Recensione di Eye Pet

Copertina Videogioco Eye Pet
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Gestionale
  • Distributore:

     Sony
  • Data uscita:

     15 Settembre 2010
All' inizio molto divertente
Esperienza fresca
La modalità disegno è ben realizzata
Poco longevo
Sistema d'input impreciso
Caricamenti lunghi
Loading the player ...
A cura di (Mugo) del
Dopo decine di anni e diverse generazioni di console passate dalle SCART dei nostri televisori (ed ultimamente anche dalle prese HDMI) in cui la guerra tra produttori veniva condotta con le armi della potenza tecnica e dello sfoggio di sempre maggior numero di poligoni (almeno da quando hanno fatto la loro comparsa), ci ritroviamo ora in una fase storica in cui la battaglia si è spostata su un altro fronte non meno interessante. Dal punto di vista visivo è stata fondamentale la “corsa agli armamenti” che ci ha portati ad oggi a poter godere di opere, pensiamo al recentissimo Uncharted 2, che anche solo una decina di anni fa ci sarebbero sembrate fantascienza; ora che le acque si sono calmate, che la sete di alta definizione è stata placata e che il fotorealismo non è più un lontano miraggio, ma questione di anni, l'attenzione è stata dirottata con un coupe de theatre verso l'interazione uomo-macchina, verso l'interfaccia, verso i terminali che permettono ai giocatori di immergersi ad un livello sempre maggiore nel tessuto di gioco. Come ogni rivoluzione anche questa sta mietendo non poche vittime, molti sviluppatori hanno fallito al primo approccio con le nuove possibilità e, sulla piattaforma Sony dove è stato possibile lasciare in un angolo il Sixaxis, hanno dirottato le loro attenzioni verso altri lati della produzione. Ma il mercato chiama, ed ecco quindi aumentare il numero di sforzi tesi ad intercettare l'interesse dei nuovi consumatori, in attesa della nuova bacchetta magica, grazie ad una vecchia conoscenza: il Playstation Eye.
Il titolo di cui parliamo oggi è Eye Pet, in vendita stand-alone o in bundle con il PlayStation Eye a circa 10 Euro in più. Questo potrebbe far pensare ad una specie di demo tecnica per dimostrare le possibilità dell'occhio elettronico della PS3, ma un'idea del genere, anche se parzialmente vera, non renderebbe giustizia ai molti lati interessanti di questa produzione.

Mamma, voglio un cucciolo
La prima cosa da fare una volta aperta l'originale confezione è ovviamente collegare il PlayStation Eye, che andrà puntato verso il pavimento a circa un metro dal televisore. Già da questa primissima azione è possibile individuare il target del titolo: puntando la telecamera a terra si inquadrerà infatti uno spazio dalle dimensioni limitate in grado di accogliere un uomo adulto accovacciato o poco più, durante il gioco infatti non sarà necessaria una particolare mobilità: il concetto che evidentemente è stato inseguito dagli sviluppatori è quello di rappresentare il gioco di un bambino che ovviamente utilizza il piano più grande e più alla sua portata di tutta la casa, il pavimento. Come dicevamo però non si deve pensare che solo un infante possa trovarsi a suo agio nell'inquadratura dato che anche noi non abbiamo avuto problemi a prendervi posto senza alcuna scomodità, anzi, con un malcelato piacere legato al poter tornare a giocare a terra con la scusa del lavoro. Fin dai primi momenti di gioco il gameplay si rivela nella sua immediatezza: per riassumerlo in un concetto rapido potremmo dire che a schermo, accanto alla nostra immagine, compaiono diversi elementi con cui è possibile interagire semplicemente muovendosi od utilizzando una particolare paletta in dotazione con il titolo. Infatti il tutto incomincia quando accanto a noi compare un uovo dal quale, con l'aiuto di qualche nostro virtuale colpetto, sbuca l'ibrido tra gatto e scimmia che sarà il nostro cucciolo poligonale. La creatura ci è sembrata studiata per poter essere personalizzata il più possibile senza perdere la sua particolare natura, probabilmente se avessimo avuto a che fare con un gattino non avremmo potuto crearlo col pelo lungo, folto ed a strisce verdi e gialle senza incorrere in un effetto straniante. La bestiola proposta da Sony mantiene invece una forte personalità e si fa apprezzare fin dai primi momenti di gioco grazie alla sua natura unica che ci sembra adatta anche a stuzzicare la fantasia di un bambino.
La creatura ci sembra vispa ed arzilla, basta agitare un po' le dita per vederla compiere balzi felini incuriosita, segno che dobbiamo subito darci da fare affrontando le prime missioni divise in giornate.

