Questo sito si avvale di cookie per le finalità illustrate nella privacy policy. Effettuando un'azione di scroll o chiudendo questo banner, presti il consenso all'uso dei cookie OK
NieR: Automata

NieR: Automata

Yoko Taro e Platinum Games pronti a fare il botto!

Anteprima

PS4

23 febbraio 2017 (JPN) - 7 marzo 2017 (USA) - 10 marzo 2017 (EU PS4) - 17 marzo 2017 (PC)

A cura di del
Prima di parlare di NieR: Automata è cosa buona e giusta spendere due parole sul suo tanto bistrattato predecessore. Perché nel 2010, all’uscita di NieR, di critiche ingiuste se ne lessero davvero tante: si diceva fosse “l’ennesimo disastro di Cavia”, “una produzione presto dimenticata” o addirittura “un gioco senza alcuna identità”. Fortunatamente però, sono stati molti i giocatori che non si fecero influenzare dalla critica e che nel tempo hanno aiutato questo prodotto, partorito dalla particolare mente di Yoko Taro, a diventare qualcosa di simile ad un gioco di culto. NieR, di personalità ne aveva davvero tantissima e possedeva una propria identità, reale e tangibile, grazie soprattutto a un plot e a una narrazione di prim’ordine, in grado di colpire qualsiasi tipo di videogiocatore per la sua unicità; tali elementi riuscivano con facilità a far scivolare in secondo piano i diversi problemi tecnici o quelli da rintracciare nel gameplay, dovuti probabilmente ad uno scarso budget di partenza. Nessuno si sarebbe mai potuto aspettare, dopo delle vendite poco esaltanti e un impatto con la critica così sfavorevole, che questa IP avrebbe avuto un futuro; eppure Square-Enix, conscia di quanto il gioco fosse riuscito a fare breccia nel cuore degli appassionati, si è interessata ad un eventuale seguito, che avrebbe comunque dovuto migliorare la parte giocata, riuscendo a mantenere il particolare spirito del titolo originale. Non stupisce dunque la grande idea, di affidare proprio ad uno studio come Platinum Games, che fa del gameplay nudo e crudo il proprio pane quotidiano la proprietà intellettuale in questione. La produzione tanto snobbata sei anni fa è pronta a tornare sotto nuova veste, e al momento sembra proprio che Yoko Taro, con l’aiuto di Atsushi Inaba e del suo team in Platinum Games, sia pronto a prendersi la sua rivincita. 

Esseri Umani in Fuga
Del plot narrativo del nuovo progetto Square Enix/Platinum Games non sappiamo ancora molto, o almeno non quanto vorremmo: pare comunque che NieR: Automata riprenderà dal quarto finale del primo episodio e dovrebbe vedere l’umanità, in un futuro non molto distante, trovare rifugio sulla Luna in seguito all’invasione della Terra da parte di forme di vita meccaniche. Tale attacco alieno ha costretto l’intera popolazione umana a prendere in considerazione l’utilizzo di androidi da guerra nel disperato tentativo di riprendere il controllo del proprio pianeta ed è qui che entrano dunque in scena i tre protagonisti che andremo ad utilizzare: si tratta di nuovi modelli di androidi da combattimento noti come YoRHa. Anche se i regolamenti vietano loro di esprimere un qualsiasi tipo di emozione, ogni modello continua a mantenere ugualmente la sua personalità distintiva. La protagonista vera e propria sarà il modello femminile “2B” – che viene indicato come un modello freddo e raccolto – dotato di una spada per il combattimento ravvicinato ed in grado di attaccare anche a distanza tramite l’utilizzo del sistema di supporto tattico "POD". Avremo a disposizione anche il modello “9S” – noto invece per la sua personalità gentile e disponibile – in grado di combattere ma specializzato nella raccolta di informazioni, e infine il modello “A2”, unità taciturna e indipendente non più in commercio, specializzata esclusivamente nelle battaglie ravvicinate. La base narrativa è molto interessante ed è un aspetto, che considerando le solide fondamenta su cui poggia e tenendo ben presente chi ci sia dietro a gestire il tutto, ci lascia parecchio tranquilli e speranzosi; sappiamo inoltre che alcuni protagonisti del primo NieR faranno delle apparizioni e saranno presenti anche delle menzioni specifiche di alcuni personaggi di Drakengard 3. Ciononostante, Yoko Taro ha già confermato che in questa produzione non si focalizzerà particolarmente sul passato cercando di rendere l’esperienza godibile anche per coloro che non hanno avuto l’opportunità di giocare il primo episodio. 


