Recensione di Guitar Hero: Metallica

Copertina Videogioco GHM
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Rhythm Game
  • Distributore:

     Activision
  • Data uscita:

     22 Maggio 2009
- Finalmente una sana dose di cattivissimo metal nel brand...
- Mantenute tutte le novità di World Tour
- Grande cura e passione nel confezionamento del prodotto
- Scaletta straordinaria e corroborante
- ... ma solo per gli appassionati del gruppo e del genere musicale d’appartenenza
- Mancanza d’aggiustamenti nelle modalità più recenti
- Struttura del multiplayer online ancora inferiore a quella di Rock Band 2
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A cura di (Alex Overkilll) del
Il gioco recensito su queste pagine sembrava predestinato a uscire già quando il primo Guitar Hero fece timidamente capolino nei negozi una manciata d’anni fa. Le cose però andarono diversamente perché con il secondo capitolo della serie non furono introdotti brani della metal band più celebre di tutti i tempi, mentre i primi spin-off del brand si concentrarono sulla scalata al successo, ora occupandosi di specifici filoni temporali (Rock the 80’s), ora puntando le luci del palco su altre importnati band del panorama rock mondiale (ieri GH Aerosmith, domani GH Van Halen).
La formazione di Hetfield (voce) e Ulrich (batteria), però, non poteva non essere oggetto di una trasposizione videoludica che ne esaltasse le musiche e desse ai tanti fan la possibilità di cimentarsi con una strumentazione completa capace di riproporre in maniera interattiva tutto il fascino e il carisma di una band che ha fatto la storia della musica metal.
GHM è diventato alla fine - con un mese in ritardo rispetto al mercato oltreoceano - una realtà tangibile anche nel nostro beneamato continente. Vediamo dunque quali sono le caratteristiche di questo prodotto.

Evoluzione della (sotto)specie
Il titolo riflette in tutto e per tutto la naturale evoluzione di World Tour, con le aggiunte precedentemente effettuate, migliorando e correggendo ogni svista, lacuna o aspetto potenzialmente debole anche se, va detto, non ogni cosa è andata per il verso giusto.
Il pieno inserimento di voce, basso (provvisto fortuitamente di una propria distintiva carriera) e batteria, oltre all’usuale sei corde, segna già una completezza del tutto differente rispetto agli spin-off del passato. Ricchezza di portata che ben lascia godersi nelle recenti modalità “Crea Rockstar”, con la creazione di un proprio musicista (e relativo strumento) personalizzato, e “Studio Musicale”, versatile applicazione finalizzata alla composizione di brani autografati. Funzionalità queste sempre ereditate da World Tour ma che, con una certa delusione di fondo, sono desolatamente rimaste invariate, trascurando alcuni aspetti che avrebbe invero meritato almeno una generica ripulitura e rimpolpamento. “Multiplayer” - off e online - “Carriera” e “Partita veloce” alzano immancabilmente la mano all’appello. La modalità multiplayer è caratterizzata dalle stesse feature mostrate nel precedente episodio (segnando il ritorno di un ben poco eccelso sistema di matchmaking in rete); la “Carriera”, invece, si articola secondo una “nuova” sua strutturazione, non più legata alle scalette del World Tour, bensì basata sul completamento di singoli brani gli uni slegati dagli altri, fatto questo a cui, del resto, la serie ci ha poi sempre abituato.
Là dove GHM - tecnicamente parlando - riesce però a eccellere, concentrando così le proprie attenzioni e lasciando emergere la propria potenza più esplosiva, è senza dubbio al momento dell’esecuzione delle canzoni. La stessa che ha fatto grande la serie, certo, stavolta però impreziosita di piccoli eppure così gradevoli aggiustamenti di sorta. Compare anzitutto l’utile indicatore (già usato da Rock Band) di valutazione del brano, un pratico pannello sul lato dello schermo comunicante al giocatore la votazione sul pezzo suonato raggiunta, offrendo così un modo per tenere sotto controllo e monitorare lo stato (qualitativo) della propria esecuzione. La stessa sensibilità riservata alle percussioni, specie durante le indiavolate sessioni ai livelli più difficili, sembrerebbe poi essere stata tarata meglio, dando la reale e gradevole sensazione di stare suonando la“nota” giusta al momento della sua esatta esecuzione nel brano. Non che questo non avvenisse in World Tour, aa più vivida, e di conseguenza appagante, appare la reale solidità simulativa del nuovo episodio della serie.

