PLAY Live: Playstation Camera


Ve la ricordate la Playstation Eye per PS3? Ecco, era una mezza schifezza. Ora possiamo dirlo: nonostante funzionasse abbastanza bene per i suoi limiti tecnici, era piuttosto deludente. C’era quella noiosissima ghiera da ruotare per cambiare l’ingrandimento, il piedistallo non stava mai fermo, se si spostava il cavo si spostava anche la telecamera e il microfono aveva una qualità infima. Ah, e la risoluzione era quella di un francobollo.
Il fatto è che la Playstation Eye non era altro che un’evoluzione del vecchio Eye Toy, una delle prime telecamere di successo per console. Nonostante la sua integrazione con PS Move e qualche titolo di buona qualità (vedi la serie Wonderbook), la periferica non era per nulla innovativa. E, dall’altra parte, Microsoft ergeva una torre monolitica con tre obiettivi fotografici chiamata Kinect. Checché ne dicano i fan di Sony, nel campo delle periferiche video è stata Microsoft a introdurre qualcosa di realmente nuovo. Così, con la nuova generazione, l’azienda giapponese si è vista costretta a inseguire quella americana, creando una propria versione del Kinect chiamata PlayStation Camera.


Due obiettvi, un microfono
La Playstation Camera è sorprendentemente semplice se paragonata all’hardware di Microsoft. Lo strumento è infatti dotato di due soli obiettivi, nessuno dei quali è accompagnato da un filtro a infrarossi. I due obiettivi, come intuibili, vengono sfruttati per ricostruire un’immagine tridimensionale della stanza, e dunque comprendere a quale distanza si trova il giocatore dal televisore (e dunque dallo sfondo). Il giocatore, dunque, viene isolato nello spazio permettendo di immergerlo all’interno di un ambiente virtuale in maniera abbastanza precisa.
Quando non vi è la necessità di riconoscere la profondità di campo, la Playstation Camera assegna a ciascuno dei due occhi virtuali un compito diverso: il primo viene dedicato a catturare le immagini del giocatore, mentre il secondo si occupa esclusivamente del riconoscimento motorio. In questo modo è possibile migliorare il motion control in alcune specifiche applicazioni.
La definizione dei due obiettivi è buona. Si parla di una risoluzione massima di 1280x800 pixel, il doppio rispetto alla vecchia Playstation Eye, che può scendere fino a un modestissimo 320x192, ma alla sorprendente velocità di cattura di 240 fotogrammi al secondo. Supponiamo che tale modalità venga attivata in quei giochi che non richiedono alcuna immagine a video del giocatore, ma un preciso e rapido controllo dei movimenti. Da notare, infine, l’apertura diaframmatica degli obiettivi, pari a f/2.0. Non si tratta certo di un’apertura eccelsa, ma è certamente più che buona per consentire allo strumento di lavorare decentemente in qualunque stanza illuminata in maniera normale. A differenza del nuovo Kinect per Xbox One, non si potrà certamente giocare in condizioni di luce molto scarsa a causa dell’assenza di un sensore a infrarossi.
Infine, sulla Playstation Camera è stato integrato un array di microfoni, in maniera analoga al precedente modello per PS3. Alla prova il microfono ci è parso più preciso, e capace di riconoscere i comandi vocali già integrati nella nuova console di Sony senza troppi sforzi.


