Recensione di Killzone 2

Copertina Videogioco Killzone 2
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Guerrilla
  • Distributore:

     Sony
  • Data uscita:

     Disponibile
- Comparto tecnico eccezionale
- Direzione artistica coraggiosa e geniale
- Gameplay realistico, ostico e solidissimo
- Comparto multiplayer personalizzabile e tatticamente completo
- Narrazione discontinua, personaggi stereotipati
- Manca una modalità cooperativa
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A cura di (andymonza) del
Dopo averne giocato a fondo la campagna singolo giocatore, ogni dubbio sulla natura di Killzone 2 è fugato: Guerrilla Games ha sfruttato appieno i lunghi anni di sviluppo, mettendo insieme un titolo che rappresenta la quint’essenza del suo genere di appartenenza, un’eccezionale ensemble di tradizione ludica portata alle massime conseguenze, affiancata da una sperimentazione visiva al limite dell’artistico.
Se a questo aggiungiamo un comparto multigiocatore appassionante ed in grado di espandere notevolemente l'offerta ludica, è chiaro che i lunghi anni di attesa stanno per essere degnamente ripagati.

Same old story…
La storia prende il via con un capovolgimento delle parti: l’esercito ISA si prepara ad invadere il pianeta natale degli Helghast, e si trova costretto da un efficace scudo antimissilistico a combattere una guerra di trincea su un suolo ostile e sconosciuto, contro un nemico feroce e determinato. Nei panni di Sev, membro del selezionatissimo quartetto di ufficiali che compongono la Squadra Speciale Alpha, vi ritroverete ad affrontare una lunga campagna scandita da dieci missioni principali, ognuna suddivisa in sottomissioni con vari checkpoint da raggiungere. Questo arco narrativo vi vedrà impegnati in operazioni militari su larga scala, che comprenderanno ogni tipo di situazione strategica immaginabile, dall’imboscata, alla conquista, fino alla strenua difesa di un punto strategico, arrivando di tanto in tanto a comportare l’utilizzo di veicoli e torrette. La narrazione, che gode di un avvio dai toni trionfali dovuto all’ottimo video introduttivo in Computer Grafica, vede in seguito un’evoluzione discontinua: la prima metà della campagna è caratterizzata da una certa piattezza negli eventi che procedono in maniera piuttosto prevedibile. Per quanto anche la seconda metà non brilli per originalità, il passaggio a temi più umani ed intensi, come il senso di rivalsa ed il desiderio di vendetta, giovano al coinvolgimento generale.
La pecca più grossa del comparto narrativo rimangono comunque i personaggi, a partire dal nostro alter ego Sev che rimane piuttosto stereotipato per tutta l’arco della vicenda.
Per quanto nel genere action il comparto narrativo sia spesso poco più che accessorio e la storia di Killzone 2 riesca comunque a fare da collante tra le fasi d’azione, data l’epicità del background ed il grande comparto scenico era forse lecito aspettarsi dei protagonisti un po’ meglio caratterizzati.

