Recensione di Brothers in Arms: Hell's Highway

Copertina Videogioco Hell's Highway
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     GearBox Software
  • Data uscita:

     25 Settembre 2008
- Mappe estese e ben caratterizzate
- Campagna principale lunga e coinvolgente
- Buon comparto grafico
- Doppiaggio all’altezza
- IA migliorabile
- Multiplayer scarno
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A cura di (Spetz) del
La Seconda Guerra Mondiale ritorna protagonista con questo nuovo episodio della serie Brothers In Arms, in grado, come già in passato i suoi predecessori, di narrare attraverso gli occhi di alcuni giovani soldati americani i fondamentali mesi conclusivi del conflitto mondiale, caratterizzati da tanti successi ma allo stesso tempo da brucianti sconfitte e numerose perdite. Tra queste la famosa Operazione Market-Garden, iniziata il 17 Settembre 1944 e che avrebbe dovuto garantire, attraverso la conquista dell’Olanda e il successivo sfondamento del fronte sul Reno, la ritirata decisiva dei contingenti nazisti, permettendo in tal modo una rapida conclusione del conflitto già entro la fine di quello stesso anno. Come sappiamo le cose andarono diversamente, la spedizione si rivelò un insuccesso e l’epilogo fu più lungo e sofferto di quanto pronosticato, in particolare dal comandante delle forze britanniche Montgomery.
In questo contesto di estrema crisi la storia del sergente Matt Baker e della sua squadra si arricchisce di un nuovo tassello. Ritornano i compagni sopravvissuti ai difficili giorni dello sbarco in Normandia e soprattutto continuano le difficoltà e i sensi di colpa del protagonista, il quale suo malgrado deve fare i conti con mezze verità, brutti ricordi e la perdita di compagni e amici sul campo di battaglia.

Una divisione sotto la propria responsabilità
Intendendo narrare le sensazioni vissute dai soldati sul campo, il gioco si alterna tra le fasi di battaglia ed efficaci intermezzi filmati che mettono in connessione il presente dei protagonisti con le vicende vissute negli ultimi mesi, permettendo al giocatore di recuperare gli avvenimenti passati con l’aiuto di alcuni flashback e rinnovare i sentimenti vissuti in primis da Baker ma anche dai ragazzi sotto la sua responsabilità.
Il gameplay si adatta al ruolo ricoperto dal personaggio che si deve controllare e quindi non si dovrà esclusivamente pensare a come muoversi sul campo, ma anche come gestire i movimenti dei propri compagni, indirizzarli verso coperture idonee, sfruttarli per poter aprire un varco e attaccare i nemici a sorpresa dai fianchi e in definitiva cercare di mantenerli in vita per garantire il buon esito di ogni operazione.
In questo nuovo capitolo le applicazioni delle meccaniche legate ai movimenti di squadra sono state ulteriormente migliorate rispetto al passato e in questo caso il giocatore avrà una maggior libertà d’azione nel cercare il modo più idoneo per eliminare ogni resistenza e avanzare verso il presidio successivo. Non ci sarà una via univoca per sopraffare le linee nemiche, semplicemente si dovranno utilizzare tutti i mezzi a propria disposizione. In ogni missione si avrà la gestione di due piccole squadre, ciascuna formata da tre soldati e adibita a differenti funzioni. Mentre la squadra MG e quella di soppressione godono di una maggiore potenza di fuoco, le unità di assalto sono più agili e possono essere utili anche per operare incursioni fulminee ed efficaci. Talvolta si avrà il supporto della squadra Bazooka, utile per eliminare le coperture più instabili come casse e staccionate di legno o trincee ricavate con i canonici sacchi di sabbia accatastati, oltre che per eliminare le temibili postazioni 88. Tramite la pressione del tasto cerchio sarà possibile selezionare la squadra cui si intende impartire ordini, mentre attraverso il tasto L2 si indicheranno i ripari dietro ai quali andarsi a schierare, gli obbiettivi da abbattere o in alternativa si richiederà fuoco di copertura per tenere impegnate le compagini nemiche mentre si cerca di aggirarle.
Inevitabilmente questa struttura di gioco deve essere padroneggiata per poter dare i suoi frutti, pertanto servirà un po’ di ambientamento per assumere un minimo di confidenza con il sistema di controllo. Tutti gli elementi sanno amalgamarsi tra loro piuttosto bene, anche se talvolta si vengono a creare alcune situazioni di scomodità legate alla funzione di comando. Capiterà di voler attaccare un’unità nemica, ma se le proprie truppe non sono disposte a dovere o se non si seleziona con precisione tramite l’apposito puntatore l’area interessata, i soldati partiranno di corsa verso il punto loro indicato, facendosi inevitabilmente falciare dal fuoco nemico.
Le mappe sono uno degli aspetti più interessanti del titolo, in primo luogo grazie alla grande quantità di ripari che vengono offerti e alle possibili soluzioni tattiche adottabili. Come in passato la riproduzione dei luoghi che si attraversano è stata fatta con dovizia di particolari, e anche la varietà delle location rende appagante l’intero svolgimento della campagna, che si alterna tra incursioni all’aperto, sia in ambienti cittadini che campestri, fasi di esplorazione e ripulitura di alcuni edifici e persino alcune incursioni a bordo di un carro armato. Il sistema di copertura tramite la pressione del tasto L1 funziona discretamente bene, permettendo di avere costantemente sotto controllo la situazione e assecondando al contempo la natura tattica che caratterizza l’intero svolgimento della campagna principale. Ben costruito anche il sistema di puntamento, affidato alla pressione della levetta analogica destra e variabile in base al tipo di arma che si sta utilizzando e alla sua portata di fuoco.
L’intelligenza artificiale dei soldati nemici si attesta su medi livelli. Se si deciderà di avanzare in modo spregiudicato le truppe naziste cercheranno di ripiegare mantenendosi comunque vicine e dietro a coperture sicure. Tuttavia mentre nelle fasi all’interno degli edifici è più difficile cogliere di sorpresa le vedette, negli spazi aperti difficilmente le truppe stanziate alle spalle di un riparo noteranno la vostra incursione laterale e sarà piuttosto semplice sbarazzarsene. Lo stesso discorso può essere fatto relativamente alle offensive, non capiterà infatti molto spesso di vedere la linea nemica avanzare, al contrario gli avversari si limiteranno per lo più a rispondere al fuoco e a mantenere la propria linea difensiva.

