Recensione di Ridge Racer 7

Copertina Videogioco Ridge Racer 7
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Guida
  • Sviluppatore:

     Namco
  • Distributore:

     Sony Italia
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-14 (Online)
  • Data uscita:

     Disponibile
- Giocabilità immediata.
- Graficamente superbo.
- Colonna sonora varia e coinvolgente...
- ...ma impossibile da personalizare.
- Simile al prequel.
- Non convince la guidabilità coi sensori.
A cura di (OldBoy) del
Ridge RacerNon si sa è una regola fissa, ma per qualche strana ragione, ad ogni debutto di una nuova console Sony la Namco è sempre presente, non tanto con Tekken quanto con l’Arcade Racing per eccellenza, sto parlando ovviamente di Ridge Racer. Era il lontano 1995, quando la grafica poligonale muoveva i suoi primi passi su console. Nonostante il suo più duro rivale su Saturn si dimostrò più carismatico a livello di appeal, il titolo Namco riuscì fin da subito a ritagliarsi un piccolo spazio nel cuore dei giocatori, ma cos'è successo negli anni successivi?

Storia di un mito
Ridge Racer RevolutionDopo un onorevole seguito (una versione rivista e corretta più che altro) ed un capitolo piuttosto anonimo quale Rage Racer, Namco riuscì col passare del tempo a costruire le fondamenta di un titolo straordinario. Si trattava di R4 Ridge Racer Type 4, uscito in Giappone verso la fine del ’98 ed arrivato in Europa l’anno seguente. Type 4 era un notevole passo in avanti rispetto al passato, mostrando un comparto grafico di primissimo livello in grado di spostare il tutto su schermo all’incredibile velocità di sessanta fotogrammi al secondo. Su N64 intanto Namco si rese protagonista di Ridge Racer 64, un capitolo tutt’altro che memorabile. Dopo il quarto capitolo, era giunto il momento di Rage Racer compiere il primo salto generazionale. Il quinto episodio iniziò a sfruttare le elevate capacità di calcolo di PS2 e pur non facendo gridare al miracolo, mostrava un comparto tecnico solido ed incapace di incappare in difetti grafici. Purtroppo non era proprio tutto oro ciò che luccicava e sebbene l’Emotion Engine si dimostrò piuttosto performante, furono in molti a considerare il quinto capitolo, un mero aggiornamento del favoloso Type 4. I giorni passarono inesorabili e se nell’arco di ben quattro anni riuscimmo a vedere sulla piccola PSX la bellezza di ben quattro capitoli, le cose andarono diversamente su Play2. Frutto del disinteresse generale, Namco decise di parcheggiare R4 Ridge Racer Type 4 eventuali progetti inerenti al suo racing game, mettendosi all’opera con R: Racing Evolution, ribattezzato semplicemente R: Racing in Europa per non confondere le acque agli utenti XBox, beneficiari di Racing Evoluzione di Milestone.
Il 2004 fu l’anno della rinascita; con l’arrivo del sistema portatile Sony, Namco decise di concedere a Ridge Racer una nuova opportunità. Grazie ad un ritorno al passato ed all’introduzione di alcune nuove caratteristiche, gli sviluppatori riuscirono fin da subito a dimostrare le potenzialità di PSP, ottenendo quel successo che mancava alla serie da tanto tempo e che le permise successivamente di lanciare sul mercato il meritato Ridge Racer seguito. Intanto fra il primo ed il secondo capitolo su PSP, in Giappone fra i vari giocatori si respirava già aria di next-gen e così fu che senza attendere troppo la Play3, la casa di Pac-Man rimise mano alle ottime idee viste sul primo RR per PSP, dando vita su 360 all’esclusivo Ridge Racer 6. I risultati furono lodevoli e pur non mostrando nulla di particolarmente innovativo, se non i sessanta fotogrammi al secondo di aggiornamento video, la società dimostrò al mondo che il titolo aveva dalla sua ancora svariate cartucce da sparare.

