Recensione di Folklore

Copertina Videogioco Folklore
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Game Republic
  • Data uscita:

     Disponibile
- Due personaggi giocabili differenti tra loro
- Più di 100 Folk da recuperare
- Ambientazioni suggestive
- Buon uso del Sixaxis
- Grafica sottotono
- Scene d’intermezzo statiche
- Trama a tratti enigmatica
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A cura di (Spetz) del
Negli ultimi mesi abbiamo avuto modo più volte di confrontarci con il nuovo progetto di Game Republic, un gioco che si preannunciava evocativo e particolare grazie ad una storia influenzata dalle leggende e tradizioni Irlandesi ed un gameplay a metà strada tra l’action e l’RPG. Sony non ha voluto perdere l’occasione per dare un assaggio di questa esclusiva, presentando ben due demo, alla fine di Agosto e a metà Settembre, scaricabili direttamente dal Playstation Store. Ma vediamo cosa rende questo gioco molto interessante.

Due storie parallele, tra loro intrecciate
Come già molti di voi sapranno una delle peculiarità di questo titolo è rappresentata dalla scelta tra due differenti personaggi giocabili: da un lato la giovane e inesperta Ellen, dall’altro il più misterioso e navigato Keats.
Ellen ha perso la madre quando era soltanto una bambina ed ora, ben diciassette anni dopo, ha ricevuto una sua misteriosa lettera che le parla di un luogo chiamato Oltremondo. Le viene dato appuntamento su una scogliera nei pressi di Doolin, un piccolo paesino sul mare, in cui si sono verificati e si verificano tutt’ora eventi molto strani. Tutto quello che trova però è il cadavere di una donna: è appoggiato nei pressi del burrone e cade di sotto prima che lei possa avvicinarsi.
Al contrario Keats è un giovane, ma già esperto giornalista, scrive per una rivista che si occupa di misteri legati all’esoterismo ed all’occulto, ed un giorno riceve inaspettatamente una telefonata anonima da parte di una donna, la quale, in preda all’agitazione, gli nomina dell’Oltremondo, dei Faery, e lo prega di raggiungerlo in un luogo chiamato Doolin. Incuriosito dalla vicenda decide di recarsi sul posto e, una volta arrivato, intuisce che i suoi presentimenti potrebbero rivelarsi fondati, che realmente dovrebbe esserci un bello scoop da documentare, in modo tale da diventare un punto di riferimento per il suo ambiente.
E’ così quindi che ha inizio il viaggio dei due ragazzi verso mete che non immaginano nemmeno lontanamente, verso quei regni che fanno parte dell’Oltremondo, alla ricerca delle risposte ai loro interrogativi.
Come già si era potuto osservare nelle demo, le due vicende sono tra loro indipendenti. Ellen e Keats si incontrano sul cammino, ma la maggioranza dell’avventura si svolge separatamente. Spesso finiranno col passare nei medesimi luoghi, incrociarsi, ma vivranno esperienze differenti e non soltanto per quello che riguarda il percorso e l’interazione con altri personaggi, ma anche per quello che concerne il gameplay, possedendo sostanzialmente le stesse capacità, ma mettendole in pratica in modo differenziato.

I Folk e l’Oltremondo
L’esperienza si svolgerà alternando piccole fasi esplorative, all’interno di Doolin e nei suoi dintorni, alle sessioni di battaglia nell’Oltremondo. Si inzia esplorando il Regno di Faery, il primo passo dei due giovani all’interno del Mondo dei morti, passando poi ad altre realtà dai tratti molto differenti. Alla fine di ogni missione si farà sempre ritorno al villaggio, dal momento che i vari Regni sono tra loro slegati e le stesse anime non sono libere di vagare dove meglio credono.
Ellen e Keats, nel corso del loro viaggio, non si servono di armi o incantesimi per sconfiggere i nemici, bensì assorbono le anime di questi ultimi sfruttandole a proprio vantaggio. I Folk sono composti dalle essenze dei morti e attaccheranno ogni volta che ci si avvicinerà. Dopo aver acquisito i loro Id, saranno completamente al vostro servizio, permettendo di catturare esseri sempre più potenti, nonché di sconfiggere gli enormi Folklore, dei Boss di fine livello presenti in ogni regno. E’ necessario scegliere di volta in volta i Folk più adatti nella situazione concreta. Già in questo caso ci sono da sottolineare delle differenze tra i due protagonisti: infatti i Folk, a parte qualche eccezione, sono differenziati, garantendo quindi una maggiore longevità nel momento in cui si rivive l’avventura con il secondo personaggio. In totale saranno più di 100 le creature di cui si può entrare in possesso, alcune più complesse di altre da catturare, trovandosi in luoghi nascosti.
Mentre Ellen riesce a compiere questa attività indossando dei particolari indumenti, in grado di assorbire le anime, Keats sembra già un predestinato, potendo, senza l’ausilio di alcun oggetto, compiere queste azioni. Inoltre, come se non bastasse, possiede una barra di energia extra, una sorta di turbo, che si attiva man mano che vengono acquisiti nemici. Arrivati al punto massimo Keats potrà trascendere il suo stato e dare sfogo ad una potenza devastante, utilizzando tutti i Folk in modo più efficace. In queste fasi la sua carnagione diventerà molto chiara, i suoi capelli una folta chioma argentata, gli occhi intrisi di un viola demoniaco. Anche i loro accompagnatori sono ben differenziati: da un lato Scarecrow, una sorta di allegro spaventapasseri, e dall’altro Belgae, un misterioso soggetto invisibile con una maschera carnevalesca ad identificarne il viso.

