Recensione di Time Crisis 4

Copertina Videogioco Time Crisis 4
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Namco
  • Data uscita:

     5 Novembre 2010
- E' il primo sparatutto con light gun per PS3
- Introduce la nuova Gun Con 3
- Ricco d'azione
- Modalità FPS scadente
- Graficamente mediocre
- Scarsa longevità
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A cura di (AWesker) del
Iniziata nel lontano 1996 in sala giochi, e successivamente proposta sulle console di casa Sony, la saga di Time Crisis è sicuramente una delle più amate dagli appassionati di sparatutto a base di light gun. Questo genere, piuttosto di nicchia, è stato recentemente ripreso grazie a Wii ed al suo Wiimote, che permette un puntamento diretto allo schermo. Abbiamo visto Resident Evil: The Umbrella Chronicles, Link's Crossbow Training e nei prossimi mesi arriveranno anche conversioni di titoli Sega, quali The House Of The Dead II & III Return e Ghost Squad. Ma non è tutto, anche i classici FPS hanno beneficiato del nuovo controller, riuscendo a catapultare il giocatore maggiormente nell'azione. Vista l'opportunità, Namco Bandai ha ben pensato di effettuare una conversione di Time Crisis 4 per la nuova ammiraglia Sony, sviluppando una periferica ad-hoc - la Gun Con 3 - per portare una ventata d'aria fresca al genere. Sarà bastato?

Un piccolo appunto sulla Gun Con 3
La nuova light gun progettata da Namco Bandai, è caratterizzata da alcune modifiche sostanziali rispetto alle sue precedenti incarnazioni, allo scopo di poter essere utilizzata su qualsiasi tipo di schermo, che sia un vecchio CRT a bassa definizione, o anche un plasma o LCD HD appena uscito dalla fabbrica. Per effettuare la triangolazione del segnale, è stato utilizzato lo stesso metodo adottato da Nintendo per il suo Wiimote. All'interno della confezione del gioco, infatti, troveremo dei piccoli oggetti di forma quadrata, contenenti ciascuno 3 led rossi; questi dovranno essere posizionati sopra la TV, possibilmente alla stessa distanza rispetto al centro, e saranno alimentati tramite una delle porte USB della console. La pistola, di colore arancione per non confonderla con un'arma vera, andrà collegata anch'essa tramite USB (niente wireless quindi) e ha un'impugnatura stile mitraglietta. E' dotata di due stick analogici, due pulsanti nella parte posteriore, due a sinistra e un altro paio nell'impugnatura. E' presente inoltre un led di colore rosso che, acceso, indica che siamo fuori dalla portata dei sensori.