Multiplayer monocorde
La componente online rappresenta tutto sommato l’handicap più evidente del gioco, non solo a livello tecnico, dal momento che l’azione si dispiega con una discreta fluidità ma il comparto grafico viene ridimensionato in modo abbastanza evidente, quanto per la penuria di modalità e alternative possibili, che inevitabilmente rende poco appagante scontrarsi con il resto della community. Gli sviluppatori hanno infatti deciso di implementare il solo Deathmatch a squadre con due team di dieci membri ciascuno ad alternarsi nell’attività di attacco e di difesa di una determinata mappa. Prima di entrare in campo si verrà assegnati ad una specifica categoria, tra cui il fuciliere, lo specialista e il pilota di carro armato, con la possibilità di scegliere l’arma che si preferisce tra alcune disponibili. Le mappe in totale sono sei e di dimensioni notevolmente più ridotte rispetto all’esperienza single-player.

Comparto Tecnico
Il titolo sfrutta a dovere le potenzialità offerte dall’Unreal Engine, garantendo un’esperienza più che buona a livello visivo. Le mappe di gioco sono molto curate, estese come superficie ma ricche di oggetti, alcuni anche distruttibili come ad esempio le staccionate e le casse di legno, o ancora le postazioni per le mitragliatrici. Gli effetti particellari sono curati così come gli shader dell’acqua e gli effetti volumetrici del fumo che si alza dagli edifici in fiamme o dalle postazioni militari distrutte.
I personaggi sono piuttosto dettagliati e caratterizzati fisicamente, peccato per un eccessivo immobilismo a livello espressivo che talvolta non rende giustizia alle drammatiche situazioni che vengono vissute nel corso del plot narrativo.
Il comparto audio si è dimostrato di ottima fattura, con alcune tracce musicali molto efficaci, tra cui anche quella che fa da sottofondo al menù iniziale di gioco. Anche tutti i suoni legati al campo di battaglia sono resi estremamente bene e sanno creare il giusto livello di pathos e coinvolgimento. Una menzione anche per il doppiaggio completamente in italiano, di buon livello e in grado di sopperire alla poca espressività dei personaggi di cui abbiamo parlato poco sopra.
Recensione Videogioco BROTHERS IN ARMS: HELL'S HIGHWAY scritta da SPETZ Hell’s Highway rinnova un franchise ormai affermato riuscendo ancora una volta nell’intento di portare davanti al televisore un’avventura interattiva di grande spessore, che ripercorra in maniera fedele fatti accaduti realmente, storie di uomini che loro malgrado hanno contribuito a scrivere un pezzo di storia del ‘900.
Peraltro il multiplayer si dimostra la vera pecca del gioco a causa di una sola modalità selezionabile e di un forte dislivello visivo rispetto all’esperienza individuale. La longevità della campagna principale è comunque buona attestandosi decisamente sopra la media per il genere.
La vastità delle mappe e il grande realismo dettato dalle tattiche sfruttabili in battaglia rendono questo titolo di sicuro interesse per tutti gli appassionati del genere FPS, che intendano variare sul tema godendo di un’esperienza tattica e di una vicenda più articolata della media a fare da sfondo.
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