Zona di guerra
Prendendo i comandi subito dopo il burrascoso atterraggio su Helghast ci si rende subito conto di come lo scopo dei ragazzi di Guerrilla sia quello di far sentire il giocatore nel bel mezzo di una zona di guerra: i nemici attaccano spesso con il notevole vantaggio di posizioni sopraelevate e fanno costantemente piovere tonnellate di fuoco sulla vostra squadra. Esplosioni, proiettili, missili e lanciafiamme frastornano il giocatore, lo inchiodano in trincea, limitano i suoi movimenti. In questo senso, Killzone 2 si allontana completamente dal run&gun tipico di una buona fetta della concorrenza, in favore di una guerra sofferta, combattuta un centimetro per volta ed a strettissimo contatto col nemico.
In questa rinnovata ottica il sistema di copertura integrato nel tipico schema di controlli da FPS diventa colonna portante del gameplay: la pressione del tasto L2 in prossimità di qualunque ostacolo ambientale di sufficienti dimensioni metterà il vostro alter ego in copertura. Da qui potrete sporgervi con le direzioni dell’analogico sinistro, ed all’occasione zoomare ai mirini dell’arma impugnata con la pressione del destro.
Interessante in questo senso che la copertura possa saltare quando si viene colpiti in pieno da una pallottola o dall’esplosione di una granata, il che contribuisce a non farvi mai sentire troppo al sicuro.
Il realismo che permea tutta la produzione interessa soprattutto due elementi fondamentali: una resa efficace dei movimenti del corpo nello spazio che si traduce in una calibrazione dei controlli ed in movimenti di camera che sottolineano la pesantezza di certi movimenti ed un’ottima caratterizzazione del vasto arsenale a disposizione. Quest’ultimo abbraccia una vasta dotazione di fucili d’assalto differenti per esercito ISA e truppe Helghast, e vi affianca tutti i classici del genere, come il fucile a pompa, due mitragliatrici pesanti, il lanciarazzi, il lanciagranate, il lanciafiamme, il fucile da cecchino e due pistole con colpi illimitati, che faranno da arma secondaria. Vi sono anche alcune divagazioni dal sapore fantascientifico, quali un lancia dardi esplosivi, ed un emettitore di scariche elettriche. Non mancano le granate, sia a frammentazione che a scariche elettriche. Ogni ferro presenta, oltre ad un aspetto convincente, un suo personale rinculo, in alcuni casi molto accentuato ed influisce in maniera realistica sulla velocità di movimento del personaggio.

Guerra Intelligente
Gli scontri con le truppe nemiche sono resi interessanti ed estremamente dinamici dall’ottima Intelligenza Artificiale messa in campo da Guerrilla: gli Helghast attaccano in gruppi coordinati e sfruttano le coperture con intelligenza; invece di sporsi sempre dallo stesso punto, come accade nella maggioranza degli FPS visti sino ad oggi, essi cambiano posizione adattandosi alla vostra linea di fuoco. Fanno inoltre ottimo uso delle granate che sfrutteranno spesso per stanarvi nel caso troviate coperture particolarmente efficaci. In alcuni momenti sarà possibile osservare alcune scelte apparentemente sconsiderate, come corrervi incontro con il coltello sguainato ma, nella confusione della battaglia, esse non faranno che rendervi la vita ancor più difficile. Ancora più interessante è il fatto che nell’arco della campagna singolo giocatore vi scontrerete con nemici differenti non solo per equipaggiamento e vestiario, ma anche per comportamento sul campo: i cecchini, ad esempio, tendono a muoversi il meno possibile, sfruttando i mantelli camo con cappuccio per confondersi con lo sfondo. Gli scontri con gli occasionali boss prevedono invece un utilizzo di elementi interattivi dello scenario, spesso esplicitati da comunicazioni radio dei vostri compagni che vi suggeriranno l’unico modo possibile per avere la meglio. I livelli di difficoltà selezionabili sono quattro, laddove l’ultimo si sblocca solo a seguito del completamento della campagna; esperimenti ai livelli più alti hanno rivelato tattiche di accerchiamento ancora più raffinate che culminano in manovre dove un nemico fa letteralmente da esca, mentre altri accerchiano e colpiscono dai fianchi. Di buona caratura si rivela anche l’Intelligenza Artificiale della controparte amica: durante la maggior parte delle missioni sarete affiancati da uno o più compagni della squadra Alpha che dimostrano sul campo la grande abilità di Guerrilla nel bilanciare il loro operato in modo che vi forniscano un effettivo aiuto, senza tuttavia rubarvi la scena; nel caso rimangano incapacitati, i compagni possono comunque essere rianimati con la pressione del tasto Cerchio. Si nota qualche leggero difetto nelle routine di movimento che porterà qualche compagno a sbarrarvi talvolta la strada durante rapidi spostamenti, ma si tratta di casi isolati e mai irrisolvibili.

