Recensione di Sword Art Online Re: Hollow Fragment

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS4
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Data uscita:

     24 aprile 2014 (JAP) - 4 agosto 2015 (Europa)
- Prezzo budget per un mare di contenuti
- I fan della serie lo ameranno...
- Ripetitivo
- ...gli altri non coglieranno molti riferimenti
- Frame rate incostante
- Certi dialoghi sembrano non finire mai
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A cura di (DottorKillex) del
Non proprio una storia lineare, quella di questo Sword Art Online Re: Hollow Fragment che, nei fatti, è una trasposizione di un remake: quando pensavamo di aver visto tutto, tra collection, remastered, edizioni in accaddì e definitive, ecco giungere, in esclusiva per l'ammiraglia di casa Sony, la versione casalinga del titolo visto poco meno di un anno fa su PlaystationVita. Varrà la pena? Scopriamolo insieme.



Glitch in the system
Tratto dall'omonima light novel scritta da Reki Kawahara, Hollow Fragment, come anticipato, è un adattamento di un altro adattamento, avendo visto la luce per la prima volta nel 2011, sul solo territorio giapponese, su PlaystationPortable.
L'anno scorso, i (pochi, ahinoi) utenti PSVita europei hanno potuto mettere le mani su una versione potenziata di quel titolo, con un comparto grafico abbellito, un maggior numero di quest e anche qualche lacuna non da poco, come una traduzione tirata via o la totale mancanza di qualsivoglia modalità multigiocatore online, assenza ironica se considerati il titolo e l'ambientazione del gioco.
A fare da sfondo alle vicende, infatti, c'è un MMORPG all'interno del quale circa diecimila utenti rimangono bloccati, impossibilitati a interrompere le loro sessioni dal creatore del gioco stesso, che, in un futuro prossimo, ha ideato non solo il titolo, ma anche la strumentazione per goderne, che si connette direttamente con le sinapsi del giocatore.
Coloro i quali tentano la disconnessione, ottengono come risultato una scarica ad impulsi che frigge loro il cervello: dinanzi a questa prospettiva, un gruppo di eroi, ribattezzatisi squadra d'Assalto, tenta di scalare i cento livelli del mondo di gioco, così da sconfiggere il creatore e uscire dall'incubo virtuale nel quale sono intrappolati.
Tra questi c'è Kirito, giovane protagonista, che, pur personalizzabile tramite un tutorial iniziale, si mostra sempre uguale a se stesso nelle numerose cinematiche anime-style che costellano l'incedere della storia.
Un po' action JRPG, un po' visual novel, un po' simulatore di appuntamenti, Hollow Fragment difetta dal punto di vista meramente narrativo, eccedendo nei dialoghi e alternando momenti drammatici ad altri completamente fuori tema, tra prosperose eroine che affogano il protagonista tra i seni e mogli che gli intimano di presentarsi in camera loro per una salutare ramanzina.
I fan dell'opera originale sono sicuramente quelli che apprezzeranno maggiormente il cast ricco di volti noti e le numerose citazioni sparse tra le linee di codice.



