Recensione di Metal Slug XX
PSP

- Un mito della storia recente nelle vostre tasche
- Divertente come pochi
- Lo finirete in tre ore scarse
- Lo stesso gioco di quindici anni fa
- Girerebbe altrettanto bene su un 16 bit
A cura di Gianluca Arena (DottorKillex) del
Neo Geo è stata una delle console più amate e più longeve di tutti i tempi. Partendo da questo sunto, moltissimi sono stati, negli anni, i titoli convertiti per tutte le console, sia casalinghe sia portatili, provenienti dalla meravigliosa ludoteca di questa indimenticabile macchina da gioco. Nonostante la maggiore potenza grafica e di calcolo delle console destinatarie degli svariati porting, non sempre la qualità dei giochi era pari a quella originale, perché la maestria dell’hardware SNK nella gestione del 2D rimane, secondo molti, a oggi ineguagliata.
Metal Slug è uno dei marchi che hanno spopolato su tutte le console, dalla PSone fino ai recenti episodi per PSP, proponendo infinite reiterazioni di uno sparatutto adrenalinico dalla formula semplice quanto accattivante. XX è solo l’ultimo esponente della grande famiglia.

Tuffo nel passato
Proprio quando pensavamo di aver visto tutto, anche in salsa portatile, con la pubblicazione, quasi tre anni fa, di Metal Slug Anthology, sempre sulla console portatile Sony, SNK Playmore ci stupisce con la pubblicazione di questo ulteriore capitolo, che però, a parte il la sigla XX, ha ben poco di nuovo da proporre e offre al giocatore lo stesso schema, conosciuto, amato e divertente, ma che indubbiamente risente del peso degli anni. Scelto il nostro personaggio tra i sei che si sono alternati negli anni come protagonisti del franchise (il caro vecchio Marco secondo noi rimane insuperato), il menù principale ci metterà di fronte alla verità nuda e cruda: a parte la modalità missione, quella principale, non ci sono alternative, di nessun tipo. Potremo solo rivedere i nostri punteggi migliori, le classifiche di prigionieri salvati (a proposito, ma un barbiere glielo vogliamo chiamare?), settare le opzioni o giocare in modalità cooperativa con un amico, purché dotato di PSP e copia del gioco a sua volta.
Di norma, questa saga si è sempre fatta perdonare difetti storici, come la scarsa longevità e la ripetitività di fondo, con un alto tasso di esplosioni, bombe, bonus e mezzi da utilizzare, e, fortunatamente, tutto questo non manca in questa ultima incarnazione.

Muori, sporco nazista!!!
Il metodo di controllo e le dinamiche di gioco non possono esservi ignote, a meno che non abbiate vissute sulla luna durante gli ultimi tre lustri: scorrimento orizzontale (in genere da sinistra a destra ma con qualche eccezione), nemici dovunque e dito pronto sul grilletto, mentre l’altra mano deve consentire al vostro alter ego di divincolarsi tra proiettili nemici, esplosioni e paracadutisti piovuti dal nulla. Niente di più semplice e, d’altronde, non bisogna dimenticare che quando questo gioco debuttò, correva l’anno 1996, con tutti gli annessi e connessi del caso.
Come molti giochi bidimensionali, Metal Slug è invecchiato benissimo, rimanendo incurante alle lusinghe dei poligoni e della rappresentazione tridimensionale dello spazio, creandosi una schiera di appassionati ancora oggi foltissima e più affezionata che mai.
Proprio questa schiera si sentirà da subito a casa, quando, scomparsa la scritta “Mission 1”, si apriranno le danze, uccidendo i primi due soldati (parenti stretti di quelli di Sturmtruppen) e si libererà il primo ostaggio. Tutto è dove lo avevamo lasciato, dal livello di difficoltà non proprio agevole (ma annacquato dai continue infiniti, come avveniva nella suddetta Anthology) al sistema di controllo rapido e preciso, passando per dei potenziamenti decisamente devastanti e delle animazioni dei soldati nemici tra le più buffe e curate di tutti i tempi.
Purtroppo ci sono anche i difetti, come qualche rallentamento nelle fasi più concitate (comunque in maniera meno incisiva che nel precedente capitolo su PlaystationPortable) e una sconvolgente brevità dell’avventura, che potrà essere portata a termine da un veterano della saga in meno di due ore.
Ma, in fondo, se tutto è al suo posto, cosa c’è che non va? Semplicemente il feeling con il gioco non sembra più essere lo stesso, quindi è doloroso constatare come uno degli sparatutto più belli della recente storia videoludica stia semplicemente invecchiando, senza che alla SNK Playmore abbiano fatto nulla per rinfrescare la saga e renderla più appetibile ai giocatori nel competitivo mercato moderno.

Tecnica Neo Geo
La mancanza di aggiunte non affligge solo il gameplay, che rimane comunque il lato più importante di una produzione come questa, ma anche il versante più prettamente tecnico che, non ce ne vogliano alla Sony, avrebbe potuto girare tranquillamente anche sul mitico Neo Geo: non ci aspettavamo i poligoni o effetti speciali da capogiro, ma il dettaglio grafico non è troppo distante da quello delle ultime produzioni per la console SNK, i rallentamenti sono inconcepibili visto il performante hardware PSP e tutto, sebbene colorato e ben animato, sa di taglia e incolla da uno qualsiasi degli episodi che si sono succeduti negli anni.
Il medesimo discorso potrebbe essere fatto per le musiche e gli effetti sonori, che, pur svolgendo ancora degnamente il loro lavoro, si ripetono da anni uguali a se stessi, senza mai il coraggio di aggiungere un campionamento nuovo o un fx che sfrutti le caratteristiche delle console ospiti.
La longevità è forse il punto più basso della produzione, perché in single player non raggiunge nemmeno le tre ore, quasi stessimo parlando di un titolo per un cellulare.
Recensione Videogioco METAL SLUG XX scritta da DOTTORKILLEX Metal Slug è stata una gallina dalle uova d’oro per SNK, ma il tempo passa per tutti, e se non si propone nulla di nuovo, la zuppa, per quanto dal sapore ottimo, inizia a sapere di stantio. Questo è un delitto ancora più grande se si considera quanto buono sia il cuore di questo gioco, la sua velocità, l’adrenalina che mette in circolo, il piacere sadico nel vedere esploderci tutto intorno, con tanto di soldati nemici che volano via in fiamme.
Il prossimo Metal Slug (che, se non erriamo, dovrebbe essere il numero otto nella linea principale) sarà in questo senso un bivio senza ritorno: se non si svolta, la serie è destinata a morire, o a divertire solo i più irriducibili fan.
Altrimenti, con pochi sforzi, il mondo potrà godersi un nuovo, imperdibile capolavoro.
Il voto riflette questa dicotomia, e consigliamo questo titolo solo a chi mangia pane e lumache di metallo.
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