Recensione di Call of Duty: World at War

Copertina Videogioco World at War
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Treyarch
  • Distributore:

     Activision
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1 - 18 (Multiplayer online)
  • Data uscita:

     14 Novembre 2008
- Campagna singolo giocatore coinvolgente
- Multiplayer ben strutturato
- Nazi Zombies
- Lineare
- Poco longevo in single player
- Manca un plot coeso
- Comparto tecnico non al top
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A cura di (andymonza) del
Il passaggio del testimone da Infinity Ward a Treyarch vede i campi di battaglia di Call of Duty fare nuovamente un tuffo nel passato, verso la Seconda Guerra Mondiale. L’eredità lasciata dal predecessore Modern Warfare ha senza dubbio creato ben più di una difficoltà agli sviluppatori, che si sono dovuti cimentare con il seguito di uno degli FPS meglio riusciti della scorsa stagione, soprattutto per quanto riguarda il comparto multiplayer.

The dark side of the War
Evitando di proposito gli eventi più famosi del secondo conflitto mondiale, la campagna di World at War presenta due macrosenari un po’ meno conosciuti, quali le prime fasi dell’attacco Americano al Giappone, e l’incredibile liberazione di Stalingrado da parte dell’Armata Rossa, che si spinse fino alle strade di Berlino. Avremo dunque il setting insulare del Pacifico, affascinante ed inedito, e quello urbano post bombardamenti di Stalingrado e Berlino, che sarà invece fonte di diversi deja vu.
Le storie dei due soldati che impersoneremo a turno cominciano in maniera simile, vedendoci disarmati e circondati, costretti a farci largo con fatica tra le linee nemiche. Questi incipit sofferti ci introducono ad un’atmosfera ben più oscura rispetto a quanto visto nel precedente capitolo: per quanto la sensazione di essere degli eroi e di tenere alto il morale delle truppe con le nostre imprese sia intatta, vi saranno diversi momenti in cui assisteremo all’esecuzione di prigionieri inermi, ed in qualche caso la medesima efferatezza rientrerà tra i nostri obbiettivi: è evidente l’intento degli sviluppatori di inserire un elemento critico nella loro rappresentazione del secondo conflitto mondiale, mostrandone tanto i momenti eroici quanto quelli più disumani e feroci.

War never changes
La formula proposta dagli sviluppatori californiani è la medesima vista nelle precedenti edizioni: World at War è uno sparatutto in prima persona assolutamente votato all’azione, che utilizzando ad arte gli script propone sequenze ad alto tasso di spettacolarità.
Ad aggiungere qualche novità ci pensa soprattutto il setting nelle isole del Pacifico, dove avremo a che fare con soldati kamikaze, trappole mortali e vasti bunker sotterranei da ripulire con il lanciafiamme; quest’ultimo è una gradita aggiunta all’arsenale, che alla spettacolare resa grafica aggiunge tattica e divertimento agli scontri; il carburante è infinito, e l’unica cosa da tenere d’occhio durante l’utilizzo sarà il surriscaldamento. Interessante anche la baionetta, che potrà salvarci la vita quando i pericolosissimi soldati Banzai ci aggrediranno ferocemente saltando fuori dalla vegetazione.
In generale, il setting nel Pacifico riesce pienamente a trasmettere una sensazione di minaccia costante, grazie alle continue e feroci imboscate di cui saremo bersaglio.
I livelli dedicati alle peripezie dell’Armata Rossa presentano invece un gameplay più classico, caratterizzato da scontri ravvicinati tra le rovine urbane, con un efficace crescendo emozionale che ci porterà verso il finale a combattere a fianco dei carri armati tra le strade di Berlino.
Il gameplay si mantiene sempre piuttosto lineare: In pratica si tratterà di mantenere i nemici sotto scacco quel tot di tempo sufficiente per giungere nel punto dove si attiverà il relativo script, che ci darà accesso alla successiva area, e così via.
Se da una parte gli sviluppatori si sono preoccupati di inserire moltissima azione a schermo ed un gran numero di unità, la mimesi non è sempre funzionale, ed a tratti l’incedere risulta un po’ artificioso, complici anche i muri invisibili che ci terranno strettamente ancorati all’unico binario percorribile.
Il gameplay è fortunatamente costellato di grandi momenti, tipici della serie, che variano l’offerta ludica differenziandosi dal semplice run&gun: ci ritroveremo ad esempio alla guida di un tank provvisto di lanciafiamme, all’inseguimento di un generale tedesco in una suggestiva sequenza di cecchinaggio, ed ai controlli delle cannoniere di un aereo alleato durante una spettacolare battaglia navale.

