Recensione di Half Minute Hero

Copertina Videogioco Half Minute Hero
  • Piattaforme:

     PSP
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Marvelous Entertainment
  • Data uscita:

     19 febbraio 2012 PSP - 29 giugno 2011 XBL - 27 settembre 2012 PC
- Frenetico come pochi
- Sprizza vitalità e allegria da tutti i pori
- Immediato e coinvolgente prima…
- Squisitamente a base di pixel
- …ripetitivo e facile poi
- Scarsa longevità
- Non piacerà a tutti
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A cura di (DottorKillex) del
Il genere dei giochi di ruolo è uno di quelli senza mezze misure, che crea, alternativamente, schiere di appassionati (per non dire sciamannati) oppure legioni di detrattori, che, nella maggioranza dei casi, bollano i GDR come titoli poco interattivi, eccessivamente guidati da una storia e in cui, gira e rigira, si finisce con il fare sempre le stesse cose: villaggio, quest accettata, dungeon, mostro del dungeon, villaggio, ricompensa.
Sebbene eccessivamente semplicistiche, queste critiche hanno la loro ragion d’essere e, quindi, ogni gioco che porti una ventata fresca nel panorama ruolistico è ben accetto: immaginate, poi, un titolo che si fa beffe di tutti gli stilemi tipici del genere, riprendendo trama, veste grafica e (apparente) banalità dei vetusti giochi di ruolo a 8 bit, e che li porti su una piattaforma come la PlaystationPortable, che fa della potenza grafica (almeno in ambito portatile) il suo cavallo di battaglia.
In una sola parola, esilarante.

Occhio all’orologio
Half Minute Hero è proprio questo, in estrema sintesi: follia allo stato puro, rigorosamente concentrata in 30 secondi, per rendere le vostre avventure rapide e gloriose.
Ma andiamo con ordine. Il titolo, sviluppato da Opus per conto di Xseed Games, è stato un fulmine a ciel sereno nel senso che, in quanto produzione a budget limitato e senza grandi squilli di tromba ad annunciarla, ha comunque raggranellato ottimi voti sulla stampa di settore giapponese e statunitense.
Riprendendo il trend inaugurato da NIS con Badman! dello scorso anno, il gioco propone un tuffo nel passato in quanto al comparto grafico e sonoro, con personaggi esageratamente pixellosi, colori pastello e motivetti che realmente sembrano usciti dalla seconda metà degli anni ’80. Le innovazioni, però, ci sono e sono tutte concentrate nel cuore del gioco, che racchiude in sé quattro generi videoludici diversi con un filo conduttore: una disperata e serrata lotta contro il tempo, implacabile tiranno.
La trama è volutamente sopra le righe e fa di tutto per farsi deridere: nel primo troncone, Hero 30, impersoneremo il solito cavaliere senza macchia né paura, alle prese con un incantesimo “finedimondo” che un oscuro signore sta insegnando a tutti i regnanti della Terra, al fine, (chissà perché, poi?) di raderla al suolo.
Scopo del gioco sarà liberare queste terre dal giogo dei loro Re corrotti dal Male, portando a termine qualche sottomissione e possibilmente crescendo di livello, per non farsi trovare impreparati al cospetto del boss finale.
Tutto questo in 30 secondi netti, visto che un impietoso timer campeggerà sempre nella parte alta dello schermo (fermandosi solo all’interno dei villaggi), come un ansiogeno “memento mori”, che presto, però impareremo ad aggirare.
Pagando infatti una somma sempre crescente alle Statue della Dea del Tempo (nostra preziosa alleata) sparse per i centri abitati, potremo riavvolgere il nastro, disponendo ai ulteriori trenta secondi da gestire a nostro piacimento.
Sembra inconsueto (se non idiota), ma è un concept di gioco fresco, geniale e non faticherete ad affezionarvici.