I re dello show
In quanto star del prodotto, ai Metallica è stato riservato un vero trattamento da re (del metal), attraverso l’inserimento nel disco di una soddisfacente selezione di brani (28 in totale, a cui può essere aggiunto l’intero contenuto scaricabile di Death Magnetic) estrapolati dai vari lavori della band, cui si aggiungono ogni genere di extra ad essi dedicati, atti all’offerta d’una visione a tutto tondo del gruppo e della sua storia.
È bene precisare che il giocatore non dovrà ripercorrere la loro scalata al successo (similmente - e i paragoni con questo titolo sono d’obbligo - a quanto visto in GH Aerosmith), con concerti dentro locali della loro giovinezza o interventi personali dei membri che raccontano la storia della band. Durante le esecuzioni di brani di altri gruppi si potranno impersonare sbarbati headliner devoti a Hetfield e soci, utilizzando così i propri personaggi a scelta, preconfezionati o autoprodotti che siano. Solo durante i loro pezzi si vestiranno invece i panni dei “Four Horsemen”, in tour nei posti più stravaganti e fantasiosi che gli sviluppatori potessero partorire. Gli stage, infatti, quasi interamente riproduzioni di locazioni esistenti, risultano sovente addobbati e decorati ex-novo ispirandosi a copertine degli album del gruppo, o a intere canzoni dello stesso, per un’addizionale immersione nel loro universo. Il quartetto è poi stato virtualmente rappresentato in maniera egregia, ripreso nelle sue carismatiche movenze naturali (attraverso tecnologia di motion capture) pur senza raggiungere un livello di dettaglio e fluidità particolarmente impressionante.
Tutto quello che nun fan desidera sapere sulla band è poi racchiuso nei video e reperti fotografici bonus allegati alla sezione degli extra, nei testi di ogni canzone e nei Metallifacts, quasi una sorta di enciclopedia con notizie curiose e interessanti: basta selezionare il brano desiderato e questo viene riprodotto (virtualmente suonato “in game” dagli avatar del caso) con l’accompagnamento di curiosità ad esso inerenti, a comparsa sullo schermo.
Lo stesso inserimento di altri artisti (ventuno complessivamente) dona al tutto un sapore più forte, speziato e, ovviamente, eterogeneo, scongiurando ogni possibile vocazione alla monocromia dell’intera opera. Il cast di supporter si rivela accuratamente scomposto da una rosa di gruppi che ruotano attorno all’universo dei quattro di Los Angeles, o per aver giocato il ruolo di fonti ispiratrici per la band, o per essersi ad essa stessa ispirati. Ecco allora nomi quali System of a Down, Mastodon, Queen e Judas Priest, un ventaglio di band che garantisce al giocatore unscelta decisamente di buon livello.

Metal fin dentro l’anima
Il fatto che ogni brano del gioco sia imbevuto dell’essenza inconfondibile del metal e - nei casi migliori - dell’hard rock, influenza in modo diretto lo stesso gameplay, segnato da un tecnicismo abbastanza spietato, che si manifesta soprattutto nelle modalità per i giocatori più navigati.
E se gli strumenti a corda incontrano spesso ritmi indiavolati che moltiplicano in maniera preoccupante le “note” su schermo, spesso e volentieri sparate a velocità sostenute, è la batteria a sbattere contro un vero muro di mattoni lungo il proprio percorso, rappresentato dall’inclusione di una nuova difficoltà. Questa, battezzata “Esperto +”, introduce il doppio pedale, unica efficace arma salvifica per fronteggiare dignitosamente temibili rullate di cassa, copiosamente distribuite in molte "aree di gioco". Una lama però a doppio taglio, dato che l'utilizzo di entrambi i piedi saprà rivelarsi impresa impervia, con la conseguente necessità di grande coordinazione motoria e sacrosanta pazienza.
Recensione Videogioco GUITAR HERO: METALLICA scritta da ALEX OVERKILLL Guitar Hero: Metallica è in definitiva un ottimo esponente della serie, che eredita le aggiunte apportate da World Tour, ne lima in parte le imperfezioni, e vira tutto sulla cattiveria sonora della band, senza disdegnare l’inserimento (affatto intrusivo) di artisti diversi. La focalizzazione su un solo gruppo e la sua difficoltà generale fanno (prevedibilmente) del gioco un titolo non per tutti, che si lascia comunque apprezzare per la realizzazione tecnica e per la resa delle atmosfere più consone alla band. Gradita sarebbe stata comunque una anche superficiale rivisitazione di modalità e opzioni già fruite su World Tour. A fronte di tutto ciò, i fan dei Metallica e i virtuosi in cerca di nuove sfide per il proprio strumento prediletto possono comunque aggiungere un punto in più al voto finale, sicuri di trovare un prodotto in grado di soddisfarli in maniera più che buona.
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