichette che riportano alla mente i lunghi pomeriggi della nostra infanzia, passati a disquisire sulla bontà della line up del NES e sulle capacità grafiche del Master System. Come per la grande quantità di level grinding necessaria al proseguimento dell'avventura, anche questa scelta estetica allontanerà il gioco dalle grandi masse e dalle nuove generazioni che, dopo lo sfarzo grafico di titoli come il recente God of War, inorridiranno alla vista di personaggi bidimensionali inseriti in un mondo ancora più bidimensionale di loro, ma d'altronde il gioco, proposto sul PSN a prezzo d'occasione, è per sua stessa natura dedicato agli amanti del genere, a quell'esercito di nerd (di cui siamo orgogliosi di far parte) che ha perso centinaia di ore nei labirinti del già citato Diablo, piuttosto che in quelli di Eye of the Beholder o della più recente saga di Etrian Odyssey: una categoria a parte, attirata dal collezionare quell'ultima spada magica, dal ripulire ogni antro da ogni essere vivente, dai combattimenti a volte fini a se stessi.
Nessuno di questi avrà molto di cui lamentarsi né a livello grafico, né a livello sonoro (addirittura sarà possibile scegliere l'accompagnamento retro), né tantomeno a livello di longevità, perché il gioco difficilmente potrà essere completato in meno di 25 ore (e parliamo solo dei dungeon dell'avventura principale). Se lo si saprà gustare in brevi sessioni, come pillole di un dolce passato, allora Cladun sarà uno dei download che rimarrà più a lungo sulle vostre memory stick.
Recensione Videogioco CLADUN THIS IS AN RPG! scritta da DOTTORKILLEX Stavolta, più che in altre occasioni, è stato per noi difficile mantenere quell'imparzialità di fondo necessaria per offrire un servizio di qualità a voi lettori: Cladun This is an RPG! rappresenta infatti un piccolo paradiso per una nicchia di giocatori di vecchia scuola, un regalo di Natale anticipato di NIS agli amanti del grinding, dell'ironia e dei dungeon.
I pregi sono innegabili, a partire dal prezzo low budget, finendo con la gradevole aggiunta del sistema del Magic Circle, che però, nel contempo, allontanerà ulteriormente tutti coloro che non saranno disposti a dedicare qualche ora a comprenderne tutte le funzionalità e le sfaccettature, ma altrettanto innegabili sono i difetti, da un comparto multigiocatore inspiegabilmente lento (e solo in locale), ad una trama davvero sconclusionata, passando per una quantità di level grinding forse eccessiva anche per un amante del genere. Comunque una piccola perla per chi saprà apprezzarla, e una valida alternativa “old school” per chi, tra le nuove generazioni, ritiene troppo facili e stereotipati i giochi di ruolo odierni.
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