Recensione di LEGO Harry Potter Collection

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS4
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Data uscita:

     21 ottobre 2016
- Alta longevità
- Rilassante e spensierato
- Fluido e graficamente piacevole
- Formula di gioco estremamente semplice
- Telecamera imperfetta
- Nessun extra
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A cura di (AG) del
Nel 2010 Traveller's Tales diede alle stampe LEGO Harry Potter anni 1-4, incarnazione del brand LEGO nel magico mondo partorito dalla mente della scrittrice inglese J.K. Rowling, cui dette un seguito nel 2011 con LEGO Harry Potter anni 5-7. A diversi anni di distanza, e dopo molte altre commistioni videoludiche tra i mattoncini più famosi del mondo e i fenomeni cinematografico-fumettistici più in voga, ecco spuntare una riedizione comprensiva dei due giochi succitati per l'attuale generazione di console. 



A Kind Of Magic
LEGO Harry Potter Collection è né più né meno di una compilation dei due giochi con grafica ripulita e nessuna novità rispetto alle versioni originali. Il pacchetto permette di godere l'intera saga del maghetto dal primo al settimo anno, con tutte le tipiche dinamiche dei giochi LEGO: una pletora di personaggi utilizzabili, un level design incentrato sulla risoluzione di semplici enigmi, forti dosi di umorismo, la possibilità di affrontare l'intera avventura in cooperativa locale. I livelli si dipanano a partire da un grande e articolato hub centrale che comprende la locanda del Paiolo Magico, Diagon Alley e la banca Gringott: attraverso di esso il giocatore potrà visionare tutti i collezionabili raccolti, rivedere le sequenze filmate sbloccate nel corso dell'avventura, acquistare potenziamenti e costumi aggiuntivi, accedere a livelli bonus e addirittura ad un editor di costruzioni LEGO nel quale, dopo un'opportuna fase di apprendistato, dare libero sfogo alle proprie fantasie edilizie. Ovviamente è possibile anche riaffrontare i livelli già superati (6 per ogni anno scolastico) in modalità "gioco libero", per andare alla ricerca di tutti i mattoncini opzionali eventualmente lasciati indietro, e risolvere enigmi in un primo tempo insormontabili a causa della mancanza di qualche abilità particolare. A livello narrativo, l'adattamento LEGO si dimostra fedele soprattutto alla controparte cinematografica, non rinunciando ad interventi originali degli sviluppatori ogni qualvolta si presenti l'occasione per fare del sano umorismo. Gironzolare per le sale di Hoghwarts impersonando i personaggi più amati della saga offrirà momenti di divertimento nostalgico a tutti gli aficionados, che non sentiranno il peso degli anni che questi titoli si portano sulle spalle.
L'età dei giochi, d'altro canto, è rivelata dalla semplicità della struttura delle mappe, le cui dimensioni contenute prevedono frequenti caricamenti tra le schermate (caricamenti fortunatamente molto brevi), dall'assenza del doppiaggio (con la riduzione del parlato a fonemi disarticolati dal sicuro effetto comico) e da una longevità risicata, qualora si decida di affrontare la storia principale senza guardarsi troppo intorno. Quest'ultimo approccio è tuttavia il meno indicato, poiché il divertimento garantito dal gioco sta proprio nelle attività di contorno: scovare tutti i collezionabili, completare tutte le sfide accessorie per sbloccare premi e aumentare la percentuale di completismo è la vera ragion d'essere dei giochi LEGO, nonché la massima fonte di soddisfazione in caso di successo. Impegnandosi a fondo in tali attività il giocatore potrà rimanere occupato per decine di ore prima di estrarre il disco dalla console. Tali dinamiche old school rendono il gioco un'esperienza sensata sia dal punto di vista economico sia da quello del puro gameplay, diversificato grazie ai numerosi puzzle ambientali da affrontare di volta in volta, da soli o in compagnia di un amico. La collezione fa della varietà il suo punto di forza: non solo ci troveremo a gestire, in ogni livello, un party composto da più personaggi ognuno con delle specifiche abilità (il che renderà obbligatorio utilizzarli tutti per risolvere le sfide proposte), ma dovremo anche fare i conti con l'utilizzo delle magie, che potremo apprendere frequentando le lezioni ad Hogwarts o acquistandole per mezzo dei mattoncini raccolti nel corso dell'avventura. Ogni magia ha un suo scopo preciso, dallo spostare oggetti ad aprire porte ad attaccare creature ostili, e sta al giocatore capire quali usare e in quale momento per superare gli ostacoli che sbarreranno di volta in volta la strada. Data la grande quantità di elementi con cui interagire a schermo, che spesso porta un po' di confusione, interviene in nostro aiuto una modalità di puntamento manuale che ricorda le dinamiche di un punta-e-clicca: muovendo il cursore liberamente all'interno della schermata di gioco verranno evidenziati gli elementi con cui interagire; a quel punto si potrà decidere quale magia o azione adoperare su di essi ed osservare i risultati. Nonostante per proseguire nell'avventura valga la regola generale "interagisci con tutto e prima o poi sbloccherai la strada", a volte un minimo di ragionamento è necessario per progredire e superare un momentaneo stallo. In ciò non sempre aiuta la telecamera semifissa, che ogni tanto occulta la visuale di oggetti o di baratri mortali, rendendo la visibilità generale non proprio ottimale.



Reparo
Questa riedizione, come detto, non offre aggiunte di sorta ai giochi, limitandosi ad un lavoro di pulizia generale dell'immagine che si presenta sgargiante e nitida, soprattutto priva di problemi di aliasing che si presentavano nei titoli originali. Una schermata introduttiva permetterà di scegliere quale gioco avviare, dopo di che verrà caricato il menù relativo. Niente extra, niente di niente: effettivamente qualcosa in più si poteva concedere ai giocatori, che potrebbero essere scarsamente invogliati a prendere in mano queste vecchie avventure, a meno che non si tratti di fan della saga che se le fossero perse all'epoca: come detto, infatti, il gioco non presenta linee di dialogo e l'intreccio narrativo rischia di risultare incomprensibile a chi non conosca già a menadito la saga. È altrettanto ovvio che si tratti di una collezione concepita per chi è già fan dei personaggi creati dalla Rowling, tuttavia rimane il dubbio su quanto un prodotto del genere possa risultare appetibile per una vasta utenza. Lo scopo primario sembra essere quello di attirare la schiera di pubblico interessato a Animali fantastici e dove trovarli, film di prossima uscita con tutto il franchise di prodotti correlati, fra cui non può mancare il pack dedicato di LEGO Dimensions.
Recensione Videogioco LEGO HARRY POTTER COLLECTION scritta da AG Consigliato a tutti i fan della saga di Harry Potter che se li fossero persi all'epoca, i titoli di cui si compone LEGO Harry Potter Collection sapranno intrattenere con leggerezza ed umorismo per tante ore chi vuole godersi un gameplay divertente e senza troppi fronzoli. Il semplice rinnovamento grafico non ne giustifca invece l'acquisto per chiunque avesse già esperienza dei giochi originali.
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