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Folklore

Folklore

Intervista a Yoshiki Okamoto e hands on del gioco

A cura di del
Intervista a Yoshiki Okamoto, Presidente e CEO di Game Republic.

Quali sono le interazioni previste tra i due personaggi principali?

Si gioca impersonando entrambi i personaggi, la cui storia avviene nello stesso lasso di tempo, sarà quindi possibile incontrare per caso l'altro, ma senza nessuna interazione in particolare. Non sarà presente una modalità cooperativa, i due hanno stili di gioco differenti: Keats sarà più orientato sul combattimento, mentre Ellen avrà un approccio più strategico. Per avere un'esperienza completa di Folklore, per capire bene la storia, sarà necessario giocarla con entrambi.

Questo si traduce in un numero doppio di capitoli giusto? E quante ore pensa siano necessarie per completare il gioco?
Fondamentalmente sì. Ci sono cinque capitoli per personaggio più due dove si utilizzano entrambi. Probabilmente ci vorranno circa trenta ore, ma ci sono più di cento mostri da catturare e diverse side-quest quindi la longevità può essere ancora maggiore, anche tenendo conto che avremo dei contenuti da scaricare quali nuove quests, nuovi vestiti, nuovi mostri...

Il nome "Folklore" fa subito pensare alla cultura popolare, quale tipo di approccio è stato seguito in questo senso?
Il gioco si sviluppa in Irlanda quindi molto del background culturale appartiene alla cultura irlandese ed europea. Questo non è nuovo per i giochi giapponesi, in special modo per gli RPG che spesso prendono ampiamente spunto dalla mitologia irlandese che è molto popolare in Giappone.

Che tipo di mostri incontreremo durante il gioco?
Dunque, ci sono sette mondi diversi con sette diversi temi dominanti, quindi tra i più di cento mostri che si incontreranno durante il gioco potremo trovare di tutto: dai goblin ai fantasmi ad enormi creature. Alcuni di questi mostri sono più ispirati di altri alla cultura popolare, altri ancora li abbiamo inventati noi.

E parlando di mostri, qual'è il loro scopo?
Dato che sono i personaggi principali ad andare nel mondo dei mostri e non viceversa non avremo qualche tipo di mira di conquista del mondo o cose del genere. Non posso parlare molto perché svelerei troppo della storyline purtroppo!

Allora cambiamo argomento! C'è qualcosa a cui vi siete ispirati per la creazione dei mondi?
Ci piacciono molto i films di Tim Burton, per esempio "La Sposa Cadavere", quello è stato sicuramente una fonte d'ispirazione. Più i personaggi vanno attraverso i diversi mondi più gli ambienti diventano inospitali e diversi dal mondo umano. Si parte da qualcosa di molto vicino a noi per sprofondare sempre di più verso il mondo finale.



Dopo i trailer mostrati nelle ultime settimane e in concomitanza con l’apertura della Games Convention di Lipsia, finalmente è stata resa disponibile sul Playstation Store la demo dell’originale quanto enigmatico Folklore. Il download potrà essere effettuato per un tempo limitato, soltanto fino al 31 Agosto.

Vagare nell’Oltremondo
All’inizio della demo è possibile selezionare entrambi i personaggi: da un lato Ellen, che si immergerà nel Primo Oltremondo, il “Regno di Faery”, dall’altro Keats che esplorerà il Secondo Oltremondo, chiamato “Warkadia”. Sicuramente molti di voi saranno già a conoscenza della vicenda, ma è meglio rispolverarla. Ellen è una ragazza Irlandese che un giorno riceve una lettera da parte di sua madre. Quest’ultima però è defunta ben diciassette anni prima. Keats invece è un reporter di Unknown Realms, celebre rivista che si occupa di misteri irrisolti, il quale viene convocato da una telefonata anonima, a Lemrick, villaggio natale di Ellen, per indagare su alcune morti sospette. Inizierà a questo punto il viaggio dei due protagonisti, che li porterà a visitare l’Oltremondo, per conoscere la verità.
Come già si sapeva da tempo mancano i filmati di intermezzo tra una sequenza giocata e l’altra, sostituiti da scene in stile fumetto, nelle quali i personaggi parlano attraverso dei baloon. Come impatto sorprende dal momento che ci si aspetterebbe una vicenda di stampo cinematografico che invece in questo modo non sembra avere ragione d’esistere. E’ vero che se da un lato non si perde nemmeno una parola dei dialoghi, in quanto è il giocatore a scegliere quando skippare le scene, dall’altro tutto ciò rende la storia meno vivida.
L’ambientazione dal canto suo sembra coprire tale lacuna e forse è proprio per esaltarla che gli sviluppatori hanno compiuto questa scelta: sottolineare la natura onirica dell’esperienza che attraversa le menti dei due ragazzi, con una comunicazione più a livello sensoriale che concretizzata per mezzo del linguaggio.

Ellen e il Regno di Faery
Il mondo di Faery in cui si addentra Ellen è un posto dalle atmosfere e dai toni di colore distensivi, prati ricoperti fiori e piante di ogni genere, popolato da bizzarre creature, i Folk, più dispettose che malvagie, per lo meno al loro stadio basilare. Nelle prime fasi si viene introdotti da una specie di spaventapasseri con una lanterna in mano, chiamato Scarecrow, che ci informa riguardo alla missione da compiere, cioè sconfiggere il grosso Folk della foresta ed assorbirne l’Id (la sua anima). I Folk quindi popolano l’Oltremondo e devono essere catturati per poterli poi utilizzare come strumento di attacco e di difesa allo stesso tempo.
Ellen ha 3 Folk di base:
POUKE: è un mix di vizi e virtù, dispettoso per natura e crudele in gruppo, è usato per dei semplici attacchi combo che infliggono pochi danni.
KILLMOULIS: è un essere amichevole, ama fare dispetti per attirare l’attenzione ed è utile per la difesa.
BOOBRIE: è il più forte tra i Folk base, divora chi gli si avvicina.

