Recensione di Need for Speed Undercover

Copertina Videogioco NFS Undercover
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Guida
  • Sviluppatore:

     EA black Box
  • Distributore:

     Electronic arts
  • Lingua:

     Italiano, inglese
  • Giocatori:

     1-?
  • Data uscita:

     20 novembre PC, PS3, XBox 360, Wii, iOS, NDS
- Inseguimenti sempre emozionanti
- Vasto parco macchine curato nel dettaglio
- Diverse tipologie di missioni...
- Gare immediatamente accessibili
- Free roaming inutilizzato
- Intelligenza avversaria scarsa
- ... ma non sempre riuscite
- Frame rate instabile
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A cura di (AP) del
Videoludicamente parlando, ci sono alcuni avvenimenti che fanno alzare l’adrenalina del giocatore medio. Tra questi è possibile inserire le fughe in auto che, complice anche il media cinematografico, hanno sempre avuto un fascino particolare sui patiti dell’azione e delle belle macchine. L’esponente più famoso e con più capitoli alle spalle per quanto riguarda la (per nulla) nobile arte della fuga dalle forze dell’ordine è Need for Speed, saga storica che dalle sue origini ci ha fatto infrangere i limiti di velocità grazie ai bolidi che ha sempre messo a disposizione. Se da un po’ di anni questa pratica è stata messa da parte per privilegiare prima il tuning più sfrenato di Carbon, già visto dei due Underground, e poi nel deludente Pro Street. Si torna così al concept che fu l’ultima volta di Most Wanted e alle vecchie e care fughe. Ma sarà davvero un ritorno alle origini o solo l'ultima fermata prima del capolinea?

Bisogno di velocità
In Need for Speed Undercover impersonerete poliziotto che, per portare a termine la missione affidatagli dal comando, dovrà entrare sotto copertura nelle grazie di malviventi che vivono solo di furti d’auto e di corse clandestine. Ovviamente, come nella più classica delle trame hollywoodiane, dovrete dimostrare il vostro valore al volante in gare che si svolgeranno su strade cittadine. L’incipit vi vedrà immediatamente fuggire da alcune auto della polizia e vi introdurrà subito al gameplay semplice e frenetico che ha sempre caratterizzato le saga di EA. Dopo la presentazione vi troverete per le strade di Tri City, mentre un'icona che indica la freccia in giù della croce direzionale vi invita a premere questo tasto. Facendolo partirà un caricamento che vi introdurrà immediatamente nella gara a voi più vicina senza il bisogno di doverla raggiungere sulla mappa come invece avveniva a suo tempo in Burnout Paradise.
Le gare a cui potrete prendere parte inizialmente potranno essere su un circuito chiuso formato da almeno due giri, in cui dovrete andare da un punto A ad uno B o sfidarvi in autostrada dove, in un determinato lasso di tempo, dovrete superare il traffico cercando di lasciarvi dietro il vostro avversario. A queste tipologie se ne aggiungeranno altre decisamente più a tema che vi chiederanno, per esempio, di consegnare un’auto che scotta al suo proprietario, con conseguente inseguimento da parte delle forze dell’ordine, o di attaccare direttamente le auto della polizia mettendone fuori combattimento un determinato numero. Non mancheranno infine inseguimenti tra voi e i delinquenti a cui state dando la caccia che si risolveranno solo quando sarete riusciti a distruggere la loro auto.
Fin dalla sua presentazione è stato dato molto rilievo alla dimensione della mappa di gioco. Tri City è, infatti, particolarmente vasta; all’inizio però potrete correre solo in una determinata zona e solo in seguito vi verranno aperte altre zone e nuove gare. Con i soldi che guadagnerete potrete acquistare modifiche per il vostro bolide o acquistarne uno totalmente nuovo presso i diversi negozi sparsi per la città.
Le modifiche che potrete apportare saranno principalmente estetiche e l’influenza di un alettone rispetto ad un altro non incide assolutamente sulla manovrabilità della vettura. Per ottenere questo effetto dovrete acquistare kit dedicati, che a scelta aumenteranno alcune caratteristiche quali accelerazione, velocità massima e, appunto, tenuta di strada. Avrete poi la possibilità di utilizzare alcune manovre evasive unite a particolari effetti slow motion che vi faciliteranno il compito quando vorrete sgusciare tra due o più auto durante inseguimenti a rotta di collo.

