Recensione di Unreal Tournament III

Copertina Videogioco UT 3
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Epic Games
  • Giocatori:

     1-16
  • Data uscita:

     disponibile PC-PS3/ 4 Luglio X360
9.0
Voto lettori:
8.0
- Esperienza online completa
- Grafica spettacolare
- Molti veicoli differenti
- Armi per tutti i gusti
- Campagna single-player molto limitata
- Personaggi simili ad altri già visti
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A cura di Davide Spotti (Spetz) del
Finalmente, dopo un’attesa durata parecchi mesi, è arrivata anche la versione Europea dello scoppiettante Unreal Tournament 3, ultimo episodio del celeberrimo sparatutto sviluppato da Epic Games e che sfrutta appieno le potenzialità di un eccezionale motore di gioco come l’Unreal Engine 3.
Come da tradizione il titolo è fortemente incentrato sulle ricche e frenetiche sfide in rete, facendo del multiplayer l’inevitabile cavallo di battaglia e relegando la campagna in singolo decisamente in secondo piano.

Una campagna come Tutorial
Come dicevamo, non vi dovrete aspettare la presenza di un single player che riesca a catturarvi per la sua trama, per i personaggi intenti a perseguire uno scopo chiaro e definito attraverso un intreccio narrativo degno di tal nome. Tale modalità è semplicemente e specificamente pensata per dare ai giocatori quei rudimenti necessari ad affrontare i duri e molto competitivi match in rete, senza provare un senso di massacrante frustrazione, o per lo meno con l’obbiettivo di alleviarla.
In questi frangenti vestiremo i panni di James “Reaper” Hawkins, un mercenario a capo di una squadra speciale chiamata Ronin che decide di vendicarsi per la distruzione della sua colonia d’origine, la Twin Soul nel sistema Nebula Cox. Coloro che si sono macchiati del massacro sono gli efferati e pericolosi esponenti del Necris, un processo scientifico per creare temibili guerrieri, poi diventato vera e propria religione per i membri che ne fanno parte. Illustrati i punti chiave della storia in questi termini, si potrebbe pensare che tutto sommato sia presente del contenuto anche nell’esperienza offline. Al contrario viene lasciato ben poco spazio al contorno, per concentrare il giocatore sulla risoluzione di una serie di missioni all’interno di svariate mappe e con obbiettivi variabili. Nel momento in cui ci vengono date le istruzioni compare una mappa che ci indica il luogo in cui ci si dovrà dirigere per svolgere il proprio compito, successivamente una voce spiegherà lo scopo della missione, coadiuvata dalle schermate video in cui sono elencati, nell’ordine, gli obbiettivi da conseguire. Ci sono ben quattro livelli di difficoltà disponibili (facile, normale, difficile, pazzo), quindi teoricamente è possibile iniziare in maniera tranquilla per entrare nei meccanismi di gioco e poi eventualmente rigiocare il tutto ad una difficoltà molto più ardua per prepararsi a dovere all’esperienza online.