Variazioni sul tema
Il gameplay, caratterizzato dal completamento di semplici obbiettivi come far saltare determinati punti strategici, resi ancor più espliciti dalla presenza di un comodo marker direzionale richiamabile a piacimento, è intervallato da alcune interessanti svolte. L’utilizzo dei veicoli sovviene in due punti della campagna, proponendo prima una carro armato e successivamente un imponente Mech. Entrambi dotati di mitragliatrici e lanciarazzi, essi vi permetteranno di fare stragi tra le fila nemiche, godendovi nel contempo l’ottima resa fisica, che vi farà sempre sentire il giusto peso dei mezzi.
A queste sequenze se ne affiancano altre due dove verrete messi al comando di postazioni fisse ad alto potenziale: il notevole impatto scenico si unisce ad una giocabilità impegnativa ma mai frustrante, facendo di questi intervalli un ottimo modo per variare l’offerta ludica.
L’utilizzo del Sixaxis dimostra ancora una volta l’abilità degli sviluppatori: invece di farne un elemento inutilmente portante, essi l’hanno gentilmente affiancato a due piccoli minigame relativi all’aggancio delle granate al muro ed all’apertura di manovelle, aggiungendo la necessità di tenere il pad ben fermo durante le sessioni di cecchinaggio; tutte queste trovate funzionano bene, non sono invasive e giovano all’immersività.

Multiplayer
Il comparto multigiocatore di Killzone 2 si presenta come colonna portante dell’esperienza ludica grazie ad un gran numero di configurazioni, alla divisione in classi, ed al progresso necessario per sbloccare tutte le possibili opzioni. Ispirandosi al sistema di punti esperienza già sperimentato in Call of Duty 4, i ragazzi di Guerrilla propongono una mastodontica modalità denominata Zona di Guerra che, grazie ad un sistema di obbiettivi che cambiano in maniera dinamica, è in grado di abbracciare in una sola partita tutte le classiche modalità offerte dalla media degli FPS online. Tra queste troviamo Massacro che incarica le squadre di totalizzare il maggior numero di kill in un tempo prefissato, Assassino, che incarica una squadra di uccidere un membro designato tra gli avversari, mentre l’altra cerca di portarlo in salvo ad un punto della mappa, Cerca e Recupera, un cattura la bandiera con i vessilli sotituiti da megafoni di propaganda, Conquista e Difendi, un classico Re della Collina ed infine Cerca e Distruggi che vede una squadra incaricata di piazzare delle bombe e farle detonare, mentre gli avversari cercano di fermarla. L’alternarsi delle diverse modalità avviene ad un ritmo molto serrato e costringe a continui cambiamenti di tattica, rendendo il gameplay appassionante e sempre fresco.
La “carriera” di ogni giocatore comincerà come soldato semplice, con poche armi a disposizione ed una sola granata. Partecipando ai match online ogni azione che contribuirà al progresso della propria squadra verso la vittoria darà un premio in punti i quali, accumulandosi (considerati anche i bonus in caso di vittoria), daranno accesso a gradi via via più alti nella scala gerarchica. Contestualmente allo sblocco di questi ultimi, il giocatore otterrà accesso a delle vere e proprie classi che renderanno l‘esperienza online sempre più complessa dal punto di vista tattico.
Oltre a fornire un’abilità speciale ed un set di armamenti predefinito, le classi aprono ad una nuova sezione di sbloccabili: compiendo infatti azioni specifiche della propria classe sul campo, i giocatori otterranno medaglie collezionabili che, accumulate in una certa quantità, forniranno abilità secondarie di grande importanza. Una volta ottenute tutte le abilità di una classe, si aprirà una nuova serie di medaglie sbloccabili che, una volta collezionate, daranno accesso ad una modalità di ibridazione delle classi; quest’ultima permetterà di creare ad esempio Medici/Ingegneri in grado di curare mentre si difendono con le torrette o Sabotatori/Assaltatori che piazzino cariche di C4 travestiti da giocatori della squadra avversaria.
Il lungo percorso necessario per sbloccare tutte le abilità, e la grande complessità tattica offerta fanno del multiplayer di Killzone 2 un’esperienza unica nel suo genere.
Vediamo nel dettaglio le classi:

Ingegnere: Questa classe ha l’abilità di piazzare torrette difensive che attaccheranno i nemici a vista. Può inoltre ottenere la possibilità di riparare i dispenser di munizioni e le torrette.

