Recensione di Virtua Fighter 5

Copertina Videogioco V.F. 5
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Picchiaduro
  • Sviluppatore:

     AM2
  • Distributore:

     Halifax
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-2
  • Data uscita:

     disponibile
- Tecnico, profondo, appagante!
- Sistema di controllo preciso e reattivo
- Ottima realizzazione dei lottatori
- Modalità Quest ben sviluppata
- Manca la modalità online
- Alcune ambientazioni appaiono sottotono
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Virtua Fighter, la storia
Dopo oltre 13 anni dall’indimenticabile esordio del primo picchiaduro in tre dimensioni, ci troviamo oggi a recensire la sua quinta edizione in formato Blu Ray per Playstation 3.
Crediamo sia giusto ricordare che il titolo in questione non nacque dalla mente di un designer qualunque ma da quella del leggendario Yu Suzuki e del suo famoso Studio AM2, che si sono sempre distinti fra i programmatori di casa SEGA proponendo molti capolavori, fra cui Virtua Fighter.

Nato in sala giochi nel 1993, fu il titolo di lancio del SEGA Saturn . Stupendo dal punto di vista del sistema di combattimento, realistico e complesso, deludeva però per l’aspetto grafico decisamente inferiore a quello del cabinato.
Solo con il secondo capitolo si è poi assistito ad un vero miracolo tecnologico. Pur non essendo un arcade perfect, Virtua Fighter 2 era un vero colosso in ogni lato tecnico, mostrava textures in alta risoluzione (un’assoluta novità nel 1995), un numero sorprendente di colori e poligoni su schermo ed infine una giocabilità perfettamente calibrata ed evoluta. Grazie a questo episodio Virtua Fighter ottenne la celebrità e mostrò un realismo fino ad allora mai raggiunto.

Con il terzo capitolo, sviluppato per Dreamcast, SEGA offrì un prodotto largamente inferiore alla versione da sala nonostante le potenzialità dell’hardware. Anche il sistema di gioco non riuscì ad eguagliare il predecessore. Si può pertanto dire che il terzo capitolo di questa serie fu per i fan una totale delusione, riscattata per fortuna dal quarto, intramontabile episodio.

Erano anni difficili per la mamma di Sonic: il Dreamcast era stato un fallimento e le vendite di software erano inferiori alle aspettative. In questo contesto apparve Virtua Fighter 4, evolvendo totalmente il mondo dei picchiaduro ad incontri, mostrando una profondità tecnica e una complessità del tutto inaspettate. Era quasi incredibile come da un terzo scialbo capitolo si fosse arrivati ad una tale maestosità che gli permise di raggiungere le vette delle sale giochi, ottenendo molti più consensi dei rivali di sempre, fra cui Tekken 4 e Soul calibur 2.

Il quinto episodio infine - al contrario del capitolo precedente - non è ancora riuscito a conquistare gli amanti dei cabinati che continuano a preferire Tekken Dark Resurrection, storico avversario di Virtua Fighter, per via di alcuni difetti nel Battle System.
Occorre però precisare che la versione Playstation 3 non è l’edizione 5.0 diffusa nelle sale giochi ma quella migliorata 5.1 che offre un maggior bilanciamento fra i lottatori ed altre interessanti novità che scopriremo insieme nei prossimi paragrafi…

Per ulteriori approfondimenti www.virtuafighter.it.

Quest Mode
Si tratta sicuramente della modalità più interessante che deriva da quella Kumite introdotta in Virtua Fighter 4. Si inizia scegliendo un personaggio fra la rosa dei diciassette disponibili e si parte per l’esplorazione della città muovendosi tra sette club frequentati da altri giocatori virtuali. Prima di entrare in ogni struttura potrete sapere che tipo di giocatori la frequentano, quindi se è un luogo adatto a principianti oppure per giocatori esperti. Dopo l’ingresso visualizzerete i personaggi che sono disponibili per una sfida e vedrete se è in corso un torneo. Si tratta delle competizioni più interessanti da affrontare perché in caso di vittoria o piazzamento nelle prime tre posizioni si potranno ricevere dei premi in denaro molto interessanti. Mentre vi troverete all’interno di un club, inoltre, se inizia un torneo in un’altra struttura sarete prontamente avvisati in modo da poterla raggiungere e partecipare.
Esiste anche un luogo denominato “Event Square”, dove si svolgono i tornei ufficiali di Virtua Fighters partendo da un livello dilettante per poi man mano salire alla massima difficoltà.