Keats e il burrascoso Warcadia
Warkadia è molto diverso, decisamente lontano dalle sensazioni estatiche di Faery. Keats si ritrova in un luogo in cui imperversa una guerra che pare eterna, dove le anime dei morti che amano combattere continuano in una spirale senza fine. In sottofondo si sente il rumore degli aerei, simili ai bombardieri della Seconda Guerra Mondiale, e i boati causati dall’esplosione di bombe, non troppo lontano da dove ci troviamo.
L’atmosfera è differente, anche nei dialoghi delle vignette si coglie: c’è un sarcasmo di fondo nell’affrontare gli eventi da parte del giornalista, intellettuale nell’aspetto ma decisamente cowboy nel modo di porsi. E’ esperto del mistero e non lo teme, per Ellen le cose stanno diversamente, è più ingenua e riflessiva oltre che meno propensa all’azione.
Anche Keats viene accompagnato da un tipo parecchio strano, un essere invisibile di nome Belgae, che indossa una maschera in tutto simile a quelle che si vedono durante il carnevale di Venezia. La missione è identica nella sostanza a quella di Ellen: procurarsi altri Folk e recuperare il Folklore, la creatura più forte del Warcadia.
Keats ha 2 Folk base:
HAWK: è un guerrigliere minore, poco audace e decisamente pasticcione
BRUMMBEAR: spara cannonate devastanti, è pigro ma se si accende la rissa si esalta
Queste tipologie, come le altre acquisibili nel livello, sono più aggressive di quelle del Regno di Faery e anche più divertenti da utilizzare.
Al contrario di Ellen non ha una serie di indumenti sbloccabili, ma è dotato di una barra rossa che si riempie per mezzo di una polvere gialla. Raggiunto il massimo trascende il suo stato diventando fortissimo, i suoi capelli mutano dal castano al grigio e il suo sguardo assume una parvenza demoniaca. Una volta attivata la barra inizierà a scendere, quindi è necessario colpire velocemente per infliggere il maggior numero di danni possibili ed incamerare molte anime.

Il gameplay e la struttura dei menù
Il sistema di combattimento è decisamente interessante: si parte con i Folk base, assegnati ai tasti frontali del controller (triangolo, quadrato, cerchio, X). Acquisendone di nuovi si dovranno di volta in volta selezionare quelli più adatti in ogni specifica situazione. Premendo il tasto L2 comparirà una griglia che ci riassumerà anche le funzioni delle varie creature.
Sullo schermo, in alto a destra, ci sono due barre: la prima di colore verde che indica i punti di vita del personaggio, la seconda di colore blu, mostra la Capacità Mentale del protagonista e si consuma utilizzando i Folk. I più potenti la finiscono velocemente, ma non è un grande problema perché si ricarica quasi subito. In alto a sinistra invece è visualizzato il radar, utile per capire la vostre posizione, quella dei nemici e delle pozioni curative per ripristinare l’energia. Il percorso è abbastanza obbligato (ricordando in questo Final Fantasy), con sentieri da seguire e personaggi strambi, con cui scambiare due chiacchiere, che ne approfitteranno per dare informazioni sul livello in cui ci si trova.
Il menù è ben realizzato, molto evocativo, ed accompagna perfettamente l’atmosfera del gioco. La struttura è a metà strada tra l’RPG e il gioco d’azione, con un menù vario ma non ramificato in maniera estrema come in altri titoli. Ci vengono mostrati i Folk già acquisiti, mentre le caselle mancanti appartengono a quelli ancora da assorbire. Inoltre è segnalato lo stato di potenziamento delle vostre “armi”, precisamente del loro Karma, con tabelle contenenti obbiettivi specifici da raggiungere. Infine possiamo rivedere gli oggetti speciali che abbiamo raccolto sul nostro cammino.
Una delle peculiarità più rilevanti è contenuta nel sistema di controllo che fa un buon utilizzo del sensore di movimento del Sixaxis. Finalmente, infatti, il nuovo controller è impiegato per un aspetto fondamentale del gameplay, cioè assorbire l’energia vitale dei Folk che dovete affrontare. Per gli esseri più semplici basterà tirare verso di se il joypad, mentre per quelli più complessi lo si dovrà fare al momento giusto, oppure muoverlo alternativamente a destra e a sinistra, e successivamente indietro. Il metodo necessita di qualche minuto di pratica, ma poi risulta estremamente appagante. I boss richiedono tattica per essere sconfitti ed è importante consultare le immagini contenute nell’album dei Folk per capire come batterli.

Conclusioni
Questa demo è decisamente di buon auspicio per la versione definitiva, avendo mostrato ambientazioni intriganti e un gameplay originale. Anche graficamente l’impatto è buono, migliore rispetto a quello dei trailer mostrati in precedenza. I colori, accesi e brillanti, sono una gioia per gli occhi, i Folk ed i due protagonisti ben curati, con differenze marcate nel carattere e nello stile di combattimento. Ellen è più lenta ed impacciata, Keats dal canto suo è più brillante, fischiettando e facendo commenti mentre assorbe i Folk. Speriamo che l’assenza dei filmati non penalizzi lo svolgersi della trama.
Ormai non resta che aspettare il lancio per avere la conferma delle ottime impressioni avute, fissato per fine Ottobre.
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