Recensione di Metal Gear Online

Copertina Videogioco MGO
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Kojima Productions
  • Giocatori:

     1-16
  • Data uscita:

     2008
- Molto interessante la modalità Infiltrazione
- Armi e accessori ripresi fedelmente dalla campagna single-player
- Buona gestione delle lobby
- Poca personalizzazione dei personaggi
- Poche mappe disponibili
- Sistema stealth non sempre sfruttato a dovere
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A cura di (Spetz) del
Per la prima volta la saga di Metal Gear gode di un titolo dedicato e pensato completamente per il gioco online. Una buona dose di curiosità e interesse hanno avvolto questo prodotto che si proponeva fin da subito come completamento effettivo di Guns of the Patriots, mantenendo al contempo una natura separata e indipendente dalla campagna single player.
La beta pubblica che abbiamo avuto modo di provare approfonditamente nel corso del mese di Maggio ci aveva lasciato qualche perplessità, soprattutto relativa al comparto grafico del prodotto. Non ci resta che verificare cosa eventualmente sia stato cambiato o aggiunto in questa edizione definitiva.

E’ Guerra globale, anche sul Playstation Network
Come previsto, Metal Gear Online gode di una sezione indipendente, con una struttura dei menù ed un aspetto chiaramente distinto dal fratello maggiore, a cui è possibile accedere attraverso la selezione dell’apposita voce nel menù d’avvio. Inoltre, per tutti coloro che avessero già effettuato l’apposita registrazione presso il sito Konami in occasione della beta, i dati possono essere nuovamente sfruttati per accedere alle stanze di gioco. Da ricreare completamente invece il proprio alter ego virtuale, al quale bisogna affidare innanzitutto un nick identificativo, un viso tra gli otto disponibili e un timbro vocale utile per richiamare i propri compagni nel corso delle sessioni di gioco. Questi parametri, una volta impostati, non potranno più essere modificati dall’utente. A fianco di queste categorie ve ne sono poi altre utili a personalizzare il proprio personaggio con varie tipologie di elmetto, di giubbotti anti-proiettile, cinturoni da combattimento, e ancora stivali, passamontagna e occhiali da sole. Come abbiamo già avuto modo di sottolineare nel nostro hands on, l’editor non esalta particolarmente quanto a possibilità di personalizzazione, soprattutto se consideriamo il limitato spettro di modifiche che possono essere attribuite ai tratti somatici del nostro soldato.
A fianco di queste opzioni troviamo poi ben diciotto abilità da poter equipaggiare e che vanno a migliorare sensibilmente le prestazioni in campo, grazie ad esempio alla riduzione del rinculo e del tempo di ricarica di determinate tipologie di arma, all’aumento del livello di zoom ogni volta che si sta tenendo sotto tiro un avversario, oppure innalzando il grado di competenza nel CQC (l’ormai famoso sistema di combattimento corpo a corpo), migliorando l’abilità nell’uso del coltello e molto altro ancora. Le capacità utilizzabili contemporaneamente sono soltanto quattro ma ognuna possiede una barra di sviluppo che parte dal primo livello e può gradualmente essere incrementata, migliorando di conseguenza anche le prestazioni sul campo.
La suddivisione delle lobby è rimasta inalterata rispetto alla beta, pertanto ci si trova di fronte ancora una volta a molteplici sezioni che prendono il nome dai personaggi storici della saga come Otacon, Meryl e Vamp. Anche la suddivisione delle stanze e la descrizione di ognuna è rimasta del tutto identica, indicando il livello di capacità dei partecipanti, la qualità dell’host attuale, la mappa sulla quale si gioca e ovviamente la modalità interessata.

