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Hardware: Rivals

Hardware: Rivals

Metallo contorto

Recensione
A cura di Lorenzo “LoreSka” Mosna del 15/01/2016
Pubblicato gratuitamente per gli abbonati Playstation Plus, Hardware Rivals è quel genere di gioco che, sulla carta, ha tutto quello che serve per risultare divertente: competitività online, combattimento veicolare, ignoranza (di quella che non guasta mai) e un design semplice ma molto curato. Insomma, dopo l’esplosione di Rocket League, ci aspettavamo qualcosa di simile in salsa Twisted Metal. Ma ci sbagliavamo: Hardware Rivals è un gioco che fa davvero troppo poco per intrattenere più di qualche ora, e i cui limiti emergono già nei primissimi giorni di gioco.

Bilanciamento: questo sconosciuto
L’idea di Hardware Rivals è buona: diversi veicoli in un’arena, tutti dotati di armi base e con la possibilità di raccogliere power up. Lo scopo del gioco è semplice: farsi a pezzi in una sorta di destruction derby futuristico dove vincono i giocatori più abili. Ma è davvero così?
La realtà dei fatti, purtroppo, ci descrive una situazione ben diversa, afflitta da uno sbilanciamento di fondo e da un coinvolgimento che sembra premiare di più la mera raccolta dei power up rispetto alla capacità di guida e alle tattiche del giocatore.
Le due tipologie di veicolo presenti nel gioco - le dune buggy e i carri armati - dovrebbero offrire un approccio diametralmente opposto, consentendo ai giocatori di interpretare in maniera differente il gioco. L’agilità delle dune buggy armate con un solo mitragliatore dovrebbe fare da contraltare alla potenza di fuoco dei carri armati e viceversa, ma dopo poche partite ci si rende conto di quanto la lentezza e pesantezza dei carri armati risulti poco stimolante per il giocatore, che si trova inevitabilmente spinto ad attuare un approccio più statico. Così, i giocatori al controllo di una dune buggy girano all’impazzata per la mappa, mentre i giocatori sui carri armati finiscono per piazzarsi in un punto e tentare di colpire gli altri giocatori con il proprio lento cannone.

La cosa, in teoria, potrebbe funzionare in maniera analoga alle dinamiche assaltatore-cecchino di un qualuque FPS, ma non è così: i power up, che consentono di disporre di missili teleguidati e altre armi particolarmente potenti capaci di disintegrare i nemici con uno o due colpi spawnano sempre negli stessi posti, e in alcune mappe vi è la possibilità per i giocatori di camperare in maniera ostinata da posizioni avvantaggiate. In un gioco veicolare con mappe dalle dimensioni significative, questo è un aspetto fortemente penalizzante. Capita, infatti, di girare a vuoto per la mappa senza incontrare nemici, e di trovarsi in condizioni di scontro fugace in cui si ricevono alcuni colpi e poi si sparisce alla vista del nemico. 
Questo, poi, si somma al pessimo controllo dei veicoli, che risultano imprecisi e poco incollati al terreno: ci siamo cappottati con i carri armati e ci siamo visti costretti ad effettuare lente manovre che eliminano qualunque aspetto frenetico dal gioco. Persino le dune buggy, più leggere e scattanti, sembrano poco reattive in curva: controllare una torretta con lo stick destro mentre si cerca di muoversi con lo stick sinistro mantenendo le dita sui grilletti è tutt'altro che facile, e una tale configurazione avrebbe richiesto un handling dell'auto molto preciso, ma non è così. In breve: se avete in mente l’azione e il caos di alcune situazioni in Twisted Metal, qui non troverete nulla di tutto questo.

Poca varietà
A un primo sguardo, Hardware Rivals è un gioco con un’ottima presentazione visiva. Coloratissimo, curato nelle grafiche e con modelli semplici ma accattivanti. Purtroppo, gli aspetti positivi dei primi minuti di gioco vengono cancellati dopo alcune partite: le mappe non brillano per personalità e design, e ci troviamo ad affrontare ampi spazi aperti nei quali osserviamo i nemici dalla distanza con la sola possibilità di tentare un inseguimento. Peccato che, in molti casi, le distanze siano così ampie da rendere l’inseguimento un approccio decisamente poco efficace: meglio girare a casaccio e sperare di individuare qualcuno a portata di tiro sulla mappa tattica.
Le modalità incluse, poi, non brillano per originalità: i classici deathmatch si alternano ad un’inutile modalità conquista, fortemente penalizzata dalla già citata dimensione delle mappe che rende questa tipologia di gioco ancora più dispersiva, con il risultato di diventare tediosa già al primo match. Buona l’idea di includere una modalità riservata solo alle dune buggy, dove l’azione si fa decisamente più frenetica e la raccolta dei power up non premia il gioco statico. Infine, lodevole l’idea di includere uno speciale attacco aereo che costringe tutti i giocatori a trovare riparo in un rifugio, concentrando per alcuni momenti gli scontri in un unico punto della mappa.
Nonostante la gratuità del gioco nel mese di gennaio attraverso il servizio Playstation Plus, insomma, crediamo che si sarebbe potuto e dovuto fare di più. Quello che ci troviamo fra le mani, dunque, è un gioco con qualche buona idea e un gameplay apparentemente perfetto per brevi sessioni senza pensieri, ma incapace di intrattenere per più di una manciata di partite. Qualche contenuto in più e una maggiore attenzione al modello di guida e al bilanciamento tra carri e dune buggy avrebbero potuto trasformare Hardware: Rivals in un divertente titolo competitivo. Purtroppo non è andata così.
  • + Alcune buone idee
    + La modalità per sole dune buggy è divertente
  • - Sbilanciato
    - Pessimo modello di guida
    - Arene troppo grandi e con poca personalità
voto
5,5

Il problema principale di Hardware: Rivals è legato alla sua longevità, dettata dai pochi contenuti e da svariati difetti nel gameplay che lo rendono tedioso e frustrante nel giro di poche partite. Sarebbero bastati davvero pochi accorgimenti per renderlo un titolo di buona qualità, ma allo stato attuale questo gioco è destinato ad essere dimenticato nel giro di qualche settimana. Se avete un abbonamento PS Plus, scaricatelo finché è gratis. Perché, in caso contrario, il gioco non è consigliabile neanche alla metà del prezzo a cui viene venduto.

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