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forma.8

forma.8

Non siamo soli nell'universo

Recensione
A cura di del
Il proliferare di titoli indipendenti ha permesso alle piccole software house di gettarsi a capofitto in progetti che vadano davvero controcorrente, rispetto magari a ciò che il pubblico e il mercato chiedono oggigiorno. L'italianissimo team Mixed Bag, per il loro forma.8, ha infatti rispolverato un concept da tempo messo nei cassetti della memoria e forte di alcuni illustri esponenti nel corso degli anni (il più recente a memoria di giocatore è con molta probabilità lo splendido Ori and The Blind Forest). Sto parlando chiaramente dei metroidvania, ovvero quei titoli (spesso in due dimensioni) che fanno dell'esplorazione il loro punto di forza, tra poteri da recuperare, respawn dei nemici e un backtracking obbligatorio e costante. forma.8, il cui sviluppo risale a circa cinque anni tra una serie di stop e cambiamenti in corso d'opera, riprende quindi questo semplice concetto e lo immerge in comparto estetico unico nel suo genere. Senza dimenticare anche una buona dose di difficoltà.

Another World
forma.8 non è un gioco facile, si diceva. E non lo è neppure dalla “trama” (le virgolette sono d'obbligo), che vede una piccola sonda (chiamata, per l'appunto, forma.8) precipitare su di un pianeta ignoto, per colpa di un guasto all'interno dell'astronave madre che la trasportava. Perché si trova li e cosa nasconde quel corpo celeste non ci è dato sapere. La sensazione di spaesamento e solitudine è totale e sin da subito si instaura “qualcosa” di sinistro, una sorta di fil rouge, tra la sonda protagonista e il pianeta stesso. Nessuna cut-scene o sequenza cinematica ci illustrerà lo svolgersi della storia, e forse è meglio così: forma.8 è un gioco che si focalizza sui silenzio e sulle lunghe distanze da percorrere nei panni del nostro robotico amico.
E anche il sistema di gioco pare volersi adagiare su questa filosofia di “solitudine” concettuale, visto e considerato che come obiettivo primario saremo chiamati a esplorare ogni singolo anfratto di questo pianeta apparentemente vuoto e inospitale. E per fare ciò al giocatore verrà concessa la struttura poche righe più in alto, una struttura composta dalla risoluzione di enigmi e dalla ricerca di nuove macro aree da sbloccare. 

Un piccolo passo per una sonda...
forma.8 è quindi suddiviso in livelli collegati tra loro senza soluzione di continuità, alcuni dei quali inizialmente preclusi al giocatore (come da tradizione). Una mappa ci mostrerà ogni area che visiteremo, così come le abilità e tutto ciò che la sonda raccoglierà o sbloccherà nel corso del suo girovagare attraverso caverne e cunicoli, come per esempio la capacità di generare mine o potenti onde d'urto. Attenzione però: forma.8 non è la nuova Samus Aran o l'erede di Alucard. Le sue abilità sono molto limitate, considerando che all'inizio avremo a disposizione solo ed esclusivamente uno scudo e delle bombe. E non basteranno a salvare le nostre rotelle molto a lungo.
Nessun tutorial, compagno di avventura o scritta a schermo ci dirà cosa fare o dove andare: starà al nostro senso dell'orientamento spingerci nella direzione esatta, cosa questa che arriverà solo dopo un costante allenamento della nostra piccola sonda. Difatti, capire come utilizzare le abilità date in concessione al nostro fragile forma.8, così come la possibilità di interagire con le (poche) creature presenti sul pianeta, si rivelerà uno strumento efficace e realmente sorprendente, che rende il titolo  Mixed Bag un piccolo gioiello di game design, seppur coi propri limiti strutturali (dopotutto, il backtracking è una costante che può avere i suoi effetti collaterali).



Interstellar
Il piccolo protagonista meccanizzato potrà inoltre interagire con diversi elementi dello scenario (rigorosamente 2D), in modo da aprire un ventaglio di enigmi ambientali ben strutturato e mai ridondante. Se c'è infatti una cosa che in tutte le 6/7 ore necessarie al completamento del gioco non incontrerete mai è la noia. I ragazzi del team di sviluppo tricolore hanno così ben bilanciato l'avanzamento del titolo che è seriamente difficile trovare un passaggio uguale a un altro. E ciò è cosa rara, specie in titoli del genere che si fondano sul reiterare spesso un'enigmistica di tipo scenografico. Così come di rado è possibile trovare una cura così evidente nella realizzazione di un comparto grafico ed estetico, nonostante la palese natura indipendente del titolo: un engine versatile come Unity permette infatti di realizzare tutta una serie di quadri in movimento definiti e mai slavati, con una palette di colori realmente brillante capace di donare al pianeta dimenticato di forma.8 un “realismo” (le virgolette sono d'obbligo in questo caso) che ci spingerà più di una volta a pensare che un luogo del genere, nello spazio profondo, magari esiste davvero.
E anche il settore audio, spesso in sottofondo e mai invasivo, si lega a doppio filo al resto del lavoro speso (splendidamente) nella lavorazione tecnica del gioco. Perché forma.8 è un metroidvania come se ne vedono pochi, capace di scontrarsi a testa alta con mostri sacri del genere, nonostante fatichi a nascondere il suo aspetto da prodotto indipendente low-budget e soffra talvolta i limiti del caso. Forse, in questo caso più che in altri, la cosa non è poi così grave. 
  • + Comparto estetico e grafico molto ricercato
    + Impegnativo, ricco e complesso: non lo finirete in due ore
    + Piacevole level design vecchio stile interamente 2D
  • - Backtracking necessario ma un po' troppo invasivo
voto
8,5

I ragazzi che hanno dato vita a forma.8 sono innanzitutto persone che conoscono molto bene il videogioco. Specie quello a cavallo tra gli anni 90 e i 2000. Aggiungete il fatto che si tratta di un gruppo tutto italiano e avrete capito perché il loro ultimo gioco è una piccola perla, un platform d'azione strutturato magistralmente e con un level design realmente sorprendente. Certo, non va oltre i confini tracciati dai metroidvania che lo hanno preceduto, ma criticarlo per questo sarebbe quantomeno scorretto. Oltre che inutile. Lasciatevi quindi trasportare dalla curiosità e dal senso di scoperta: forma.8 sta solo chiedendo il vostro aiuto.

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