Recensione di Lair

Copertina Videogioco Lair
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Azione
  • Sviluppatore:

     Factor 5
- Sixaxis ben sfruttato
- battaglie epiche su vasta scala
- ottimo comparto audio
- giocabilità troppo caotica
- longevità limitata
- troppi difetti grafici
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A cura di (Garese) del
Lair è stato forse uno dei titoli più attesi dai possessori di PlayStation 3, incuriositi fin dalla sua prima apparizione, sotto forma di trailer che mostrava uno scontro nei cieli fra due enormi draghi. Ora che Lair è pronto per arrivare sul suolo europeo, a circa due mesi di distanza dalla versione americana, sarà in grado di sopravvivere alle enormi aspettative che ha creato, alimentate anche dai proclami fatti da Factor 5 durante il suo sviluppo?

Una storia epica dai temi attuali
Lair è ambientato in un mondo minacciato dall’eruzione di numerosi vulcani, e dalle diverse correnti di pensiero che questi catastrofici eventi naturali hanno generato. Il popolo di Asylia, infatti, accusò il popolo Mokai di aver causato l’ira degli dei, offendendoli con la sua tecnologia basata sullo sfruttamento del vapore, e lo costrinse all’esilio nelle regioni vulcaniche e glaciali del mondo, rimanendo invece apparentemente al sicuro al di là dei monti, in uno degli ultimi territori prosperosi rimasti.

Nel gioco impersoneremo Rohn, membro della Guardia Celeste di Asylia, un esercito di cavalieri di draghi addestrato a respingere qualsiasi minaccia, sia essa da terra, dal mare, o dal cielo. Dopo anni di esilio, infatti, i Mokai sono costretti ad attuare sempre più di frequente razzie nei territori di Asylia, a causa della sempre maggiore scarsità di risorse nelle loro terre. Questo non fa che inasprire le tensioni fra i due popoli, fomentate inoltre dal leader religioso di Asylia; ma Rohn sarà costretto a venire a conoscenza di una risposta alle domande che non può fare a meno di porsi durante le proprie missioni: chi vuole davvero la guerra? È giusto considerare nemico chi ha idee diverse dalle proprie?

Draghi a sei assi
Il gameplay di Lair si può suddividere in due categorie: le sezioni in volo e le sezioni a terra, ciascuna contraddistinta dalle proprie meccaniche di gioco e dal proprio schema di controlli.

Durante le sezioni in volo, l’unico metodo di controllo disponibile è il sensore di movimento del controller Sixaxis, utilizzato per impartire al proprio drago la direzione di volo ed altri comandi. Inclinando il controller nelle varie direzioni potremo quindi farlo virare a destra o a sinistra, e farlo salire o scendere in quota. Altri due comandi possono essergli impartiti tramite il movimento del controller: “tirando” il Sixaxis vero l’alto, il drago eseguirà un’inversione di rotta a 180°, mentre “spingendolo” in avanti (pensate al movimento eseguito da un fantino con le redini) gli ordineremo di eseguire uno sprint in avanti. Con il tasto X sproneremo il drago a volare con più velocità, mentre i restanti tasti sono adibiti al combattimento. Il tasto Quadrato è utilizzato per “fare fuoco” con il drago (a seconda del tipo di drago che cavalcheremo, non sempre sputerà fuoco), con ripetuti proiettili, o con una fiammata tenendolo premuto. Il tasto Cerchio è invece utilizzato per caricare un nemico, abbattendolo se il nostro colpo sarà sufficientemente forte, o permettendoci di scontrarci fisicamente con esso in una modalità Uno-contro-Uno. Con i tasti L2 ed R2 saremo in grado di far rallentare il drago, eseguendo così curve più strette o fermandoci per prendere meglio la mira, rimanendo sospesi in quota (ma più esposti al fuoco nemico). Il sistema di puntamento è affidato ai tasti L1 ed R1, che ci permetteranno di agganciare un nemico, una volta entrato nel nostro raggio d’azione.

I controlli del drago a terra sono invece affidati allo stick analogico sinistro, utilizzato per il suo movimento, ed ai pulsanti X, Quadrato e Cerchio, che permetteranno rispettivamente di eseguire uno scatto in avanti, sputare fiamme contro i nostri avversari e colpirli con una poderosa zampata. Scuotendo il controller verso il basso, il nostro drago colpirà il suolo con le zampe, sbalzando in aria tutti i nemici umani nelle sue vicinanze.

