Recensione di Katamari Forever

Copertina Videogioco Katamari Forever
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Namco
  • Data uscita:

     23 luglio 2009 Giappone
7.6
Voto lettori:
8.9
- E' Katamari
- Stile inconfondibile
- E' Katamari
- Niente online
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A cura di Luca Forte (drleto) del
Poche serie nel panorama video ludico sono maggiormente riconoscibili di Katamari, il geniale parto di Keita Takahashi nel quale vestiremo i panni del Principe del Cosmo intento a rimediare ai soliti danni che il solito Re del Cosmo ha lasciato dietro di sé. Come dicevamo, la serie Namco Bandai spicca nel panorama mondiale per la sua follia, a partire dalle musiche ipnotiche, dalla psichedelica grafica e la genialità del gameplay. Tutti tratti distintivi che lo rendono un brand conosciuto anche tra coloro che non si sono mai avvicinati ad esso.
Finalmente il Principe e il suo Katamari sono tornati a mettere un po’ in ordine la Terra: voi e la vostra Playstation 3 siete altrettanto pronti?

Rotola, rotola, rotola
Per coloro che non lo sapessero, lo scopo di Katamari Forever è quello di muovere una speciale e minuscola sfera, il Katamari appunto, in maniera tale che ad essa si attacchino oggetti sempre più grossi. Più la sfera crescerà più sarà in grado di calamitare oggetti enormi, fino a formare una massa di dimensioni sufficienti a sostituire i pianeti che il Re del Cosmo ha, per l’ennesima volta, scompigliato. L’intricata e folle (ripeteremo questa parola a lungo ogni volta che parleremo del gioco) trama vi vede infatti impegnati a ristabilire gli equilibri dell’universo, messo sottosopra da Roboking, l’alter ego cibernetico del Re del Cosmo, andato in cortocircuito proprio mentre stava sostituendo il monarca, temporaneamente inabilitato da un meteorite che, essendo andato a sbattere contro il suo capoccione, l’ha gettato in uno stato di amnesia. Sarà dunque compito del Principe e dei suoi cugini recuperare memoria e pace nell’universo.
Per fare tutto questo dovremo agire su due differenti livelli, il primo è quello ambientato nella testa del Re, nel quale il nostro obiettivo sarà quello di recuperare i suoi ricordi e riportarlo quindi alla “normalità”. Il secondo invece ha come ambientazione Roboking: qui il nostro compito sarà quello di creare un Katamari abbastanza grande in modo da sostituire le stelle nel firmamento distrutte dalla follia del robot. Qualunque sia la giustificazione trovata in questo capitolo per far rotolare le sfere, dobbiamo sottolineare come il gameplay sia rimasto invariato rispetto al passato. Muovendo in combinazione i due analogici gestiremo i movimenti del Principe (o di un suo cugino, ma, come ci tiene a sottolineare lo stesso gioco, non cambierà nulla) impegnato a costruire una palla sempre più grossa in un tempo limite fissato all’inizio di ogni livello. Il compito del giocatore sarà quello di individuare la giusta sequenza di oggetti da catturare in modo tale da arrivare ad intrappolare cose come automobili o interi palazzi. L’unica differenza rispetto al passato sarà la possibilità di saltare, tramite il Sixaxis o la pressione di R2 e la presenza dei King’s Spot, ovvero dei punti specifici disseminati tra i livelli, che una volta raggiunti permetteranno di calamitare tutti gli oggetti vicini. Queste caratteristiche permettono un approccio ai livelli un po’ più dinamico rispetto al passato, nel quale le diverse rampe a volte diventavano un ostacolo, più che un aiuto o era particolarmente complesso raggruppare tutti gli oggetti del livello.
Immutati invece il sistema di conteggio del punteggio finale, dei miniobiettivi legati a ciascuno stage (diametro, calorie, etc..) e dell’apertura di nuove aree del livello. Vi sono persino i soliti problemi di telecamera, che tende ad impastarsi dietro agli oggetti più grandi.
Questa continuità, nel bene e nel male, con il passato è tanto un freno per i detrattori della serie, quanto un incentivo per gli estimatori, che qui ritroveranno tutti gli elementi e le caratteristiche tanto amate in passato, come il divertente gameplay o la magnetica caratterizzazione di ogni aspetto del gioco.

Stile, stile, stile
A proposito di caratterizzazione stilistica, un plauso va fatto al comparto tecnico di gioco, che pur non stupendo dal punto di vista del motore grafico, convince in maniera assoluta da quello della caratterizzazione dei personaggi e soprattutto dalla palette cromatica adottata. Nonostante in alcune fasi si noti un pesante pop up, i 1080p di Katamari Forever tratteggiano livelli di assoluta bellezza, complici i colori pastello e il divertente character design. Basterà cominciare un livello all’interno della Mente del Re per rimanere colpiti dal passaggio tra bianco e nero e i colori che sottolineerà il progressivo ritorno della memoria del monarca.
Il tutto accompagnato da una delle colonne sonore più ispirate degli ultimi tempi, fatta di romantiche ballate, divertenti pezzi disco ed altrettanto ispirati effetti sonori. Molti dei brani saranno nuovi arrangiamenti dei pezzi più famosi della serie, più alcune riuscite new entry composte per l’occasione.
Anche i livelli vedranno il ritorno di alcuni grandi classici, raccolti nella parte ambientata all’interno della Mente del Re ed altri nuovi sviluppati per questo capitolo, per un totale di oltre 30 livelli di gioco. Sfortunatamente non è presente nessuna modalità multiplayer online, solo una offline per due giocatori, con la possibilità di caricare le leaderboard sul PSN. Comunque la solita giocabilità della serie garantirà tante ore di spensierato divertimento, previo essersi impadroniti della tecnica per controllare l’isterica sfera.
Recensione Videogioco KATAMARI FOREVER scritta da DRLETO Katamari Forever è un tributo ai fan della serie. Oltre a due piccoli accorgimenti dal punto di vista del gameplay, il gioco non riserva grosse sorprese. È Katamari, in tutta la sua follia e fascino. Il passaggio alla nextgen Sony ha portato una nuova e brillante caratterizzazione grafica e permesso di valorizzare ancora di più la splendida colonna sonora.
Sfortunatamente tutti coloro che si sono ritrovati allergici alla serie, difficilmente troveranno in Forever un motivo per cambiare idea, mentre tutti dovrebbero almeno dare un’occhiata a questa autentica follia giapponese!
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