Multiplayer cooperativo
Nel complesso la campagna singolo giocatore, seppur non molto longeva, è divertente ed intensa pur nella sua linearità; voelendo rendere le cose più interessanti sarà possibile approfittare della neointrodotta modalità cooperativa, che permette a 4 giocatori di connettersi online per affrontare la campagna. Il numero dei nemici verrà aumentato contestualmente al numero di giocatori partecipanti, in modo da rendere la sfida sufficientemente impegnativa; nel caso un giocatore rimanga ferito, sarà possibile curarlo in un breve lasso di tempo con la pressione del tasto quadrato.
Interessante l’aggiunta delle Death Cards, carte collezionabili sparse per i livelli, che una volta raccolte daranno la possibilità di attivare speciali trucchi, come ad esempio una modalità in cui i nemici muoiono solo se colpiti alla testa. Per quanto il multiplayer cooperativo presenti un ranking slegato da quello competitivo, il completamento di alcune sfide (come uccidere un certo numero di nemici con una particolare arma) farà guadagnare punti esperienza validi anche per la controparte competitiva. Durante i test abbiamo non abbiamo ricontrato lag di sorta, il che conferma la cooperativa come un’ottima aggiunta al carnet di modalità.
Completamente slegata dal contesto, ma nondimeno divertentissima, è la modalità Nazi Zombies, sbloccabile a fine campagna, che metterà fino a 4 giocatori in cooperativa in una casa assaltata da armate di pericolosissimi non morti. Uccidendoli, oppure riparano le barricate e le protezioni che la casa offre, guadagneremo dei punti che ci permetteranno di sbloccare nuove armi, od aree inesplorate della casa.
Il gameplay risultante è frenetico e coinvolgente, e siamo certo che questa inusuale aggiunta piacerà molto agli appassionati.

Multiplayer competitivo
La serie Call of Duty si è sempre distinta per le eccezionali modalità multi giocatore competitivo, che con il quarto capitolo Modern Warfare hanno raggiunto lo state of the art.
Treyarch decide di non rischiare, e ripropone la medesima esperienza trasportandola sui campi della Seconda Guerra Mondiale. Intatto è il sistema di punti esperienza, che ci vedrà salire di livello kill dopo kill, così come le armi, i mirini ed i silenziatori via via sbloccabili ed i perks, abilità speciali che aggiungono una forte componente tattica alla modellazione del proprio alter ego. In partita se ne potranno infatti portare solo 4, ed occorrerà sceglierli con cura in base al nostro stile di gioco. Ritornano anche le sfide, il cui completamento porterà nuovi ferri nel nostro arsenale.
Il lavoro svolto sul bilanciamento delle armi, relativamente alla difficoltà con cui queste si rendono disponibili, risulta davvero ottimo.
L’aggiunta dei veicoli in alcune delle mappe rende gli scontri ancor più divertenti, e gradita è l’introduzione di perk specifici per l’utilizzo dei carri armati.
Sono stati aggiornati anche i bonus ottenibili effettuando kills di fila: a 5 otterremo un fuoco di mortaio, ed a 7 i temibili pastori tedeschi, che perlustreranno la mappa facendo vere stragi.
Le mappe pescano dalla campagna singolo giocatore, e propongono setting affascinanti ed un ottimo design tattico.

Comparto tecnico
Il comparto tecnico è preso di peso dal predecessore, e ad oggi appare un po’ datato soprattutto nella scarsa interattività con gli scenari, o la totale assenza di ombre dinamiche. Peraltro il livello di dettaglio è buono, e la modellazione poligonale accurata. Il comparto texture pecca quanto a definizione, ma siamo comunque su livelli discreti. Peccato per l’aliasing, evidente soprattutto in questa versione per Playstation 3. Ottime le animazioni, soprattutto quelle dei soldati nemici colpiti. Gli effetti particellari si mantengono su buoni livelli, regalando esplosioni convincenti ed elementi climatici d’atmosfera. La realizzazione dell’acqua non è delle migliori, e lascia in alcune fasi di gioco davvero a desiderare. Nonostante la quantità di unità ed azione a schermo sia tantissima, il frame rate, vero punto di forza di questo engine, si mantiene sempre su livelli elevatissimi, sia nella campagna che online.
Il comparto audio è caratterizzato da una colonna sonora eccellente, e da un’effettistica altalenate: esplosioni e rumori ambientali sono di grande qualità, ma il campionamento delle raffiche dei mitra non è sempre così convincente come vorremmo.
Recensione Videogioco CALL OF DUTY: WORLD AT WAR scritta da ANDYMONZA Nel complesso, World at War si rivela un interessante update del predecessore; l’azione a schermo è aumentata, il multiplayer reso più fresco dai veicoli e dai nuovi perks, la cooperativa diverte e funziona bene, e Nazi Zombies è un’idea folle ma graditissima.
Quello che manca a questo quinto capitolo è la stessa carica innovativa del predecessore, un comparto tecnico davvero al passo coi tempo, ed una storia intensa che tenga insieme il tutto; il plot qui manca quasi completamente, e gli eventi appaiono abbastanza slegati tra loro.
Nonostante questi difetti, Treyarch ha svolto un ottimo lavoro di update contenutistico, e gli appassionati di FPS avranno di che divertirsi per molti mesi a venire.
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