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Days Gone

Days Gone

Apocalisse on the road

Video Anteprima
A cura di Francesco “Mastelli Speed” Ursino del 15/06/2016
Dopo lo stupore dovuto alle lunghe sequenze di gioco di God of War, la conferenza E3 di Sony è stata teatro del reveal del nuovo progetto di Bend Studio dedicato a PlayStation 4, chiamato Days Gone. Un titolo che si rifà fortemente alle atmosfere boschive di The Last of Us, pur tentando di mantenere una propria identità attraverso l'introduzione di un protagonista non certo ligio alla cavalleria e un dispiegamento di zombie che ha dell'incredibile: oltre al trailer mostrato durante la conferenza E3 abbiamo avuto modo di assistere anche a un hands-off grazie al quale abbiamo potuto comprendere in modo certamente più approfondito le meccaniche alla base della nuova IP di casa Sony.



Il biker dal cuore d’oro
Sembra che Sony abbia parecchio riguardo per questo prossimo Days Gone, considerato che il titolo in questione è stato protagonista di due fasi ben distinte della conferenza E3; in un primo momento, dunque, è stato mostrato un trailer di presentazione, cui è seguita, alla fine dell'evento, una corposa sequenza di gameplay. In quello che viene presentato come un action adventure open world trova posto il protagonista, chiamato Deacon St. John. Il nostro è un biker tormentato, che si trova a dover intraprendere la dura vita della strada. È lo stesso personaggio principale, nel trailer, a definirsi prima un girovago, poi un cacciatore di taglie, e infine un mercenario. I motivi per i quali il nostro si ritrova in queste condizioni, però, si basano su giustificazioni più che valide: nel mondo immaginato da Bend Studio, infatti, una nuova apocalisse ha portato sulla scena orde di zombie pronte a farsi strada a forza di morsi. Tutto ciò, quindi, ha portato a quel processo di progressiva disintegrazione della civiltà oramai più volte contemplato in altri videogiochi (e non solo). Nel mondo di Days Gone, ambientato due anni dopo l’inizio della pandemia, sembra vigere la legge del più forte, e l’unica consolazione sembra essere rappresentata dai ricordi; nel caso del nostro biker, è la memoria delle corse in moto con la propria ragazza l’unico frammento del passato che sembra avere importanza. Tutto sommato, si sa ancora veramente poco su come la narrativa inciderà sul progetto; si tratta di un fattore da non sottovalutare, anche perché Bend Studio ha scelto di trattare un tema che, difatti, è diventato inflazionato negli ultimi anni, e può vedere esponenti di livello assoluto come The Last of Us. Da questo punto di vista, però, non è ancora possibile dare giudizi: bisognerà vedere se e quanto il titolo spingerà sulla natura tormentata del biker, e quali conseguenze tutto ciò comporterà, portando sull'altare delle novità un antieroe spinto da motivazioni di natura morale assolutamente dubbia. In ogni caso, l’ambientazione scelta è quella del nord ovest Pacifico, e il fatto che il gioco venga presentato come un open world dà ancora più risalto alla natura di biker del protagonista: nel concreto, ci si potrà aspettare l’esplorazione del mondo di gioco in sella al proprio bolide, a caccia di nuove missioni da intraprendere.



