Recensione di The Last Guardian

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS4
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Sviluppatore:

     SCEI
  • Distributore:

     Sony
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     7 dicembre 2016
- Discreti accenni di trama...
- Buon livello di sfida
- Stilisticamente emozionante
- ... che però non decollano
- Tecnicamente troppo vecchio
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A cura di (Gottlieb) del
Il 2016 è stato indubbiamente l'anno, soprattutto nella sua coda, in cui i progetti dal duro travaglio sono riusciti a vedere la luce. Dopo Final Fantasy XV, quindi, giunge il momento di The Last Guardian, arrivato direttamente dalle mani di Fumito Ueda, con l'ingrato compito di raccontare una storia poetica che possa soddisfare tutte le aspettative che i fan si sono costruiti in questi lunghi anni d'attesa, che hanno portato il titolo a trapassare due intere generazioni. Che la poesia, figlia di quell'esperienza mistica che fu ICO, possa pervaderci è una speranza che quotidianamente sposiamo parlando di videogiochi, ma che questa si trasformi in un qualcosa di realmente tangibile non sempre è poi ciò che accade, come in questo caso.



La storia del grifone
Così come la base di un faro è la parte meno illuminata dell'intero mondo notturno, la conca di una montagna rischia di poter essere il più profondo dei nascondigli, soprattutto per un castello in rovina. Al suo interno, per dei motivi ignoti, si trova un ragazzino vestito da monaco, con degli strani tatuaggi sull'intero corpo; accanto a lui, dorme sofferente una strana creatura con delle lance conficcate nel fianco, segno di una dura battaglia. Si chiama Trico e al di là di qualsiasi supposizione sul perché di questo nome, è un animale dalla natura quasi indecifrabile. Zampe da gallinaceo, occhi da gatto, due piccole corna sulla fronte, una coda da canide e un corpo capace di grandi slanci: conquistare la sua fiducia sarà il nostro primo passo verso una grande relazione, fatta di fiducia e di rispetto, di difesa e di necessità, in uno stato di costrizione che coinvolgerà entrambi gli attori in gioco. Perché sia Trico che il ragazzino sono vittime dello stesso destino, in un flashback raccontato con voce calda e appassionata, a ricordare una storia di grandi affetti, dall'uomo che da quella realtà è riuscito a sfuggire.
La storia di The Last Guardian è fortemente autoreferenziale: un racconto che ci trascina all'interno di un mondo fatto di puzzle ambientali giustificati dalla necessità di una fuga dalle rovine che si ritrovano nella conca di una montagna immersa nel verde di un mondo quasi azteco. Pur volendo necessariamente rimarcare il concetto del poetico e della leggerezza degli animi che pervade l'intera ambientazione, la storia di Trico e del nostro protagonista non riesce a decollare oltre la sensazione di affetto e di tenerezza offerta dagli occhi cangianti del "grifone". Come se da raccontare, al netto delle sensazioni precedentemente elencate, non vi fosse poi molto, al di là del voler necessariamente rendere un sonetto realtà. La poesia, insomma, nel suo porsi al lettore - in questo caso videogiocatore - deve riuscire a offrire elementi formativi, catartici: giocare a The Last Guardian, invece, ci fa sentire come rimanere dinanzi a un quadro che dopo il piacere iniziale non riesce a lasciarci molto da ricordare.



Il terrore del vetro
The Last Guardian, come avete già abbondantemente intuito, è una storia di fuga, arrampicate e cunicoli all'interno dei quali infilarsi. Chiaramente le nostre piccole dimensioni ci costringeranno a chiedere sempre il supporto di Trico, non solo per le sue dimensioni decisamente fuori dal comune, ma anche e soprattutto per le sue capacità offensive, che ci permetteranno di affrontare al meglio anche gli avversari che ci sbarreranno la strada e che proveranno a risucchiare la nostra energia, presa direttamente dai tatuaggi che abbiamo sul nostro corpo. Chiaramente il nostro rapporto con Trico affronterà una grande parabola crescente, che parte dalla diffidenza del "grifone" nei nostri confronti e si tramuterà  nella capacità, da parte nostra, di indicargli e comandargli i movimenti da compiere: se quindi inizialmente il tutto si limiterà alla possibilità di richiamare l'attenzione del nostro compagno di avventura, facendolo avvicinare alla nostra posizione, nel prosieguo della nostra vicenda potremo iniziare a comandare salti inaspettati e indirizzare il nostro cammino in direzioni ben diverse da quelle che avremmo potuto imboccare a piedi. Tutto ciò, in ogni caso, va considerato svoltosi all'interno di tante stanze che compongono un labirinto non del tutto armonico: di volta in volta ci ritroveremo a passare da una porta che ci aprirà il percorso verso un altro enigma, da risolvere per permettere tanto a Trico di avanzare quanto a noi di usufruire del suo supporto. Il Nostro, d'altronde, ha due limiti strutturali che lo costringeranno spesso a interrompere il proprio cammino e a creare, così, dei vincoli per la risoluzione degli enigmi ambientali. L'animale teme la presenza dei vetri Tiffany con dei grandi occhi disegnati sopra, a causa di un effetto ammaliante che questi hanno sui suoi occhi caleodoscopici: la nostra priorità sarà, quindi, eliminarli al più presto e se all'inizio tale meccanica può sembrare del tutto accessoria, successivamente diventerà la principale, rendendo assolutamente complessa la fase di platforming, soprattutto là dove i vetri saranno sospesi in aria con delle catene sulle quali arrampicarsi e inerpicarsi, sotto lo sguardo attonito e preoccupato di Trico. Tutto ciò che d'altronde noi potremo fare è molto limitato, soprattutto quando non supportati dal nostro destriero, che diventa tale per tutte le volte in cui riusciremo ad arrampicarsi sul suo busto piumato: oltre a saltare, infatti, l'unica azione che possiamo compiere è quella di trasportare oggetti dal peso decisamente ingente per il nostro corpo minuto, il che rallenterà moltissimo il nostro movimento. Tali oggetti vengono spesso identificati in ciò di cui Trico si ciba, ossia dei barili contenenti dei lepidotteri di un forte azzurro fosforescente. L'arrampicarsi, in ogni caso, rende già di per sé ardua la sfida, perché non sempre sarà facile capire in che modalità affrontare una scalata: d'altronde il nostro ragazzino non è Ezio Auditore e The Last Guardian non è Assassin's Creed, anche se a volte sembra quasi volerne emulare le meccaniche di esplorazione a piedi sospesi in aria. Con qualche problema di ripetitività, però, e con degli enigmi non sempre chiarissimi, la nostra avventura potrebbe ben presto cedere il passo alla noia, condizionata dal dover ripetere sempre gli stessi movimenti e cercare sempre le stesse soluzioni. Alcuni limiti tecnici e altre farraginosità che cozzano con l'inevitabile vecchiaia del prodotto rendono ancora più complessa l'intera esplorazione, che non potendo basarsi esclusivamente sulla tenerezza offerta dagli occhi di Trico e dal suo camminare a mo' di gallinaceo trasforma l'intero prodotto in un'esperienza non del tutto appagante. Un accenno anche per quanto riguarda i combattimenti, che vedono come antagonisti i soldati armatura: a parti invertite rispetto a cosa accadeva in ICO, sarà proprio Trico a intervenire per difenderci, ma dovremo necessariamente sottostare alle sue disponibilità nell'attaccare gli avversari, quindi non ci resterà che scappare e nasconderci, limitando in maniera abbastanza copiosa l'attività in tal senso. Il gameplay, insomma, è un continuo esplorare alla ricerca del passaggio da trovare e capire, poi, come imboccarlo insieme con Trico e poche sono le occasioni in cui, armati di accessori aggiuntivi, siamo riusciti a sfruttare anche qualche azione più complessa del nostro destriero, che con la sua coda può seminare molto più panico di quanto sembrerebbe.