Stealth o azione pura?
Questa domanda può sembrare abbastanza contraddittoria ma necessaria per comprendere quale sia l’effettiva natura di MGO. Il titolo si propone effettivamente come un surrogato di quella che è l’esperienza della campagna single-player, portando quindi con sé lo stesso tipo di gameplay legato allo sfruttamento delle coperture e all’elemento sorpresa, oltre agli ormai collaudati menù a scorrimento per selezionare rispettivamente le armi a propria disposizione e gli oggetti da utilizzare in caso di necessità. Anche il sistema di controllo è mutuato da Guns of the Patriots, pertanto sarà possibile appiattirsi in prossimità di un muro e di una cassa per rimanere nascosti al nemico, strisciare furtivamente, puntare attraverso il tasto L1 ed aprire il fuoco con R1 o eventualmente premere il tasto triangolo per ottenere una ben più precisa visuale in prima persona per mezzo della quale freddare gli avversari. Tuttavia la natura stessa delle sessioni online e delle modalità contenute in questo titolo, soprattutto le più classiche, finiscono per snaturare in parte la consueta componente stealth, in funzione di un maggior dinamismo e di un’elevata frenesia di gioco che talvolta poco si addice al sistema di controllo. Infatti, a meno che non si scelga un luogo appartato dal quale svolgere spietata attività di cecchinaggio, è veramente difficile cercare di avvicinarsi ad un obbiettivo in maniera furtiva, cercando di metterlo fuori causa silenziosamente: fin troppo spesso si finisce con l’essere sopraffatti alle spalle da qualche altro soldato, ancor prima che si possa abbozzare anche solo un tentativo di incursione silenziosa. Per questo motivo capiterà di prediligere un approccio più schietto ma che finisce con l’appagare maggiormente e consentire score decisamente migliori. Anche il sistema di puntamento appare in certi casi abbastanza lento, soprattutto se i nemici attaccano di lato ed è necessario quindi effettuare una rapida torsione per rispondere al fuoco.
Il comparto armi si conferma all’altezza, ricco di soluzioni sia se facciamo riferimento alle varie tipologie di fucili e pistole, che se si dà uno sguardo agli altri accessori disponibili come ad esempio le granate classiche e quelle stordenti, le claymore, gli scatoloni all’interno dei quali potersi nascondere e le riviste piccanti con cui distrarre momentaneamente gli altri soldati.

Due schieramenti si combattono, ma non manca il terzo incomodo
Le sfide vengono gestite in modo piuttosto classico, con due schieramenti contrapposti contrassegnati rispettivamente dal colore blu e rosso. Le modalità di gioco si dispiegano attraverso i tradizionali Deathmatch, Deathmatch a Squadre e Battaglia per le Basi, in cui l’obbiettivo è impadronirsi di tutte le basi sparse per la mappa, oppure mantenerne il maggior numero entro lo scadere del timer. In Missione di Salvataggio troviamo un team difendente incaricato di proteggere il GA-KO, una sorta di paperella di gomma che si trova sul terreno di gioco, mentre la squadra che attacca lo deve recuperare e portare nella propria base di partenza per vincere la partita. In missione di Salvataggio invece ci sono KEROTAN e GAKO, i due bersagli di cui impossessarsi e da difendere nella propria base fino allo scadere del tempo di gioco.
Peraltro la modalità più interessante, che porta una ventata di innovazione rispetto alle consuete sfide che siamo abituati ad affrontare in rete è Infiltrazione: in rispetto delle tematiche trattate nella modalità single-player, in particolare alla guerra ormai slegata da schieramenti contrapposti e ideologie, ci si ritrova sul campo di battaglia ad affrontare non una ma ben due fazioni avversarie, ognuna con i propri obbiettivi da perseguire. Mentre le squadre Blu e Rossa sono strutturate come di consueto, la terza compagine è assolutamente sui generis, annoverando il solo Snake, coadiuvato eventualmente dal piccolo MK. II, che verrà pilotato da un altro utente che sia entrato nella stanza quando questa è già al completo e che farà comunella con il nostro eroe dalla chioma grigia esattamente come nella storia principale. Mentre i due schieramenti se le danno di santa ragione cercando di effettuare il maggior numero possibile di punti, Snake deve sfruttare la furtività e l’elemento sorpresa per colpire di volta in volta i soldati che gli capitino a tiro, ed impadronirsi delle loro piastrine metalliche di riconoscimento. Anche in questo caso ci si potrà servire dell’Octocamo per mimetizzarsi meglio nell’ambiente circostante e del fucile ai tranquillanti, per addormentare i propri nemici e freddarli silenziosamente.
Le mappe selezionabili sono in totale cinque, ognuna con elementi e caratteristiche peculiari ed una struttura ramificata. Nella beta avevamo già potuto testare Grozny Grad, un’ampia fabbrica di armi, suddivisa equamente tra ambientazioni esterne di dimensioni considerevoli e scenari interni agli edifici, ricchi di corridoi, scale e nascondigli, Blood Bath, area di addestramento di dimensioni decisamente più ridotte ma dotata di passerelle sopraelevate e di condotti sotterranei, ed infine Midtown Maelstorm, che riprende le ambientazioni medio orientali nelle quali si trova ad operare lo stesso Snake in Guns of the Patriots. Le novità sono rappresentate rispettivamente da Urban Ultimatum, un’ambientazione cittadina sviluppata prevalentemente in altezza e che diventa piuttosto interessante per gli abili cecchini, in grado in questo caso di salire fino alla sommità degli edifici e di poter controllare i vicoli sottostanti, e Ambush Alley, probabilmente la mappa che meglio si adatta alla componente stealth, grazie soprattutto alla grande quantità di muri diroccati dietro ai quali nascondersi. La varietà di soluzioni per il momento non manca, tuttavia auspichiamo che in futuro vengano distribuiti alcuni add-on contenenti mappe inedite, aspetto quanto mai probabile considerando che Konami ha già messo a punto un negozio online dal quale acquistare nuovi oggetti e funzioni per arricchire la propria esperienza in rete, tra cui un nuovo slot per la registrazione di un secondo personaggio e un Codec Pack utile ad accrescere il livello di personalità dei propri soldati.