Il Marchio di Fabbrica di Platinum Games
Il feeling dato dalla collaborazione con gli ex Clover risulta chiaro già nella struttura di base degli scontri: sarà possibile infatti suddividere gli attacchi tra pesanti e rapidi, si avrà la possibilità di effettuare continue schivate ed ovviamente di lockare il nemico che si vuole colpire. La solidità di ciò che viene proposto, è anche data da quello che sembra essere un buon livello di skill richiesto per riuscire a comprendere la miglior strategia da adottare durante gli scontri. Il combat system risulta non soltanto dinamico – mettendo in risalto la fluidità dell’azione generale – ma mostra anche una certa eleganza; la velocità con cui YoRHa riesce a muoversi nell’ambiente, inanellando una serie considerevole di combo e schivate, ci ha seriamente stupiti. Importantissimo risulta poi l’uso dei POD, che seguono i movimenti del personaggio principale e permettono di sparare colpi in base al puntamento della telecamera; per quanto riguarda le armi corpo a corpo invece, sappiamo già che ne avremo diverse a disposizione, che potremo far evolvere piano piano, attraverso specifici upgrade. Non abbiamo alcun dubbio dunque che NieR: Automata possa rivelarsi una produzione che fa del gameplay il proprio asso nella manica; quanto mostrato all’E3 è soltanto la conferma della bontà del lavoro svolto da Platinum Games. Sia chiaro, non ci aspettiamo la profondità di uno stylish action come Bayonetta, oppure un sistema di combattimento tanto particolare come quello visto ed apprezzato in The Wonderful 101, ma piuttosto qualcosa di considerevolmente solido, che riesca ad essere perfettamente integrato all’interno di un mondo inusuale come quello di NieR. La sensazione generale, in seguito a quanto osservato nell’ultimo materiale rilasciato, è che Inaba e compagni non abbiano semplicemente preso uno dei propri combat system classici e rodati, ma siano riusciti piuttosto a prendere anche elementi del primo capitolo, migliorandone e modificandone la base adeguatamente, per rendere possibile una commistione tra due stili tanto diversi. Se l’obiettivo principale di Square-Enix era quello di dare vita ad un nuovo NieR, che non tradisse in alcun modo il proprio spirito, ma riuscisse piuttosto a migliorare sotto il profilo del gameplay, siamo assolutamente nella giusta direzione. 

Anche il Contorno Convince
Ma non bisogna farsi ingannare dal materiale mostrato, il cuore pulsante della produzione infatti non è rappresentato esclusivamente da quello che sembra al momento un gameplay action solido e ben sviluppato, ma ci sono tanti altri elementi da non sottovalutare. All’annuncio iniziale di NieR: Automata è sembrato che a Yoko Taro stesse a cuore sottolineare come questo seguito non sarebbe stato assolutamente un action nudo e crudo ma di come invece la base da JRPG del primo capitolo sarebbe stata ripresa ed ampliata. Nier: Automata tende insomma, a dare una certa importanza anche allo sviluppo dei personaggi, dell’equipaggiamento, così come alla fase esplorativa e ad eventuali sub-quest, per cercare di donare ulteriore profondità a questo particolare mondo in cui si sfidano androidi ed esseri meccanici. La demo mostrata all’E3, in tal senso, ha mostrato una delle tante ambientazioni (chiamata Resistance Camp) pronte ad essere esplorate, con una particolare attenzione agli NPC e alle inquadrature – anche di quelle fisse, tanto amate dai fan nel primo episodio – quasi a voler proprio dimostrare che questo sequel non abbia perso o cambiato la propria anima distintiva. Fondamentale risulta inoltre la direzione artistica, da cui ci aspettiamo moltissimo e che in ogni caso, fino a qui, è risultata assolutamente convincente e che sembra possa alzare l’asticella anche rispetto al primo episodio: per quanto visto all’E3, la cura riposta  in ambientazioni e personaggi – con il character design affidato questa volta a Akihiko Yoshida – continua infatti a stupire. Passando invece al lato tecnico, seppur doveroso sia sottolinearne come il mero impatto grafico non sia per nulla esaltante, il gioco si mostra comunque molto solido ed è ciò che davvero reputiamo importante in un titolo di questo tipo: l’engine sembra infatti in grado di tenere senza troppe difficoltà i 60 frame per secondo. Gli unici nei, al momento, sono rappresentati da alcune texture non rifinite e da un eccessivo aliasing, che rende l’immagine sporca in diverse occasioni. Aspettative molto alte anche per la colonna sonora, con il ritorno di Keiichi Okabe, che sicuramente non ci deluderà. 
  • [+] Gameplay solido e profondo
    [+] Ottima colonna sonora
    [+] Direzione artistica di altissimo livello
    [+] Narrazione e plot narrativo di qualità

NieR: Automata ha tutte le carte in tavola per rivelarsi un prodotto di assoluta qualità; il materiale mostrato infatti, non fa altro che confermare tutte le impressioni positive avute fin dall’iniziale reveal. L’unico vero problema del primo episodio era rappresentato dal gameplay poco rifinito, e ad occuparsene in questo seguito ci sono proprio alcuni dei massimi maestri sotto quell’aspetto: tale partnership, riesce a trasformare quelle che dovrebbero essere semplici speranze in parziali certezze sulla più che ottima riuscita del progetto. Questo quadro magnifico, che Platinum Games e Square-Enix stanno continuando a “dipingere”, convince senza riserve e rende NieR: Automata uno dei prodotti in uscita nel 2017 da seguire con maggiore interesse.

0 COMMENTI