Il movimento dell'erba
Ciò che invece appaga in The Last Guardian è lo stile che Ueda ha indicato come strada da percorrere. La conca della montagna all'interno della quale ci troviamo stenta in ogni suo momento il decollo verso la vegetazione, che ci regala soltanto dei rampicanti sui quali cercare di salire e raggiungere dei livelli più alti. Il level design, d'altronde, prova a spingersi verso l'alto per dare un maggior livello di altezza e di profondità, per sfruttare anche la cavalcatura di Trico, che renderà più lungo l'orizzonte da esplorare. La mano del team che aveva lavorato a ICO è chiaramente visibile, perché oltre alla mappatura dei tasti che è la classica che s'appoggia al triangolo per saltare e il cerchio per raccogliere oggetti avremo anche la X per appendersi ad alcuni elementi di scenario, tra cui anche la coda di Trico dopo un lunghissimo salto. La stessa personalità e IA dell'animale è nettamente migliorata, per stare logicamente al passo col tempo, rispetto a quanto visto con Yorda anni fa: il suo movimento non è necessariamente vincolato al nostro, tranne quando gli daremo degli ordini, ma sovente capiterà che i suoi automatismi ci aiutino a comprendere meglio quale direzione prendere, soprattutto quando, standogli in groppa e in attesa di un'illuminazione, il Nostro deciderà di compiere l'azione decisiva per muoversi. Allo stesso tempo, però, dovrete fare attenzione al modo in cui tratterete Trico, perché nutrirlo e dargli da mangiare sarà fondamentale per avere un riscontro positivo nel rapporto uomo-animale. Il rapporto tra i due attori, quindi, cresce nel corso dell'esperienza, come già sottolineato, soprattutto nel momento in cui sbloccherete i comandi da impartire. 
Ciò che purtroppo va a inficiare l'esperienza è il rendersi inevitabilmente conto di come The Last Guardian non riesca a offrirsi al mercato in maniera fresca e attuale: la compenetrazione poligonale è abbastanza complessa da affrontare, soprattutto quando ci arrampicheremo sul corpo di Trico, affondando le nostre mani tra le sue piume. Ugualmente la nostra attività di arrampicata, in alcuni corridoi o in stanze non eccessivamente ampie, soffrirà moltissimo dell'indecisione della telecamera, uno dei problemi che più sta affliggendo le produzioni odierne, ma qui maggiormente andrà a infastidire le nostre attività di esplorazione e di ricerca degli anfratti giusti. Mentre, però, da un lato i movimenti di Trico sono molto realistici, soprattutto nel momento in cui il grifone andrà a recuperare gli oggetti da mangiare che gli lanceremo, con grande capacità di riconoscimento e di identificazione, dall'altro lato le movenze del ragazzino sembreranno leggermente legnose, soprattutto nel dover raccogliere un oggetto piuttosto che un altro, nel dover afferrare delle leve o nel doversi arrampicare allo stesso Trico: la sensazione, quindi, che alcuni aspetti siano stati rivisti in questi anni e che, invece, qualcosa sia stato lasciato come era in origine è forte, seppur magari irreale. Ad accompagnarci comunque, anche se non in tutte le nostre sessioni di gioco, ci sarà una buona dose di accompagnamento sonoro, che mette in campo più fiati che altro, soprattutto nei momenti più concitati di gioco, magari quando inseguiti o quando alle prese con degli enigmi temporali. Per il resto, The Last Guardian preferisce lasciarvi ascoltare il rumore del vento, il muoversi dell'erba e i richiami del ragazzino a Trico, con un doppiaggio della voce narrante completamente in giapponese. Un'atmosfera sicuramente incalzante, ma che regala, come dicevamo anche poc'anzi, soltanto un ambiente appassionante, che nella sua architettura e nel suo level design si esalta in alcuni punti, ma con un contenuto vacuo. 
Recensione Videogioco THE LAST GUARDIAN scritta da GOTTLIEB The Last Guardian è un titolo che mostra ripetute volte il fianco a una produzione troppo anacronistica, sia nella gestione della telecamera che in molti dei movimenti del nostro protagonista: pur ambientando tutta la sua avventura in un contesto onirico, racconta una storia che non lascia eccessivo spazio alla formazione e alla creazione di un contenuto, basandosi sì su un high concept, ma che stranamente non decolla, come invece fa spesso Trico nei suoi salti. Quello che rimane è una buona cornice, che però all'interno sembra quasi non avere un quadro del quale parlare, accompagnata da un buon livello di sfida, che vi porterà a variare la durata dell'esperienza dalle otto fino alle quindici ore, e un'ottima costruzione del rapporto uomo-animale, un lascito sicuramente sentito di Ueda, che nella sua seconda iterazione di ICO ha preteso il perorare di elementi a lui cari, appartenenti a una poesia però troppo vacua.
