Anteprima di Dead Rising 2

Copertina Videogioco Dead Rising 2
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Capcom
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-2
  • Data uscita:

     Disponibile dal 24 settembre 2010
ASPETTATIVE
- Zombie, sangue ed armi in quantità massiccia
- Mezzi ed armi combinabili
- Meccaniche di gioco più fluide
- Multiplayer apparentemente interessante
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A cura di (Shiryo) del
A prescindere dal finale che avete ottenuto nel primo Dead Rising, tre anni di pace dalle invasioni dei non morti vi avranno dato sicuramente modo di ritemprare corpo e mente e, a meno che non abbiate esagerato con altri videogame sul medesimo tema, di far tornare quella voglia di splatter che solo gli zombie sanno regalare. Se anche voi state aspettando di tornare nuovamente nell’esilarante quanto spaventoso mondo di Dead Rising grazie all’atteso successore, Dead Rising 2, continuate a leggere le prossime righe per un quadro generale delle informazioni raccolte fin’ora, farcito ovviamente da interessanti novità.

Per chi non conoscesse Dead Rising…
Nato nel 2006 come esclusiva Xbox 360, promesso poi anche ai fan PS3 e poi ancora cancellato per lasciar spazio a quello che era ancora un misterioso successore, Dead Rising si impose al pubblico come uno tra i più divertenti Action / Survival Horror mai concepito, su console Microsoft ed in seguito con una versione Wii qualitativamente meno riuscita.
Il protagonista era Frank West, fotoreporter d’assalto finito ad indagare su strani fatti accaduti a Willamette, per la precisione nei dintorni del suo più grande centro commerciale. Settantadue ore di gioco “virtuale”, sei reali, dopo le quali era Game Over, a prescindere da come si fosse giocato. Un’idea originale, che si dimostrò il fulcro del gameplay del titolo: il giocatore poteva infatti lasciarsi andare alla disperazione di trovarsi in mezzo a migliaia di non morti, decidendo di spendere le sei ore uccidendo quante più creature possibili, oppure poteva iniziare ad indagare sulla vicenda, scoprendo della presenza di cinquanta superstiti da salvare ed una trama più fitta di quanto ci si aspettasse. Ancora, poteva decidere se giocare salvando solo alcuni degli sventurati, ma godendo con più calma delle fasi di combattimento e scoprendo le decine di segreti che il gioco offriva, oppure pianificare attentamente un percorso che gli permettesse di portare in salvo tutti gli umani presenti; obiettivo che solo con carta, penna ed orologio alla mano era possibile conseguire, consultando continuamente la tabella degli appuntamenti presente in game (chi vi scrive, dopo numerosi tentativi, ottenne come miglior risultato solo quarantanove).
Ad ampliare il gameplay, due ulteriori modalità sbloccabili dopo la fine della principale; una sorta di “seconda fase” della durata di un paio d’ore, utile a svelare i retroscena della prima e ottenere il finale vero e proprio, ed una modalità Survival dove il giocatore doveva resistere quanto più a lungo possibile, senza poter salvare e contando solamente su risorse limitate: avete già raccolto ed usato un particolare medikit? Non lo troverete mai più: finito e terminata la sessione di gioco, a letto senza spegnere la console, pronti a riprendere il giorno dopo. La vera essenza del Surviving.

Tornando ad oggi
Passata la responsabilità dello sviluppo dalle mani della stessa Capcom (che ne resta produttrice) ai canadesi di Blue Castle Games, scelta apparentemente legata alla voglia di occidentalizzare il prodotto seguendo la via intrapresa giù con Lost Planet 2, Dead Rising 2 si propone di regalare al giocatore il medesimo bilanciamento tra ilarità, divertimento e tensione del predecessore, facendo leva su novità interessanti ed attraverso scelte coraggiose.
La prima interessante variazione al tema è l’addio al precedente protagonista cui accennavamo nel paragrafo sopra. In Dead Rising 2 si vestono i panni dell’eclettico Chuck Greene, ex campione di trial oltre che tamarro d’eccezione, che per motivi ancora avvolti nel mistero si troverà dalle parti di una cittadina americana colpita dalla diffusione del virus che devastò la Santa Cabeza del primo capitolo. Fortune City, una simil Las Vegas vedrà il protagonista alle prese con i ritrovati zombie, non tra gli scaffali di un supermercato ma tra slot machines e roulettes.
Seppur ci si possa aspettare anche in questo caso la presenza di umani da salvare ed una trama da dipanare, nulla è ancora stato confermato, per cui le uniche certezze restano quelle strettamente legate alle fasi di “disinfestazione”, da svolgersi usando come arma tutto ciò che pensereste di poter trovare in un casinò, e molto altro. Tra le innovazioni, la possibilità di combinare armi ed oggetti per ricavare strumenti di morte originali: motoseghe legate a lunghi bastoni si trasformeranno in improbabili versioni caserecce della doppia Lightsaber di Darth Maul (Star Wars), magari da utilizzare insieme alla moto da cross per replicare le gesta dei cavalieri nelle giostre medievali; cosi come mitragliatori agganciati a sedie a rotelle creeranno piccoli mezzi armati: quasi un’ autocitazione alle Vital Suite di Lost Planet. Anche in questo caso la reale complessità del metodo di creazione delle armi e di questi particolari mezzi di locomozione non è ancora stata svelata, ma stando alle immagini, ai filmati e a quanto si sia potuto scorgere in anteprima da fiere ed eventi, la sensazione è che la varietà sarà certamente un punto forte del titolo, che già per il predecessore fu tra le motivazioni principali del successo ottenuto.