Medico: Il medico è dotato dello stesso defibrillatore portatile visto nella campagna singolo giocatore, utile per rianimare i compagni a terra. In seguito può ottenere l’abilità di lasciare a terra dei Medikit che i compagni possono raccogliere.

Scout: Grazie ad un apposita tecnologia, lo Scout può rendersi quasi invisible ai nemici. A livelli più avanzati può guadagnare un’abilità che gli permetterà di segnare con un marker i nemici a schermo, i quali si renderanno visibili sulla minimappa per il resto della squadra.

Assaltatore: Questa classe tutta votata all’azione ha a disposizione un’armatura doppia rispetto a quella standard e, a livelli più alti, può ottenere in incremento della velocità di corsa.

Stratega: Lo Stratega è fornito di speciali granate fumogene che una volta lanciate generano un nuovo punto di spawn per tutta la squadra.

Sabotatore: Questa classe è in grado di assumere l’aspetto di un giocatore della squadra avversaria e di mantenerlo finchè non viene colpito o non apre a sua volta il fuoco.
Progredendo, potrà guadagnarsi una carica di C4 adesiva, con rilevatore di prossimità da piazzare a piacimento.

Oltre alla modalità Zona di Guerra è da segnalare la presenza di un completo Editor con 6 preset salvabili che permette ai giocatori di organizzare la propria partita ideale scegliendo quante e quali modalità inserire, la mappa designata ed il numero di giocatori.
Nel caso ci si voglia allenare in modalità offline, la modalità Skirmish si presenta come riproduzione del comparto online con i giocatori sostituiti da bot guidati dalla medesima Intelligenza Artificiale aprezzata nella campagna singolo giocatore; l’unica differenza è il numero massimo di partecipanti, fissato a 15. I medesimi bot vengono riproposti anche online per riempire gli eventuali posti vacanti nelle squadre.
Non manca una modalità Uno contro Uno a turni che chiude il cerchio e consacra il comparto multiplayer di Killzone 2 come uno dei più completi e potenzialmente longevi mai visti su Playstation 3.
Le 8 mappe a disposizione sono ispirate a livelli della campagna singolo giocatore. Le generosissime dimensioni offrono sufficiente spazio per i 32 giocatori supportati e la buona alternanza di ambienti chiusi ed aperti, unita alla natura multilivello, offre terreno fertile tanto per sperimentazioni tattiche quanto per combattimenti a viso aperto di natura più tradizionale.
Il downgrade sulla grafica non si nota troppo, data l’intelligente scelta di lasciare intatti la maggior parte degli effetti di illuminazione e particellari, alleggerendo invece sul comparto texture che influisce in maniera minore sulla visione d’insieme.