Il ritorno del figliol prodigo
Giunti ai giorni nostri, è tempo di guardare avanti, è tempo di Ridge Racer 7. Con l’avvento di una nuova console, c’è quasi sempre un motivo più o meno importante che fa scaturire in noi la scintilla, il desiderio di possederla fin da subito. A discapito dei vari Resistance e MotorStorm, sicuri e futuri blockbuster su PS3, uno dei motivi che ha scatenato in me la voglia di possedere sin dal primo giorno il nuovo sistema Sony, è stato il mio sconfinato amore per Ridge Racer. Dopo aver montato la console al televisore, è stata la volta di dare fuoco alle polveri ed essendo già entrato nella next-gen da parecchio tempo, sapevo già a grandi linee di non trovarmi di fronte a cose aliene. Ho fin da subito raffreddato i bollenti spiriti e mi sono dato al gioco.
Le vecchie abitudini sono dure a morire, sarà proprio per questo che a distanza di anni dalle sue prime uscite su PSX, mamma Namco accompagna l’introduzione dei propri giochi con l’inserimento di alcune fra le sue più famose glorie passate, questa è la volta di Xevious. Se l’intuito non m’inganna, un buon punteggio a quest’ultimo potrebbe garantirci qualche interessante peculiarità all’interno del gioco principale. Il momento è catartico e quando finalmente inizio a preparami per la solita spettacolare intro in Full Motion Video, mi rendo conto che un mito mi è appena crollato. Niente, nessuna traccia del filmato d’introduzione, cosa peraltro strana data la sua presenza sul sesto capitolo; va bene, senza disperarmi troppo afferro il Sixaxis e inizio a girare fra le opzioni. Niente di particolarmente eccitante a parte la possibilità di vedere un breve filmato tratto dall’E3 2006 ed installare alcune componenti di gioco su Hard Disk, che secondo il mio personalissimo intuito dovrebbero ridurre i tempi di caricamento. Da notare che l’installazione su disco rigido dura una decina di minuti circa, nei quali sarà possibile mettere mano nuovamente al succitato Xevious.

Data la popolarità del titolo, non so quanto possa essere necessario spiegare cos’è Ridge Racer, ma giusto per chi ha passato gli ultimi dodici anni della sua vita all’interno di una caverna, mi limiterò a dire che Ridge Racer rappresenta oggi come oggi uno dei maggiori rappresentanti degli arcade racer. Quando si mette il posteriore su di un bolide Namco, si passa dalla realtà ad uno stile di guida quasi totalmente irreale dove la derapata non è un optional, ma la regola. Le corse sono nella maggior parte dei casi piuttosto frenetiche ed emozionanti, raggiungere la vetta in gara inizialmente non sarà tanto difficile, quanto il mantenimento della posizione. Le vetture rivali non mancheranno di farci sentire il loro fiato sul collo ed al minimo sbaglio, saranno pronte a castigarci senza pensarci due volte. Scordatevi del tutto ampie cavalcate con distacchi abissali e ricordatevi sempre di guardare nello specchietto retrovisore, non si sa mai. Il gioco in se diverte e pure tanto, ma qualche dubbio me l’ha lasciato il sistema di controllo tramite i sensori del Sixaxis, per nulla adatto ad un gioco frenetico come Ridge Racer, dove tra l’altro non sono richiesti assolutamente movimenti precisissimi.

Modalità principe di quest’ennesima release è indubbiamente il Ridge State Grand Prix, a detta di Bandai Namco il vero paradiso di ogni pilota. Il tutto comprende una sorta di Tour itinerante attraverso una moltitudine di campionati e gran premi di difficoltà variabile. Si inizierà con pochi campionati e prove disponibili per poi proseguire attraverso Grand Prix sempre più impegnativi, i quali sarà possibile vincere solo modificando la propria automobile. Questa rappresenta una vera e propria novità, che francamente lungo le mie partite a RR6 e RR per PSP non mi è sembrato di riscontrare. Col proseguo nella nostra avventura all’interno del Ridge State GP, come logica conseguenza alle nostre vittorie, aumenterà la nostra esperienza, la nostra fama e logicamente il nostro conto in banca. Inoltre come se già tutto ciò non fosse abbastanza, le altre case costruttrici ci daranno la possibilità di provare le loro auto, in base a ciò potremo decidere un domani se eventualmente sarà il caso di cambiare schieramento. Francamente ho trovato interessante il RSGP, tuttavia sono dell’opinione che poteva essere articolato in maniera più semplice; ad un primo sguardo, il suo menù potrebbe anche lasciare disorientati.
La successiva modalità è la Battaglia Online, dove una grande varietà di gare aspettano solo di essere provate fino ad un massimo di quattordici utenti. La Sfida a tempo globale invece rappresenta l’evoluzione dei vecchi Time Attack, ora non solo si potrà scegliere circuito e vettura, ma una volta ottenuto un decoroso record, si potrà anche registrare il risultato e vedere la nostra posizione nelle classifiche online. Le corse Arcade rappresentano la maniera più lesta e spensierata per entrare in azione, giusto il tempo di selezionare la pista, il nostro bolide e via di corsa a mordere l’asfalto. Tolta l’Officina, dove è possibile personalizzare il proprio veicolo e applicare decalcomanie originali, rimane giusto il Campionato Speciale UFRA; altra modalità di particolare interesse dove sarà possibile avere informazioni e visionare le interviste dei migliori piloti sparsi per il globo. A conti fatti, possiamo affermare che pur non essendo numerose le modalità di gioco, il gioco non sarebbe troppo longevo se non fosse per la modalità online, la quale grazie alle numerose tipologie di gara, garantisce una notevole incremento di vitalità al titolo.