Essere o non essere un free roaming
Se dalle prime battute ci si sente immersi in una città particolarmente vasta, tutto il lavoro svolto per farci gironzolare per la città viene purtroppo inficiato da alcune scelte di fondo.
Nel paragrafo precedente abbiamo fatto cenno al sistema di Burnout Paradise in cui per svolgere una determinata gara occorre raggiungere un particolare punto della mappa. Se da un lato questo continuo spostarsi portava il giocatore a percorrere spesso le stesse strade, dall’altro obbligava il giocatore ad imparare a muoversi per Paradise City, soprattutto in vista delle gare totalmente libere che non chiudevano mai il giocatore all’interno di una strada contornata da barriere invalicabili. Questa struttura risultava per certi giocatori eccessivamente libera, premiava l’esplorazione regalando una città piena di scorciatoie e salti e viva come non mai. In NFSU, purtroppo, tutto ciò è assente e le generose dimensioni della città sono fini a se stesse. Non ci sarà nulla da cercare, nemmeno i negozi. Tutto sarà sempre visibile sul vostro GPS e non esiste un motivo utile ai fini del gameplay per esplorare la città. Ciò influisce negativamente sull’elemento free roaming a cui il titolo EA ambiva, che in questo caso diventa accessorio e soltanto accennato, non fornendo al giocatore nessuna motivazione per essere apprezzato. Appena si completa una gara o una missione si viene invogliati a ripremere il tasto per partecipare alla competizione successiva, ovunque essa si trovi.
Per fortuna non tutto il lavoro svolto da Black Box si rivela mediocre e, se da un lato l’intelligenza artificiale degli avversari non si rivela particolarmente agguerrita, dall’altro quella dei tutori dell’ordine garantisce una buona dose di divertimento grazie ai posti di blocco e alla guida spericolata di alcune volanti che a volte finiranno addirittura fuoristrada aumentando lo spettacolo e l’adrenalina. Saranno poi presenti anche alcune trappole che, se colpite, faranno crollare qualcosa o metteranno in moto un evento capace di fermare, a volte solo temporaneamente, i vostri inseguitori. Solo in questi frangenti si può godere della libertà offerta da Tri City e dalle sue strade.
Il comparto multiplayer non è molto sviluppato, ma permette di apprezzare sia le classiche gare che una divertente variante di guardie e ladri in cui ci si divide in due squadre e mentre alcuni cercheranno di scappare con il bottino, gli altri ce la metteranno tutta per fermarli. Tutto si svolge piuttosto bene e sono rari i casi di lag o di eventuali disconnessioni.

Saltuari ingolfamenti
I problemi riscontrati nel gameplay purtroppo non sono gli unici che affliggono questa produzione. Il lato grafico non si dimostra mai particolarmente pulito a causa di texture un po’ piatte e di una modellazione poligonale della città che finisce per assomigliarsi un po’ troppo senza tra l’altro mai spiccare per qualità e conformazione del territorio. Le uniche cose che si muoveranno in città saranno le auto. La metropoli è completamente deserta e il traffico rappresenta un vero ostacolo solo in eventi creati ad hoc come le succitate sfide in autostrada. Inoltre le modellazione delle auto incontrate nel traffico cittadino non brilla né per varietà, né per dettaglio grafico. Le vostre auto, invece, sono davvero ben fatte e possono godere di ombre dinamiche e rifrazioni sulla carrozzeria notevoli. Grazie alle modifiche estetiche e all’avanzare della storia potrete costruire vetture sempre più estreme che purtroppo, però, vi sembreranno fuori luogo in un ambientazione scialba e senza spunti particolari. Il più grande difetto rimane comunuque il frame rate che, anche in situazioni non particolarmente affollate, mostra incertezze che vanno ad inficiare negativamente un reparto grafico già non particolarmente allettante.
Discorso a parte merita invece il comparto audio, caratterizzato da rombi dei motori potenti e aggressivi che, insieme ad una colonna sonora piuttosto ricca, si dimostra decisamente ben realizzato.
I diversi filmati che vanno a raccontare la vostra vita sotto copertura sono girati con attori in carne ed ossa e riescono a ricreare piuttosto bene l’atmosfera desiderata. Buono il doppiaggio in italiano.
A causa di un gameplay che non offre molto altro se non sfide e gare, privandoci del fascino di un free roaming “utile”, la longevità non è particolarmente alta e una volta finito difficilmente lo reinserirete nello slot-in della vostra PS3.
Recensione Videogioco NEED FOR SPEED UNDERCOVER scritta da AP Dispiace constatare che, anche quest’anno, il nostro bisogno di velocità non sarà totalmente soddisfatto. Questa volta sono tornate le auto della polizia, è tornato un impianto free roaming piuttosto vasto, ma non è tornato il divertimento che alcuni capitoli precedenti offrivano a piene mani. NfS Undercover si perde nel tentativo di accontentare il giocatore agevolandolo nell’iniziare le gare, ma senza offrire spunti che lo invoglino a non farlo. Gironzolare alla ricerca di negozi, officine o quant’altro, per puro divertimento e per il piacere della scoperta, dovrebbe essere parte integrante di un progetto come questo, ma purtroppo tutto ciò è assente. Aggiungete un frame rate incostante e avrete un titolo che diverte solo durante gli inseguimenti della polizia, a bordo di auto provenienti da una lista davvero variegata e completa.
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