Recensione di Uncharted 2: Il Covo dei Ladri

Copertina Videogioco Uncharted 2
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Sviluppatore:

     Naughty Dog
  • Data uscita:

     Disponibile
9.4
Voto lettori:
9.7
- Gameplay cinematografico eccezionale
- Grafica impressionante
- Longevo
- Ottima modalità multiplayer
- Non particolarmente innovativo
- Prima o poi finisce
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A cura di Valerio De Vittorio (Folken) del
Uncharted 2 non è sicuramente un gioco che necessita di presentazioni, atteso da una schiera di appassionati, folgorati da un ottimo primo capitolo, ma soprattutto dall’incredibile livello qualitativo di immagini e video rilasciati durante la sapiente opera di marketing attuata da Sony in attesa di rilasciare il secondo episodio della trilogia. La seconda avventura di Nathan Drake è pronta per uscire, con sulle spalle un pesante fardello ovvero quello di dimostrare le potenzialità del monolite nero e di imporsi quale titolo di miglior gioco di questa generazione. Visti i voti già usciti sulla stampa estera, è inutile chiedersi se il titolo sia valido oppure no, piuttosto capire che cosa renda Il Covo dei Ladri tanto meritevole.

Indiana Jones 5?
Descrivere la trama di Uncharted 2 potrebbe essere una delle più grandi cattiverie che potremmo farvi. Sebbene non sia un plot particolarmente originale, il dipanarsi dell’intreccio non mancherà di stupire lo spettatore sin dall’inizio, grazie a colpi di scena, ma soprattutto a personaggi carismatici, capaci di stupire per la loro caratterizzazione. Il titolo inizia col botto, con un primo piano del vostro alter ego Nathan Drake che si risveglia ferito a bordo di un treno deragliato. Parte della vicenda vi vedrà protagonisti di lunghi flashback fino a riportarvi esattamente dove avevate cominciato. Schivando il pericolo spoiler, possiamo con tranquillità svelarvi la presenza di alcuni comprimari inediti e del ritorno di alcuni volti noti che, chi ha seguito la prima avventura di Nate, ha già imparato ad amare. Grazie ad una sceneggiatura ben scritta, fatta di tanti scambi di battute tra i protagonisti, la storia sarà sempre piacevole da seguire e vi emozionerà come pochi altri giochi sanno fare. Grazie al completo doppiaggio in italiano potrete godervi il gioco senza l’ausilio dei sottotitoli, complice una discreta qualità dello stesso. Il susseguirsi dei venticinque capitoli vi porterà ad esplorare diverse zone del globo, nella migliore tradizione avventurosa alla Indiana Jones (o alla Tomb Raider se preferite), allo scopo di risolvere i misteri che circondano il viaggio dalla Cina che Marco Polo intraprese per tornare a casa nel 1292, ambientati in vastissimi quanto variegati livelli.
Naughty Dog ha puntato molto sulla componente cinematografica, allo scopo di fornire un’esperienza che nelle loro intenzioni dovrebbe avvicinarsi molto ad un film interattivo. Il risultato, che già ci sbilanciamo nel definire assolutamente riuscito, è una completa integrazione tra cut-scene e fasi giocate, che continueranno ad alternarsi senza alcuna soluzione di continuità. Vera protagonista e fautrice del perfetto amalgama tra le due componenti è la telecamera, che si divertirà a giocare con la visuale, creando in modo eccelso la sensazione di essere l’attore principale di una pellicola cinematografica. I programmatori sono inoltre stati abilissimi nel farcire letteralmente ogni livello di dettagli che riusciranno a farvi dimenticare di avere un pad in mano: la perfetta interazione tra Nathan ed i fondali, grazie ad un campionario di animazioni vastissimo, gli innumerevoli commenti che si lascerà sfuggire ed un’infinità di altre dettagli che vi lasciamo il piacere di scoprire sono il punto nevralgico di questo cinematic action game.