I soliti due eroi che devono salvare il mondo
Una volta collegato tutto l'armamentario ed effettuato la calibrazione della nostra fidata Gun Con 3, potremo fiondarci nell'azione. Il menù iniziale ci permette inizialmente di scegliere tra il classico “Arcade Mode”, trasposizione perfetta del cabinato da sala giochi, o la più avanzata “Complete Mode”, consultare i record, accedere al menù delle opzioni o ad una serie di minigiochi.
La storia vede due agenti speciali della VSSE, Giorgio Bruno ed Evan Bernard, chiamati in California per combattere un'organizzazione terroristica (W.O.L.F.) che intende mettere le mani su una misteriosa arma biologica, nome in codice “Terror Bites”, creature modificate capaci di attaccare e distruggere qualsiasi cosa che capiterà loro a tiro. Aiutati dal capitano William Rush dell'esercito statunitense, i due dovranno far luce sulla vicenda lungo la quale ritroveranno anche una faccia nota, il celebre Wild Dog, che sembra abbia il dono dell'immortalità visto che si ripresenta più in forma che mai ad ogni episodio della serie.
Il gameplay è quello solito di sempre: ci ritroveremo a distruggere qualsiasi nemico che ci capiti sotto tiro tramite la light gun, seguendo un percorso predefinito. Per scampare ai colpi letali (contraddistinti da un alone rosso), potremo nasconderci momentaneamente dietro ad alcuni oggetti, per poi ripartire all'azione una volta che il pericolo sarà passato. Dovremo comunque cercare di rimanere fermi il meno possibile, dato che avremo un tempo limite per terminare ogni sezione del livello. Mentre siamo riparati, premendo il grilletto, è possibile cambiare arma, dalla semplice pistola, alla mitragliatrice, al fucile, al lanciagranate. Ovviamente, queste dispensatrici di morte non saranno dotate di munizioni infinite, ma dovranno essere ricaricate sparando ai nemici vestiti di giallo. Ricordiamo che ogni avversario, ad eccezione dei boss di fine stage ed i mezzi blindati, sarà ucciso da un semplice colpo; ad ogni modo, riuscendo a colpirlo più volte consecutivamente, vedremo il nostro punteggio aumentare in base alla combo effettuata. Una piccola innovazione rispetto ai capitoli precedenti è da ricercare nell'introduzione di alcune sezioni in cui dovremo controllare delle mitragliatrici fisse, ad esempio a bordo di un elicottero, o ancora parti dove i nemici spunteranno da più direzioni contemporaneamente e dovremo spostare lo sguardo manualmente puntando verso sinistra o destra dello schermo. Particolare attenzione andrà riposta inoltre nella scelta dell'arma più adatta alle differenti occasioni; ad esempio quando saremo attaccati da Terror Bite, visto il loro elevato numero, sarà doveroso utilizzare la mitragliatrice per liberarci di loro nel più breve tempo possibile, mentre con gli sciami sarà maggiormente efficace il fucile.
Per completare tutti e tre i livelli, ognuno suddiviso in quattro sezioni, non ci impiegherete più di una mezz'oretta, fermo restando che difficilmente riuscirete a finire il tutto al primo tentativo a difficoltà normale, sempre che non siate molto allenati.
Il “complete mode” cerca di ovviare a questo problema inserendo alcuni stage aggiuntivi, dove controlleremo il capitano Rush in parti chiamate “Guncon FPS”, che faranno luce su alcuni aspetti della trama. Questa modalità cerca di liberare Time Crisis dalle limitazioni tipiche dei “on rail shooter”, implementando la possibilità di deambulazione propria. Sono disponibili due tipologie di controlli: la prima utilizza entrambi gli stick analogici, uno per lo spostamento e l'altro per la rotazione della visuale, in modo del tutto simile al classico controllo tramite joypad, mentre la seconda, permette di spostare la visuale semplicemente puntando la pistola verso i margini dello schermo e utilizza un solo stick per lo spostamento. Quest'ultima opzione rispecchia perfettamente il tipico controllo di un FPS su Nintendo Wii. In entrambi i casi, tuttavia, dovremo utilizzare pienamente i pulsanti posti sopra l'accessorio per cambiare arma, accucciarci, saltare, ricaricare o fare uno zoom per mirare con più precisione. Per questo motivo, sarà necessario qualche minuto per adattarsi al meglio, anche se persisterà qualche fastidio.
Il vero problema è dato dall'estrema linearità dell'azione, aggravata da un level design veramente poco ispirato e da un'intelligenza artificiale dei nemici che rasenta l'idiozia, che li porta a restare fermi per essere crivellati di proiettili così come nelle modalità principali. Si può definire come un primo esperimento mal riuscito verso l'implementazione di opzioni di gioco meno convenzionali, che speriamo vengano affinate in titoli successivi.
Oltre a questo, per allungare la longevità, sono presenti numerose “Crisis Mission” e minigiochi da sbloccare, che vi terranno compagnia per qualche ora, dopo che avrete completato le modalità principali.

Aspetto tecnico
Graficamente, il lavoro di restyling dall'arcade (basato su hardware PlayStation 2) a PS3 è stato decisamente marginale. Nonostante l'utilizzo dell'alta definizione, i modelli appaiono poco dettagliati e ricoperti da texture appena sufficienti. La cosa si espande alle varie ambientazioni, che, tra l'altro, offrono una distruttibilità inferiore al precedente Crisis Zone per PS2. Si salva qualche effetto di luce e particellare, così come qualche stage che appare più definito rispetto al resto (ad esempio la prima parte del secondo livello), ma globalmente si poteva, e si doveva, fare molto di più. La cosa è aggravata nelle sezioni FPS, che presentano strutture decisamente basilari e povere di poligoni, tanto che a livello di complessità potevano girare anche su un vetusto Nintendo 64.
Il comparto sonoro propone un buon campionario di effetti, musiche più o meno incalzanti ed un discreto doppiaggio in inglese.
Recensione Videogioco TIME CRISIS 4 scritta da AWESKER Time Crisis 4 rappresenta solo l'inizio per ciò che concerne l'arrivo di titoli basati su light gun per PlayStation 3. La modalità FPS è chiaramente un esperimento volto a dimostrare le capacità della nuova Gun Con 3, purtroppo non sviluppata nel migliore dei modi. Per il resto ci troviamo di fronte ad un classico sparatutto su binari, con i propri pregi e difetti, che sicuramente farà la gioia di tutti gli appassionati. Davvero un peccato la mancanza di un supporto online e una grafica che non rende giustizia alla console sulla quale gira.
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