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    Commenti: 159 - Visualizza sul forum
  • Tavaguet
    Tavaguet
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    Capisco i problemi tecnici, ma il gioco e, dal punto di vista artistico, superiore a qualsiasi altro titolo di questa generazione, ad oggi. Un 8 è veramente troppo riduttivo: appena finito il gioco, i vari problemi, quali la telecamera, Trico che ogni tanto non risponde bene ai comandi e altri, passano TUTTI in secondo piano. Una persona che lo ha giocato, fra 5 anni non si ricorderà questi difetti, bensì le emozioni che The Last Guardian ci ha lasciato, con un finale che dire emozionante è dire poco. Visivamente bellissimo e appagante, mi dispiace solo che abbia venduto poco, ma il Team ICO ha sfornato, seppur con un percorso molto travagliato, un altro capolavoro.
  • vic20-c64...
    vic20-c64...
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    Salve, a distanza di quasi due mesi dal mio precedente post su TLG torno a scriverne un altro. Prima però volevo ringraziare chi ne ha condiviso il contenuto perché mi fa rendere conto di non essere ancora 'in estinzione' . Recentemente ho letto articoli e visto video che rimarcano il fatto che a due mesi dal lancio del gioco, Sony abbia quasi dimezzato il prezzo di acquisto in digitale di TLG e che ciò dimostrerebbe che si tratta di un titolo scarso perché altre esclusive Sony come ad esempio Uncharted4 stanno ancora mantenendo un prezzo di poco inferiore a quello della data di rilascio(day-one come neologismo vuole). Ad avvalorare questa considerazione viene menzionato il basso numero di vendite a livello globale. Ebbene questa tesi è così superficiale(per non dire altro) da spingermi al presente post. Se da un lato un videogioco scarso è plausibile che venda poco dall'altro un videogioco che vende poco non è assolutamente detto che sia scarso. Ciò può dipendere da molti fattori tra i quali in particolar modo la coppia genere-gameplay .TLG non corrisponde a quello che la stragrande maggioranza dei fruitori chiede oggi ad un videogame ed è assolutamente normale che ne risentano le vendite ed è altrettanto normale che Sony reagisca abbassandone il prezzo(della versione in digitale) per cercare di aumentarle. Se si va ad analizzare le vendite dei due precedenti titoli del team ICO si scoprirà che globalmente(fonte VGChart): 1) ICO ha venduto 470.000 copie (http://www.vgchartz.com/game/7198/ico/) 2) SOTC ha venduto 1.140.000 copie (http://www.vgchartz.com/game/7100/shadow-of-the-colossus/) TLG al momento ha venduto 960.000 copie (http://www.vgchartz.com/gamedb/?name=the+last+guardian) Secondo la sopracitata tesi ICO equivarrebbe a 'spazzatura' e SOTC ad un titolo molto scarso..........ma andiamo siamo seri. E' difficile trattenersi dal sorridere amaramente di fronte a queste teorie così superficiali. TLG, al pari di ICO e SOTC, è un prodotto di 'nicchia' per videogiocatori che ne apprezzino le sue indubbie qualità e che sappiano andare oltre i suoi difetti da 'beta-tester'(frame-rate, telecamera) oppure oltre il suo presunto difetto del 'sistema di controllo' che a me ha dato ZERO problemi(ecco perché lo definisco presunto). TLG non offre(parimenti ai due precedenti titoli del team ICO) quello che la 'massa' dei videogiocatori chiede oggi ad un videogame(si tratta di gusti tutti rispettabili ci mancherebbe). Vorrei inoltre fare un parallelo con un altro genere di intrattenimento i film: recentemente è uscito nelle sale 'La Battaglia di Hacksaw Ridge' e (fonte comingsoon.it ) nella prima settimana di uscita ha incassato 1.143.770 euro circa un terzo di quello che normalmente incassa un qualunque cine-panettone natalizio. Eppure è candidato a 6 premi oscar;certo non è detto che li vinca ma è pur sempre sinonimo di qualità. Le ragioni per le quali un film ambientato nella seconda guerra mondiale ,basato per altro su una storia vera, incasserà sicuramente meno di un cine-panettone sono a mio avviso analoghe a quelle per le quali TLG 'incasserà' molto meno di un qualunque COD o Battlefield. Ribadisco che si tratta di gusti tutti rispettabilissimi. La tesi di cui sopra poiché superficiale e per certi versi stupida(purtroppo sostenuta da alcuni 'youtubers' i cui ammiratori o'fandom' sembrano essere indottrinati ed incapaci di ragionare da soli), non può scalfire TLG che è e rimane un capolavoro. Cordialmente.
