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DriveClub VR

DriveClub VR

Si torna in pista

Recensione VR

PS4

Simulazione guida

Sony

8 ottobre 2014 - 13 ottobre 2016 (VR)

A cura di del
Sono passati due anni da quando DriveClub venne lanciato su PS4. Il gioco, nonostante la sua travagliata storia, è riuscito a garantirsi una cerchia di appassionati, e Sony ha dimostrato di voler tenere in vita il brand con l’annuncio di DriveClub VR. L’accoppiata tra macchine e realtà virtuale sembra un matrimonio perfetto, ma sarà davvero così? Scopriamolo.





Sacrifici necessari
Appena avviato, il gioco ci metterà subito alla guida di un veicolo per la nostra prima gara di prova. Quello che salta subito all’occhio è l’estrema cura che è stata riposta nella ricreazione dell’abitacolo della macchina: grazie al VR ci sembrerà di trovarci davvero all’interno di un bolide, pronti a sfrecciare lungo l’asfalto. E la sensazione di velocità è davvero buona: giocato con un volante adeguato, il gioco saprà regalare sicuramente ore di divertimento agli appassionati di motori. Il problema viene però quando si guarda fuori dall’abitacolo: i sacrifici fatti per rendere il gioco fluido vengono pagati dall’ambientazione, la cui resa grafica sembra appartenere alla scorsa generazione. Le mappe sono inoltre piuttosto spoglie, e anche se l’immersione offerta dal visore va a supplire in parte a questo difetto, grazie al fattore immersività, l’effetto generale ne risente comunque.
Per quanto riguarda la motion-sickness, il titolo non è sicuramente adatto agli stomaci più deboli: la sensazione di velocità finirà inevitabilmente per creare una sensazione di nausea, lieve o maggiore a seconda della persona, ma con un po’ di abitudine le cose dovrebbero migliorare.

Una pesante eredità
DriveClubVR eredita dal predecessore buona parte dei suoi contenuti, sia per quanto riguarda i tracciati che per quanto riguarda le vetture: poco di quanto offre il gioco è davvero nuovo, dunque, e questo rischia di essere un fattore negativo per chi avesse già spolpato l’originale.
Ad ogni modo, troveremo le classiche modalità tour, in cui affronteremo diversi tipi di evento per proseguire nella nostra carriera, evento singolo, evento casuale e multiplayer. Le gare si divideranno poi in diverse tipologie: dalle normali corse alle prove a tempo, fino alle modalità “sprint”, dove si deve stabilire il miglior tempo su un percorso breve  ma impegnativo, “giro”, che ci permette di studiare i percorsi, e “derapata”, dove si ottengono punti eseguendo derapate.
Alla fine di ogni gara riceveremo dei punti che andranno ad aumentare sia il livello del pilota che quello della macchina che abbiamo usato. Raggiungere certi livelli ci farà sbloccare nuove vetture, mentre altre andranno sbloccate ottenendo determinati trofei.
La scelta, sia in termini di macchine che in termine di tracciati, non manca: avremo a disposizione, infatti, più di 80 veicoli, e potremo correre su 114 tracciati, divisi in sei località. Una buona longevità in single player è dunque assicurata, purtroppo però non possiamo dire lo stesso del multiplayer. Qui dobbiamo notare, infatti, che si fatica a trovare partite, rendendo di fatto questa parte del gioco momentaneamente inutile. Questo potrebbe inficiare negativamente sulla durata complessiva del titolo, vista anche l'assenza di una modalità multiplayer in locale.
  • + La realtà virtuale si sposa bene con il genere
    + Buon numero di contenuti single player...
    + Buona resa dell'abitacolo...
  • - ... Ma il resto viene sacrificato
    - ... La maggior parte ripresi dal titolo originale
    - La motionsickness non lo rende un titolo per tutti
    - L'online è completamente vuoto e non c'è traccia di multiplayer locale
voto
6

DriveClub VR è un'esperienza formidabile per dimostrare le potenzialità del VR; un'esperienza che però ne paga anche il prezzo, con un aspetto grafico che sembra riportarci indietro di quasi dieci anni. A questo si aggiunge la scarsità di nuovi di contenuti rispetto al titolo originale che, unita alla mancanza di una modalità multiplayer locale e ad un multiplayer online deserto, ci impediscono di consigliare senza remore il titolo.

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