Piccola e semplice
La cosa che più sorprende di Playstation Camera sono le due dimensioni estremamente ridotte. Se paragonata sia al vecchio che al nuovo Kinect, il nuovo gingillo di Sony è decisamente piccolo. Parliamo di un parallelepipedo con lo spigolo corto inferiore ai 3 cm e lo spigolo più lungo di 20 cm. Il peso, non pervenuto dai dati ufficiali, è di appena 103 grammi secondo l’affidabile bilancia di Spaziogames.
Il cavo in dotazione è lungo 2 metri, e termina con uno spinotto proprietario che inibisce la possibilità di collegare la Camera a un PC. Probabilmente qualche smanettone troverà il modo di interfacciare il dispositivo a un computer, ma è evidente che l’operazione sarà più complicata di quanto visto in passato con Playstation Eye.
La telecamera va collocata sul bordo del mobile del proprio televisore, o comunque in posizione frontale a voi a un’altezza consigliata di circa 50 centimetri. Nel nostro caso, per limiti imposti dal nostro mobile, siamo stati costretti a collocare la camera a 1 metro di altezza, ma non abbiamo notato problemi di sorta. Non è presente un motorino per la regolazione dell’angolazione della telecamera, che viene ottenuta ruotando la camera stessa tramite un apposito perno fissato alla base da cui esce il cavo di collegamento. Questo metodo un po’ spartano di regolazione ci è parso un po’ scomodo, ma perlomeno una volta regolata la telecamera resta in posizione. Sfortunatamente, anche su Playstation Camera si ripete (seppur in misura minore) il vecchio problema di Playstation Eye: il dispositivo è così leggero che basta toccare il cavo di collegamento per spostarla dalla propria posizione. Ogni volta che spolverate il mobile, preparatevi a ricalibrare la vostra telecamera (o risolvete il tutto con un po’ di biadesivo).


Il software: Playroom
Playroom è un software gratuito già presente all’interno di ogni PS4. Il suo scopo è quello di fungere da tech demo della telecamera e del nuovo Dualshock 4. A discapito del nome, non aspettatevi un’incredibile “stanza dei giochi” ma solo qualche applicativo carino (che tende alla noia nel giro di pochi minuti). In ogni caso, grazie a questo software possiamo apprendere alcune delle funzionalità derivanti dall’accoppiata Playstation Camera e Dualshock 4. 
Il segreto risiede in quella lucina posta davanti al controller, che viene sfruttata non soltanto per riconoscere quale sia il giocatore davanti allo schermo (per quello è anche prevista una funzione di riconoscimento facciale), ma anche e soprattutto per riconoscere la posizione del controller nello spazio. Così, il giocatore può introdurre un’ulteriore “asse” nei sei assi del Dualshock 4 e muoversi nello spazio per compiere delle azioni. Si tratta, in breve, di un sistema analogo a quello implementato da PS Move, ma applicato a un controller classico. In Playroom c’è la possibilità di vedere questa funzionalità in azione all’interno di una versione sotto-steroidi del classico Pong di Atari, in cui il campo di gioco viene distorto a seconda della posizione del controller nello spazio. La cosa ci ha sinceramente sorpresi, e possiamo di certo vedere il potenziale dietro a questa idea. Anche se, francamente, non crediamo verrà mai sfruttata in maniera profonda nei giochi tripla A in uscita su PS4.

Commento finale
Playstation Camera è un profondo passo avanti rispetto a Playstation Eye e, probabilmente, un dispositivo capace di compiere molte delle azioni già viste nel primo Kinect. Il prezzo è indubbiamente più contenuto rispetto alla periferica Microsoft (parliamo di 65 euro circa), ma il suo carattere di “accessorio”, anziché di dispositivo integrato in ogni confezione, mette in dubbio il suo futuro sfruttamento da parte degli sviluppatori. Non crediamo che la Playstation Camera verrà utilizzata solo ed esclusivamente nel mondo dei casual game, viste le potenzialità mostrate nella tech demo inclusa. Ma, al contempo, non crediamo che verrà mai sfruttata in maniera eclatante nel campo dei tripla A, analogamente a quanto mira a fare Microsoft. Il consiglio, dunque, è quello di attendere prima di fiondarsi in negozio. È meglio prima vedere se Sony riuscirà a sorprenderci con qualche annuncio.
Di seguito potete vedere la replica della diretta dedicata a Playstation Camera, nella sua tech demo Playroom. Si tratta della risposta di Sony al Kinect di Microsoft, con cui condivide alcune funzionalità.


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