Recensione di Don't Starve

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS4
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Klei Entertainment
  • Lingua:

     Inglese
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     24 Aprile 2013 - 7 Gennaio 2014 (PS4-US) - 3 settembre 2014 (PS Vita) - 28 maggio 2015 (Wii U)
- Ottima conversione, con tutte le patch
- Controlli davvero eccellenti anche su console
- Prezzo quasi identico alla versione PC
- Nessuna novità o esclusiva rispetto alla versione PC
- Nessuna interazione con le mod
- Solo in inglese
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A cura di (LoreSka) del
Se provate a digitare in Google “Don’t Starve” e “Tim Burton” troverete più o meno 28.000 risultati. Perché, anche se questo gioco non ha nulla a che vedere con il regista di Big Fish, lo stile cupo e bizzarro ricorda molto i primi lavori di Burton, e in particolare le illustrazioni di “Morte malinconica del bambino ostrica”. In altre parole, Don’t Starve è un gioco che affascina già al primo sguardo.
Il titolo uscì la scorsa primavera su PC, dopo una beta durata diversi mesi, e si rivelò un gioco molto interessante. Con l’arrivo del gioco su Playstation 4 e grazie alla sua inclusione nel programma Plus di gennaio, abbiamo colto l’occasione per riscoprirlo.


Una rinfrescata di memoria
Chi si fosse perso Don’t Starve su PC è caldamente invitato a rileggersi la recensione dello scorso aprile. In ogni caso, eccovi un breve riassunto del concept: in Don’t Starve interpretiamo un personaggio sperduto e solo, in un mondo pieno di pericoli. Lo scopo del gioco consiste nel sopravvivere, cercando in tutti i modi di mantenere alti i livelli delle nostre necessità. Il nostro alter-ego, infatti, deve tenere sotto controllo la fame, la salute e la sanità mentale per non soccombere. Al contempo, è necessario accendere un fuoco per sopravvivere alla notte, durante la quale i mostri del buio sono pronti a farci la festa da un momento all’altro.
Anche se il gioco è incentrato sulla sopravvivenza, il profondo sistema di crafting e i mondi generati a caso ricordano il celebre Minecraft, sebbene vi siano alcune importanti differenze. Anzitutto, il mondo cela una modalità avventura che si sblocca semplicemente esplorando a fondo. Al contempo, vi sono dei dungeon generati a caso, oltre che alcune vere e proprie sorprese sottoforma di rovine di città o strani segni di insediamenti umani. Infine, se si riesce a sopravvivere abbastanza a lungo è possibile accumulare dei punti esperienza che sbloccano nuovi personaggi per l’avventura, i quali sono dotati di caratteristiche uniche che aiutano a sopravvivere con più facilità.
All’inizio, come in ogni gioco di questo tipo, si è completamente spiazzati. Non si ha idea di cosa fare né di dove andare, e la sostanziale monotonia dell’ambiente circostante porta il giocatore a perdersi con facilità. Con un po’ di pratica - e qualche tentativo finito male - il gioco inizia a svelare tutti i suoi strati secondari, rivelando in ultima analisi una profondità davvero eccellente.


Una conversione quasi perfetta
Don’t Starve giunge su console dopo i porting del già citato Minecraft e dell’ottimo Terraria, entrambi realizzati bene ma con qualche problema nel sistema di controllo. Il punto è che i due giochi citati fanno un grande affidamento al mouse su PC, di cui il controller per Xbox o Playstation non è certo un buon sostituto. Don’t Starve, al contrario, è un gioco che si adatta alla perfezione al controller. Poiché non vi è mai la necessità di costruire edifici o di impilare oggetti fra loro, la precisione del mouse è superflua e il controller di Playstation 4 funziona alla grande per svolgere tutte le funzioni previste dal gioco. L’unico elemento che, forse, potrebbe rendere meno fluido il passaggio da PC a PS4 è caratterizzato dai menù di crafting, che richiedono di scorrere tra i vari oggetti utilizzando dei menù a tendina. In questo caso le operazioni si svolgono con più lentezza e, a volte, è necessario districarsi tra i vari sottomenù per riuscire a ottenere l’oggetto che si sta cercando di produrre. Con un po’ di abitudine, in ogni caso, si può risolvere qualsiasi problema e in definitiva la configurazione scelta per questo porting non è per nulla frustrante.


E quando non sarà più gratis?
Don’t Starve per Playstation 4 è gratuito per tutti gli abbonati al servizio PS Plus nel mese di gennaio. Per tutti gli altri, il gioco viene venduto a un prezzo di 15 euro. Si tratta di un prezzo sorprendentemente basso: saldi a parte, il gioco costa appena un euro in più rispetto all versione Steam. Se chi ha un’abbonamento PS Plus non ha alcun motivo per non scaricare il gioco, ci rivolgiamo a tutti gli altri con il seguente suggerimento: la conversione verso PS4 ci sembra così ben realizzata da lasciarci consigliare il gioco a chi non lo possiede su PC e preferisce giocare dalla comodità del proprio divano.
Chi, invece, possiede già una copia del gioco sul proprio computer, non troverà in questa versione per Playstation 4 alcun valido motivo per investire nuovamente dei soldi. La sostanziale parità di prezzo con la versione PC, infatti, denota anche una sostanziale uguaglianza di contenuti. In altre parole, Don’t Starve su PS4 non presenta alcuna novità o feature esclusiva rispetto alla versione PC. Perlomeno gli sviluppatori hanno pensato bene di includere i contenuti rilasciati nel corso degli ultimi nove mesi, consentendoci così di giocare a una versione aggiornata del gioco. Per ovvie ragioni, manca la possibilità di scaricare e installare le varie mod amatoriali uscite su PC, tra cui l’apprezzatissima modalità cooperativa, che resta appannaggio della versione Steam.
Recensione Videogioco DON'T STARVE scritta da LORESKA Don’t Starve per Playstation 4 è un porting curato. Gli sviluppatori hanno saggiamente scelto di non stravolgere nulla di quanto di buono è stato fatto su PC, ma al contempo non hanno fatto assolutamente niente per rendere speciale questa versione. Di conseguenza, Don’t Starve resta un ottimo gioco anche sulla nuova console Sony, che tuttavia non viene sfruttata nelle sue potenzialità tecniche. A parità di prezzo, la versione PS4 vale quanto la versione PC, a patto che non desideriate fiondarvi nel mondo dei mod. In quel caso (e in caso di saldi Steam) meglio restare sulla versione per Windows, Mac e Linux.
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