Minacce variegate
Il gameplay mostrato durante la conferenza a porte chiuse iniziava esattamente dalla scena finale del trailer di presentazione: il protagonista, dopo aver scambiato qualche parola via radio con un altro personaggio, si è allora lanciato in una missione di recupero, per non dire di cattura, che prevede il prelievo di due uomini sulla cui testa pende una cospicua taglia. Il primo elemento che salta agli occhi è il modo in cui il personaggio interagisce con l’ambiente: non parliamo solo delle animazioni relative alla fase di scavenging di cadaveri e semplici box, ma anche del modo in cui potranno essere sfruttati oggetti di uso non proprio comune. Con una mossa che possiamo definire creativa, infatti, le prime sequenze di gioco ci hanno mostrato come il personaggio, una volta aperto il cofano di un camion, abbia utilizzato un componente interno come silenziatore per la propria arma. Nel titolo vi è quindi presente una meccanica di loot abbastanza importante, necessaria per potenziare le proprie armi e approcciare le unità nemiche in modi differenti, in questo caso evitando di annunciare la propria presenza attraverso l'utilizzo di un'arma da fuoco. Quello che si candida ad essere l’elemento distintivo della produzione si è invece mostrato poco dopo: stiamo parlando delle orde di zombie famelici, presenti in grande quantità e pronte a banchettare con le nostre carni. Difatti, i nemici di cui stiamo parlando si muovono in modo veloce, sono aggressivi e possono superare pareti e ostacoli, ricalcando le caratteristiche dei non morti del leggendario film 28 giorni dopo. Si spiega così, allora, la sostanziale fuga del protagonista, costretto a ripiegare su tetti e ponti pericolanti, fino ad arrivare all’ultima sequenza di gameplay; in questa fase, il personaggio principale si ritrova in quella che pare essere una situazione disperata, circondato da orde di famelici zombie pronti ad attaccare da ogni direzione. Nelle sequenze mostrate, scendendo nel dettaglio, hanno fatto la loro comparsa due tipologie di nemici. Da una parte troviamo i Newts, ovvero giovani infetti che preferiscono l’azione in solitaria, aiutati magari dal favore delle ombre. Trovano posto, poi, gli Horde. È questa la tipologia di nemico che attacca in gruppo, muovendosi e offendendo in maniera omogenea; con la ricerca di cibo che condiziona il comportamento di questi esseri: alcune orde possono così essere trovate in luoghi prestabiliti, mentre altre si sposteranno nel mondo di gioco. Combatterli non sarà impresa facile, ed è compito dell'utente uccidere i nemici nel modo più creativo possibile: oltre al sistema di loot citato nelle righe precedenti è infatti presente anche una componente di crafting che permette al protagonista - in maniera simile a quanto visto in The Last of Us - di poter creare molotov e trappole esplosive attraverso gli oggetti comuni reperibili nell'ambiente.




Cugini e parenti
Tipologie di zombie a parte, è normale almeno in questa fase pensare a Days Gone in termini di paragoni con altri titoli; difatti, a prima vista sembra di essere davanti a un gioco che sembra spingere sulla narrativa (magari sulla falsariga di The Last of Us), che però propone orde di zombie in stile Dead Rising, e nemici che peraltro sono anche abbastanza atletici, come in Dying Light. Il fatto che il titolo sia un open world, poi, lo mette in diretta contrapposizione a survival come DayZ, ma anche a titoli più classici come State of Decay, che peraltro è tornato a calcare il palco Microsoft proprio durante l'E3 con un secondo capitolo. Senza contare che, volendo essere un po’ cattivi, il vibrante trailer visto durante la conferenza Sony potrebbe poi non essere seguito, nella versione finale del gioco, da un'altrettanta tensione drammatica, come avvenuto a volte con Dead Island. Resta da vedere, inoltre, in che modo verrà gestita l’eventuale fase di crafting, l'esplorazione, nonché il rapporto che il protagonista avrà con altri personaggi. Da qualsiasi angolazione lo si guardi, quindi, Days Gone è un titolo che deve ancora mostrare in cosa è veramente differente da tutti questi altri prodotti: la chiave del successo, difatti, sembra essere proprio la capacità di raccontare una nuova apocalisse, con una differente chiave di lettura e un antieroe che pare decisamente allontanarsi dalla figura paterna incarnata da Joel.


Articolo in collaborazione con Matteo "Marzo" Marzorati, direttamente dall'E3 di Los Angeles.
  • [+] Orde di nemici con differenti tattiche
    [+] Un nuovo mondo alla deriva da esplorare
    [+] Sistema di crafting convincente

Bend Studio ha un compito abbastanza difficile davanti a sé: Days Gone, infatti, deve trovare il modo di distinguersi dala massa di titoli che hanno già affrontato la spinosa faccenda dell’apocalisse zombie. Il gameplay mostrato finora è quello di un titolo in terza persona in cui l’elemento cardine pare essere la presenza di differenti nemici e un sistema di crafting utile a fabbricare le armi con cui difenderci dall'orda. Rimane da verificare quale sarà l’impatto della narrativa, così come quello di molte altre variabili relative al modo in cui sarà possibile interagire con il mondo di gioco. Non bisogna dimenticare, infatti, che il titolo in questione sarà un open world, con tutte le conseguenze che questa tipologia di gioco comporta. L’aspetto tecnico, invece, appare già convincente, e capace di regalare scorci di qualità, nonostante un frame rate ballerino durante l'attacco dei non morti.

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