Sedotti e abbandonati
La struttura portante del titolo è tutta qui e, a rendere l’esperienza di gioco entusiasmante, soprattutto durante le prime tre- quattro ore concorrono diversi fattori. Innanzitutto la fluidità e la naturalezza con cui tutto scorre. Se all’inizio potrà sembrare strano o impossibile portare a termine una missione in così poco tempo, presto ci si accorge, invece, di come tutto sia stato perfettamente tarato tenendo l’obiettivo finale in mente, dalla velocità del personaggio (che, alla pressione del tasto cerchio, può anche correre, pena però la perdita di un certo quantitativo di punti ferita), alla dislocazione delle Statue della Dea del Tempo, studiata sufficientemente bene da non lasciarci mai senza secondi, senza per questo togliere mordente o frenesia al ritmo di gioco.
Oltre ad avvalersi di dialoghi spassosissimi e di situazioni al limite del surreale (aspettate di farvi travolgere da una slavina e dover proseguire l’avventura in mutande), Hero 30 consta di trenta missioni da portare a termine, con altrettanti, buffi boss di fine livello e addirittura, per chi amasse sfidare l’orologio, delle sub quest secondarie, il cui completamento rimpinguerà non di poco le tasche degli avventurieri più arditi. Il tutto funziona a meraviglia, e, sebbene termini nel volgere di poche ore, vale davvero la pena di essere giocato, grazie anche ad un sistema di controllo che si avvale di due-tasti-due (ahhh, il NES).
Lo stesso si può dire per il secondo troncone dell’avventura, ribattezzato Princess 30, che fa una sortita nel mondo degli sparatutto multi direzionali, visto che controllerete la bella, armata di tutto punto che, sorretta da trenta energumeni, si sollazza a sparare a tutto ciò che si muove su schermo fino all’esaurimento degli onnipresenti trenta secondi.
Anche qui l’adrenalina scorre a fiumi, le citazioni da altri giochi si sprecano e l’umorismo di cui il tutto è permeato vi strapperà più di un sorriso.
Decisamente meno riusciti, e questo influisce sulla valutazione complessiva del titolo, gli altri due capitoli, l’uno (Evil Lord 30), ovvero un tentativo di offrire uno strategico in tempo reale, che però male si sposa con la limitazione temporale e che soffre di un approccio ai controlli più complesso e dunque meno riuscito, delle due precedenti avventure.
Il peggio, però, è in coda, e Knight 30, che pretende di essere un action RPG, finisce con il sembrare la copia sbiadita e malriuscita, di Hero 30, abbassando ulteriormente il già clemente livello di difficoltà e offrendo pochissimi elementi di rilievo, soprattutto perché, a differenza della prima avventura, è venuto meno il fattore novità.
L’impressione generale è che la terza e quarta parte non abbiano goduto della stessa cura realizzativa delle prime due e che siano delle aggiunte posticce per aumentare la longevità del titolo, che in effetti è uno dei punti deboli della produzione.
Visto però il divertimento assicurato dalle prime due parti del gioco, lo stacco è netto e il giocatore rimarrà dapprima piacevolmente sorpreso e rapito dagli incalzanti ritmi di gioco, ma sensibilmente deluso dal calo qualitativo. O almeno questo è quello che è successo a noi, che se avessimo smesso di giocare dopo Princess 30, non avremmo esitato ad etichettare questo titolo come un capolavoro assoluto.

8 bit alla riscossa
Valutare a livello meramente tecnico Half Minute Hero sarebbe un esercizio inutile più che complicato.
I programmatori hanno scelto una strada, quella della riproduzione di una grafica di tempi videoludici andati, che va apprezzata per il coraggio, lo stile e la verosimiglianza del risultato finale rispetto all’originale, oltre che per l’effetto nostalgia (che comunque colpirà solo gli over 25). Non avete mai visto dei pixel così sgranati e grossi sullo schermo della vostra fida PSP e dubitiamo (a meno di un sequel sul quale adesso non si sa nulla) che ne rivedrete, ma solo così il gioco poteva trasmetterci le sue emozioni.
Lo stesso discorso va fatto per le musiche e gli effetti sonori, una riproduzione tanto accurata quanto fastidiosa (e per questo merita un plauso) dei MIDI che ci hanno accompagnato per anni lungo dungeon, per lande desolate e dentro graziosi villaggi bidimensionali.
I veri nemici di Half Minute Hero sono la ripetitività, che è in agguato, l’estrema facilità del gioco (fatte salve un paio di missioni in Princess 30) e la scarsa longevità del tutto, che non arriva nemmeno a dodici ore complessive.
D’altronde con un concept di base così semplice e su una console portatile, quindi pensata per partite rapide ed appaganti, si potrebbe obiettare che questo è un male minore.
Pollici in alto, comunque, per una produzione coraggiosa e, nel suo piccolo, rivoluzionaria.
Recensione Videogioco HALF MINUTE HERO scritta da DOTTORKILLEX L’ultimo prodotto di Xseed Games è un esperimento decisamente riuscito, figlio di scelte coraggiose (come proporre dei pixel enormi e zero poligoni in un titolo PSP) e di una grande maestria nel programmare un titolo tanto semplice quanto intrigante.
Peccato che questa maestria sembri diluirsi con il prosieguo dell’avventura, partendo dall’episodio migliore, Hero 30, denso di pregi, e chiudendo con Knight 30, decisamente il meno ispirato del lotto.
Il gioco vive poi una piccola dicotomia: il livello di difficoltà e l’essenzialità di trama e dialoghi, lasciano pensare ad un approccio user friendly che coinvolgesse anche e soprattutto i giocatori di ultima generazione e i casual gamer.
Ma saranno questi in grado di cogliere la marea di citazioni, l’autoironia di cui il gioco è infuso e, soprattutto, saranno disposti ad accettare il compromesso tecnico necessario a godere appieno del gioco?
Ai posteri l’ardua sentenza, ma il consiglio è di dare una possibilità a questo titolo.
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