Recensione di Deception IV: the Nightmare Princess

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS4
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Data uscita:

     17 luglio 2015
- Ben due campagne da giocare
- Tanti collezionabili e contenuti sbloccabili
- Trappole estremamente diversificate e fuori di testa
- Gameplay sostanzialmente inalterato
- Intelligenza artificiale scialba
- Lento e inevitabilmente ripetitivo
- Tecnicamente obsoleto
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A cura di (erik369) del
Nonostante ci piaccia pensare il contrario, la violenza ha sempre fatto parte dell'indole dell'uomo. Diverse correnti di pensiero filosofiche ritengono che assistere ad atti di violenza contribuisca a purificare lo spirito dalle pulsioni negative o dannose. Nonostante tutto la maggior parte di noi tende a pentirsi di un atto violento commesso. Ben diversi però sono gli individui che traggono un piacere viscerale nell'infliggere dolore fisico o umiliazioni psicologiche ad altri soggetti, i cosiddetti sadici. Se dovessimo scegliere una serie videoludica che rappresenta nel modo più concreto la definizione di sadismo, questa non potrebbe essere altro che Deception, titoli che si fregiano della possibilità di punire i propri nemici tramite una serie di marchingegni tanto letali quanto fuori di testa. Con Deception IV: The Nightmare Princess, lo sviluppatore Tecmo Koei ha aggiunto un ulteriore tassello al mosaico di dolore rappresentato dalla serie, presentandoci una versione arricchita di Blood Ties. Tutto questo sadismo sarà in grado di renderci delle persone migliori? Probabilmente no.   



Storie diverse, stesso destino
Come già detto The Nightmare Princess ci mette davanti ad una versione migliorata ed espansa del precedente Blood Ties, la cui formula di gameplay è stata mantenuta pressoché identica. Le vere aggiunte sono da ricercare a livello dei contenuti, i quali sono stati arricchiti esponenzialmente, a tal punto da raddoppiare in numero. La campagna del capitolo precedente figura inalterata tra le modalità disponibili, la quale ci porterà ad impersonare Laegrinna, figlia del Diavolo, il cui obbiettivo è liberare il padre dalla prigionia impostagli dagli uomini ben 3000 anni prima. Ben presto però scopriremo che Laegrinna non è l'unica figlia del demonio, il quale si è premunito di un ulteriore letale strumento per raggiungere la libertà tanto agognata. Il suo nome è Velguirie, un demone capace di aggredire gli uomini nei loro stessi sogni. La diavolessa, e la modalità a lei dedicata, rappresentano la vera novità di questa nuova versione, concretizzandosi nell'intricato arco narrativo dalla struttura estremamente peculiare.
Le vicende che vedono Velguirie come protagonista risultano costruirsi sullo stesso incipit narrativo della campagna di Blood Ties. La diavolessa dai capelli cremisi non ha altro fine che liberare il padre in catene, ma per farlo dovrà offrire in sacrificio il maggior numero possibile di anime. In tal senso Velguirie potrà contare su un potere più unico che raro: entrare nei sogni degli uomini e trasformarli in veri incubi. Solo in questo modo le anime possono essere strappate via dai loro proprietari e di conseguenza offerte al Diavolo. Ciò che rende davvero unico questo specifico arco narrativo è la struttura attorno al quale è stato costruito, che prende il nome di Quest Tree. Si tratta di un intricato schema di quest estremamente ramificato, il quale, dopo un inizio introduttivo e lineare, si aprirà a ventaglio, offrendo al giocatore numerosissime possibilità di avanzamento. Non tutte le quest permettono di proseguire nella trama principale, ma molte di esse si riveleranno essenziali per sbloccare le numerose trappole disponibili, mezzo con il quale la diavolessa ghermisce le anime delle sue vittime. I bivi offriranno anche un prezioso contributo alla componente narrativa, arricchendosi di retroscena e particolari, culminando anche in veri e propri finali alternativi. Nello specifico segnaliamo l'aggiunta interessante di interi filoni legati alle protagoniste dei precedenti capitoli della serie. In definitiva vi ritroverete davanti ad una narrazione disorganica e frammentata, la quale però risulterà più gradevole di quanto ci si potesse aspettare in principio.



