Recensione di Dark Mist

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Game Republic
  • Costo:

     7,99 euro
  • Data uscita:

     disponibile JAP
- Ambientazioni Coinvolgenti.
- Sistema di Gioco Immediato.
- Assenza Punti di Salvataggio.
- Ripetitivo.
A cura di (Tuono Blu) del
Dobbiamo ammettere che Maggio, per lo shop online Sony, si è rivelato davvero un mese ricco di novità. Dopo l’entusiasmante restyling visivo che ci ha consegnato un portale molto più confortevole ed accogliente, una carrellata di nuovi contenuti ci ha avvolto in un universo di rete che si sta dimostrando pieno di opportunità per il popolo videoludico. Tra le novità spicca senz'altro un nuovo titolo che ha recentemente fatto il suo debutto sul Playstation Store: Dark Mist. Questo titolo, molto particolare e difficile da inquadrare in un genere ben definito, propone una struttura da tipico action game che si fonde però in sessioni dalle chiare parvenze platform (un fattore che ha stimolato notevolmente la nostra curiosità). Nato dall’estro creativo dei talentuosi sviluppatori di Game Republic (già autori di Folklore), Dark Mist vi immergerà in un abisso tenebroso, costellato di insidie che minacceranno il vostro cammino lungo i labirinti del male. Riuscirete a riportare la luce nei sentieri ove regna foschia oscura?

La Paladina della Luce
Il vostro obiettivo principale sarà quello di sconfiggere le creature che popolano i 12 labirinti nefasti ed eliminare le nuvole nere che si propagano in tutte le stanze di questo infero mitologico. Vestiti i panni della guerriera lucente chiamata Artemis, non rimane che inoltrarsi in questa congestione di cunicoli ed enigmi, per sconfiggere le forze oscure grazie alla nostra somma luminescenza.
Dotata di uno spregiudicato spirito del dovere, Artemis è armata di un arco dai poteri speciali che vi permetterà di sferrare ben 3 attacchi differenti; avrete inoltre a disposizione una quantità di bombe ad alta detonazione per eliminare rapidamente i fastidiosi mostriciattoli che dovessero intralciarvi, ed una limit da sfruttare nelle situazioni più pericolose (per togliersi dai guai in un solo colpo accecante).
I livelli di gioco sono suddivisi in stanze che affronterete una ad una; per completare il labirinto, sarà necessario esplorare tutte le stanze, sbarazzarsi delle creature che vi assaliranno ed infine eliminare la temibile nebbia oscura che dilaga nei corridoi del dungeon. Ogni 3 labirinti depurati dovrete poi affrontare i Boss custode, infide creature del profondo che si dimostrano ben congeniate e distinguibili subito l’una dall’altra per lo stile di battaglia che le caratterizza.
Insomma, nel complesso stiamo parlando di una strutturazione di gioco immediata quanto frenetica che purtroppo si dimostrerà presto ripetitiva a causa di una scarsa varietà negli obbiettivi di gioco; anche se le ambientazioni risultano ben caratterizzate ed interessanti, la missione da perseguire sarà infatti sempre la stessa.

Nel Mezzo del Cammin di nostro…Dungeon!
La strutturazione dei labirinti si presenta multilineare e di fatti gli sviluppatori hanno pensato bene di inserire nella schermata di gioco una mappa (sempre presente in sovraimpressione) che vi segnali in quale stanza vi troviate e la planimetria completa del labirinto. Senza di essa sareste sicuramente spacciati!
Durante i vostri excursus da esploratori di dungeon, vi verrà richiesto molto spesso di recuperare una chiave per proseguire da una stanza all’altra, oppure di accendere lampade (poste solitamente al centro della schermata) per sventare l’avanzata della nube nera che vi farebbe precipitare nel nulla senza fine. Le nubi oscure, sono infatti una costante che dovrete sempre tenere in grande considerazione poiché, aumentando di dimensioni, le nubi vi toglieranno visibilità e genereranno creature che vi potrebbero imprigionare per sempre in questo inferno.
Assolutamente incomprensibile ci è apparsa la scelta dei producer di non permettere salvataggi a partita in corso. Così, una volta spenta la console o finita una partita, sarete costretti a rincominciare il titolo dall’inizio; un fattore questo che soprattutto per i player più inesperti si potrebbe rivelare decisamente frustrante.
Portando a termine l’avventura otterrete un punteggio finale che verrà inserito in un ranking globale e sbloccherete una modalità a tempo che vi permetterà di destreggiarvi nei singoli dungeon in una lotta contro il cronometro. Il risultato di tale modalità verrà poi inserito in un ranking online apposito per la modalità Time Attack (decisamente troppo poco per stupirci!).

Comparto Tecnico
La realizzazione grafica si attesta a livelli apprezzabili per tutti (di certo non è questo il punto su cui chiedevamo maggiori sforzi agli sviluppatori) e, se avete giocato in passato a Folklore, dal punto di vista tecnico potrete ammirare alcune piacevoli somiglianze nella cromatura delle texture: gli scenari risultano vividi di colorazioni tenui che si addicono magistralmente all’atmosfera tetra del gioco. In Dark Mist la sensazione di essere sprofondati nelle ceneri di un abisso maledetto risulterà estremamente convincente.
Per quanto riguarda invece i motivetti che compongono la colonna sonora, possiamo dire che essi si confermano piacevoli anche se non cambiano in alcun modo il nostro giudizio finale su questo titolo.
Recensione Videogioco DARK MIST scritta da TUONO BLU Dark Mist propone inizialmente degli spunti interessanti, ma il sistema di gioco ripetitivo e l’assenza dei punti di salvataggio minano in misura eccessiva il divertimento che questo game avrebbe potuto regalarci. Un titolo che si rivela troppo presto ripetitivo e che quando viene giocato con una certa intensità mostra tutti i suoi limiti.
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