  • lvking
    lvking
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    Quamdo giocai per la prima volta a SOTC mi presi subito ICO: la PS2 era diventata la scatola dei sogni! le emozioni che mi avevano dato quei due giochi ancora oggi li cerco in altri giochi, film, canzoni... se questa non è una forma di arte... Poi dopo 10 anni e 2 generazioni arriva TLG. Inizialmente amareggiato per non averlo potuto giocare sulla PS3 mi sono tuffato in un mondo di emozioni che mi ero quasi scordato. Non so se siano state 10, 15 o 30 ore di gioco, ma quel giorno con Trico è stato fantastico! Difficile fare una critica a TLG: la trama che non decolla o "tecnicamente troppo vecchio" li accetto ma non li condivido nemmeno sotto tortura L'unico rammarico è che il quarto futuro gioco, sempre che il team ICO resista, lo vedremo fra altri 10 anni (forse). Grazie TeamICO Grazie TeamICO Grazie TeamICO
  • ccenta
    ccenta
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    Mi e' partito l'invio anticipato, si questo gioco mi ha fatto innamorare di Trico , emozioni a gogo, va oltre la tecnica,pixel ed altro come era stato per ico e shadow, una chicca da non perdere concentrata in quelle poche ore e giusto che duri poco come gli altri
  • ccenta
    ccenta
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    Capolavoro per emozioni , finale....vabbe' lasciamo stare
  • kaiman
    kaiman
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    Originariamente scritto da vic20-c64-amiga-playstation

    Ho 44anni e avrei scritto le stesse cose....Condivido ! I videogame sono un hobby che mi accompagna oramai da 40 anni.Premesso ciò mi chiedo: quand'è che un videogame è un capolavoro? Quando il 'frame rate' è perfetto con 30 o 60 fps sempre costanti? Quando non c'è nemmeno un 'glitch'? Oppure quando c'è assenza di 'bad clipping'? Potrei continuare ad elencare altri bug tecnici, ma sarebbe inutile visto che a mio avviso la risposta è decisamente NO. Project-X, Flashback , Monkey Island, Another World, Mission Impossible, Tomb Raider, Resident Evil, Silent Hill , ICO, SOTC , Wipeout(ed altri che per brevità ho omesso) sono tutti esempi di videogame che nei vari generi hanno lasciato la loro indelebile impronta nella memoria, soprattutto emozionale, di ogni videogiocatore che al tempo del loro rilascio li abbia provati. Realizzazione tecnico/grafica(rapportata al tempo dell'uscita), comparto audio(rapportato al tempo dell'uscita), novità nel genere, novità nel gameplay, trama , ambientazione, ognuno di loro eccelleva in qualcuna di queste caratteristiche a tal punto da immergere il videogiocatore in una esperienza videoludica innovativa e coinvolgente. Sono le emozioni a rendere i ricordi indelebili ed è per questo che qualunque videogiocatore si sia cimentato ,ad esempio, in Flashback su Amiga nell'ormai lontano 1992,non se lo potrà mai dimenticare nonostante non sia stato un fulgido esempio di prontezza nella risposta dei comandi del suo protagonista Conrad(basta ricordarsi dell'arrampicata in corsa). Oppure vogliamo parlare della precisione a livello pixel che bisognava avere in alcuni frangenti nei movimenti del protagonista di Another World(professor Lester)? E allora? Flashback ed Another World sono due capolavori assoluti(grazie ancora Paul Cuisset ed Eric Chahi..grazie ancora)! Se si vuole provare la vera frustrazione , si giochi la prima versione di Project-X su Amiga e solo allora si capirà quando e quanto un videogioco possa essere veramente frustrante. E Allora? Nel suo genere Project-x resta ancora oggi un capolavoro con un comparto audio/video strepitoso per l'epoca(grazie Team17 ed in particolare ad Allister Brimble) . The Last Guardian secondo me rappresenta quasi un nuovo genere. Sicuramente ha come tanti altri videogiochi elementi platform, puzzle, di esplorazione ma a mio avviso si distingue nel modo in cui sono implementati. Quando si arriva in una locazione bisogna ragionare, capire, osservare. Il tutto in modo lento e riflessivo e non frenetico. Non si tratta solo di trovare la leva che apre un cancello o un portone. Si tratta anche, ma non solo, di ragionare su come Trico possa esserci di aiuto nel raggiungere una certa posizione all'interno della locazione stessa. Il bambino e Trico all'inizio del gioco non si conoscono, ma instaurano con il procedere dello stesso un rapporto di fiducia/amicizia che li spinge a collaborare per riuscire a venirne fuori. Più l'amicizia è forte più Trico risponderà prontamente al comando del bambino di andare in una certa direzione o di eseguire un salto su una piattaforma; non solo ma aumenterà la probabilità che Trico esegua subito la 'mossa' giusta per proseguire nella 'Quest'(per questo andando avanti nel gioco, esso risulta più agevole).Come cementare allora l'amicizia con Trico? Ad esempio facendogli mangiare più 'botti' possibili o toglierli subito le lance che lo colpiscono, accarezzarlo di tanto in tanto anche se non è irritato, lasciarlo giocare nall'acqua quando possibile senza richiamare subito la sua attenzione per eseguire qualche comando e così via. Inoltre bisogna tener conto che Trico dal punto di vista emotivo va trattato come se fosse un cane, mentre dal punto di vista dell'esecuzione di alcune 'mosse' il suo comportamento è molto più simile a quello di un gatto(ad esempio prima di eseguire un salto studia bene le distanze, il rischio , la fattibilità proprio come farebbe un gatto prima di spiccarlo). Tutto ciò è innovativo nel gameplay di un videogioco, quasi definendone un nuovo genere. Riuscire ad 'implementare' simili aspetti sarebbe un'impresa titanica per chiunque e richiede mesi e mesi di raffinamento. Il team di ICO secondo me ce l'ha fatta perchè The Last Guardian coinvolge emotivamente e si ha la netta sensazione di instaurare un reale legame con un compagno cane/gatto(che ha anche la possibilità di eseguire brevi voli) dotato di una sua personalità indipendente. Quasi da subito il gioco è permeato da elementi come amicizia, fiducia, aiuto reciproco e Trico non è la classica 'spalla' idiota incontrata in centinaia di videogiochi ma ha una sua personalità che va compresa. Trico non risponde subito al comando del bambino? Perchè un gatto lo farebbe? Al sopraggiungere in una nuova locazione all'aperto Trico potrebbe decidere di esplorare una parte che non è quella dove siete andati voi. E perchè dovrebbe? Non è una 'spalla' idiota. A volte è attratto dal cibo(botti) come farebbe un cane , altre volte dall'acqua. Sta a voi richiamare la sua attenzione nel momento giusto. Questi