Alcuni nemici, o oggetti chiave del gioco, possono essere distrutti nella modalità Rip & Tear, che vedrà il drago afferrare l’oggetto e strattonarlo (compito che spetterà a noi, scuotendo il controller) fino alla sua distruzione. Procedendo con l’eliminazione dei nemici, riempiremo una barra che ci permetterà di eliminare un drago nemico ed il suo cavaliere in modalità Takedown, nella quale, seguendo i comandi che compariranno sullo schermo, eseguiremo una spettacolare manovra offensiva combinata fra Rohn ed il suo drago.

I numerosi controlli del gioco potrebbero sembrare caotici al giocatore che si avvicina a Lair per la prima volta, ma fortunatamente è presente un tutorial con ben dodici sotto-sezioni, che illustra nel dettaglio tutti i comandi e le azioni disponibili. Una volta seguito il lungo tutorial (altamente consigliato, se non obbligatorio), non dovrebbero esserci problemi nel controllo del drago durante le missioni.

Un X-Wing nel medioevo?
Durante il primo impatto con Lair è quasi impossibile non notare le analogie del titolo con i precedenti lavori di Factor 5: Rogue Leader e Rogue Squadron, ambientati nell’universo di Star Wars. Le quattordici missioni del gioco, vedranno Rohn impegnato in obiettivi quali difendere una particolare unità alleata, resistere ad un assedio, proteggere una postazione, attaccare un avamposto nemico o sconfiggere un determinato numero di unità avversarie. Addirittura, la meccanica utilizzata per sconfiggere le imponenti bestie da guerra nemiche è un palese rifacimento a Star Wars, dato che il drago aggancerà le zampe della bestia, facendola crollare al suolo. Le missioni più divertenti sono senza dubbio quelle che permettono una maggiore libertà di azione, non costringendo quindi il giocatore ad una serie di obiettivi predefiniti. In queste missioni, l’unica restrizione da seguire sarà la barra del morale in cima allo schermo, che mostra le condizioni di entrambe le fazioni coinvolte nello scontro. Le nostre azioni belliche influiranno sull’esito della battaglia, sia in modo positivo che negativo, portando alla vittoria l’esercito che riuscirà a riempire totalmente la barra del morale, “svuotando” quindi quella avversaria, e potremo quindi dedicarci all’attività di distruzione che preferiamo: potremo abbattere i draghi nemici, oppure concentrarci sull’eliminazione delle bestie da guerra, o ancora dedicarci allo sterminio delle truppe di terra, attività che trasmette alla perfezione la sensazione di potenza del drago contro i malcapitati soldati nemici.

Le battaglie su vastissima scala di Lair, così come gli scontri con i mostruosi boss (purtroppo soltanto due), trasmettono senza dubbio un’emozionante sensazione epica al giocatore, che gli permetterà di immedesimarsi nel gioco, aiutato anche dal buon sistema di controllo che simula discretamente il controllo delle redini di un drago (basandosi unicamente su supposizioni teoriche, naturalmente…).

Se il gioco ricorda in alcuni aspetti i titoli di Star Wars di Factor 5, purtroppo si differenzia da essi per un’importante caratteristica: la mancanza di un radar. Comprensibilmente, un drago non può essere equipaggiato, al pari di un’astronave, di un sofisticato sistema di rilevamento, ma per favorire un gameplay meno caotico sarebbe stato un particolare sul quale si avrebbe potuto benissimo chiudere un occhio. L’unico indicatore presente sullo schermo è infatti una freccia, che indica la direzione approssimativa dell’obiettivo più vicino alla nostra posizione, scomparendo proprio quando si arriva nella zona indicata. Ciò causa numerosi disagi, rendendo il gameplay a dir poco caotico nella maggior parte delle situazioni, a causa anche dell’ingente quantità di oggetti presenti sullo schermo: truppe di terra, bestie da guerra di ogni genere, draghi alleati e nemici, cannoni e catapulte… Se questo contribuisce a rendere le battaglie del gioco epiche ed immersive, purtroppo riesce a penalizzare troppo il gameplay, confondendo il giocatore. In effetti sarebbe disponibile, tenendo premuto il D-pad verso il basso, la cosiddetta Rage Vision, che contrassegna gli obiettivi primari in rosso e quelli secondari in giallo, mentre il resto dello schermo diventa grigio, ma giocare con il pollice premuto sul D-pad, mentre si eseguono gli altri numerosi comandi del gioco, non fa che complicare la situazione. Inoltre, alcune missioni sovraccaricano il giocatore di compiti da portare a termine, aumentando così il già notevole disorientamento di quest’ultimo (non sarà infatti raro sentire i compagni di Rohn esortarci, quasi in sequenza, a distruggere i draghi nemici in arrivo, proteggere le truppe di terra che si trovano sotto attacco, e proteggere le navi della flotta, anch’esse bersaglio del fuoco nemico…). Infine, ogni missione è interrotta da numerose e troppe sequenze di intermezzo, che illustrano lo sviluppo delle battaglie, ma a volte si limitano a mostrare una nave mentre questa va in frantumi, con il solo risultato di spezzare il coinvolgimento del giocatore.