Giocabilità da cinema
Uno dei vari elementi che aveva decretato il successo del primo Uncharted era sicuramente l’ottima giocabilità. In questo seguito torna il medesimo gameplay, all’apparenza invariato. Invece ad un esame più attento, risulta chiaro come gli sviluppatori abbiano fatto tesoro delle critiche, dotando il loro prodotto di una varietà che dovrebbe essere presa come esempio dalla concorrenza. Innanzitutto tutte le sezioni platform, in realtà piuttosto bistrattate nel predecessore, sono state ingigantite e impreziosite da enigmi sufficientemente stimolanti. Sebbene siamo ancora distanti dagli ultimi Tomb Raider, gli avventurieri si ritroveranno soddisfatti grazie alle discrete sezioni di esplorazione e puzzle solving. Come comunque ci aveva abituato Drake’s Fortune, anche in questo seguito per la maggior parte del tempo sarete impegnati ad eliminare eserciti di nemici. Le novità non mancano e ci hanno davvero piacevolmente stupito. È stata introdotta la componente stealth, ma non in livelli dedicati, quanto piuttosto integrata nel gameplay in modo da permettere al giocatore un approccio meno diretto, o più semplicemente nel caso in cui si ritrovi a corto di munizioni. Grazie all’ampio spettro di opzioni concesse, ogni scontro sarà caratterizzato da esiti sempre diversi, rendendo il titolo molto meno lineare di quanto non avrebbe potuto. È così che, se da un lato il gameplay è comunque ancora incentrato sul sistema di coperture, che torna sostanzialmente invariato, ma comunque ben fatto, le novità vi permetteranno di assalire le guardie alle spalle, tirarle giù da cornicioni o dal tetto di un vagone del treno, coglierle di sorpresa da dietro un nascondiglio e così via. Un rinnovato campionario di mosse corpo a corpo vi permetterà, inoltre, di eseguire combinazioni di pugni premendo ripetutamente il tasto quadrato, intervallando con alcune schivate, utilizzando il triangolo. Su questo fronte si sarebbe potuto fare di più, ma non sarà un elemento di cui sentirete particolarmente la mancanza. Il vero pregio dell’intera produzione va ancora una volta riscontrato nel gameplay eccezionalmente cinematografico. Nella storia del videogioco si è visto già più volte una forte contaminazione tra i due media, che spesso ha trovato in espedienti quali i QTE un prezioso alleato. Il piccolo miracolo di Naughty Dog è stato quello di riuscire a creare sequenze mozzafiato, che altrove sarebbero state prerogativa di cut-scene non o poco interattive e renderle completamente giocabili. Nonostante un alto livello di scripting, non vi sentirete mai guidati e l’eccezionale implementazione della fisica, contribuisce a rendere questi frangenti assolutamente da cardiopalma.