Design e comparto tecnico
La campagna singolo giocatore vi porterà con le sue 10 ore di durata attraverso un buon numero di differenti ambientazioni, tutte estremamente curate per design: si comincia con vasti ambienti industriali che caratterizzano il primo terzo dell’avventura, ma da metà in avanti la direzione artistica dà il meglio di sé: i vagoni di un treno in corsa durante una tempesta di sabbia, le rosse dune di Helghan, la piazza della capitale sono mirabili esempi di come il bozzetto sotto all’impianto poligonale conti più di ogni altra cosa.
L’eccezionale direzione artistica mostra le sue qualità anche osservando l’ispirato design dei nemici: a partire dai caratteristici occhi rossi, una licenza poetica che sacrifica il realismo in favore di un colpo d’occhio indimenticabile, e continuando con il design delle divise di chiara ispirazione nazifascista, il risultato è una caratterizzazione inedita e convincente, che dà agli Helghast un’identità propria.
Il comparto tecnico impressiona per l’eccezionale mole poligonale che caratterizza le strutture ed i personaggi, modellati sino al più piccolo dettaglio, tutto con lo scopo di creare un ambiente realistico e dinamico dove i nemici possano nascondersi e tendere imboscate da ogni direzione.
Le texture ambientali ricoprono le superfici riproducendo efficacemente una grande quantità di materiali differenti anche se si nota qua e là qualche esempio di bassa definizione, soprattutto da distanza ravvicinata. Gli effetti particellari presentano una qualità senza precedenti: ogni esplosione produce una grande quantità di fumo e frammenti che inquinano gli scenari, mentre l’onnipresente vento spazza inesorabile i campi di battaglia, portando con sé grandi quantità di sabbia e detriti.
Il livello di interazione con gli scenari si attesta su buoni livelli: il motore di gestione della fisica è attivo sulla maggior parte degli oggetti e dei dettagli che arricchiscono i livelli ed anche su alcuni elementi strutturali quali colonne e coperture metalliche. Nonostante ciò, durante la campagna singolo giocatore non ci saranno molte occasioni per apprezzare questi dettagli, mentre le lunghe sessioni multigiocatore, che si protrarranno per diverso tempo nello stesso ambiente limitato, si potrà notare con più frequenza la distruttibilità di alcune parti di scenario.
La palette di colori sbiadita e filtrata dalle grane filmiche restituisce perfettamente la sensazione di un mondo eroso ed in rovina.
A chiudere il quadro c’è un comparto d’illuminazione eccezionale che calcola in tempo reale ogni fonte di luce, dai fulmini ai lampi delle bocche da fuoco, dagli occhi rossi degli Helghast agli effetti che essa ha sull’ambiente circostante. Oltre ad essere tecnicamente impeccabile, questo comparto è stato utilizzato sapientemente a livello di design e regala scorci davvero ispirati.
Il frame-rate, generalmente saldo sui 30 Fps, è soggetto purtroppo a qualche calo nelle situazioni più affollate. Ben più fastidioso è il momento di pausa dell’immagine e del sonoro che evidenzia il caricamento di una nuova area, probabilmente imputabile all’assenza di installazione su hard disk; se così fosse, si tratta effettivamente di una scelta infelice.
Nota positiva per il sonoro: ottimo il campionamento di armi, veicoli ed esplosioni. La versione italiana è caratterizzata da un doppiaggio nella media, che non brilla per carattere interpretativo, ma fa tutto sommato il suo dovere; ottima l’idea di non doppiare il bellissimo video introduttivo, corredato invece da sottotitoli. Le musiche sono ottime e ben distribuite nel corso dell’azione, lasciando i momenti più tesi avvolti solo nel rumore degli spari e del vento.
Recensione Videogioco KILLZONE 2 scritta da ANDYMONZA La campagna singolo giocatore di Killzone 2 è un’esperienza unica. Senza ridefinire i canoni del genere, e pur nella sua assoluta linearità, essa immerge il giocatore in un contesto audiovisivo di eccezionale qualità e gli scatena contro un’Intelligenza Artificiale senza pari. Gli standard tecnici e di abilità nella direzione artistica ,settati da Guerrilla, non temono confronti, e dopo anni di attesa sappiamo di avere tra le mani un prodotto in grado finalmente di dimostrare le grandissime potenzialità dell’hardware di casa Sony.
Dispiace un po’ per l’aspetto narrativo, che soffre di personaggi eccessivamente stereotipati e di un protagonista dallo scarso carisma; buono invece il crescendo emotivo cui si assiste verso il finale.
Il comparto multigiocatore prende il meglio delle offerte della concorrenza e lo miscela con grandissima abilità; se il sistema di classi è di per sé completo e pienamente soddisfacente, la possibilità di creare delle combinazioni personalizzate è davvero unica nel suo genere; si sente indubbiamente la mancanza di una modalità cooperativa legata alla campagna singolo giocatore, purtroppo definitivamente smentita dalle recenti dichiarazioni di Guerrilla.
Come anticipato in apertura, gli anni di attesa sono giustificati dalla cura al dettaglio che il prodotto finale presenta.
Affiancandosi al recente Resistance 2, il lavoro di Guerrilla chiude il cerchio degli sparatutto su Playstation 3, siglando l'opera magna con un comparto tecnico eccezionale e un multiplayer destinato a durare molto a lungo.
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