Recensione di Full Auto 2 - Battlelines

Copertina Videogioco Full Auto 2
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Guida
  • Sviluppatore:

     Pseudo Interactive
  • Data uscita:

     7 Dicembre 2007 USA
- Immediato e fracassone
- Divertente all'inizio...
- ...ma ripetitivo alla lunga
- Cali di framerate
- Troppo simile al predecessore
A cura di (Songoku) del
Poco più di un anno fa usciva per Xbox 360 Full Auto, un action/racing game che cercava di unire più generi diversi, per proporre un’esperienza quanto più possibile innovativa e completa. Il risultato purtroppo non fu quello che ci si poteva aspettare: il gioco risultò appena sufficiente, con alcuni pregi ma anche troppi difetti. Ora il secondo capitolo, Full Auto 2 – Battlelines, abbandona la console di casa Microsoft per tentare il successo su Playstation 3 (e PSP, ma in questo caso vi rimando alla recensione apposita). Cerchiamo di capire quali siano le prospettive per i ragazzi di Pseudo Interactive.

Trama
Ebbene sì, c’è una trama. A chiamarci all’avventura è SAGE, un dispositivo senziente incaricato di mantenere l’ordine nella città di Meridiana durante i periodi di crisi. I sistemi centrali si SAGE sono stati disattivati e ora la polizia è inerme di fronte agli Ascendant, un gruppo che ha organizzato gare mortali in giro per i vari distretti della città. Nostro compito è gareggiare con gli Ascendant, con lo scopo di sconffiggerli e riportare l’ordine. Purtroppo la trama finisce qui: essa rimane un mero pretesto per dare un minimo di giustificazione alle corse e agli scontri. Male non fa, ma non la si può davvero considerare un valore aggiunto.

Struttura del gioco
Full Auto 2 ripresenta un’articolazione delle modalità di gioco sostanzialmente simile al capitolo precedente. Intraprendendo la “Carriera” possiamo svolgere una serie di missioni, ognuna con uno o più obiettivi principali e alcuni secondari. Se gli obiettivi primari servono soprattutto per il proseguimento della storyline, quelli secondari consentono invece di acquisire nuove auto, armi e potenziamenti vari. Da questo punto di vista il gioco offre una discreta varietà, con un buon numero di modelli di auto e armi diversificate (mitragliatrici, doppiette, fumogeni, cannone laser, paraurti da sfondamento, lanciagranate, mortai ecc). Anche le piste sono abbastanza varie, divise in sei distretti: moda (3 piste), finanziario (3), intrattenimento (3), industriale (2), cantiere navale (2), periferia (3). Ogni distretto ha una sue veste scenografica particolare, così che le varie piste di un distretto si somigliano tra loro ma si differenziano più nettamente da quelle degli altri distretti. Man mano che sblocchiamo automobili e armi possiamo decidere quale combinazione di esse usare per affrontare una determinata missione. Ogni sfida può essere rigiocata infinite volte, al fine di completare tutti gli obiettivi disponibili e guadagnare così nuovi bonus. Dove lo scopo è arrivare primi può essere più utile una macchina rapida e agile, mentre se l’obiettivo prevede l’eliminazione di molti nemici è consigliabile (in linea di massima) una vettura meno veloce ma più potente e resistente.
Selezionando l’opzione “Arcade” possiamo entrare subito in pista, scegliendo uno qualunque dei percorsi (fin dall’inizio) e un certo numero di auto e armi (anche in base a cosa siamo riusciti a sbloccare nella modalità carriera). Possiamo scegliere tra tre modalità: gara (sfida classica dove chi arriva per primo vince), gladiatore (scontro nell’arena contro le altre vetture), gladiatore a squadre (un gruppo di auto contro un altro gruppo rivale).
Nella modalità “Testa a testa” possiamo misurarci con un nostro amico con lo schermo diviso in due. Le impostazioni sono più o meno le stesse di prima: gara e gladiatore.
Per l’ultimo l’”on line”, che ci consente di affrontare (nelle consuete modalità) fino a 7 altri giocatori. Qui troviamo due nuove tipologie di sfida, non giocabili in single player: “Assalto alla base” (un evento a squadre dove occorre cooperare per raccogliere il potenziamento “bomba”, disattivare le difese della base avversaria e distruggerla schiantandocisi contro) e “Il gatto e il topo” (ogni squadra ha un “topo”: l’obiettivo è far sì che il proprio topo arrivi al traguardo, impedendo contemporaneamente a quello della squadra avversaria di arrivarci). Entrambe queste modalità sono una novità nella serie di Full Auto, assenti nel primo episodio.

