Recensione di Overlord: Raising Hell

Copertina Videogioco Overlord
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Avventura
  • Sviluppatore:

     Triumph Studios
  • Data uscita:

     disponibile PC/X360 - estate PS3
- Cattivo quanto basta
- Gestione dei seguaci complessa ed appagante
- Quest varie e sempre interessanti
- Miglioramenti rispetto alle precedenti versioni
- Manca ancora una mappa esaustiva
- Telecamera un po' legnosa
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A cura di (andymonza) del
Immaginate un mondo da favola, incontaminato, colorato ed apparentemente perfetto; e voi, chi siete? Un simpatico elfo? Un pigro ed assonnato mezz’uomo? O magari un nano testardo?
E se invece vi fosse data la chance di essere il Male nella sua forma peggiore, ed il vostro unico compito fosse quello di distruggere e rovinare tutta quell’insopportabile perfezione, quei trilli, fischi e luccichii con il vostro potere infernale…
Interessante eh?

Cattivo, dissacrante, diseducativo...ed adorabile!
Overlord mischia le carte in tavola, e senza mai prendersi troppo sul serio si fa beffe di tutto il fantasy “bucolico” visto finora, mettendovi nei panni di un cattivissimo signore oscuro, che fa dei suoi perversi e devoti seguaci la sua arma migliore.
Dopo il buon riscontro su Xbox 360 il titolo è pronto ad approdare su Playstation 3; per tutti i possessori della console Sony l’ottima notizia è che nel Blu-Ray, oltre ovviamente al gioco originale, sarà presente anche l’espansione Raising Hell, ad assicurare una rispettabilissima longevità.
Il gameplay di Overlord può essere efficacemente descritto come una base di action in terza persona mescolata con abbondanti elementi tipici degli RTS, che ovviamente vanno ad interessare il controllo dei preziosi seguaci, vero fulcro del gameplay. Non che l’Overlord sia inadatto al combattimento, anzi, la sua forza sovrumana gli permette di schiantare facilmente gli avversari più piccoli, e se ciò non bastasse la magia può venire in suo aiuto. Ma volete mettere un arido combattimento faccia a faccia con il gusto di lanciare contro il nemico orde di sghignazzanti demonietti, disposti a tutto pur di compiacervi? La gioia che i seguaci dimostrano nello svolgere i compiti che gli affiderete, dall’abbattere una casa ad uccidere un avversario, è uno degli elementi più riusciti e caratterizzanti della produzione, che non mancherà di farvi sentire adorati e maliziosi come non mai.

Il mio regno per un Seguace!
La prima parte di gioco vi vedrà affiancati da un solo tipo di seguaci, i Marroni, buoni solo a devastare e combattere. Lo stick analogico destro vi permetterà di indirizzarli verso punti d’interesse, come un oggetto da rompere o un nemico da attaccare, ma avrete sempre a disposizione una “mira” più precisa tramite la pressione del trigger sinistro; la pressione del cerchio servirà invece a ricomporre i ranghi, qualora la situazione si faccia troppo caotica. Man mano che procederete nel gioco le cose si complicheranno notevolmente: avrete accesso a tipologie sempre nuove di seguaci, fino ad un totale di quattro: ai primi si aggiungeranno infatti i Rossi, i Blu ed i Verdi. Anche il numero di seguaci che potrete portarvi dietro aumenterà esponenzialmente, fino ad un massimo di cinquanta. Oltre a fornirvi una potenza d’attacco sempre più devastante, le varie tipologie di seguaci sono caratterizzate da alcune abilità particolari: i Rossi hanno familiarità col fuoco, ed oltre a non temerne il contatto, essi sono in grado di spegnerlo od utilizzarlo per sparare dardi infuocati. I Blu sono gli unici ad avere familiarità con l’acqua, ed oltre a nuotare sono in grado di resuscitare i loro compagni. Infine i Verdi, che non temono le intossicazioni dovute ai gas stagnanti nelle paludi, e sono abili nel non farsi notare.
Dalla descrizione delle singole peculiarità di ogni razza di demoni, risulta evidente come nelle sue fasi più avanzate il gioco metta in secondo piano il massacro insensato, in favore di un gameplay più orientato alla strategia, dove per risolvere i molti puzzle sarà necessario ripartire le risorse in maniera ragionata, ed avere una buona visione d’insieme.
Per evocare i seguaci sarà necessario procurarsi delle anime sottratte a creature di vario genere: per ottenere Marroni occorrerà ad esempio uccidere pecore, mentre per chiamare a sé i Rossi sarà necessario trovare ed eliminare creature di fuoco, e così via.
Dall’analisi di questi elementi risulta evidente come il gameplay di Overlord risulti, soprattutto dalla metà in poi, molto meno semplicistico di quanto potesse inizialmente apparire.
Fortunatamente, a rimanere intatta dall’inizio alla fine del gioco è l’atmosfera, scanzonata e con quel pizzico di gustosa crudeltà. Il classico sistema di quest che vi permetterà di avanzare nel gioco vi metterà di fronte a sfide sempre nuove e via via più complesse, seguendo una curva costante e ben calibrata: per intenderci, quando ci sarà bisogno di concertare abilmente le singole abilità dei seguaci, avrete già in mano tutti gli strumenti per farlo.