aspetti sono geniali, innovativi nel gameplay e mai tentati prima in nessun videogioco con questa intensità. Il punto è comprenderli. Infine il comparto audio/video è eccezionale, ma questo è innegabile e sotto gli occhi di tutti per cui non c'è bisogno di aggiungere altro. Frame-rate non costante? A parte il fatto che personalmente non ci ho fatto molto caso , ma anche fosse? Qualche capriccio della telecamera? Plausibile in ambienti stretti viste le dimensioni di Trico, mentre all'aperto io tutti questi capricci non li ho proprio visti(sarò stato fortunato oppure preso da aspetti ben più significativi). Qualche ritardo nella riposta dei comandi? A volte è vero, ma ci tengo a sottolineare che in alcune situazioni il bambino deve stare in una certa posizione per eseguire subito il comando: ad esempio quando si trova sopra Trico deve stare in piedi e non attaccato alle sue piume per eseguire prontamente un salto; non si tratta di lentezza nella risposta dei comandi ma di capire quando è possibile eseguirli(in passato più di un gioco su Amiga presentava questa caratteristica). Per ragioni come i 23fps anzichè 30fps non sarebbe un capolavoro? Sbaglio o 'gira' su una PS4Pro da 400 euro e non su un PC da 1200 euro con una gtx980 che da sola costa più di una ps4pro . Ma andiamo...siamo seri... The Last Guardian è uno dei migliori videogiochi ai quali abbia mai giocato, per alcuni aspetti geniale ed innovativo allo stesso tempo, del quale il videogiocatore accorto e che sappia andare 'oltre' se ne ricorderà anche fra vent'anni. Grazie e complimenti a Fumito Ueda ed al Team ICO, speriamo che abbiano soddisfazione anche commercialmente pur nutrendo seri dubbi a riguardo perchè per apprezzare The Last Guardian bisogna a sua volta apprezzare aspetti molto meno ovvii e banali tipici dei giochi pensati per essere giocati da 'utenti' dai 12 anni in su. The Last Guardian non lo è di certo ed è un bene non un male. Il sarcasmo(e spesso e volentieri parolacce) che troviamo nei giudizi e nelle recensioni di alcuni siti e 'youtuber' non solo non fanno ridere videogiocatori della vecchia guardia come me, ma mi rendono fiero di essere riuscito a ricevere il messaggio emozionale che Fumito Ueda voleva trasmettere(simile ma non uguale a quello di ICO), che rende The Last Guardian un capolavoro assoluto senza se e senza ma. Cordialmente.
  • Ringhio83
    Ringhio83
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    Originariamente scritto da gymsy

    Il tuo post trasuda passione infinita per il mondo dei videogiochi. Complimenti
    Quoto anch'io. E se avessi ancora avuto dei dubbi se prenderlo o no me li avrebbe definitivamente fugati... Bravo! XD
  • gymsy
    gymsy
    Livello: 2
    Post: 29
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    Originariamente scritto da vic20-c64-amiga-playstation

    I videogame sono un hobby che mi accompagna oramai da 40 anni.Premesso ciò mi chiedo: quand'è che un videogame è un capolavoro? Quando il 'frame rate' è perfetto con 30 o 60 fps sempre costanti? Quando non c'è nemmeno un 'glitch'? Oppure quando c'è assenza di 'bad clipping'? Potrei continuare ad elencare altri bug tecnici, ma sarebbe inutile visto che a mio avviso la risposta è decisamente NO. Project-X, Flashback , Monkey Island, Another World, Mission Impossible, Tomb Raider, Resident Evil, Silent Hill , ICO, SOTC , Wipeout(ed altri che per brevità ho omesso) sono tutti esempi di videogame che nei vari generi hanno lasciato la loro indelebile impronta nella memoria, soprattutto emozionale, di ogni videogiocatore che al tempo del loro rilascio li abbia provati. Realizzazione tecnico/grafica(rapportata al tempo dell'uscita), comparto audio(rapportato al tempo dell'uscita), novità nel genere, novità nel gameplay, trama , ambientazione, ognuno di loro eccelleva in qualcuna di queste caratteristiche a tal punto da immergere il videogiocatore in una esperienza videoludica innovativa e coinvolgente. Sono le emozioni a rendere i ricordi indelebili ed è per questo che qualunque videogiocatore si sia cimentato ,ad esempio, in Flashback su Amiga nell'ormai lontano 1992,non se lo potrà mai dimenticare nonostante non sia stato un fulgido esempio di prontezza nella risposta dei comandi del suo protagonista Conrad(basta ricordarsi dell'arrampicata in corsa). Oppure vogliamo parlare della precisione a livello pixel che bisognava avere in alcuni frangenti nei movimenti del protagonista di Another World(professor Lester)? E allora? Flashback ed Another World sono due capolavori assoluti(grazie ancora Paul Cuisset ed Eric Chahi..grazie ancora)! Se si vuole provare la vera frustrazione , si giochi la prima versione di Project-X su Amiga e solo allora si capirà quando e quanto un videogioco possa essere veramente frustrante. E Allora? Nel suo genere Project-x resta ancora oggi un capolavoro con un comparto audio/video strepitoso per l'epoca(grazie Team17 ed in particolare ad Allister Brimble) . The Last Guardian secondo me rappresenta quasi un nuovo genere. Sicuramente ha come tanti altri videogiochi elementi platform, puzzle, di esplorazione ma a mio avviso si distingue nel modo in cui sono implementati. Quando si arriva in una locazione bisogna ragionare, capire, osservare. Il tutto in modo lento e riflessivo e non frenetico. Non si tratta solo di trovare la leva che apre un cancello o un portone. Si tratta anche, ma non solo, di ragionare su come Trico possa esserci di aiuto nel raggiungere una certa posizione all'interno della locazione stessa. Il bambino e Trico all'inizio del gioco non si conoscono, ma instaurano con il procedere dello stesso un rapporto di fiducia/amicizia che li spinge a collaborare per riuscire a venirne fuori. Più l'amicizia è forte più Trico risponderà prontamente al comando del bambino di andare in una certa direzione o di eseguire un salto su una piattaforma; non solo ma aumenterà la probabilità che Trico esegua subito la 'mossa' giusta per proseguire nella 'Quest'(per questo andando avanti nel gioco, esso risulta più agevole).Come cementare allora l'amicizia con Trico? Ad esempio facendogli mangiare più 'botti' possibili o toglierli subito le lance che lo colpiscono, accarezzarlo di tanto in tanto anche se non è irritato, lasciarlo giocare nall'acqua quando possibile senza richiamare subito la sua attenzione per eseguire qualche comando e così via. Inoltre bisogna tener conto che Trico dal punto di vista emotivo va trattato come se fosse un cane, mentre dal punto di vista dell'esecuzione di alcune 'mosse' il suo comportamento è