Recensione di PixelJunk Eden

Copertina Videogioco Pixelhunk Eden
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Puzzle game
  • Sviluppatore:

     Q Games
  • Costo:

     € 8,00
  • Data uscita:

     Disponibile dal 31 luglio 2008 (PSN) - 2 febbraio 2012 (Steam)
- Innovativo e coinvolgente...
- Stile grafico affascinante
- A tratti ipnotico
- ...ma a volte ostico
- Non adatto a tutti
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A cura di (Zephiro) del
Dopo averci deliziato con vere e proprie piccole gemme videoludiche quali Racers e Monsters, ecco rispuntare nel panorama del PlayStation Network, l’ultima fatica partorita dalle menti geniali e stravaganti di Q-Games. Come per gli altri capitoli della serie, il nostro compito, in questo terzo episodio, sarà piuttosto semplice inizialmente, ma diverrà molto arduo lungo il corso del gioco. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

La dura vita di un Grimp
A volte sembra incredibile come certi giochi si presentino quasi di soppiatto e riescano poi a rubare grosse fette del nostro tempo libero. PixelJunk Eden, non fa eccezione. L’idea alla base è piuttosto semplice: nei panni di una creatura chiamata Grimp, avrete il compito di far fiorire il vostro giardino mistico per poter raggiungere gli Spettri, entità che popolano il vostro piccolo paradiso e che vi permetteranno di avanzare di livello. Per poter riuscire nello scopo, avrete bisogno di raccogliere il polline trasportato da alcuni esserini che, al contatto con voi o col vostro filo di seta, rilasceranno. Nonostante ci siano altre piccole varianti, il concept del gioco è tutto qua: raccogliere polline a sufficienza per far sbocciare diversi fiori sparsi un po’ ovunque lungo i livelli, fino a raggiungere il numero di Spettri prefissato entro un limite di tempo. Anche se a prima vista potrà sembrare insolito e poco edificante, ben presto diverrete schiavi di un gameplay straordinariamente innovativo ed ipnotico come pochi e vi troverete catapultati nel meraviglioso mondo di Eden.

Un filo per domarli tutti
Come detto in precedenza, nelle vesti del Grimp dovremo racimolare quanto più polline possibile, fino a far sbocciare i fiori che permetteranno di raggiungere gli Spettri entro il limite di tempo stabilito. I livelli, inizialmente poco densi, si complicheranno non poco nel corso del gioco. Andando avanti, infatti, avrete a che fare con giardini sempre più folti, nemici di varie tipologie, con Spettri nascosti nei luoghi più impensati, ma soprattutto con un numero sempre maggiore di zone da raggiungere. Ogni giardino prevede diversi livelli in relazione al numero di Spettri, per un totale complessivo di circa cinquanta aree.
Il fulcro della giocabilità di Eden è affidato all’utilizzo del filo di seta. Grande cura è stata riposta, infatti, dagli sviluppatori, per dotare il titolo di una fisica davvero appagante, sebbene volutamente esagerata. Appeso al filo, il Grimp può oscillare, roteare, riavvolgersi e lanciarsi in aria in acrobazie strepitose e spericolate per agganciare una piattaforma di supporto. Anche se a primo impatto, il titolo appare piuttosto semplicistico, ben presto il suo lato puzzlegame emerge, costringendovi a rincorrere porzioni sempre più vaste di scenario alla ricerca di Spettri, bonus di tempo o polline. Il mix di piattaforme di generi risulta ben congegnato ed avvincente al punto di portare il giocatore al classico “un altro livello e poi smetto”.
Una volta lanciati nel vuoto, lascerete dietro di voi un filo sottile che andrà a catturare qualunque cosa toccherà, sia esso polline o creature di vario tipo. Con lo stick destro è possibile imprimere una rotazione al Grimp per poter così raccogliere tutto il polline attorno. Per complicare ulteriormente le cose però, ovviamente il filo è non ha durata illimitata e dopo pochi giri potrà spezzarsi, costringendovi a dosare al meglio il tempo di rotazione per non cadere nel vuoto.