Grafica e sonoro
Dal punto di vista visivo Full Auto 2 è superiore al precedente capitolo, anche se non ci troviamo di fronte a nulla di straordinario. Il livello del dettaglio è cresciuto (specie se potete usare un televisore che supporti l’alta definizione, fino a 1080p), così come la qualità delle textures. Anche le piste sembrano giovarsi di un design più accattivante ed effetti di luce piacevoli. Esplosioni e distruzioni varie sono realizzate con discreta cura e una buona quantità di effetti particellari (elementi della scenografia, pezzi delle auto, scintille, fuoco, tutte cose che vi schizzeranno intorno mentre cozzate contro nemici e oggetti). Tuttavia, lo ripetiamo, niente che lasci a bocca aperta, considerando che già ora sono disponibili giochi Ps3 capaci di ben altro.
Uno dei maggiori difetti del primo episodio di Full Auto erano i cali di frame rate in corrispondenza delle scene più frenetiche: purtroppo questo problema si ripresenta in Battlelines, che soffre qualche rallentamento nelle fasi più concitate e anche, abbastanza inspiegabilmente, in alcune sequenze più lente, di presentazione della corsa. La giocabilità non ne esce completamente rovinata, ma certamente con un hardware del genere si poteva fare di più.
Altro problema è la difficoltà a leggere le scritte (obiettivi delle missioni, sottotitoli per capire cosa dice SAGE, che parla solo inglese ecc) se usate un televisore tradizionale, non HD. Non sto dicendo che non si capisca nulla di quello che c’è scritto, ma vi troverete a strizzare un po’ gli occhi per riuscirci.
La parte graficamente più gustosa, come già nel capitolo per 360, rimane il replay, che consente di fermare in ogni momento l’azione per rivederne i secondi appena trascorsi (da non confondersi col "recupero", che invece permette di rigiocare un tratto di gara, spendendo parte della propria energia), con la possibilità di vedere il filmato così come ci viene proposto dal gioco, con telecamere virtuali fisse e fotografia volutamente sgranata, oppure fermandolo e gestendo a proprio piacimento l’angolazione della visuale e lo zoom.
Il sonoro si attesta su un livello medio: musica elettronica ed effetti sonori non presentano difetti particolari, ma non c’è nulla di particolarmente innovativo e il tutto fungerà da mero accompagnamento dell’azione e nulla di più.

Gameplay
A livello di gameplay la serie di Full Auto presenta due modalità di base, che ritornano nelle varie missioni e sfide: la corsa in linea e il combattimento in un’arena. La meglio riuscita è certamente la prima: le auto sfrecciano sulle strade generando una buona impressione di velocità, mentre la guida risulta abbastanza immediata nei controlli principali, anche se tenere la macchina in strada non è sempre semplicissimo. Ci si accorge molto presto dell’utilità del freno a mano per eseguire sgommate e derapate, peraltro incoraggiate dal meccanismo del gioco, che ce le ripaga con caricamenti del turbo. Purtroppo però il gioco risulta un po’ macchinoso nel momento in cui si considera che oltre a guidare occorre anche mirare i nemici con la levetta destra e sparare, non dimenticando nel frattempo di tenere presenti i molti indicatori a schermo (per il turbo, il recupero, lo scudo, il surriscaldamento delle armi ecc). Malgrado l’abitudine aiuti, questo eccesso di parametri rende l’azione meno fluida e più frustrante. Giusto per fare un esempio: siccome il puntamento con l’arma e lo sparo si effettuano con due tasti diversi (levetta in un caso, e X o O nell’altro) ma con lo stesso dito (il pollice), capita spesso di mirare un’auto avversaria per poi accorgersi di non riuscire a spararle perché nella frenesia della corsa si è già spostata dal nostro mirino prima che potessimo portare il dito sull’altro tasto. Abbastanza frustrante. E anche la seconda configurazione di tasti disponibile non risolve il problema. A questo si aggiunga che malgrado una buona varietà di automobili e di armi a disposizione, il gioco alla lunga risulta essere piuttosto ripetitivo, il che mina fortemente, come ovvio, la longevità.
Se però le corse possono essere divertenti (almeno inizialmente), la modalità meno accattivante rimane il combattimento nell’arena. Malgrado gli scenari siano abbastanza ampi, questa impostazione toglie quasi del tutto il senso di velocità, e vi troverete troppo spesso a lanciarvi in maniera suicida sui nemici, in folli quanto noiose sparatorie incastrati in un angolo, sperando che la vostra carrozzeria sia più resistente di quella dell’avversario. Le auto stesse, fatte per muoversi in spazi grosso modo rettilinei, risultano difficilmente guidabili nello stretto, dove nemmeno il freno a mano può venirvi in aiuto: se la velocità è bassa, come spesso accade, non riuscirete a girarvi con facilità, risultando facili, goffi bersagli.
Difetti importanti anche nella fisica: siamo d’accordo che sia un gioco arcade, ma il fatto che lo schianto contro un palo della luce produca gli stessi effetti della collisione con un bidone della spazzatura (in termini di velocità dell’auto e sua stabilità sulla strada), più che “arcade” mi pare “ridicolo”.
Il divertimento aumenta leggermente in multiplayer, sia locale che on-line, ma i problemi del gioco non possono sparire solo perché ci si mette a gareggiare con degli esseri umani. Tanto più che l’intelligenza artificiale degli avversari controllati dalla console è forse uno dei punti migliori del gioco, quindi non si riesce a notare una differenza abissale con i giocatori in carne e ossa.
Recensione Videogioco FULL AUTO 2 - BATTLELINES scritta da SONGOKU Full Auto 2 – Battlelines si è rivelato sufficiente ma nulla di più. Malgrado un gameplay immediato e inizialmente divertente, il gioco stanca abbastanza presto, anche a causa di alcuni importanti difetti strutturali (ripetitività dell’azione, combattimenti nelle arene frustranti perché troppo macchinosi, qualche calo di framerate) che peraltro erano già noti nel capitolo precedente. A questo si aggiunga una dose di novità troppo bassa rispetto al primo Full Auto (parliamo di un paio di macchine in più, e qualche nuova modalità nell’online): non ci sarebbero stati grossi problemi se il capostipite fosse un giocone, ma visto che così non è… In definitiva non è propriamente un titolo consigliatissimo, specie se avete giocato all’episodio precedente. Se invece non avete avuto modo di provare il primo capitolo e vi piace il genere, Full Auto 2 potrebbe regalarvi qualche ora piacevole, a patto che vi sappiate accontentare.
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