molto più simile a quello di un gatto(ad esempio prima di eseguire un salto studia bene le distanze, il rischio , la fattibilità proprio come farebbe un gatto prima di spiccarlo). Tutto ciò è innovativo nel gameplay di un videogioco, quasi definendone un nuovo genere. Riuscire ad 'implementare' simili aspetti sarebbe un'impresa titanica per chiunque e richiede mesi e mesi di raffinamento. Il team di ICO secondo me ce l'ha fatta perchè The Last Guardian coinvolge emotivamente e si ha la netta sensazione di instaurare un reale legame con un compagno cane/gatto(che ha anche la possibilità di eseguire brevi voli) dotato di una sua personalità indipendente. Quasi da subito il gioco è permeato da elementi come amicizia, fiducia, aiuto reciproco e Trico non è la classica 'spalla' idiota incontrata in centinaia di videogiochi ma ha una sua personalità che va compresa. Trico non risponde subito al comando del bambino? Perchè un gatto lo farebbe? Al sopraggiungere in una nuova locazione all'aperto Trico potrebbe decidere di esplorare una parte che non è quella dove siete andati voi. E perchè dovrebbe? Non è una 'spalla' idiota. A volte è attratto dal cibo(botti) come farebbe un cane , altre volte dall'acqua. Sta a voi richiamare la sua attenzione nel momento giusto. Questi aspetti sono geniali, innovativi nel gameplay e mai tentati prima in nessun videogioco con questa intensità. Il punto è comprenderli. Infine il comparto audio/video è eccezionale, ma questo è innegabile e sotto gli occhi di tutti per cui non c'è bisogno di aggiungere altro. Frame-rate non costante? A parte il fatto che personalmente non ci ho fatto molto caso , ma anche fosse? Qualche capriccio della telecamera? Plausibile in ambienti stretti viste le dimensioni di Trico, mentre all'aperto io tutti questi capricci non li ho proprio visti(sarò stato fortunato oppure preso da aspetti ben più significativi). Qualche ritardo nella riposta dei comandi? A volte è vero, ma ci tengo a sottolineare che in alcune situazioni il bambino deve stare in una certa posizione per eseguire subito il comando: ad esempio quando si trova sopra Trico deve stare in piedi e non attaccato alle sue piume per eseguire prontamente un salto; non si tratta di lentezza nella risposta dei comandi ma di capire quando è possibile eseguirli(in passato più di un gioco su Amiga presentava questa caratteristica). Per ragioni come i 23fps anzichè 30fps non sarebbe un capolavoro? Sbaglio o 'gira' su una PS4Pro da 400 euro e non su un PC da 1200 euro con una gtx980 che da sola costa più di una ps4pro . Ma andiamo...siamo seri... The Last Guardian è uno dei migliori videogiochi ai quali abbia mai giocato, per alcuni aspetti geniale ed innovativo allo stesso tempo, del quale il videogiocatore accorto e che sappia andare 'oltre' se ne ricorderà anche fra vent'anni. Grazie e complimenti a Fumito Ueda ed al Team ICO, speriamo che abbiano soddisfazione anche commercialmente pur nutrendo seri dubbi a riguardo perchè per apprezzare The Last Guardian bisogna a sua volta apprezzare aspetti molto meno ovvii e banali tipici dei giochi pensati per essere giocati da 'utenti' dai 12 anni in su. The Last Guardian non lo è di certo ed è un bene non un male. Il sarcasmo(e spesso e volentieri parolacce) che troviamo nei giudizi e nelle recensioni di alcuni siti e 'youtuber' non solo non fanno ridere videogiocatori della vecchia guardia come me, ma mi rendono fiero di essere riuscito a ricevere il messaggio emozionale che Fumito Ueda voleva trasmettere(simile ma non uguale a quello di ICO), che rende The Last Guardian un capolavoro assoluto senza se e senza ma. Cordialmente.
    Il tuo post trasuda passione infinita per il mondo dei videogiochi. Complimenti
  • Avatauro
    Avatauro
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    Giocato, finito e già ricominciato. A me questo gioco ha stregato completamente. I difetti tecnici ci sono e sono innegabili, ma me ne sono dimenticato in tempo zero, perché sinceramente quello che mi ha dato sto gioco in meno di 15 ore è incredibile. Io lo reputo un capolavoro, cosi come Shadow of the Colossus, Okami, Shenmue, Zelda, Monkey Island e tantissimi altri giochi che, sebbene tecnicamente non facciano (o non facciano più) urlare al miracolo, ti lasciano comunque un segno indelebile.
  • vic20-c64...
    vic20-c64...
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    Originariamente scritto da WiiUgo

    Finito in meno di 15 ore, sicuramente un gioco più bello da vedere che da giocare, atmosfere fantastiche, storia interessante, splendide animazioni, Trico è assolutamente splendido. Il prblema qua non è il frame rate, il problema è la terribile giocabilità, la IA di Trico, il design di alcuni enigmi e forse la peggiore telecamera di questa gen, davvero un peccato. Mi spiace ma TLG NON è ASSOLUTAMENTE UN CAPOLAVORO, è semplicemente un gioco originale e interessante, voto: 7
    Evidentemente io e Lei abbiamo parametri estremamente differenti sulla valutazione di un capolavoro. Per me aspetti quali(citando le sue parole)"atmosfere fantastiche, storia interessante, splendide animazioni....gioco originale e interessante" sono essenziali alla definizione di un capolavoro, certamente non sufficienti ma senz'altro indispensabili e prioritarie. Non sono d'accordo sul fatto che la giocabilità sia terribile(alcuni dei motivi per cui la penso così li ho spiegati in un mio precedente post) e secondo me l'IA di Trico è più che valida(in tale ambito dovrei dettagliarne i motivi ma scriverei un post ancora più prolisso del mio precedente e vorrei evitare). Per quanto riguarda la telecamera , ribadisco che negli spazi aperti non ho avuto nemmeno un problema(uno che sia uno) il che mi fa pensare di essere stato super fortunato, meglio così. Nel comparto enigmi molti per essere superati richiedono la partecipazione attiva di Trico ed alcuni richiedono dinamiche ambientali quindi cambia il modo di approcciarsi all'enigma. The Last Guardian è un gioco innovativo sotto molti aspetti, è una sorta di 'primo tentativo' nel mondo videoludico di implementare dinamiche nel gameplay mai tentate prima ed è ovvio che questo crei 'disorientamento' in molti videogiocatori. Per me è inconcepibile dare a The Last Guardian un voto più basso di quello dato a 'ciofeche' imbarazzanti, piatte sotto molti punti di vista, fatte con il 'copia e incolla'. Ripeto, sono punti di vista, tutti rispettabili. Io e Lei metaforicamente parlando abitiamo su pianeti differenti e forse anche questo è il bello dei videogiochi. Cordialmente.