Ibridazioni varie
Questa edizione per PS4 non stravolge assolutamente quanto visto nel 2014, a parte un paio di elementi tecnici di cui disquisiremo nella sezione dedicata: a livello di gameplay puro e semplice, quindi, Hollow Fragment si gioca esattamente come qualche mese fa, con una commistione unica di elementi da gioco di ruolo d'azione e MMORPG, soprattutto per quanto concerne il sistema di combattimento.
Gestito perlopiù tramite i tasti frontali, questo prevede l'attacco automatico (sebbene sia possibile menare fendenti anche alla pressione del tasto cerchio), consentendo quindi al giocatore di concentrarsi maggiormente sulle tattiche da adottare, sul posizionamento rispetto ai nemici e sulla gestione dell'altro personaggio del party, che può essere selezionato tra le numerose figure femminili che ruotano attorno al desideratissimo protagonista: impartite delle direttive al nostro compagno di battaglia, si potrà lodarne l'impegno (ottenendo così un fervore ancora maggiore e una minima rigenerazione dei punti abilità), chiedergli di unire le forze per un attacco speciale combinato o sfruttarne la costanza negli attacchi per riprendere fiato, magari in concomitanza con l'innalzarsi del livello di rischio, che sale man mano che il combattimento procede.
Tornano anche le Hollow Area, esplorabili a piacimento come il resto del mondo di Aincrad, rispetto al quale, però, propongono un livello di sfida decisamente maggiore, a fronte di una minore varietà nelle ambientazioni e, soprattutto, nella varietà dei nemici.
Come per molti titoli realizzati da software house nipponiche su console portatili, sulla scia del successo planetario della saga di Monster Hunter, Hollow Fragment è un pozzo senza fondo di contenuti, a patto che si sia disposti a passare sopra ad una ripetitività di fondo che comincia a mordere già dopo una quindicina di ore di gioco, vale a dire a circa un terzo dell'avventura, visto che mi sono servite poco più di quarantasette ore per vedere i titoli di coda.
Merito perlopiù di missioni che si affollano a decine e delle centinaia di abilità da poter imparare (tanto dal protagonista, quanto dai comprimari) ma, alla fin dei conti, le azioni da portare a termine, le location da visitare e i pattern dei nemici si ripetono con una frequenza francamente sconfortante, tarpando un po' le ali ad un prodotto che, durante le prime ore di gioco, parte invece fresco e frenetico.
L'ibridazione tra un action rpg e alcune delle meccaniche tipiche dei giochi di ruolo online funziona discretamente, come anche il battle system, ma tutto finisce con l'annegare in un mare di ripetitività.

Bassi e qualche alto
Se, da un lato, bisogna dare atto al team di sviluppo di aver ascoltato la critica ed il pubblico e aver messo mano a due delle principali magagne della versione per console portatile, ovvero la traduzione (ingloriosa quella su PSVita, più che sufficiente questa su PS4) e l'assenza dell'online, presente e discretamente stabile durante le mie prove, dall'altro ci sono numerosi problemi che non sono stati risolti, e, come ciliegina sulla torta, un framerate anche peggiore di quello visto sul brillante schermo di PlaystationVita l'anno scorso.
Partiamo dalle texture e dall'intero impianto poligonale, cui il passaggio a console domestica ha giovato in maniera impercettibile: i modelli, le animazioni e la palette di colori sono virtualmente identici a quelli che ricordavo, e tradiscono la loro origine e la loro età, sfigurando su un pannello in full HD, nonostante una direzione artistica fedele all'opera originale, e come tale, più che riuscita.
Non sono poi riuscito a spiegarmi come, su una console performante come Playstation 4, non solo non siano stati risolti i singhiozzi del framerate che già funestavano l'edizione di dodici mesi fa, ma anzi, soprattutto durante gli andirivieni cittadini, se ne siano aggiunti degli altri: l'unica spiegazione è una generale mancanza di ottimizzazione del codice di gioco, ma, in ogni caso, nonostante l'apprezzabile scelta di vendere il gioco a meno di venti euro, certe indecisioni tecniche sono difficilmente digeribili da un'utenza che mamma Sony sta abituando a ben altri spettacoli.
Recensione Videogioco SWORD ART ONLINE RE: HOLLOW FRAGMENT scritta da DOTTORKILLEX Non è tanto la sua origine “umile”, da titolo originariamente pensato per un hardware portatile della scorsa generazione, a frenare le ambizioni di Sword Art Online Re: Hollow Fragment, quanto piuttosto il grigio spettro della ripetitività, una trama nebulosa che solo i fan della serie apprezzeranno, e, dulcis in fundo, l'eccessiva verbosità di moltissimi passaggi, in cui passare mezz'ora abbondante a leggere dialoghi poco ispirati non è un evento poi così raro.
Se comunque siete appassionati del lavoro di Kawahara-san, il titolo, complice anche il prezzo budget, potrebbe fare al caso vostro, forte di una buona componente online e di una quantità massiccia di contenuti.
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