Tante novità, ma il passato?
Una città tre volte più grande dell’area presente nel primo Dead Rising, nuovi mezzi di locomozione, armi di ogni genere e un casinò dove uccidere migliaia di zombie. Apparentemente Dead Rising 2 sembra avere tutto ciò che serve per bissare il successo, e conoscendo il predecessore, possiamo aspettarci anche qualche bella ragazza a farci compagnia. Tra le migliorie strettamente legate al gameplay è stata resa nota una migliorata funzionalità delle armi da fuoco, oltre che l’implementazione dello spostamento laterale, che renderà i movimenti più fluidi permettendo di colpire avversari di lato mentre si prosegue sulla stessa direzione di marcia. L’interattività tra le varie armi, lo scenario e gli zombie sembra un altro dei punti su cui gli sviluppatori si stanno concentrando: sarà possibile utilizzare bombole di propano o affini come delle vere e proprie mine, agganciandole a singoli non morti e facendole esplodere dalla distanza con armi da fuoco, per eliminare orde di creature in un sol colpo.
L’occidentalizzazione del prodotto in parte preoccupa: la paura che si possa perdere parte della follia puramente giapponese del primo capitolo è forse il maggiore elemento di scetticismo che rotea attorno al titolo. Fortunatamente la stretta collaborazione tra il team di sviluppo canadese e gli studi Capcom dovrebbe garantire il mantenimento di quegli elementi, e seppure sia presto per sperare di vedere anche Chuck vestito da Megaman, vederlo uccidere zombie a testate grazie alle corna di una maschera da renna, o spiattellarli al suolo roteandovi sopra all’interno di gigantesche sfere metalliche, lascia buone speranze.
Pur non essendo arrivate conferme in merito, possiamo immaginare che verrà in qualche modo introdotto un sistema monetario, dato che nell’HUD di gioco è presente l’indicazione ben visibile delle banconote racimolate dal protagonista: il loro utilizzo appare quasi scontato considerando che ci si troverà in un casinò, ma è bene attendere certezze in merito prima di gioire per eventuali minigame a tema. Siamo inoltre ancora curiosi di scoprire se verrà in qualche modo mitigata la mancanza della macchina fotografica, oggetto caratterizzante del precedente protagonista oltre che parte integrante del gameplay, grazie alla possibilità di ottenere punti e sbloccare segreti fotografando scene cruente o divertenti; in qualunque caso Keiji Inafune, l’R&D chief di Capcom, ha confermato che il 100% di quegli elementi che hanno reso Dead Rising cosi speciale, torneranno anche nel seguito. Tra questi elementi, ricordiamo, v'era anche la possibilità di ottenere numerosi finali, ma anche in questo caso nessuna conferma è giunta, se non la propensione del producer nel voler riproporre anche questa feature.

Tutti morti appassionatamente
Novità succose per quanto riguarda il versante Multiplayer; nuovi dettagli sulla modalità chiamata Terror is Reality, una sorta di reality show televisivo dove quattro giocatori si troveranno a competere in una serie di sfide sullo stile American Gladiators, dove tra un obiettivo e l'altro vi sono ovviamente zombie da falciare in compagnia.
Headache prevede di raccogliere prima degli avversari delle particolari bombe, correre a conficcarle nella testa degli sventurati "non morti" ed allontanarsi abbastanza prima di farli saltare in aria tramite telecomando, accumulando punti.
Pounds of Flesh mette i contendenti in un'arena con elmetti dotati di corna giganti con i quali infilzare gli zombie: al termine della sfida il giocatore con il maggiore peso di "carne" raccolta vince.
Ramsterball porta i giocatori a "guidare" particolari sfere giganti dall'interno, da trasportare in predefinite aree della zona di gioco. Un giocatore specifico può accumulare punti, mentre gli altri tentano di ostacolarlo. Chi meglio riesce nell' intralciare la strada allo scorer ne prende il posto diventando a sua volta l'obiettivo degli avversari.
Slicecycles vede i giocatori a bordo di motociclette, motoseghe alla mano. Partendo da rampe equidistanti ci si lancia in mezzo ad una miriade di zombie, alcuni dei quali contrassegnati da palloncini sulla testa. Vince chi su tre round accumula più punti uccidendo gli zombie di maggior valore.
Nessuna novità per quanto riguarda modalità cooperative, ma la sola speranza di potersi organizzare con almeno un altro giocatore umano (ed è il caso di dirlo), per la divisione dei compiti da svolgere in un determinato lasso di tempo, rende l’attesa di conferme assai dolorosa.

