Recensione di Patchwork Heroes

- Divertente e immediato
- Impegnativo
- Graficamente azzeccato
- Vedere i pezzi delle navi che precipitano non ha prezzo
- Poche modalità
- Manca la mappa in tempo reale
- Prima o poi finisce
A cura di (Darkzibo) del
Nel corso della storia dei videogiochi si assiste spesso al ritorno di vecchi concept, naturalmente abbinati al sistema dal quale sono supportati e riadattati al periodo attuale. La medesima cosa è accaduta con Patchwork Heores, titolo per PSP disponibile su PSN al prezzo di 7,99 €.
Quale idea riprende questo strano titolo? Continuate a leggere e almeno i giocatori più ‘anziani’ ricorderanno un certo gioco di quasi trent’anni fa creato da Taito.

All’assalto delle navi
La trama di Patchwork Heores è piuttosto semplice e si adatta bene allo spirito del gioco: uno stuolo di navi volanti, dalle forme e dalle estensioni più disparate, sta attaccando una città senza nome. Il compito di Totori, il protagonista che guiderete nel corso dell’avventura, è quello di distruggere queste navi con assalti volanti. Le navi altro non sono che ‘cartoncini’ (di vari materiali) virtuali bidimensionali che voi dovrete ritagliare a pezzi sino a ridurle a innocui pezzettini e raggiungere una elevata percentuale di distruzione della superficie, sempre in un determinato periodo di tempo (tre minuti, il tempo che il nemico volante impiegherà per raggiungere la città). Ricorda qualcosa? Qix e Super Qix, che spopolavano nelle sale giochi degli anni ottanta, nei quali dovevate coprire diverse superfici in modo da liberare l’immagine sottostante evitando nemici e cercando di prendere bonus, vi dicono niente?
In Patchwork Heores guiderete il buon Totori che si arrampicherà sulle navi volanti nel tentativo di disfare le navi nemiche. Se vorrete ci sarà un ottimo tutorial che vi insegnerà, in maniera spezzettata, le varie azioni possibili da effettuare durante lo svolgersi dei vari livelli. L’abilità di base del protagonista sarà quella di tagliare le superfici più leggere alla quale si aggiungerà quella dei compagni di squadra di far saltare in aria con una bomba a tempo sezioni più vaste o zona rinforzate. Oltre a questi godrete anche del mojo, una peculiarità che, una volta eliminati diversi nemici, vi permetterà di guadagnare un potere speciale utile per tagliare le sezioni cosiddette rinforzate. Altri aiuti sono disponibili sotto forma di icone, e permettono di incrementare la velocità, aumentare il valore del mojo per impiegarlo al meglio o semplicemente bloccare tempo e nemici.
Il concetto è tanto semplice quanto geniale: vedere i pezzi della nave volante di turno che si staccano e cadendo incrementano il vostro punteggio, è una soddisfazione non da poco, se ci aggiungete anche la presenza di nemici pronti ad attaccarvi o a sistemare i vostri ‘tagli’ e tre diversi livelli di difficoltà, vi renderete conto che Patchwork Heores tanto facile non è, e il livello di sfida aumenta con lo svolgersi della campagna principale. Infatti la composizione delle navi volanti raggiungerà una complessità elevata e tante volte sarete disorientati dalla vastità che vi si porrà di fronte: questo potrebbe far sorgere qualche problema anche se tramite L, vista l'assenza di una mappa in tempo reale, potrete allontanare lo zoom.

Squadre d’assalto
Le note dolenti sono rappresentate dalle poche modalità: oltre alla campagna principale, comunque travolgente e al training, è presente una modalità chiamata sfida che vi consentirà di affrontare stage da portare a termine con determinate direttive: cinque secondi per distruggere una nave (sì, avete letto bene, proprio cinque!), recupero pezzi senza superare un tempo limite, recupero di compagni, distruzione di navi corazzate e via dicendo.
Purtroppo non sono presenti modalità multiplayer che, anche solo tramite sfide a due giocatori, avrebbero sicuramente giovato al gioco in generale.
La modalità campagna non è lunga ma se vorrete conquistare tutti i trofei e i bonus presenti, dovrete giocare per molto tempo. Si può contare anche sul fattore rigiocabilità: la struttura di Patchwork Heores consente di ripetere diverse volte un livello per provare a portarlo a termine in diverse modalità strategiche.

Meccanismi e ruote dentate
Dal punto di vista grafico, Patchwork Heores si presenta come un titolo del tutto atipico ma, credeteci, alquanto affascinante. Una definizione, per riprendere qualche esempio, potrebbe essere questa: colori tenui e smorti in stile Professor Layton, personaggi in stile Zelda e ambientazione simile a LittleBigPlanet.
I personaggi hanno un design decisamente accattivante pur rimanendo nella loro semplicità nei tratti somatici. L’idea di collage che trasuda dalle ambientazioni si inserisce appieno nello stile minimalista ma ben congegnato ideato dai programmatori di Acquire, mentre i colori leggeri e appena accennati (per esempio non troverete mai azzurri brillanti, ma sempre piuttosto smorti) sono parte integrante di una struttura grafica che più controversa e accattivante non si può. Le strutture dei livelli sono articolate mentre forse mancano di originalità i nemici, piuttosto scarni e poco vari.
Il gioco è accompagnato da una colonna sonora orientaleggiante, con sinfonie leggere che si alternano a sonate rapide e travolgenti. Le piccole casse di PSP sono comunque esaltate in maniera avvolgente, anche con un volume basso. I dialoghi, seppur tutti testuali, sono accompagnati dalle simpatiche vocine appena accennate dei personaggi.
Recensione Videogioco PATCHWORK HEROES scritta da DARKZIBO In un periodo così spento per PSP, ecco arrivare, come un fulmine a ciel sereno, Patchwork Heores, titolo atipico di Acquire. Pur essendoci poche modalità, il titolo si distingue grazie a un carisma travolgente, a una giocabilità immediata e coinvolgente.
Infatti il titolo è un puzzle game adatto a tutti, capace di conquistare per la sua semplicità, espressa anche da un comparto tecnico che riesce ad essere incredibilmente funzionale a ciò che vuole rappresentare.
Patchwork Heores, scaricabile da PSN a 7,99 €, è il classico titolo che ogni amante dei puzzle con l’anima non dovrebbe lasciarsi sfuggire. Per tutti gli altri è un gioco da provare e, magari, apprezzare visto che di titoli realmente importanti (a parte un certo Metal Gear Solid Peace Walker) per PSP non se ne vedono molti all’orizzonte.
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