Dal punto di vista grafico sono da rilevare alcuni passi in avanti rispetto alla beta di Maggio: mentre la qualità delle texture è sostanzialmente immutata e palesemente inferiore rispetto a Guns of the Patriots, i grossi problemi di fluidità che affliggevano il gioco sembrano essere stati risolti e ora le azioni si svolgono in modo più fluido e naturale, anche durante gli scontri a fuoco più pesanti, con esplosioni e urla di dolore incessanti. Gli effetti particellari, in particolare relativi alle esplosioni di barili e auto parcheggiate nelle aree cittadine sono piuttosto anonimi se confrontati con altri titoli, ma comunque sufficienti nel complesso. Il comparto sonoro per forza di cose non raggiunge i livelli di pathos della campagna principale, ma è comunque d’impatto grazie ad un numero di tracce piuttosto elevato che comprende due set originali e le colonne sonore dei precedenti episodi della saga, compreso anche Portable Ops e il primo Metal Gear apparso su MSX.
Recensione Videogioco METAL GEAR ONLINE scritta da SPETZ Metal Gear Online si riscatta rispetto alle prime impressioni riscontrate nella beta pubblica, grazie alla migliorata fluidità di gioco, meno soggetta a cali di frame-rate anche nelle situazioni più concitate e alla conferma di numerosi aspetti positivi come la gestione delle lobby e il gran numero di armi e oggetti utilizzabili, che aumentano le alternative d’azione. Tra le modalità di gioco spicca sicuramente Inflitrazione, sia per la sua portata innovativa che per la possibilità di controllare direttamente anche Snake o il suo fidato alleato meccanico MK. II. Non mancano comunque alcuni difetti evidenti come la scarsa personalizzazione dei propri personaggi (è possibile scaricare il Codec Pack a pagamento ma si poteva fare decisamente di più) e il gameplay che non sempre si adatta alle caratteristiche stealth per il quale è stato appositamente ideato, scadendo talvolta in fasi frenetiche e disordinate.
Questa sezione dedicata all’online riesce comunque nel difficile compito di affiancare una modalità principale decisamente titanica, che vede Solid Snake affrontare la sua ultima ed epica missione, aumentando la longevità del prodotto. Siamo certi che tutti gli appassionati della saga sapranno prolungare il divertimento sfruttando questa nuova opportunità offerta dall’inesauribile Kojima. Snake è giunto al capolinea, la saga di Metal Gear sembra avere comunque un futuro seppur senza il suo intrepido protagonista, ma per il momento godiamoci quest’ultimo doppio capitolo prima di tornare (chi può dirlo) al logorante tempo delle attese.
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