Recensione di 007 Quantum of Solace

Copertina Videogioco James Bond QoS
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Treyarch
  • Distributore:

     Activision
  • Lingua:

     Completamente Italiano
  • Giocatori:

     1
  • Data uscita:

     31 ottobre 2008
- Due film riuniti in un solo gioco
- Atmosfera perfettamente ricreata
- Buona modalità multiplayer
- Gameplay discretamente convincente
- Longevità limitata in single player
- Troppo scriptato
- Ambientazioni poco aperte
- Comparto tecnico non esaltante
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A cura di (AP) del
La celluloide tende a rendere alcuni personaggi immortali. Prendiamo 007, durante la sua pluriennale carriera ha sventato operazioni criminali di ogni tipo, viaggiato per il globo, conosciuto bellezze mozzafiato, guidato macchine super accessoriate e bevuto parecchi vodka martini. Sono cambiati gli attori che l’hanno interpretato, ma nonostante tutto la sua età è rimasta quasi sempre la stessa, ringiovanendo addirittura in alcuni casi. Dopo venti film, il passaggio del testimone è giunto a Daniel Craig, primo James Bond biondo della serie che con Casino Royale ha rinverdito il curriculum dell’agente segreto con licenza di uccidere mostrandolo molto più umano rispetto alle precedenti apparizioni. Grazie ad un finale particolarmente aperto di quest’ultimo lungometraggio, con Quantum of Solace assistiamo al primo vero sequel della saga bondiana, facendoci riprendere le fila della storia dal punto in cui si era interrotta. Dopo aver così felicemente ridato vita ad una serie che, nonostante un vasto numero di appassionati, sembrava riproporsi all’infinito, non poteva mancare la trasposizione videoludica.
Per venire incontro alla natura di sequel, si è deciso di proporre al giocatore la storia di entrambe le pellicole, inserendo le sezioni di Casinò Royale come un lungo flashback vivibile ad un certo punto del plot. Se questo mix di film può sembrare strano, per quanto gradito, scoprite con noi cos’altro viene shakerato e non mescolato nel gameplay di questo particolare tie-in.

In viaggio per mezzo mondo
Come in ogni film della saga, vi troverete immediatamente in una zona calda, dove i proiettili fischiano e la licenza di uccidere diventa una necessità. Chi ha visionato Casino Royale, ricorderà il finale ambientato in una villa sul lago di Como. Qui è esattamente dove inizierete a prendere confidenza con i comandi e dove vi verranno presto spiegate le mosse necessarie per sopravvivere. La prima con cui farete amicizia sarà senza dubbio adibita al tasto X e capace di farvi accucciare dietro un riparo. Appena vi nasconderete dai proiettili nemici, assisterete al tanto nominato passaggio da prima a terza persona. La telecamera riprenderà dall’esterno il modello poligonale della spia britannica. Da qui poi potrete rispondere al fuoco uscendo allo scoperto o sparando alla cieca come il buon caro Gears of War ci insegnò tempo orsono. Una volta eliminati i cattivi potrete avanzare per il vostro livello fino al prossimo acceso altro scontro a fuoco. Per donare un po’ di dinamicità a tutto ciò, per gli stage saranno disseminati più o meno elementi esplosivi, capaci di eliminare gli avversari meno attenti in un solo grande botto.
Il passaggio tra la prima e la terza persona avviene anche quando affronterete un normale nemico in corpo a corpo. Arrivando vicino al vostro avversario e premendo il pulsante R3 sotto la levetta destra, visualizzerete un breve quick time event, ossia dovrete premere velocemente il tasto indicato per mettere ko il vostro nemico senza spreco di colpi e soprattutto senza far rumore. In questo caso il modello poligonale di Daniel Craig dimostra la sua qualità e mostra delle mosse di atterramento viste al cinema piuttosto coreografiche. Già dal primo livello vi accorgerete che non saranno comunque questi gli unici spunti spettacolari di cui è infarcita questa produzione.
Gli avvenimenti, gli scontri a fuoco e anche il semplice proseguire per un qualunque livello sono stati studiati per rendere spettacolari al massimo ognuna di queste caratteristiche. Il voler ricreare il più fedelmente possibile l’atmosfera che permea i film di questo inossidabile personaggio, ha purtroppo anche un retro della medaglia. Tutto quello che avviene in game è scriptato e i livelli per i quali vi muoverete saranno particolarmente lineari e non vi verrà mai lasciata la libertà di prendere un percorso diverso da quello scelto dagli sviluppatori. Se ad un primo passaggio non ci si rende conto di questo limite grazie alla baraonda che si scatena su schermo, morire e dover poi rifare un pezzo, farà balzare all’occhio di un giocatore attento il ripetersi delle stesse identiche situazioni. Da ciò ne viene fuori un’intelligenza nemica capace di sorprendere in determinati frangenti, ma limitata dalla progettazione dei livelli che raramente permettono loro di muoversi in modo da coglierci di sorpresa.
In una situazione come questa in cui in giocatore deve avanzare, vincere una sparatoria, avanzare, il titolo Activision introduce alcune varianti come per esempio fasi di cecchinaggio, fughe tra le fiamme, fasi stealth e altre più tipicamente platform in qui dovrete stare in equilibrio su delle travi. Queste variazioni rendono meno stancante Quantum of Solace regalando alcuni freschi momenti di pausa tra un conflitto a fuoco ed un altro.
Il film uscito ora nei cinema risulta essere il più breve tra tutti quelli fin’ora usciti e purtroppo sebbene il gioco riproponga sequenze prese di peso anche da Casino Royale, la durata complessiva della modalità in singolo non appare particolarmente longeva nonostante i quattro diversi livelli di difficoltà siano tutti disponibili fin dall’inizio. Se da un lato infatti avremo delle energie che si svuoteranno molto rapidamente, dall’altro un sistema di rigenerazione rapidissimo, dei ripari indistruttibili ed un sistema di checkpoint particolarmente permissivo, vi faciliteranno molto il compito. Se fino a questo punto il pericolosissimo paragone con il caro vecchio Goldeneye, vede ancora pendere prepotentemente l’ago della bilancia verso questo meraviglioso classico, come sarà andata la sfida sul lato multiplayer?