Finalmente si usa il Sixaxis
Il sistema di controllo sfrutta a dovere il sensore di movimento del Sixaxis, indispensabile nelle fasi di acquisizione e assorbimento degli Id. Ogni volta che un Folk viene colpito rilascia all’esterno un’aura di colore azzurro. Questo sta a significare che gli è stato inflitto un danno. Nel momento in cui questa aurea diviene rosata bisogna agire: si dovrà tenere premuto R1 e tirare il controller verso di sé proprio come se si stesse recuperando una corda. Inoltre mentre per molti Folk di base sarà sufficiente questo movimento, per i Boss e i Folk più complessi sono richieste altre tecniche, come ad esempio scuotere velocemente il joypad verso destra e poi verso sinistra fino a riempire un’apposita barra; soltanto in quel momento allora si dovrà procedere a tirare verso il proprio corpo.
In altro a destra sullo schermo, è visualizzata una griglia corrispondente, ai quattro Folk che si possono equipaggiare contemporaneamente. Ognuno di questi è identificato tramite i quattro tasti frontali del controller, e può essere sostituito in ogni momento premendo L2. In questo caso, infatti, si apre un apposito menù in cui sono elencati tutti i Folk acquisiti.
Il sistema dei menù è a metà strada tra quello di un action e di un RPG, dal momento che sono presenti descrizioni dei vari attacchi dei Folk, oltre a tabelle di potenziamento degli stessi, ma dall’altro la struttura è decisamente più snella rispetto ai classici giochi di ruolo.
Sul vostro cammino vi imbatterete in molte persone con cui scambiare due chiacchiere e molte di queste vi daranno indizi e consigli su come agire o comportarvi durante le fasi di gioco.

Grafica e scene d’intermezzo
Il comparto grafico è uno dei punti deboli, a fronte comunque di un’ambientazione ottimamente congegnata che riesce a colmare la lacuna. Il villaggio di Doolin è reso molto bene, ha la giusta atmosfera che alterna mistero e quiete, tranquillità a tratti ma una sensazione di inaspettato che si cela dietro l’angolo. Anche i Regni con i loro colori e la loro identità sono interessanti e rendono comunque gradevole l’esplorazione.
Le sequenze di intermezzo tra una scena di gioco e l’altra sono a fumetti, con i personaggi che intervengono per mezzo delle apposite vignette. Non mancano dei filmati veri e propri, come anche nelle fasi introduttive, di buona fattura ma distanti dagli standard cui ormai ci stiamo abituando, soprattutto per quello che ci aspetta nei mesi a venire. Inoltre il doppiaggio in italiano, pur essendo piuttosto preciso, non riesce ad avere quell’incisività a livello cinematografico che abbiamo goduto, ad esempio, in Heavenly Sword.
La stessa scelta dei fumetti, seppur originale, spesso mina il coinvolgimento emotivo, non rendendo giustizia in molti casi alle circostanze, anche drammatiche ed inquietanti, in cui ci si imbatte.
Recensione Videogioco FOLKLORE scritta da SPETZ I ragazzi di Game Republic si sono riscattati dopo il fallimento di Genji, confezionando un titolo con dei difetti ma anche molti aspetti positivi. A fronte di un comparto grafico poco incisivo e di sequenze di intermezzo un po’ troppo neutre si devono sottolineare l’ottimo comparto audio oltre ad un buon gameplay e all’utilizzo del sensore di movimento. La longevità è buona considerando la mole di Folk da acquisire e la presenza di due personaggi giocabili, oltre ad alcune sottomissioni. La trama a tratti risulta enigmatica, tuttavia proseguendo i vari pezzi iniziano ad andare al loro posto.
Folklore quindi è consigliato non solo agli appassionati di avventura, ma in generale a tutti i possessori di Playstation 3, che se lo potranno gustare nell’attesa dei grandi titoli annunciati per i prossimi mesi.
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