La paletta magica
Ogni serie di missioni è preceduta da un tutorial video (purtroppo non evitabile) teso a spiegare ai bambini le principali funzioni che verranno svelate a seguire. Queste attività ci sono sembrate vaste e ben realizzate passando dalle più classiche cure (lavare l'animaletto e cibarlo) alle attività ludiche, all'interazione uomo-animale, per arrivare poi alla nostra preferita: il disegno.
Per compiere queste operazioni sarà fondamentale utilizzare la paletta a cui abbiamo accennato poche righe sopra, questa andrà posizionata sopra a dei particolari indicatori a schermo che la trasformeranno in contenitore di biscotti, in doccia, in phon ed in molti altri oggetti utili per le interazioni. Il bagnetto dunque si svolgerà con una prima passata d'acqua, la successiva insaponatura ad opera delle nostre dita, una sciacquata ed in fine il phon per asciugare il pelo. Tutte queste attività non saranno fini a sé stesse ma si riveleranno utili per il completamento delle missioni proposte, come nel caso del cibo: ci verrà ad esempio chiesto di far acchiappare al volo al nostro cucciolo alcuni biscotti che lanceremo in aria con un movimento deciso della paletta-contenitore, oppure potremo vederla trasformarsi in un tappeto elastico, appoggiarla sul terreno e cercare di far saltare più volte possibile la bestiola. Dopo qualche giorno (di gioco) e diverse missioni si accede ad una delle funzioni più affascinanti del titolo, il disegno. Il primo oggetto da creare sarà una macchina, dovremo quindi disegnarla su un foglio bianco e mostrarla alla telecamera così da permettere al nostro cucciolo virtuale di riprodurla. Le sue doti artistiche seguono un miglioramento continuo che lo renderà in grado di ricalcare con estrema fedeltà le nostre creazioni, il fatto poi che il computer “sappia già” che stiamo disegnando una macchina ci facilita la vita dato che saranno molto poche le caratteristiche da inserire assolutamente (le ruote per esempio) e ci sarà possibile creare vetture inesistenti o riprodurre le nostre preferite. Queste macchine, così come gli oggetti che si sbloccheranno più avanti, prenderanno vita in gioco sotto forma di modellini in legno (o in altri materiali, ma anche qui non riveliamo nulla per non togliere il piacere di scoprirlo) controllabili direttamente e con i quali si potranno svolgere nuove missioni o semplicemente giocare col cucciolo.

Tutto molto bello, ma funziona?
Funziona? Sì e no, alcuni aspetti sono realizzati con cura mentre altri purtroppo soffrono soprattutto della scarsa precisione permessa dall'interfaccia: concentrarsi su quanto succede a schermo e muoversi come se gli oggetti fossero realmente attorno a noi è questione di attimi, come sono immediate le interazioni più semplici con il cucciolo. Le cose si complicano quando si usa la paletta troppo rapidamente o per compiti che richiedono particolare precisione dato che capita spesso di vedere l'oggetto del momento “inseguire” la paletta a schermo non riuscendo a tenere il ritmo delle nostre azioni. Più in generale non sarà sempre possibile vedere interpretati correttamente i nostri movimenti più decisi, anche quelli rivolti al cucciolo che reagirà con un certo ritardo durante le fasi più concitate. Un altro esempio di sopravvalutazione della tecnologia adottata da parte degli sviluppatori lo abbiamo quando posizioniamo la paletta a terra: a schermo vi comparirà sopra un menu circolare da navigare semplicemente spostando le icone virtuali con le mani, purtroppo però questo non sarà così immediato e saranno necessari diversi tentativi.
Dal punto di vista della realizzazione tecnica possiamo dire che il cucciolo ci è parso ben realizzato e dotato di un buon numero di espressioni facciali, come ben realizzati sono i menù e l'accompagnamento sonoro alle nostre ore di gioco. Da segnalare però alcuni caricamenti inspiegabilmente lunghi tra un'attività ed un'altra come nel caso dell'applicazione di riconoscimento dei disegni che richiede diversi secondi per essere avviata.
Recensione Videogioco EYE PET scritta da MUGO Eye Pet è un prodotto diretto ad un'utenza ben precisa composta da bambini e bambine, ma questo non vuol dire che un giocatore con qualche annetto in più sulle spalle non possa divertirsi interagendo con il cucciolo o vedendo i suoi veicoli diventare realtà, un' applicazione che da sola è in grado di far passare le ore senza accorgersene. Le limitazioni tecniche dovute all'interfaccia si fanno notare in alcuni casi, ma in linea generale il divertimento non ne risente più di tanto. Nel caso non si disponga ancora del Playstation Eye l'acquisto di Eye Pet diventa praticamente obbligato poi dato che, con circa 10 Euro, ci si porta a casa un'esperienza fresca che garantirà diverse ore di divertimento soprattutto nello scoprire le attività e le reazioni del nostro cucciolo a schermo.
caricamento in corso...
SCREENSHOTS
RECENSIONI E SPECIALI CORRELATI
SpazioGames.it - Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Monza dal 22/02/2008 con autorizzazione n.1907
© 1999 - 2012 GALBIT SRL TUTTI I DIRITTI RISERVATI - P.IVA 07051200967
Spaziogames.it utilizza i cookie per assicurarti la miglior esperienza di navigazione. Se desideri maggiori informazioni sui cookie e su come controllarne l'abilitazione con le impostazioni del browser accedi alla nostra Cookie Policy.