  • WiiUgo
    WiiUgo
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    Finito in meno di 15 ore, sicuramente un gioco più bello da vedere che da giocare, atmosfere fantastiche, storia interessante, splendide animazioni, Trico è assolutamente splendido. Il prblema qua non è il frame rate, il problema è la terribile giocabilità, la IA di Trico, il design di alcuni enigmi e forse la peggiore telecamera di questa gen, davvero un peccato. Mi spiace ma TLG NON è ASSOLUTAMENTE UN CAPOLAVORO, è semplicemente un gioco originale e interessante, voto: 7
  • Gene92
    Gene92
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    Originariamente scritto da lux_solitary

    Scusate ma il voto 8 da dove viene fuori?! Io una volta davo un valore così alto solo a giochi veramente validi, questo sinceramente è uno di quelli che dopo 20 minuti sono fuori a giocare a freesby con il dvd da quanti bug, gestione telecamera vergognosa e chi più ne ha più ne metta...
    Sicuramente lo hai già platinato prima di scrivere un commento del genere. Ma perché non sapete pensare con la vostra testa e non giocate il gioco e poi giudicate prima di sparare le solite cavolate? Ma vi sentite fighi o grandi intenditori? In 12 ore di gioco sulla PS4 standard ho avuto due cali di frame (a mala pena percettibili) e neanche un bug, sono fortunatissimo o le vostre sono accuse nate dal nulla? Ci saranno anche questi fantomatici bug, ma di sicuro non minano l'esperienza, a meno che non si vogliano sottolineare di proposito. Ma voi che parlate di tecnicismi, ma lo avete visto veramente Trico come si comporta e come interagisce con l'ambiente? fa paura da quanto è stato realizzato bene, un compagno così non si era MAI visto. TLG è un capolavoro, che vi piaccia o meno, è uno di quei giochi che tra vent'anni saranno ricordati come i migliori di questa generazione. Tutti i giochi ricordati negli anni hanno sempre avuto la buona fetta di pubblico che lo offendeva, pure Metal Gear Solid c'è gente che tutt'ora lo ripudia, fondamentalmente perché se non è il suo genere allora fa schifo per forza.
  • vic20-c64...
    vic20-c64...
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    I videogame sono un hobby che mi accompagna oramai da 40 anni.Premesso ciò mi chiedo: quand'è che un videogame è un capolavoro? Quando il 'frame rate' è perfetto con 30 o 60 fps sempre costanti? Quando non c'è nemmeno un 'glitch'? Oppure quando c'è assenza di 'bad clipping'? Potrei continuare ad elencare altri bug tecnici, ma sarebbe inutile visto che a mio avviso la risposta è decisamente NO. Project-X, Flashback , Monkey Island, Another World, Mission Impossible, Tomb Raider, Resident Evil, Silent Hill , ICO, SOTC , Wipeout(ed altri che per brevità ho omesso) sono tutti esempi di videogame che nei vari generi hanno lasciato la loro indelebile impronta nella memoria, soprattutto emozionale, di ogni videogiocatore che al tempo del loro rilascio li abbia provati. Realizzazione tecnico/grafica(rapportata al tempo dell'uscita), comparto audio(rapportato al tempo dell'uscita), novità nel genere, novità nel gameplay, trama , ambientazione, ognuno di loro eccelleva in qualcuna di queste caratteristiche a tal punto da immergere il videogiocatore in una esperienza videoludica innovativa e coinvolgente. Sono le emozioni a rendere i ricordi indelebili ed è per questo che qualunque videogiocatore si sia cimentato ,ad esempio, in Flashback su Amiga nell'ormai lontano 1992,non se lo potrà mai dimenticare nonostante non sia stato un fulgido esempio di prontezza nella risposta dei comandi del suo protagonista Conrad(basta ricordarsi dell'arrampicata in corsa). Oppure vogliamo parlare della precisione a livello pixel che bisognava avere in alcuni frangenti nei movimenti del protagonista di Another World(professor Lester)? E allora? Flashback ed Another World sono due capolavori assoluti(grazie ancora Paul Cuisset ed Eric Chahi..grazie ancora)! Se si vuole provare la vera frustrazione , si giochi la prima versione di Project-X su Amiga e solo allora si capirà quando e quanto un videogioco possa essere veramente frustrante. E Allora? Nel suo genere Project-x resta ancora oggi un capolavoro con un comparto audio/video strepitoso per l'epoca(grazie Team17 ed in particolare ad Allister Brimble) . The Last Guardian secondo me rappresenta quasi un nuovo genere. Sicuramente ha come tanti altri videogiochi elementi platform, puzzle, di esplorazione ma a mio avviso si distingue nel modo in cui sono implementati. Quando si arriva in una locazione bisogna ragionare, capire, osservare. Il tutto in modo lento e riflessivo e non frenetico. Non si tratta solo di trovare la leva che apre un cancello o un portone. Si tratta anche, ma non solo, di ragionare su come Trico possa esserci di aiuto nel raggiungere una certa posizione all'interno della locazione stessa. Il bambino e Trico all'inizio del gioco non si conoscono, ma instaurano con il procedere dello stesso un rapporto di fiducia/amicizia che li spinge a collaborare per riuscire a venirne fuori. Più l'amicizia è forte più Trico risponderà prontamente al comando del bambino di andare in una certa direzione o di eseguire un salto su una piattaforma; non solo ma aumenterà la probabilità che Trico esegua subito la 'mossa' giusta per proseguire nella 'Quest'(per questo andando avanti nel gioco, esso risulta più agevole).Come cementare allora l'amicizia con Trico? Ad esempio facendogli mangiare più 'botti' possibili o toglierli subito le lance che lo colpiscono, accarezzarlo di tanto in tanto anche