Tare genetiche
L’unica perplessità a livello di concept rimane legata al concetto di cattiveria: non che si voglia a tutti i costi essere sadici, tuttavia quando ci si ritrova nei panni di un luogotenente di Belzebù ad aiutare gli innocenti in cambio di gratitudine, si avverte che qualcosa è andato perduto lungo il cammino.
Uno dei problemi più grossi legati al gameplay è l’assenza di una mappa del vasto territorio esplorabile. Laddove il feedback su Xbox 360 fu davvero pessimo, la versione Playstation 3 sfoggia una minimappa, che ci aiuterà ad individuare i punti di spawn dei seguaci; la sua utilità, data la vastità del territorio ed i molteplici obiettivi che ci troveremo a dover completare, è assolutamente relativa, e poco risolve dell’annoso problema originale. Migliore l’idea della “nebbia” tipica degli RTS visibile sulla minimappa, che ci aiuterà ad individuare zone ancora inesplorate. Nostro malgrado ci siamo spesso ritrovati ad avere due o più obiettivi da completare senza la minima idea di dove recarci, con conseguente frustrazione. Non si tratta di un problema insuperabile, ma speravamo che la riedizione sarebbe stata buona occasione per risolverlo.
Un altro dei difetti congeniti di Overlord è senza dubbio la telecamera, che in questa versione Playstation 3 si presenta migliorata, ma ancora non perfetta.

Comparto Tecnico
Il comparto tecnico farà arricciare il naso ai fanatici della next-gen, ma si presenta tutto sommato discreto; ottimo il lavoro di design, con creature splendidamente caratterizzate, ed una rappresentazione vagamente cartoon esca del mondo fantasy, che non manca di ricordare a tratti il lavoro di Blizzard. Eccezionali i colori, sgargianti come quelli di un sogno ad occhi aperti. Il comparto audio fa il suo dovere, e brilla soprattutto nel doppiaggio.

Multiplayer
Portata a termine la campagna single player, che grazie all’espansione vi terrà impegnati piuttosto a lungo, rimarranno da testare le modalità online: le partite competitive vi vedranno concorrere con un altro Overlord a chi ammasserà più ricchezze o cadaveri, mentre la cooperativa vi permetterà di combattere insieme ad un amico contro l’IA.
Recensione Videogioco OVERLORD: RAISING HELL scritta da ANDYMONZA All’esordio su Playstation 3, Overlord si presenta ripulito a dovere da alcune falle che affliggevano le precedenti versioni Xbox 360 e PC: la gestione della telecamera è migliorata, e la presenza della minimappa aiuta a sentirsi un po’ meno smarriti. Per il resto, il titolo mantiene la sua carica ironica e “cattiva” che, anche se spesso mitigata, non mancherà di farvi sorridere per tutta la durata dell’avventura.
L'unico rammarico rimane per il lunghissimo tempo trascorso tra le uscite originali e questo porting su Playstation 3: un anno, si sa, nel mondo videoludico ha un peso specifico notevole.
Un’acquisto comunque consigliato a tutti gli appassionati di RPG classici, che potrebbero trovare in Overlord un divertente capovolgimento delle classiche situazioni e, più in generale, agli appassionati di titoli dai risvolti strategici, che a ridosso dell’incipit semplicistico emergono e diventano vero punto nevralgico dell’esperienza.
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