Si va in scena
Se il gameplay di Uncharted 2 è risultato eccellente sotto praticamente ogni aspetto, non passerà di certo alla storia per le innovazioni apportate al mondo video ludico a parte il riuscito ibrido con le produzioni cinematografiche. Ciò che invece impressionerà è il livello tecnico raggiunto dal titolo. I video distribuiti in rete sono già stati capaci di stupire, ma godere di un tale spettacolo in tempo reale e poter interagire con esso, vi lascerà a bocca aperta ad ogni angolo svoltato. Le ambientazioni spazieranno da rovine sotterranee a spettacolari montagne innevate, passando per l’immancabile giungla, senza dimenticare quello che è forse il livello più impressionante di tutti, ovvero la città tra le montagne nepalesi, distrutta da un assedio militare. Tutto è stato realizzato con grande attenzione ai particolari, infarcendo i set di dettagli minuziosamente studiati e renderizzati in maniera superba grazie al potentissimo motore grafico proprietario, capace di generare effetti di illuminazione eccezionali, texture in alta definizione e shader di altissima qualità. Vi lasceranno basiti anche gli attori virtuali. È difficile descrivere a parole quanto di buono sono riusciti a creare gli sviluppatori nel modellare ed animare i loro protagonisti, ma di certo non si era visto fin’ora niente di lontanamente vicino a tale livello. Se proprio dobbiamo fare un appunto, possiamo notare delle animazioni facciali e volte sottotono e legnose nel rappresentare i movimenti delle labbra durante i dialoghi. Niente di trascendentale, comunque, e siamo sicuri che più andrete avanti, più rimarrete a bocca aperta di fronte a tale spettacolo. Ci sarebbero da far notare anche alcune sporadiche texture meno rifinite, qualche rara compenetrazione poligonale, ma di fronte a tanta eccellenza significherebbe veramente andare a cercare il pelo nell’uovo in questa esclusiva Playstation 3, capace finalmente di mostrarci, dopo anni di promesse mantenute solo a metà, che cosa la console Sony è in grado di fare. Gli ingegneri di Epic dovranno rimboccarsi le maniche, per eguagliare i nuovi standard settati di Naughty Dog.
Tanta bellezza e tecnologia al servizio dell’immedesimazione e della spettacolarità da blockbuster hollywoodiano è fortunatamente coadiuvata da un comparto sonoro eccellente. Effetti audio mixati in 5.1 si uniscono ad una colonna sonora ben scritta, grazie ad una partitura che vi richiamerà costantemente alla mente atmosfere da sala cinematografica.

C’è dell’altro
I ragazzi di Naughty Dog hanno deciso con questo secondo episodio, di inserire alcune modalità aggiuntive, allo scopo di fare restare il Blu-Ray del loro titolo nel vano disco degli utenti ancora a lungo, una volta terminata la campagna principale. Vera grossa novità è infatti la modalità multiplayer, in questi giorni disponibile in versione beta. Le opzioni di gioco sono piuttosto standard e si dividono in competitive e cooperative con deathmatch a squadre, mappe capture the flag o missioni specifiche da portare a compimento con i vostri amici combattendo contro la CPU. Evidentemente niente di rivoluzionario, ma tutto realizzato con la solita competenza e capace sicuramente di regalare ulteriori ore di divertimento all’utente. Incluso è anche un menu denominato machinima che, come già visto in Halo 3, vi permetterà di registrare le vostre partite online per poi editarle grazie ai tool video messi a disposizione, cambiando la telecamera, i fondali e così via per poter dare vita ai vostri filmati personalizzati da condividere poi con la community.
Recensione Videogioco UNCHARTED 2: IL COVO DEI LADRI scritta da FOLKEN Arrivati a questo punto, nell’assegnare una votazione ad Uncharted 2 bisogna focalizzarsi non tanto se sia un buon titolo, quanto piuttosto se sia il migliore di questa generazione. Sicuramente è un capolavoro che non dovrebbe mancare nella collezione di nessun videogiocatore. Non sarà rivoluzionario, ma quello che riesce a fare è immergere l’utente in una vicenda intrigante, scritta e diretta con grande maestria. Per certi versi, Uncharted 2 trascende il concetto di genere, caratterizzandosi come un lungo film da giocare a perdifiato, nel quale vi innamorerete di quella simpatica canaglia che è Drake e dei suoi compagni di viaggio. Lo strabiliante comparto tecnico non è tanto un traguardo raggiunto dagli sviluppatori per vantarsi di fronte alla concorrenza, ma un elemento integrante dell’esperienza, fondamentale quanto ogni altro per tratteggiare i raffinati lineamenti di quello che sicuramente sarà il campione d’incassi di questo fine anno. Come se le oltre dieci ore della campagna principale non fossero sufficienti a lasciare il segno, i Naughty Dog vi deliziano con una completa componente multiplayer divertente e ben realizzata.
In definitiva, tornando alla domanda iniziale, questo secondo episodio delle avventure di Nathan è sicuramente uno tra i migliori titoli di questa generazione, limitato in parte dal mancato apporto di vere e proprie novità al mondo video ludico.
Il vero difetto di Uncharted 2? Come ogni buon libro o film, prima o poi finisce.
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