Recensione di Joust

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Azione
  • Costo:

     2,99
- Gli struzzi fanno ridere - Ambientazione di una semplicità estrema
- Controlli poco recettivi
- Stufa subito
A cura di (Spetz) del
Spesso capita di riguardare dietro di sé, pensando al mondo dei videogiochi, e di capire quanto grandi siano stati i progressi fatti da questo settore negli ultimi anni. A maggior ragione spaventa il confronto, con titoli di vent’anni fa, dei giochi attuali, e si riflette su quale stratosferico livello si potrebbe raggiungere nei prossimi venti, proseguendo nello sviluppo e nelle conoscenze tecniche.
Di sicuro nel 1983, quando venne alla luce Joust, ben pochi precursori pensavano che il mondo dei videogames rappresentasse il futuro, un nuovo mondo di intrattenimento, in grado di rivaleggiare con il cinema quanto a costi di produzione e vendite di mercato. Era un’epoca diversa, e oggi questo si coglie come non mai.

A cavallo di uno struzzo…con molta immaginazione
In Joust ci si trova alle prese con un piccolo cavaliere a bordo del suo struzzo da combattimento. Ovviamente la bestia è rappresentata a grandi linee, con dei colori tendenti all’azzurro che, tra l’altro, poco si addicono all’animale in questione che notoriamente è grigio. Il cavaliere appena si nota, a bordo del suo prode destriero, imbracciando una lancia che non è nient’altro che una piccola linea gialla.
Lo scopo del gioco sarà quello di sopravvivere agli attacchi di altri pennuti controllati dai vostri nemici, i quali, peraltro in modo non propriamente intelligente, cercheranno di abbattervi. Verrete attaccati ad ondate e, per metterli fuori combattimento, si dovrà colpirli dall’alto in maniera tale da disarcionare il cavaliere avversario (una specie di antesignano di Lair!). Se invece vi verranno addosso frontalmente o di spalle avranno la meglio e si perderà una delle vite segnate nella parte bassa dello schermo.
La cosa che rende Joust oltremodo antiquato è l’ambientazione, di una semplicità disarmante, con alcune piattaforme marroni da utilizzare come appoggio quando non si vola e uno sfondo nero e vuoto. Anche i controlli sono scomodi, in quanto il vostro pennuto, una volta lanciato in corsa, impiegherà parecchio tempo a frenare, rischiando di finire addosso agli altri volatili senza che il giocatore abbia il tempo di impedirlo. In volo il vostro protagonista non eccelle sicuramente per agilità, risultando macchinoso cambiare direzione, a maggior ragione quando si prosegue e il numero di soggetti sullo schermo aumenta.
L’aggiunta delle partite online non ha molto senso dal momento che difficilmente si riesce a trovare qualcuno che desideri cimentarsi in una partita multiplayer. L’unico elemento che può invogliare a giocare risiede nelle classifiche dei punteggi online, che premiano gli utenti più bravi e, oserei dire, caparbi.
Recensione Videogioco JOUST scritta da SPETZ Joust è adatto per tutti coloro che hanno voglia di fare un tuffo nel passato, e rivivere gli albori del mondo videoludico. La struttura semplice lo rende simpatico al primo impatto, tuttavia l’assenza di modalità e livelli oltre ai controlli ostici lo rendono poco appetibile per una larga fetta del pubblico.
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