Anteprima di Folklore

Copertina Videogioco Folklore
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Gioco di ruolo
  • Sviluppatore:

     Game Republic
  • Data uscita:

     Disponibile
A cura di (Spetz) del
Ormai si spreca il numero di giochi, RPG puri e d’avventura, dall’impostazione fantasy, con atmosfere fiabesche, ammantate dalla magia di tradizioni culturali e artistiche. Da sempre la saga di Final Fantasy è l’emblema di questa categoria, affondando le sue radici nella mentalità nipponica e nello stile manga che caratterizza i suoi personaggi.
I Game Republic stanno lavorando per offrire un’esperienza particolare che si discosti in parte dalle altre, che mescoli alcuni aspetti tipici degli RPG con il genere d’avventura e d’azione in senso stretto. Il team in questione è reduce dallo sviluppo di Genji 2: mentre il primo episodio, proposto come controparte della saga Onimusha, ha riscosso successo sulla vecchia PS2, il secondo, disponibile dal giorno del lancio europeo di PS3, non si è dimostrato all’altezza, risultando piuttosto deludente. C’è quindi grande voglia di riscatto, di rifarsi con l’attuale progetto che viene portato avanti: Folks Soul per la versione giapponese, Folklore per noi europei.
Già annunciato durante lo scorso inverno come Monster Kingdom: Unknown Realms, il titolo ha subito un cambio negli ultimi mesi. La scelta non è casuale, dal momento che per tutta la durata dell’avventura ci saranno importanti riferimenti e richiami alla tradizione e ai miti irlandesi, con atmosfere ad effetto, cariche di pathos ed energia.

Due protagonisti molto diversi tra loro
Come avrete capito il gioco è ambientato in Irlanda, nel piccolo villaggio di Lemrick. I due ragazzi al centro degli eventi hanno storie diverse e provengono da realtà distanti tra loro. Tuttavia le loro vite sono destinate a congiungersi nella ricerca di risposte a quesiti differenti, ma comunque legati a doppio filo. Ellen è una giovane ragazza dai capelli biondi e dai lineamenti puliti, la quale riceve una lettera scritta dalla madre, morta però ben diciassette anni prima. Keats invece ha un aspetto fortemente intellettuale ed è molto esperto di misteri a sfondo esoterico, scrivendo per una rivista che si occupa di occulto, intitolata proprio Unknown Realms. Egli giungerà al piccolo villaggio per capire cosa si cela alle spalle di alcuni misteriosi omicidi; sarà contattato ed invogliato ad intraprendere il viaggio da una telefonata anonima. Ben presto scoprirà l’esistenza di un particolare portale in grado di mettere in collegamento tra loro rispettivamente il mondo dei vivi e quello dei morti. Partirà così il pellegrinaggio dei protagonisti, attraverso sette reami, per riuscire a scoprire la verità.
Il gioco si preannuncia già originale per alcuni aspetti: all’inizio della vicenda infatti si può scegliere chi dei due ragazzi utilizzare come personaggio giocabile. Tale scelta inciderà sull’esperienza di gioco, comportando modifiche delle ambientazioni, oltre che della creature che potremo controllare. La struttura di combattimento poggia infatti interamente sull’evocazione dell’energia appartenente agli esseri in nostro possesso.
Ognuno dei protagonisti avrà a disposizione dall’inizio due Folk, particolari creature da utilizzare per sconfiggere i mostri che incontreremo lungo il cammino. Niente armi quindi ma soltanto attacchi magici attraverso questi bizzarri esseri, che ci consentiranno di risucchiare le anime delle altre bestie. Sembra che per svolgere questa operazione verrà impiegato il sensore di movimento del Sixaxis, da scuotere avanti eindietro.
Ellen combatterà in maniera più strategica e i Folk da lei comandati indurranno cambi di forma sui nemici. Keats, dal canto suo, sarà più brutale, usufruendo di Folk più potenti e meno tattici.

Un mondo incantato, da gestire con astuzia
Durante l’avventura ci troveremo anche a vagare nel regno degli spiriti, il Netherworld, con distese di prati e fiori da attraversare che ricordano molto da vicino il film “Al di là dei Sogni” con Robin Williams, del resto anch’esso molto evocativo e denso di significato.
I nemici contro cui confrontarsi richiederanno tattiche sempre nuove e differenziate per essere sconfitti. Ognuno ha un punto debole che permette, se scoperto, di catturarlo senza troppe difficoltà.
Come avviene negli RPG si dovranno attaccare i Folk con le magie corrette per poter togliere loro l'energia e, se lo si farà nel modo giusto, comparirà un’anima di colore azzurro. Stordendo i Folk, uscirà all’esterno l’anima di un colore rosato, e in quel preciso momento bisognerà essere rapidi a risucchiarla. Altra peculiarità che lo avvicina ai giochi di ruolo è la necessità di ritornare nei livelli già giocati qualora si desiderasse recuperare alcune pietre nascoste in luoghi non raggiungibili al primo passaggio, utili per potenziare il personaggio e le creature controllate.
I boss di fine livello non mancheranno e necessiteranno di molta tattica per essere domati: i modi per sconfiggerli varieranno da un personaggio all’altro, invogliando il giocatore a vivere l’avventura con entrambi poiché differente sarà l’esperienza.
Non è prevista una vera e propria struttura multiplayer ma saranno concessi, su Playstation Store, dopo l’arrivo nei negozi, alcuni contenuti scaricabili.
In particolare si parla di:
- Nuove quest, inclusi dungeon creati dagli utenti tramite un apposito editor, seguendo, da questo punto di vista l’esempio dettato dall’atteso Little Big Planet.
- Nuovi indumenti per Ellen, che le garantiranno potenziamenti come ad esempio una migliorata resistenza a certi attacchi elementali.
Keats non ne avrà bisogno poiché sembra che ad un certo punto riuscirà a raggiungere la capacità di modificarsi, di trascendere il suo normale stato, per diventare uno spietato ed implacabile combattente. Nel trailer disponibile sullo Store si vede la sua metamorfosi verso la conclusione, quando la sua chioma nera improvvisamente diviene grigia, la sua pelle argentata e gli compare una specie di tatuaggio sul viso.
Tecnicamente Folklore non è "allucinante" come altri titoli in sviluppo di prossima uscita ma tuttavia i paesaggi fortemente caratterizzati ed emotivamente ben strutturati, oltre all’influenza della mitologia di derivazione nordica, lo rendono un prodotto molto interessante.
La durata del gioco si colloca a metà strada tra un classico gioco d’avventura e un RPG in piena regola: si parla di 40 ore circa per la vicenda principale, anche se saranno di più contando la raccolta di tutti i Folk presenti nel gioco ed il completamento delle quest scaricabili.

Conclusioni
Con due personaggi giocabili impostati in maniera diversa e contenuti scaricabili dallo Store, la longevità sembra essere assicurata. Gli sviluppatori hanno confermato che comunque la versione giapponese avrà delle differenze rispetto a quella europea, senza però precisare per quali aspetti. Sullo Store nipponico è già disponibile una demo e l’uscita nei negozi è imminente, mentre noi europei, per ora, ci dobbiamo accontentare di un trailer. Ci sono comunque buone probabilità per l’arrivo della demo anche da noi, magari già durante il mese di settembre. Quest’autunno la varietà non mancherà sicuramente, chissà che anche Folklore non riesca a ritagliarsi uno spazio nell’ampio parco titoli che ci aspetta.
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