E’ apparso nei bagni!
Per quanti di voi non abbiano mai giocato su Nintendo 64 al titolo appena menzionato, la citazione che da il titolo a questo paragrafo apparirà particolarmente ermetica. In pratica in una vecchia ambientazione di Goldeneye c’era la possibilità di ottenere un respawn da una grata di ventilazione che dava su un bagno di un’arena multiplayer. Non appena qualcuno veniva fatto riapparire in questo condotto, sistematicamente iniziava una festa che si concludeva con una sparatoria epocale in pochi metri quadrati condita di urla, schiamazzi e risate. Le arene e soprattutto le molte modalità disponibili rendevano il multiplayer di Goldeneye particolarmente ricco rappresentando all’epoca quanto di meglio si potesse chiedere su console.
I tempi da allora sono molto cambiati ed eliminato ogni tipo di split screen, ormai le sparatorie tra amici si svolgono in rete. Ebbene, sotto questo punto di vista Quantum of Solace stupisce e diverte, molto più che in single player grazie ad arene ricavate dai livelli del gioco in singolo, ma soprattutto per via di alcune modalità originali e ben congeniate. Oltre ad i classici deathmatch singoli o a squadre qui chiamati “Conflitto” e ad una sorta di cattura la bandiera, abbiamo “L’uomo dalla pistola d’oro” in cui la suddetta arma, una volta recuperata permette di uccidere chiunque con un sol colpo, oppure “Bond contro” in cui un solo personaggio scelto diventa Bond, ossia l’unico capace di disarmare delle bombe e ottenere così punti, mentre tutti gli altri cercheranno di scovarlo ed eliminarlo per prendere il suo posto. Simpatica anche la modalità “Evasione” in cui un giocatore impersona la spia britannica cercando di raggiungere il punto d’estrazione, mentre altri giocatori cercano di difenderlo dagli attacchi della squadra avversaria. In alcune di queste modalità il numero di giocatori è di otto partecipanti, mentre in altri casi (soprattutto per le sfide a squadre) il numero aumenta a dodici. Interessante il miglioramento del proprio personaggio tramite degli upgrade delle armi e all’aumento della salute fisica, con una componente simile a quanto apprezzato in molti ultimi sparatutto online.

Uno smoking non perfettamente stirato
Per mettere in scena le rocambolesche avventure bondiane qui rappresentate, si è scelto di utilizzare il motore grafico di un veterano pluripremiato come Call of Duty 4. La missione, occorre dirla fin da subito non è perfettamente riuscita, soprattutto sulla console Sony, che deve contare su alcune textures meno pulite di quanto ammirato in casa Microsoft. Se il modello poligone del protagonista appare convincente, tutti gli altri non sono decisamente all’altezza e soprattutto nel caso dei nemici, vi capiterà troppo spesso di sparare ad avversari clonati tra loro. La riproduzioni di alcune ambientazioni convince più di altre e se da un lato abbiamo il livello che fa da apertura a Casino Royale discretamente dettagliato e piacevole da giocare, dall’altro abbiamo le insipide e noiose grotte che lo precedono. Discrete le esplosioni, soprattutto quando accompagnate da un cinematografico effetto rallentato, ma gli script del livello lo rendono modificabile solo come preventivamente pensato e non a discrezione del giocatore. Il comparto sonoro può vantare il doppiaggio fatto dagli stessi doppiatori della pellicola aumentando il legame tra questi due media, ma gli effetti sonori sono piuttosto classici. Buone le musiche che si rifanno a remix più o meno riusciti del celeberrimo tema con alcune belle trovate come il brano di musica lirica all’interno di un particolare teatro. Questo discreto comparto tecnico purtroppo subisce un ulteriore calo in occasione delle partite multiplayer rendendole giocabili e divertenti ma abbassando ancora il parametro grafico.
In definitiva un buon prodotto, ma che non raggiunge le vette d'eccellenza cui tutti speravano.
Recensione Videogioco 007 QUANTUM OF SOLACE scritta da AP Quantum of Solace è un gioco su licenza molto furbo: ammicca al giocatore proponendo situazioni altamente spettacolari grazie a script preconfezionati che creano un'atmosfera davvero bondiana, pur negando la possibilità di interpretare personalmente un livello. A volte sembra di essere davvero sul set del film per cui se una cosa va storta la si può ripetere fino al suo superamento. Il comparto tecnico affascina ma non stupisce più di tanto a causa di alcune textures non perfettamente riuscite, mentre la longevità risente della natura del gioco che, una volta finito, difficilmente riprenderete in mano. Nonostante ciò quest'ultima avventura del nostro James diverte. Lo fa senza voler concorrere con mostri sacri del genere e con la semplice ambizione di guidarvi per mano dall'inizio alla fine, passando per innumerevoli ma mai irritanti scontri a fuoco ed occasionali minigiochi. Se vi avvicinerete a questo titolo con le stesse aspettative con cui andreste a vedere il film al cinema difficilmente resterete delusi, ma se cercate qualcosa di profondo e impegnativo, volgete pure il vostro sguardo altrove.
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