Recensione di The Eye of Judgment

Copertina Videogioco The Eye of J.
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Strategico
  • Sviluppatore:

     SCEJ
  • Distributore:

     Sony
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-2
  • Data uscita:

     Disponibile
- le carte prendono vita grazie a PS Eye
- sistema di regole semplice, ma divertente e impegnativo
- comparto grafico degno della next-gen
- manca una modalità Storia
- le musiche potrebbero non piacere a tutti
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A cura di (Garese) del
Le trasposizioni videoludiche dei cosiddetti Trading Card Game sono ormai una realtà tutt’altro che rara; praticamente ogni gioco di carte collezionabili può vantare della propria controparte virtuale. L’unica differenza fra le due versioni, spesso identiche nelle regole e nelle carte disponibili, è l’assenza “fisica” delle carte stesse. Con The Eye of Judgment, Sony ha confezionato uno dei più innovativi video game degli ultimi tempi, unendo una collezione di carte “tangibili” ad un ottima componente videoludica.

I contenuti della confezione
Il titolo è venduto in un bundle con numerosi contenuti: la telecamera PlayStation Eye, un tappetino da gioco di circa 45x45cm, un supporto per tenere la telecamera fissa sul tappetino, un mazzo iniziale di trenta carte ed una bustina di espansione contenente otto carte.

Le regole di gioco
The Eye of Judgment è un Trading Card Game a tutti gli effetti, con un set iniziale formato da un centinaio di diverse carte, ognuna contraddistinta da vari attributi e da un grado di rarità. In questi giorni dovrebbero essere resi disponibili i mazzi tematici precostruiti e le buste di espansione.

Una normale partita a The Eye of Judgment si svolge sul tappetino da gioco incluso nella confezione, suddiviso in nove diversi riquadri chiamati “campi”.
Dopo aver mescolato il proprio mazzo di trenta carte, un giocatore ne pesca le prime cinque tenendo il mazzo capovolto, e cerca di raggiungere lo scopo della partita, occupare cinque campi prima dell’avversario, attraverso una sequenza di turni. Ogni turno è suddiviso in cinque diverse fasi, nelle quali è possibile pescare una nuova carta, lanciare un incantesimo ed eventualmente evocare una creatura per dare inizio ad uno scontro con una di quelle appartenenti al proprio avversario.

Le carte presenti sono suddivise in tre tipologie: Carte Funzione, che svolgono determinate azioni, come ad esempio terminare il turno o mostrare lo stato di tutte le creature presenti sul campo da gioco, rendendo meno necessario quindi l’utilizzo del controller; Carte Creatura, che permettono di evocare una creatura all’interno di un campo, a patto di avere sufficienti punti Mana per poterlo fare, e carte Incantesimo, che permettono di lanciare magie di vari tipi, ad esempio attacco, protezione, o cambiamento della disposizione delle carte.

Prima di eseguire una qualsiasi azione, è necessario tenere in considerazione numerosi fattori, primo fra i quali è la quantità di punti Mana (ottenibili all’inizio di ogni turno) necessari a compierla. L’evocazione di qualsiasi creatura dovrà essere eseguita tenendo conto dell’elemento alla quale essa appartiene: i campi del terreno di gioco sono contraddistinti infatti da un elemento (Fuoco, Acqua, Legno, Terra e Biolite) che condizionerà in positivo o in negativo la salute della creatura evocata su di esso, a seconda del grado di affiliazione fra i due elementi. Posizionare ad esempio una creatura di Fuoco sopra un campo di Acqua non avrà certamente un effetto positivo… Anche la direzione nella quale si evoca una creatura risulta di grande importanza, dato che questo condizionerà la possibilità della creatura stessa di attaccare i propri avversari negli altri campi. Ogni creatura ha infatti un range di attacco e di difesa, entrambi specificati su ogni carta, che specificano in quali campi, rispetto a quello sul quale è stata evocata, la creatura può eseguire un attacco o difendersi da esso. Evocando una creatura in modo che uno dei suoi campi di attacco sia occupato da una creatura nemica, essa eseguirà automaticamente l’attacco prima della fine del turno; durante i turni successivi, gli attacchi della creatura dovranno essere esplicitamente impartiti con una Carta Funzione, e verranno eseguiti se i corrispondenti requisiti in punti Mana sono soddisfatti.

L’Occhio osserva…
A questo punto della recensione, The Eye of Judgment potrebbe sembrare un Trading Card Game al pari di molti suoi simili, e sotto molti aspetti ciò corrisponde alla verità: è possibile, infatti, giocare partite con gli amici utilizzando semplicemente le carte, senza aver bisogno di altro. In questo modo, però, si perderebbe la caratteristica che rende il titolo davvero unico nel suo genere: lo sfruttamento della telecamera PlayStation Eye.

Una volta fissata la telecamera sul proprio supporto, e posizionata ad “osservare” il tappetino da gioco, essa catturerà ogni azione eseguita dal giocatore tramite l’utilizzo delle carte, portandola letteralmente in vita sullo schermo. Sarà quindi possibile osservare in tempo reale evocazioni, incantesimi e combattimenti. Inoltre, il gioco registrerà automaticamente ogni statistica delle varie creature, offrendo quindi una notevole comodità al giocatore, che potrà così concentrarsi unicamente sulla strategia da adottare per avere la meglio sul proprio avversario.
In questo modo, un “tradizionale” gioco di carte si trasforma in una divertente, e visivamente appagante, applicazione della cosiddetta ”Realtà Aumentata” (variante della realtà virtuale, nella quale oggetti reali interagiscono con oggetti generati virtualmente), che ricorderà ai fan della saga di Star Wars i fantascientifici scacchi visti nel primo episodio.

