Recensione di Pixel Junk Racers

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Guida
  • Sviluppatore:

     Q Games
  • Giocatori:

     1-7
  • Costo:

     7,99 euro
  • Data uscita:

     disponibile USA / 4 ottobre Europa
- Corse veloci e frenetiche
- Tante tipologie di gara
- Diventa velocemente monotono
- Piste a lungo andare simili tra loro
- Niente Online
A cura di (Spetz) del
A molti sarà capitato, durante l’infanzia, di passare parecchie ore giocando con le famigerate Micro-Machine, quei simpatici modellini di auto miniaturizzati all’ennesima potenza, tanto facili da pestare, quanto semplici da devastare non appena entravano a contatto con qualsiasi muro di casa.
Con Pixel-Junk Racers questo concetto viene trasferito direttamente sullo schermo, con piste create per l’occasione, che si aggrovigliano su sè stesse come fossero lunghi serpenti addormentati. La visuale, come avveniva nell’antico “Championship Sprint”, è presa dall’alto, mostrando l’intera area su cui sfrecciano, frenetiche e scattanti, le minuscole auto.
La piccola software house Q-Games, nata dalla collaborazione tra Dylan Cuthbert (uno dei membri del team che ha creato la serie StarFox) e Kenkichi Shimooka (creatore di Ape Escape), ha cercato di mixare vari elementi classici di questo genere di corse, arricchendolo con alcuni esperimenti inediti, che rendessero il gioco accattivante sul piano della sfida, conservando tuttavia manovrabilità e immediatezza nel sistema di gioco.

Aguzzate la vista
La curva di difficoltà non è certo elevata, e Pixel-Junk si lascia giocare senza troppi patemi grazie ad un sistema di controllo immediato ed intuitivo, che rende l’approccio molto accessibile per qualunque tipologia di giocatore. Le macchine, sebbene molto piccole, rispondono bene ai pochi comandi che si possono impartire: con i tasti L2 e R2 si controlla la velocità, mentre con la levetta analogica sinistra ci si destreggia da una corsia all’altra per sorpassare gli altri veicoli.
I circuiti in totale sono dieci, ma finiscono sostanzialmente con l’assomigliarsi tra loro, complice la grafica schematica e la visuale dall’alto. Per quanto riguarda, invece, le 32 modalità di gioco, alcune si dimostrano più adatte ad un’esperienza multigiocatore con gli amici, mentre altre risultano più idonee alle sessioni single-player.
Un aspetto positivo risiede nelle diverse tipologie di missioni che possiamo portare a termine, come ad esempio la corsa districandosi in mezzo ad una serie di veicoli che procedono lentamente la loro marcia, oppure evitare delle bombe disseminate sul tracciato, o ancora investire le vetture di fronte a noi in maniera tale da farle esplodere. A questo si aggiungono livelli di difficoltà variabili, che possono adattarsi alle varie capacità dell’utenza.
E' presente anche una modalità Torneo, che unendo le varie varianti di gioco, contribuisce a migliorare la longevità globale.
Nelle prime fasi di gioco, la struttura generale è abbastanza piacevole, ma ben presto perde la sua efficacia, in parte per la ripetitività, ma anche per l’eccessiva miniaturizzazione che ci costringe ad aguzzare fin troppo la vista, a meno che non si disponga di una TV HD con un numero di pollici molto generoso.
Oltre alla modalità in singolo, il multiplayer contribuisce parzialmente a migliorare la longevità, permettendo sfide offline fino a sette giocatori. Peccato che, nonostante le buone intenzioni degli sviluppatori, tale modalità sia di fatto poco credibile: è molto difficile, infatti, pensare che, con i giochi in circolazione oggi, si decida di fare una partita di questo tipo tra amici. E allora rimane solo il sistema di classifiche online a salvare il salvabile, mettendovi in competizione con tutti gli altri utenti che hanno scaricato dallo Store il titolo. E’ inevitabile comunque che il giocatore più esigente - e non solo - finisca con l’annoiarsi in breve tempo.

Graficamente siamo all’insegna dell’essenzialità, con un supporto a 1080p abbastanza inutile vista la semplicità degli scenari; le piste sono infatti poco varie nella loro caratterizzazione e non particolarmente curate nei dettagli. Si passa da tracciati simili ad uno speedway, a percorsi molto più intricati, situati nei pressi di una landa desertica, o ancora sotto il nevischio di montagna. Ponti e sopraelevate rendono l’esperienza più rapida e caotica, mantenendo comunque la linearità di fondo che contraddistingue il titolo. Allo stesso tempo il comparto audio non convince, con svariate tracce musicali non particolarmente ispirate ed uno speaker che a lungo andare esaspera l’esperienza di gioco.
Recensione Videogioco PIXEL JUNK RACERS scritta da SPETZ Pixel-Junk Racers rappresenta un momento di intrattenimento che probabilmente potrà piacere ai bambini, più che ad un pubblico adulto. In fin dei conti giocare con le macchinine è un’esperienza che ha accomunato varie generazioni, e che sopravvive, malgrado tutto, ancora oggi. Da un altro punto di vista, però, questo potrebbe non essere più sufficiente, dal momento che i tempi sono molto cambiati, in ambito prettamente videoludico, e che i ragazzini prediligono ormai, nel bene e nel male, esperienze più mature e complesse. Non sta a noi comunque affrontare in questa sede complicate e spesso poco redditizie riflessioni di tipo morale.
Sicuramente l’assenza di una modalità online ed un gameplay che può facilmente condurre alla monotonia, scoraggiano l’acquisto, soprattutto a fronte di titoli come Super Stardust HD o Calling All Cars, scaricabili allo stesso prezzo.
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