Mappe enorme, armi, veicoli e tanta adrenalina
L’aspetto che balza immediatamente all’occhio mentre si familiarizza con la struttura di gioco è la grande varietà delle mappe all’interno delle quali ci possiamo muovere. Sia per caratterizzazione che per le dimensioni le differenze sono importanti, variando da aree abbastanza limitate, che prediligono il movimento a piedi, ad altre ben più vaste ed insidiose per la semplice fanteria, in grado di offrire uno spazio di primo piano alla gestione dei veicoli, sia per difendere le postazioni, che per attaccare i nemici in modo risolutivo. Esistono una vasta gamma di modelli, sia di terra che d’aria, ognuno con delle caratteristiche specifiche, una diversa potenza di fuoco e una maneggiabilità variabile.
Abbiamo così a disposizione mezzi molto rapidi e leggeri, in grado di volare a bassa e media quota come i Manta, una nutrita schiera di jeep e cingolati rigorosamente blindati di tutto punto, oltre ai mezzi della Necris che assomigliano non poco ad alcune vetture viste in film fantascientifici come The Matrix o La Guerra dei Mondi. Per pilotarli è sufficiente utilizzare entrambe le levette analogiche ed impostarne la direzione, seguendo le stesse tecniche delle fasi pedestri. All’inizio potrebbe risultare leggermente macchinoso coordinare le due leve e procedere speditamente, tuttavia dopo i primi impacci questo non sarà un grosso problema. Ben più difficile si rivela, al contrario, l’apprendimento del rateo di fuoco e delle sue possibilità reali sul campo di battaglia: è sufficiente una piccola incertezza e gli avversari approfitteranno immediatamente di quest’ultima per mettervi fuori causa.
Al di là dei veicoli in sé, rintracciabili in vari punti delle mappe in questione, ogni giocatore potrà usufruire di un mezzo di trasporto supplementare, facile da trasportare e sufficientemente rapido negli spostamenti, cioè l’Hoverboard. Come già mostrato nei tanti mesi di anteprime e notizie varie sul gioco, si tratta di una sorta di tavola da snowboard, in grado di spostarsi mantenendosi a pochi centimetri da terra grazie a dei propulsori situati nella parte bassa del mezzo. Oltre a muovere il personaggio a proprio piacimento è possibile agganciarsi e farsi trainare da uno dei tanti corazzati alleati presenti nelle mappe, per coprire talvolta porzioni di terreno in maniera ancora più celere e allo stesso tempo protetta.

Il comparto armi, come da tradizione per la serie, è di assoluto rispetto, annoverando una serie di simpatici “arnesi”, capaci di soddisfare ogni tipo di palato, sia per i casinisti che per gli amanti della precisione. In generale ci troviamo di fronte a dei restyling delle precedenti, come ad esempio il Rocket Launcher, il Cannone Flak, la Link Gun e molti altri ancora, fino ad arrivare all’eccesso per antonomasia, cioè il terrificante e assurdo Redeemer, in grado di sparare una testata nucleare definitiva. In generale non c’è possibilità di ragionamento, il tutto avviene in maniera istintiva lasciando libero sfogo all’adrenalina dei giocatori e alla qualità dei riflessi posseduti. Certamente l’esperienza fa la sua differenza come sempre, ma in questo caso la difficoltà risiede proprio nell’estrema frenesia e velocità con cui si svolgono le incursioni, le fasi di attacco e di difesa, i duelli a fuoco uno contro uno.

Finalmente online
Terminata la breve ma comunque utile campagna in singolo, si è finalmente pronti ad affrontare l’impervio online. Prima di iniziare è possibile selezionare il proprio personaggio personalizzato, da scegliere tra quelli dei vari gruppi e razze disponibili. Inoltre si può decidere con quale tipo di armatura attrezzarvi, modificando ogni pezzo, dal casco e dal paraspalle fino agli stivali.
Le modalità di gioco si distinguono nei classici Deathmatch, Deathmatch a Squadre e Cattura la Bandiera, oltre alle altre modalità come Veicolo CLB, Warfare e Duello. In Veicolo CLB si dovrà sempre catturare la bandiera nemica per portarla alla propria base, ma anziché muoversi a piedi sarà fondamentale l’utilizzo dei veicoli messi a nostra disposizione per attraversare le immense mappe rapidamente. Duello invece è simile ad un classico Deathmatch ma con dei punteggi applicati in maniera differente, ed una sfida diretta contro altri utenti. La modalità più complessa ma interessante rimane comunque Warfare, nel quale due team dovranno impegnarsi a distruggere il nucleo primario avversario, una grossa sfera situata all’interno del quartier generale di ogni squadra. Per poter accedere a questo livello è necessario prima assumere il controllo dei nodi periferici, per mezzo di una sfera che deve essere trasportata fino al luogo interessato e inserita all’interno del nodo stesso. All’inizio è necessaria un po’ di pratica per entrare nei meccanismi ma una volta acquisita un minimo di esperienza è molto appagante riuscire a raggiungere il punto nevralgico nemico per metterlo fuori causa.
Il sistema di classifiche online permette come sempre di verificare la propria posizione oltre alla visualizzazione delle statistiche personali sia del vostro personaggio che degli altri utenti inseriti nella lista amici e che abbiano effettuato delle partite in rete. E’ possibile anche spedire un invito a queste persone direttamente dal menù di gioco.
Da sottolineare anche la possibilità di utilizzare mouse e tastiera USB in sostituzione al normale controller, potendo quindi giocare a tutti gli effetti come nei migliori FPS disponibili per PC.