Modalità di (video)gioco
Nella schermata principale del titolo possiamo scegliere se partecipare a partite offline o online. Una delle più grandi mancanze di The Eye of Judgment è senza dubbio l’assenza di una modalità Campagna (o story mode, che dir si voglia…); il filmato introduttivo, ben realizzato e d’impatto, lascia intendere una guerra combattuta non fra gli eserciti contendenti, ma fra maghi evocatori di creature. La modalità per giocatore singolo, però, non ha alcuna traccia di storia o introduzione alle partite. Si può scegliere la difficoltà dell’avversario virtuale fra cinque livelli disponibili, il mazzo di carte da utilizzare e l’ambientazione della partita. Sarebbe bastato qualche semplice dialogo introduttivo con il mago avversario fra una partita e l’altra, per dare alla modalità per giocatore singolo una parvenza di storia, rendendola così anche più coinvolgente.
Le altre opzioni di gioco offline permettono di giocare in locale contro un amico dotato del proprio mazzo di carte, o di guardare due avversari virtuali fronteggiarsi fra loro.

Attraverso l’opzione Carte è possibile far riconoscere le varie carte in nostro possesso alla PlayStation Eye, per visualizzarne una descrizione e l’appartenenza geografica, con tanto di mappa virtuale del mondo in cui il gioco è ambientato. La modalità Judgment ha invece un’utilità che resta al momento oscura, in quanto permette unicamente di “scoprire” chi sarebbe il vincitore di un ipotetico conflitto fra due creature specificate ponendo le carte sotto la telecamera.
Molto più utile è invece l’estensiva Guida, che attraverso lunghi e dettagliati video introduce i novizi alle basi del gioco, fino alle tecniche più avanzate.

Per quanto riguarda la componente online, il gioco offre la possibilità di cimentarsi in partite personalizzate o classificate. Nel primo caso potremo creare una stanza virtuale per poter invitare un amico e sfidarlo, oppure cercare una partita in base alla lingua di appartenenza dell’avversario; le partite classificate aggiungono invece, come era prevedibile dal nome, una classifica suddivisa in vari Regni, uno per ogni elemento, per scalare la quale dovremo ottenere dei punti Onore vincendo le varie partite contro gli avversari. In entrambi i casi, le partite online offrono un livello di sfida che solo un avversario umano, seppur a distanza, può garantire; la chat testuale e vocale può essere utilizzata per comunicare con l’avversario, ed una partita può avere esiti sempre imprevedibili, con numerose situazioni di Scacco (quattro campi occupati da un giocatore), e può arrivare anche alla durata di poco meno di un’ora, a seconda delle carte estratte dai due contendenti. Fortunatamente, è possibile impostare di non visualizzare le sequenze di combattimento fra le varie creature, mostrandone solo gli effetti sui loro attributi, con il vantaggio di abbreviare i tempi fra un turno e l’altro.

Per evitare che un giocatore si comporti poco correttamente giocando online, scegliendo cioè di proposito le carte più adatte alle varie situazioni, il gioco impone di registrare il proprio mazzo di carte prima di avventurarsi nelle partite. In questo modo, il gioco estrae automaticamente le carte fra quelle del giocatore, mostrando quali sono state estratte, e possono quindi essere utilizzate nei vari turni.

Tecnicamente
Sul piano tecnico, The Eye of Judgment si rivela essere un titolo ben realizzato sia per il comparto grafico a 720p che per quello sonoro.
Gli elementi che caratterizzano i campi sono realizzati in modo semplice ma efficace, e ad ogni evocazione, lancio di incantesimo, o qualsiasi altra azione corrisponde un’animazione sul piano di gioco, contornata da effetti di ogni tipo. Le animazioni delle creature, molto ben caratterizzate, sono realizzate con cura, ma potrebbero alla lunga risultare ripetitive (per questo è possibile impostarne la non-visualizzazione).
Il sonoro è composto interamente da musica heavy metal, che cambia in base al luogo della sfida e a seconda delle situazioni di gioco; ad esempio, durante uno Scacco diverrà molto più incalzante. Le varie tracce sono orecchiabili e d’effetto, ma probabilmente faranno storcere il naso a chi proprio non riesce a sopportare il genere. Il doppiaggio delle creature, in lingua inglese, alterna invece alti e bassi, dato che per alcune creature poteva essere fatto uno sforzo maggiore per renderne meglio la personalità-
La PlayStation Eye, vera e propria protagonista del gioco, esegue bene il proprio dovere nella stragrande maggioranza delle situazioni. In condizioni di luce “normali” (ad esempio l’illuminazione solare di una stanza durante il pomeriggio, o un normale lampadario acceso) il riconoscimento delle carte avviene praticamente in contemporanea con il loro posizionamento sul tappetino di gioco.
Recensione Videogioco THE EYE OF JUDGMENT scritta da GARESE The Eye of Judgment è uno dei titoli più innovativi degli ultimi tempi, che può contare su una solida giocabilità dovuta ad un insieme di regole ben congegnato, ed una tecnologia innovativa grazie alla Realtà Aumentata e alla PlayStation Eye. Pur mancando di una modalità per giocatore singolo degna di questo nome, il titolo saprà regalare molte ore di divertimento nelle partite multigiocatore, da sempre il punto di forza di questo genere di giochi, offrendo in questo caso una corposa componente online. Gli amanti dei Trading Card Game ne saranno entusiasti, per tutti gli altri vale almeno la pena dare… un’Occhiata.
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