Raffinate tecniche di smembramento
Facciamo rapidamente un quadro completo su chi, o cosa, siano gli zombie: esseri non morti spesso mancanti di arti, lenti, stupidi e totalmente guidati dall’istinto anziché da un qualunque barlume di intelligenza o tattica. Certamente una tipologia di avversario per nulla ostica se confrontata a quella proposta da altri titoli action. Come rendere esseri del genere letali e pericolosi, se il loro obiettivo è un uomo che sembra ereditare in sé i DNA di Rambo e di MacGyver combinati assieme? Resident Evil rispose, nelle sue origini, con pochi zombie ma duri a “ri-morire”; Left 4 Dead puntò (e punta con il seguito) su creature agili e resistenti, mentre Dead Rising più di tutti si rifece ai canoni dei celebri horror alla Romero (tanto da meritarsi un bollino sulla copertina a smentire eventuali associazioni), puntando principalmente sulla quantità: creature facili da rimandare nel regno dei morti, ma capaci di attaccare il protagonista in furiose ondate di cinquecento orripilanti figuri. Dead Rising 2 non vuole certo perdere di stile, e grazie all’implementazione dell’ormai già celebre motore grafico MT Framework di casa Capcom, si propone di portare nei vostri salotti l’acre odore di circa settemila zombie contemporaneamente presenti nella stessa area. Cifra che va cambiando di dichiarazione in dichiarazione ma che, in linea di massima, risulta attendibile. Chiunque abbia in mente l’esercito di ex-viventi che ci si trovava davanti nell’atrio principale del supermercato, o nelle strade del parcheggio sotterraneo, può facilmente immaginare cosa possa voler aver a che fare con un numero di nemici quattordici volte maggiore.
La quantità non è comunque l’unica innovazione del titolo Capcom, che punterà invece molto anche alla qualità dei dettagli. Se già nel primo Dead Rising alcune, ma non tutte, le armi da taglio permettevano di affettare gli zombie in maniera piuttosto credibile rispetto all’animazione utilizzata (anche se, diversamente dagli zombi uccisi con altri mezzi, questi svanivano da terra dopo pochi secondi), nell’atteso successore l’evoluzione del comparto grafico permetterà una rifinita capacità del protagonista di ottenere mutilazioni assai realistiche attraverso i colpi inferti; addirittura al punto che, sull’inerzia di un attacco, eventuali altri “non morti” colpiti oltre al bersaglio principale, potranno restare coinvolti e perdere allegramente porzioni marcescenti di corpo.
Una palette di colori sgargiante utile a rendere ancora meglio la presenza su schermo di sangue a profusione, sono ulteriori ingredienti di quello che, se riuscirà a non essere vittima di rallentamenti, dovrebbe essere un comparto tecnico di tutto rispetto.
Recensione Videogioco DEAD RISING 2 scritta da SHIRYO Dead Rising 2 è un progetto atteso da molti, fan e non del predecessore. Se il primo capitolo riuscì a farsi amare così com’era, un’eventuale formula matematica ci suggerirebbe che, ampliando di tre volte la grandezza della città e moltiplicando 14 volte il numero degli zombi, il divertimento non possa che aumentare. Una tal formula però non tiene in considerazione di molti elementi: saprà Dead Rising 2 mantenere quel perfetto bilanciamento tra ilarità e tensione del titolo originale? La scelta di dare un taglio più occidentale alla produzione per renderla più “vendibile”, intrapresa anche con Lost Planet 2, non rischia di togliere al gioco quella comicità tipicamente giapponese e quella serie di extra e bonus di stampo orientale che hanno reso il titolo davvero speciale e memorabile? Per oggi, possiamo solo darci appuntamento al prossimo aggiornamento, lasciando in sospeso domande che, con la giusta risposta, ci diranno se saremo o meno davanti ad un gioco degno del nome che porta.
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