Realizzazione tecnica
Fin dai primi istanti di gioco verrete catturati dall’atmosfera innovativa e del tutto originale che si respira in Eden, non esiste, infatti, un particolare che sia stato trascurato. La grafica risulta essere semplicistica ma non banale, con uno stile davvero unico, che a tratti ricorda vagamente la serie Patapon. I colori tenui, il 2D in alta risoluzione, e la complessa struttura dei giardini, donano al titolo un alone di magia, trasportando il giocatore in un universo davvero atipico, creando una strana sensazione di appartenenza. Non mancano gli effetti speciali, come il cambio di colore dell’intero livello al raggiungimento di uno Spettro.
Il sonoro risulta, se possibile, ancora migliore dell’aspetto visivo. Una melodia di sottofondo incalzante, dal gusto un po’ new-age, vi condurrà lungo i vari livelli senza mai calare di intensità o risultare stancante. Gli effetti sonori, seppur minimi sono perfettamente adatti e non invasivi, per un esperienza audiovisiva, nel complesso, davvero appagante.
Oltre ad una scelta stilistica davvero azzeccata, il lato strettamente tecnico del titolo si fa apprezzare quando si comincia ad interagire con l’ambiente circostante, ovvero con piante, rocce, ostacoli, steli ed altro ancora. La fisica alla base di Eden, infatti, proietta il Grimp in una realtà molto familiare, in cui è possibile saggiare le leggi che regolano il mondo. Ogni cosa, infatti, potrà essere soggetta alle nostre oscillazioni e rotazioni, andando a creare una miriade di possibilità oltre che un elevato tasso di realismo, in un gioco che di realistico non ha praticamente nulla. Questa sensazione di familiarità con il mondo esterno viene in aiuto nelle fasi più concitate del gioco, in cui volteggiare, appendersi o lanciarsi n cerca di appigli in tempi brevi, rappresenteranno la via migliore per il completamente del livello.


Oltre al single player descritto in precedenza, avrete a disposizione un discreto multiplayer attraverso il quale si uniranno altri Grimp per portare a termine il livello. La struttura di gioco resterà immutata, tuttavia occorrerà fare attenzione alle interazioni fra gli stessi Grimp, non di rado potrà capitare di urtare per sbaglio il proprio compagno e farlo precipitare nel vuoto, con conseguente perdita di tempo prezioso. In particolare, qualora un amico uscirà fuori dallo schermo per più di due secondi, il totale del polline accumulato si dimezzerà. Sebbene non rappresenti nulla di sconvolgente, i livelli affrontati in multiplayer sapranno garantirvi un ottima dose di divertimento.
Particolarmente innovativa risulta essere la possibilità di poter registrare un video della durata massima di dieci minuti, e poi salvarlo direttamente sull’ hard disk o farne l’upload su youtube, anche se in fin dei conti non ha una sua vera e propria utilità, si tratta di una feature piuttosto simpatica.
Recensione Videogioco PIXELJUNK EDEN scritta da ZEPHIRO Con la sua ventata di freschezza, e grazie ad un sistema di gioco capace di mescolare sapientemente diversi generi creando un mix unico ed irresistibile, Q-Games conferma di essere un ottimo sviluppatore regalando al PSN un’altra perla dopo i precedenti successi riscossi con Racer e Monster. Come da tradizione PixelJunk, il gioco parte in modo semplice, salvo poi toccare punte di difficoltà elevate nelle fasi avanzate. Mettersi nei panni di un Grimp non è mai stato più divertente, e mai avremmo pensato che il concept potesse trascinarci tanto in profondità. Un gameplay particolarmente intuitivo, ma mai banale, unito ad un comparto tecnico davvero notevole e curato, fanno di questo Pixel Junk Eden l’ennesimo capolavoro targato Q-Games. Non sarà un gioco per tutti poiché richiede una certa dose di pazienza (soprattutto nei livelli avanzati), ma se padroneggiato a dovere saprà regalarvi ore di divertimento in un mondo gradevole e mai stancante. Se a questo aggiungiamo inoltre le possibilità offerte dalla registrazione video e dal multiplayer che diventa quasi ipnotico per la dose di coinvolgimento, appare chiaro che anche questo capitolo della serie rappresenta quanto di meglio possa offrire oggi il panorama Playstation Network, riuscendo a proporre una filosofia innovativa e all’avanguardia che lasciarsi sfuggire sarebbe un vero peccato.
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