Sonoro eccelso, grafica…un po’ meno
L’aspetto meglio riuscito di Lair è senza dubbio il comparto sonoro, a dir poco spettacolare. Durante le battaglie ed i filmati, i suoni portano il giocatore direttamente al centro del conflitto, soprattutto se ascoltati con un impianto Home Theater, con i ruggiti dei draghi, le esplosioni, ed i dialoghi fra i personaggi realizzati con dovizia di particolari. Una particolare menzione è obbligatoria per le musiche, realizzate dal compositore hollywoodiano John Debney, epiche e struggenti (la missione in cui Rohn dovrà infiltrarsi in una base nemica, aiutato dalle tenebre, è accompagnata da una traccia sonora quasi commovente per la sua bellezza).

Purtroppo, gli stessi elogi non possono essere fatti al comparto grafico (che è ad una risoluzione nativa di 1080p), il quale alterna alti e bassi. I modelli dei draghi sono dettagliatissimi fino all’ultima squama, così come le altre creature ed i soldati. Inoltre, il design delle ambientazioni e le dimensioni dei livelli rendono veramente epica l’esperienza di gioco. Tutto ciò non è purtroppo esente da difetti, che al contrario sono presenti in quantità: le texture del terreno sono spesso troppo grezze, e stonano con i dettagliati modelli degli oggetti che contengono; non mancano vari bug come ad esempio la sparizione/apparizione di porzioni di terreno, o in alcuni casi il blocco delle animazioni dei draghi durante i combattimenti.
Generalmente, la quantità di oggetti presente su schermo è elevatissima, con migliaia di soldati, ai quali si aggiungono le altre forze di terra, di mare, e naturalmente i draghi; il risultato iniziale è senz’altro spettacolare, ma causa in seguito frequenti cali di frame-rate, e forse alcuni elementi in meno avrebbero giovato alla fluidità generale del titolo. Per concludere la lista dei difetti grafici, è doveroso menzionare la realizzazione delle esplosioni, vere e proprie “macchie” di colore, che sembrano essere state realizzate in fretta e furia, senza aver avuto il tempo di sostituirle con qualcosa di un po’ più vicino al livello minimo di decenza.

Extra in quantità
La longevità del titolo non è elevata, ed è possibile portarlo a termine entro cinque/sei ore senza particolari sforzi. Fortunatamente, la possibilità di rigiocarlo è elevata leggermente dalla struttura a missioni suddivise che lo caratterizza. Ottenendo punteggi sempre migliori, inoltre, è possibile sbloccare numerosi extra visionabili nell’apposito menu, che comprendono trailer, making-of, spettacolari artwork preliminari, ed un player per l’ascolto delle tracce audio.

La componente online è limitata alle classifiche dei punteggi, ed a una futura integrazione con i trofei del servizio Home. Infine, è supportata la funzionalità di Riproduzione remota, che permette di utilizzare una PSP come interfaccia, utilizzando lo stick analogico per il controllo del drago in volo; anziché una vera e propria funzionalità del gioco, questa si dimostra una promettente feature per il futuro, visto che in questo caso l’assenza di sensori di movimento e doppi tasti dorsali nella console portatile si fa sentire con pesanti limitazioni.
Recensione Videogioco LAIR scritta da GARESE Lair non si è rivelato quel capolavoro promesso dal team Factor 5. Le potenzialità per un buon titolo sono presenti e ben riconoscibili, come ad esempio un utilizzo ottimale del controller Sixaxis, una colonna sonora indimenticabile, ed una generale sensazione di epico. Purtroppo, sono presenti anche molti problemi, fra i quali spicca una macchinosità non indifferente nel gameplay e molti, troppi piccoli difetti grafici, forse frutto di uno sviluppo affrettato e poco curato nei particolari. Ciò non fa altro che rendere ancora più amara la delusione iniziale per il gioco, che comunque saprà regalare agli amanti del fantasy alcuni momenti emozionanti. Vista la mole di titoli in arrivo entro la fine dell’anno, Lair non sembra essere in grado di ritagliarsi un posto degno di nota fra i giochi da non perdere, né tanto meno fra le cosiddette Killer Application, dai cui standard è ben lontano...
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