It's a trap!
Purtroppo le aggiunte rilevanti sono pressoché terminate. Ciò che davvero necessitava la serie di Deception non erano ulteriori contenuti (che rimangono comunque un'aggiunta gradevole) ma un rimaneggiamento sostanziale del gameplay, intrigante nelle premesse ma non pienamente riuscito nell'effettiva realizzazione. L'intero fulcro dell'esperienza è incentrato nello sconfiggere uno o più avversari tramite l'utilizzo delle moltissime trappole a nostra disposizione. Da buon strategico starà a noi posizionare i letali marchingegni tramite una pausa tattica che ci offrirà la possibilità di vedere dall'alto l'intero scenario, il quale verrà suddiviso in griglie. Esistono decine e decine di trappole da utilizzare (la maggior parte delle quali verranno sbloccate nel corso del gioco), con effetti estremamente differenti. Molte di esse non si limitano a ridurre la barra della vita del nostro avversario, ma sono in grado di spostarlo, o infliggergli status negativi. Inanellare una sequenza ben riuscita di trappole risulta essenziale per la vittoria, dato che così facendo renderete al nemico impossibile reagire prima della sua dipartita. Fare questo significa posizionare correttamente i vostri letali strumenti, cosa che potrebbe non sempre riuscirvi. Ogni marchingegno al momento del posizionamento mostrerà una precisa traiettoria che il malcapitato di turno percorrerà se dovesse incapparvi, tuttavia ci è capitato più volte che il nemico raggiungesse un punto differente della mappa da quello precedentemente indicato, mandando così a monte ogni nostro possibile piano. Anche il reticolato attraverso il quale si suddivide lo scenario durante la pausa tattica è in grado di trarre in inganno, poiché accade spesso che l'avversario si trovi al confine tra due o più caselle, rendendo un vero e proprio terno a lotto scegliere quella corretta.
Altro elemento decisamente non riuscito è quello dell'intelligenza artificiale, estremamente basilare ed insufficiente. Esistono delle variazioni, con nemici che attaccano dalla distanza o compiono agili balzi, ma la stragrande maggioranza degli avversari non faranno altro che procedere in linea retta verso di voi, pronti per essere ghermiti dalla trappola di turno. Anche i boss sembrano adottare questo tipo di comportamento, differenziandosi dal resto dei nemici soltanto per l'essere in grado di evitare una trappola su cui sono precedentemente finiti sopra. Anche in questo caso tuttavia basterà spostare il marchingegno in questione di una sola casella per fare in modo di superare tale inconveniente. Risulta evidente che la scelta degli sviluppatori di implementare una IA così scialba sia dovuta in parte alla volontà di evitare un eccessivo tasso di frustrazione, tuttavia il risultato raggiunge una tale piattezza da compromettere l'esperienza finale, rendendola banale e ripetitiva.



Pianificazione diabolica
Una delle poche caratteristiche a mitigare parzialmente la ripetitività di fondo del titolo è rappresentata dalla presenza di particolari sfide, che richiederanno l'uso e la combinazione di specifici marchingegni. Ognuna delle quest di Velguirie presenta infatti tre compiti secondari, il cui adempimento vi permetterà di sbloccare nuove trappole e aprire nuovi filoni narrativi. Alcune di queste sfide sono veramente impegnative, e richiederanno una buona dose di pianificazione, che spesso andrà a coinvolgere anche le trappole presenti nelle scenario. Ragguardevole inoltre risulta essere la varietà stessa delle trappole, le quali non spiccano soltanto per il loro numero, ma anche per la loro eterogeneità. Ogni marchingegno viene suddiviso in base al suo posizionamento (da terra, da muro, dall'alto, ecc...) e alla categoria di appartenenza, sia essa sadica, sofisticata o umiliante. Purtroppo anche queste variabili non risultano sufficienti ad elevare un gameplay lento e ripetitivo, che nella maggior parte dei casi potrebbe stancare ancora prima di aver raggiunto la metà di una delle due campagne presenti nel titolo.
Nonostante l'apparizione sull'ottava generazione di console, The Nightmare Princess mantiene la medesima pochezza tecnica che caratterizzava Blood Ties. Modelli poligonali dei personaggi non proprio esaltati e scenari di una povertà sconcertante, rendono il titolo estremamente arretrato, anche per gli standard della scorsa generazione. Buone invece le animazioni e i suoni, la cui realizzazione spesso enfatizza la brutalità delle trappole più elaborate. Come il predecessore è stato mantenuto il buon doppiaggio giapponese, mentre la lingua italiana ancora una volta non è stata implementata, costringendovi ad un inglese piuttosto elementare. Oltre alle modalità sopracitate il titolo vanta la possibilità di cimentarvi nella creazione di quest personalizzabili e condivisibili online, o di esercitarvi in una modalità libera, dove potrete affinare le vostre tecniche. In generale la longevità si attesta su livelli molto elevati, complice la grande mole di contenuti presenti. Completare le due campagne e sbloccare tutti i collezionabili potrebbe richiedere decine e decine di ore, ma la possibilità di interrompere precocemente l'esperienza a causa dei difetti del titolo è molto concreta.
Recensione Videogioco DECEPTION IV: THE NIGHTMARE PRINCESS scritta da ERIK369 The Nightmare Princess offre una quantità di contenuti sorprendentemente elevata, ma mantiene tutti i difetti che caratterizzavano il suo predecessore. Un gameplay intrigante nelle premesse ma non pienamente riuscito nella sua realizzazione, mina fortemente la bontà di uno strategico così eccentrico, che con le giuste accortezze avrebbe potuto rappresentare un esponente degno di nota all'interno del genere. La serie di Deception ha indubbiamente le potenzialità di emergere, ma per farlo gli sviluppatori dovranno eliminare molti dei tanti difetti che affliggono il titolo. Alcuni giocatori potranno comunque apprezzare la stravaganza di The Nightmare Princess, essendo quest'ultimo in grado di offrire momenti di rara brutalità. Se non avete digerito Blood Ties certamente non apprezzerete questa versione arricchita, ma se siete interessati a cimentarvi in un'esperienza brutale e stravagante, allora Deception potrebbe essere la serie che fa per voi.
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