Longevità aumentata grazie ai Mod
Per usufruire delle nuove idee messe a disposizione dagli utenti tramite l’editor PC, sarà possibile importare i contenuti, attraverso un supporto di memorizzazione esterna, direttamente sulla propria PS3. Nei prossimi mesi, grazie anche ad un sempre maggior numero di lavori da parte di modder molto preparati, si usufruirà di contenuti e features inedite, avvicinando quindi il mondo console e quello PC da questo punto di vista. Infatti, nonostante qualche evidente limitazione di carattere tecnico, sarà possibile importare qualunque tipo di contenuto.

Comparto tecnico
Dal punto di vista grafico non c’è molto da appuntare ai ragazzi di Epic Games, dal momento che è stato realizzato un lavoro di ottima fattura sia per quanto riguarda il realismo delle ambientazioni, che se prendiamo in considerazione l’aspetto globale dei personaggi. Ogni mappa è estremamente dettagliata presentando una quantità di textures veramente d’ottimo livello. Impressionano soprattutto i dettagli dei veicoli gli effetti particellari delle esplosioni e la consistenza dei corsi d’acqua. Nelle prime fasi di gioco di vorranno alcuni secondi perché ogni dettaglio divenga visibile in modo chiaro sullo schermo ed anche per questo motivo viene installata una parte del gioco direttamente sull’Hard Disk della PS3. Peraltro una volta iniziato a giocare non si noterà più nulla e l’azione si manterrà sempre molto fluida e veloce.
I personaggi presentano le caratteristiche ormai riconoscibili già viste in altri titoli come ad esempio Gears of War, con possenti ed esagerate armature, corazze futuristiche ed una struttura del corpo da far invidia ai migliori body builder. L’unico appunto che può essere mosso nei confronti degli sviluppatori sta nella caratterizzazione del protagonista Reaper, veramente troppo simile a Marcus Fenix nell’aspetto e nelle movenze, a tal punto da farli sembrare quasi gemelli.
Recensione Videogioco UNREAL TOURNAMENT III scritta da SPETZ Unreal Tournament 3 si conferma come uno dei migliori titoli disponibili per PS3, rispettando l’ottima tradizione che lo contraddistingue. Le modalità di gioco sono ottimamente strutturate, e i veicoli forniscono un’ulteriore spinta al prodotto, che gode, grazie alla loro presenza, di mappe veramente estese e morfologicamente nettamente distinguibili tra loro. L’aspetto grafico è di primissimo piano, garantendo fluidità ma grande dettaglio al tempo stesso. Peccato per i personaggi veramente troppo simili a quelli di altre produzioni. La modalità in single-player è veramente scarna ma tutto sommato è nella natura stessa del gioco essere improntato soprattutto alla pratica in rete. Sicuramente quindi non un titolo per tutti, sia per la necessità praticamente obbligatoria di una connessione a banda larga, sia per la grande competitività del gioco online, che richiede esperienza e un buon allenamento al tempo stesso. Molto positiva infine la scelta di implementare i controlli per mezzo di mouse e tastiera che consentono di avere maggior controllo e precisione, valorizzando le capacità degli utenti più abili.
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