se non è irritato, lasciarlo giocare nall'acqua quando possibile senza richiamare subito la sua attenzione per eseguire qualche comando e così via. Inoltre bisogna tener conto che Trico dal punto di vista emotivo va trattato come se fosse un cane, mentre dal punto di vista dell'esecuzione di alcune 'mosse' il suo comportamento è molto più simile a quello di un gatto(ad esempio prima di eseguire un salto studia bene le distanze, il rischio , la fattibilità proprio come farebbe un gatto prima di spiccarlo). Tutto ciò è innovativo nel gameplay di un videogioco, quasi definendone un nuovo genere. Riuscire ad 'implementare' simili aspetti sarebbe un'impresa titanica per chiunque e richiede mesi e mesi di raffinamento. Il team di ICO secondo me ce l'ha fatta perchè The Last Guardian coinvolge emotivamente e si ha la netta sensazione di instaurare un reale legame con un compagno cane/gatto(che ha anche la possibilità di eseguire brevi voli) dotato di una sua personalità indipendente. Quasi da subito il gioco è permeato da elementi come amicizia, fiducia, aiuto reciproco e Trico non è la classica 'spalla' idiota incontrata in centinaia di videogiochi ma ha una sua personalità che va compresa. Trico non risponde subito al comando del bambino? Perchè un gatto lo farebbe? Al sopraggiungere in una nuova locazione all'aperto Trico potrebbe decidere di esplorare una parte che non è quella dove siete andati voi. E perchè dovrebbe? Non è una 'spalla' idiota. A volte è attratto dal cibo(botti) come farebbe un cane , altre volte dall'acqua. Sta a voi richiamare la sua attenzione nel momento giusto. Questi aspetti sono geniali, innovativi nel gameplay e mai tentati prima in nessun videogioco con questa intensità. Il punto è comprenderli. Infine il comparto audio/video è eccezionale, ma questo è innegabile e sotto gli occhi di tutti per cui non c'è bisogno di aggiungere altro. Frame-rate non costante? A parte il fatto che personalmente non ci ho fatto molto caso , ma anche fosse? Qualche capriccio della telecamera? Plausibile in ambienti stretti viste le dimensioni di Trico, mentre all'aperto io tutti questi capricci non li ho proprio visti(sarò stato fortunato oppure preso da aspetti ben più significativi). Qualche ritardo nella riposta dei comandi? A volte è vero, ma ci tengo a sottolineare che in alcune situazioni il bambino deve stare in una certa posizione per eseguire subito il comando: ad esempio quando si trova sopra Trico deve stare in piedi e non attaccato alle sue piume per eseguire prontamente un salto; non si tratta di lentezza nella risposta dei comandi ma di capire quando è possibile eseguirli(in passato più di un gioco su Amiga presentava questa caratteristica). Per ragioni come i 23fps anzichè 30fps non sarebbe un capolavoro? Sbaglio o 'gira' su una PS4Pro da 400 euro e non su un PC da 1200 euro con una gtx980 che da sola costa più di una ps4pro . Ma andiamo...siamo seri... The Last Guardian è uno dei migliori videogiochi ai quali abbia mai giocato, per alcuni aspetti geniale ed innovativo allo stesso tempo, del quale il videogiocatore accorto e che sappia andare 'oltre' se ne ricorderà anche fra vent'anni. Grazie e complimenti a Fumito Ueda ed al Team ICO, speriamo che abbiano soddisfazione anche commercialmente pur nutrendo seri dubbi a riguardo perchè per apprezzare The Last Guardian bisogna a sua volta apprezzare aspetti molto meno ovvii e banali tipici dei giochi pensati per essere giocati da 'utenti' dai 12 anni in su. The Last Guardian non lo è di certo ed è un bene non un male. Il sarcasmo(e spesso e volentieri parolacce) che troviamo nei giudizi e nelle recensioni di alcuni siti e 'youtuber' non solo non fanno ridere videogiocatori della vecchia guardia come me, ma mi rendono fiero di essere riuscito a ricevere il messaggio emozionale che Fumito Ueda voleva trasmettere(simile ma non uguale a quello di ICO), che rende The Last Guardian un capolavoro assoluto senza se e senza ma. Cordialmente.
  • lux_solitary
    lux_solitary
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    Scusate ma il voto 8 da dove viene fuori?! Io una volta davo un valore così alto solo a giochi veramente validi, questo sinceramente è uno di quelli che dopo 20 minuti sono fuori a giocare a freesby con il dvd da quanti bug, gestione telecamera vergognosa e chi più ne ha più ne metta...
  • cabezon
    cabezon
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    Originariamente scritto da Idrox

    Dopo il 9 dato a Fifa 17 i voti di spazio li prendo sempre con le pinze... Ho giocato sia a Ico che a Shadow e sono i classici giochi che li odi o li ami...io sinceramente li ho amati per l atmosfera e per quella sensazione di sogno onirico che da il gioco. Questo gioco nell immediato non lo giocherò, primo perchè ho altro poi diciamo che dopo tutti questi anni la magia un pò è svanita. Parlando del voto secondo me non gli si può dare una valutazione precisa perchè a ognuno di noi suscita qualcosa di diverso,ho letto commenti entusiastici ed altri manco fosse la morte fatta a gioco.... Diciamo che bisogna provarlo per rendersene conto.
    se mi chiedi solo il voto, da 1 a 10 e ti do 8 allora diventa soggettivo, ed uno può o meno tenerne conto, qui c'è tutto un articolo che è pieno zeppo di critiche, e poi mi dai 8? io non l'ho comprato e sono indeciso, se leggo l'articolo mi dico "aspetta che pare non eccezionale" se guardo il voto "da prendere per giocarci sotto natale" per me questo articolo con quel voto non può starci
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