Tecnicamente parlando
Questo gioco fa le fiamme. Ovviamente non prendete alla lettera tutto ciò che vi snocciola Zio Old, ma sappiate che graficamente ci troviamo di fronte a qualcosa di ben curato e di qualità. Le vetture sono state realizzate facendo ricorso ad una moltitudine di poligoni e seppur inventate, godono di un design veramente pregevole, con textures pulite e filtrate a dovere.
Come da copione, i circuiti sono di pura fantasia ed anche se la loro quantità disgraziatamente non è paragonabile alla loro qualità, ci ritroveremo ad apprezzare una serie di piste caratterizzate da paesaggi affascinanti e da una notevole varietà di realizzazione. Tanto per fare un pratico esempio, non sarà difficile ammirare enormi e modernissimi centri residenziali per poi restare senza fiato qualche metrò più avanti grazie alla visione di imponenti cascate o di assolate zone desertiche. Fa sempre piacere vedere quanto Bandai Namco abbia curato anche i particolari minori come alcuni aspetti delle ambientazioni.
Una volta, un titolo come Ridge Racer Revolution non sarebbe mai riuscito a mostrare su schermo più di tre automobili, ma i tempi sono cambiati, il gioco riesce tranquillamente e senza fatica a spostare numerosi mezzi con un aggiornamento inchiodato su sessanta frames al secondo. Nulla che magari non si sia già visto su PS2, ma quando il dettaglio grafico aumenta in maniera esponenziale e quando si è al lavoro su di una nuova console, è sempre lecito anche aspettarsi possibili cali di frame rate.
Buone notizie dal fronte audio; gli effetti sonori in sé sono piuttosto simili fra loro e non vi sono poi grossissime differenze fra una vettura e l’altra, tuttavia la qualità generale è più che discreta, abbinando ai vari rombi di motore, una colonna sonora altamente spettacolare, caratterizzata da pezzi di vario genere. Si spazia dalla techno alla breakbeat, dalla big beat, alla lounge. Con mio sommo dispiacere, mi sono reso conto purtroppo che dell’hardcore che caratterizzava i primissimi capitoli non vi è alcuna traccia, tuttavia sono convinto che a breve saranno rilasciate sul PlayStation Store nuove tracce e magari nuovi remix dei vecchi pezzi come già è successo per il sesto capitolo per 360.

Consigli per gli acquisti
Il prezzo? Sessanta euro. Si tratta pur sempre di un gioco nuovo che, quasi sicuramente, fra otto mesi ci ritroveremo sugli scaffali dei negozi a prezzo dimezzato. Intanto non serve crogiolarsi su inutili giri di parole, se desiderate un buon gioco arcade, ben realizzato, divertente e soprattutto duraturo, al momento non si può fare altro che mettere mano al portafoglio. Poi chissà, potreste anche essere fortunati a trovarlo usato, ma sappiate che se cercate una folle esperienza di guida e soprattutto, se non avete modo di provare il sesto capitolo su 360, non dovrebbe esserci nessun motivo per evitare l’ennesimo capitolo di questa storica serie.
Recensione Videogioco RIDGE RACER 7 scritta da OLDBOY Ridge Racer 7 è un titolo molto valido, realizzato con cura e perizia, disgraziatamente ha un principale difetto; quello di essere troppo simile al sesto capitolo… cosa che probabilmente potrebbe non andare a genio se si è possessori di XBox 360 e se si ha già il sesto capitolo adagiato sulla propria mensoletta. Per il resto il titolo Namco si lascia giocare che una bellezza, si rivela fin da subito divertente ed in grado di esaltarci come pochi giochi di guida riescono a fare. Ok, qualcuno potrebbe anche accusarmi che, da amante della serie, potrei essere troppo di parte per poter dare un giudizio obbiettivo, tuttavia ritengo che sia più divertente correre sulle folli piste della Namco che non trovarsi a scorrazzare per le highway cercando di evitare frontali e colpi di vario genere [ogni riferimento è puramente casuale – ndOldBoy].
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