Recensione di Superhypercube

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS4
  • Genere:

     Puzzle game
  • Sviluppatore:

     kokoromi
- Idea interessante
- Divertente...
- ... per un po'
- Nessuna forma di multiplayer
- A parte migliorarsi c'è poco da fare
A cura di (Dark Nightmare) del
Tra i giochi usciti al lancio di Playstation VR figura anche SuperHuperCube, puzzle game passato forse in sordina a causa dei titoli più blasonati e conosciuti usciti negli stessi giorni. Oggi dedicheremo qualche riga proprio a questo curioso clone di Tetris in VR.


Blast from the past
SuperHyperCube ricorda da vicino Tetris: dovremo utilizzare il nostro fidato Dualshock per ruotare delle forme cubiche che dovranno passare attraverso un muro che si avvicinerà sempre più velocemente verso di noi. Per riuscire nell’intento, dovremo ruotarlo affinché possa attraversare indenne la fessura, corrispondente ad una ed una sola figura. Niente di più facile, potreste pensare: sbagliato. Se, infatti, la nostra avventura comincia con un solo cubo, mano a mano che passiamo attraverso i muri si aggiungeranno sempre nuovi elementi al cubo originale, dando vita a vere e proprie mostruosità geometriche che saranno molto più difficili da gestire rispetto al nostro compagno iniziale.
Andando avanti, inoltre, avremo a che fare con muri particolari che andranno a rendere sempre più difficile la sfida: incontreremo, ad esempio, alcuni che ruoteranno e che richiederanno perciò un pizzico di strategia in più per capire come essere affrontati. Fortunatamente, quando verremo sconfitti il gioco ci mostrerà dove abbiamo sbagliato e quale sarebbe stata la mossa giusta da compiere, dandoci quindi un aiuto fondamentale per la partita successiva, quando ci troveremo di fronte ad un muro simile. Ciò nonostante, ogni partita sarà una sfida nuova, in quanto la disposizione dei muri è generata in modo casuale, e non potremo quindi affidarci solamente alla nostra memoria. A fronte di queste difficoltà, avremo dalla nostra parte dei poteri speciali, che potremo utilizzare a nostro vantaggio come, ad esempio, l’abilità di rallentare il tempo per pensare meglio alla forma da usare per il muro successivo. Questi power-up si rivelano fondamentali per la nostra sopravvivenza, e visto che ottenerli diventerà sempre più difficile con il proseguire del gioco, dovremo saperli usare con parsimonia e acutezza.
Il Playstation VR gioca qui un ruolo di secondo piano: l’unica cosa che dovremo fare, infatti, sarà muovere il capo per capire meglio quale forma dovremo usare per passare indenni attraverso il muro. Si tratta di un movimento intuitivo, che permette al gioco di essere accessibile praticamente a chiunque. Inoltre, il fatto che la visuale rimanga pressochè fissa annulla qualsiasi possibile sensazione di motion-sickness, rendendo il gioco tra i più accessibili tra quelli disponibili per il visore di casa Sony.
Sebbene si tratti di un ruolo marginale, la VR contribuisce comunque a creare un buon senso di immersione, complice lo squisito stile artistico del gioco. Gli effetti di luce ed il sonoro fanno il loro dovere, catapultandoci all’interno di un mondo surreale ed onirico, del quale è impossibile non innamorarsi.


Solo soletto
L'unico problema di SuperHyperCube risiede proprio nella sua struttura di puzzle game: il gioco, infatti, non offre niente di più di quello che vi abbiamo detto finora, e i dieci livelli di gioco, seppur davvero difficili (dovremo ricominciare dal primo ogni volta che saremo sconfitti), sono forse pochi per giustificare un esborso di €29,99 per coloro che non sono fan sfegatati dei puzzle game. Tutta la longevità del titolo, infatti, è riposta sulla volontà di affrontare nuovamente i livelli nel tentativo di migliorare il proprio punteggio e, un giorno, raggiungere il tanto agognato perfect score. E’ inoltre completamente assente qualsiasi declinazione di una modalità multiplayer, che avrebbe sicuramente potuto rendere il gioco più duraturo e divertente. Fortunatamente, sono presenti delle classifiche online che andranno ad invogliare lo spirito competitivo di chi ama confrontare il proprio punteggio con quello di amici e sconosciuti.  Tutto dipende, quindi, dal tipo di giocatore che siete: se amanti degli arcade vecchio stile, fatti di sfide all’ultimo punto, troverete pane per i loro denti, mentre se siete abituati ad un tipo di confronto più diretto potreste annoiarvi fin troppo presto.
Recensione Videogioco SUPERHYPERCUBE scritta da DARK NIGHTMARE SuperHyperCube è un puzzle game senza infamia e senza lode: sebbene l’idea alla base sia buona, rischia di annoiare presto a causa della ripetitività di fondo della formula e all’assenza di qualsiasi forma di multiplayer. Il gioco rimane consigliato solamente per i veri amanti delle esperienze arcade, che potrebbe trovare qui pane per i loro denti; per gli altri, SuperHyperCube ha ben poco da offrire.
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