Nella modalità “Quest” quello che dovrete fare è semplice: combattere! Combattere il più possibile perché, sfida dopo sfida, vedrete aumentare il vostro livello (si parte dal 10th kyu per poi passare ai dan superiori) e potrete vincere oggetti utili per personalizzare il vostro personaggio oppure denaro da spendere nel negozio di Virtua Fighter. Si possono vincere inoltre delle sfere che servono per riempire un apposito portasfere di otto posizioni che, una volta completato, farà guadagnare premi particolari.

I soldi sono fondamentali per poter comprare nuovi oggetti da inserire nel proprio bagaglio.
Gli oggetti sono divisi nelle seguenti famiglie: testa, fronte, occhiali, orecchie, abbigliamento esterno, cinture, pantaloni, piedi. Per ognuno è indicato il costo e il tipo di vestito con cui può essere utilizzato. Dopo aver comprato questi elementi non potrete comunque utilizzarli tutti insieme. Ogni accessorio è contrassegnato da un punteggio. In totale si possono portare solo 10 punti per cui man mano che si aggiungono oggetti aumentano i punti fino ad arrivare a non poter inserire nuove cose senza toglierne altre.

Per quanto riguarda gli abiti, si possono usare in combattimento solo due abiti scegliendoli tra quattro. Inizialmente sono disponibili solo i primi due avanzando di livello si sboccano i restanti. Ogni abito può essere personalizzato in vari modi con differenti fasce, scarpe, decorazioni etc. Anche la pettinatura del proprio personaggio può essere modificata!

Nel menu di personalizzazione si può naturalmente cambiare il proprio nome e il proprio motto di battaglia, quello che compare durante il caricamento prima di ogni scontro.

E’ presente inoltre una sezione emblemi anch’essi raggruppati in varie famiglie (alfabeto, animali, cibo, simboli, lavori, personaggi, piante, colori etc…) che si potranno arricchire sconfiggendo gli avversari e rendendo disponibili i loro emblemi. Si tratta di simboli che verranno visualizzati vicino al nome durante i combattimenti.

Per non perdere di vista la vostra situazione generale si accede ad una voce “stato” in cui sono visualizzare le proprie statistiche, in particolare la percentuale di completamento della Quest, il numero di avversari sconfitti (si può vedere quanti ne mancano da una schermata dove per ogni luogo sono indicati i personaggi affrontati), il numero di emblemi e oggetti raccolti.
La Quest può essere infine affrontata in difficoltà normale oppure difficile.

Arcade e Versus
La modalità Arcade si svolge secondo la classica tradizione dei picchiaduro: sì sceglie uno dei personaggi disponibili (diciassette) e si affrontano vari scontri prima di arrivare al Boss del gioco - l’intramontabile Dural - che ancora una volta sarà l’ultimo ostacolo prima dell’agognato trionfo.
In questa modalità si hanno a disposizione varie possibilità di personalizzazione in modo che ciascuno, secondo il proprio livello, possa trovare un grado di sfida adeguato.
Si può pertanto scegliere uno dei cinque livelli di difficoltà, impostare il numero di round, la capienza della propria barra di energia e di quella dell’avversario.
Nel Versus affronteremo un avversario umano. Inutile ricordare che se avete la fortuna di invitare a casa vostra amici esperti in questo gioco vi divertirete moltissimo a suon di rivincite fino a quando i polpastrelli non vi faranno male ma vorrete fare ancora una volta, l’ennesima, ultima partita!

Dojo e VF TV
Il Dojo è il posto migliore in cui fare pratica se si è alle prime armi. Consiglio di iniziare con l’opzione “allenamento con i comandi” che permette apprendere le tecniche base partendo dalle mosse più semplici. Viene visualizzata la sequenza da eseguire e, in caso di successo, si passa alla mossa successiva. E’ possibile anche attivare l’indicatore dei tasti premuti, che mostra inoltre il tempo per cui ogni comando è rimasto attivo in modo da valutare se si è troppo lenti nel passaggio da un comando al successivo. Nel caso in cui non si riesca ad eseguire una particolare sequenza si può assistere all’esecuzione da parte della cpu della stessa.
Non manca naturalmente l’opzione “Allenamento libero” in cui fare pratica in svariate situazioni di gioco. I parametri modificabili sono numerosi tra cui la nostra posizione, quella dell’avversario, il modo e l’abilità con cui reagisce, il tipo di ring e molte altre variabili.
Per concedersi un attimo di pausa tra un allenamento e l’altro è piacevole guardare la VF TV che propone “Replay”, “Incontri d’esibizione” (si scelgono due personaggi e si assiste al loro combattimento) e ” Galleria delle sequenze” con all’interno una demo di El Blaze che combatte contro Wolf, un’altra di Eileen e infine un paio di trailer.

Giocabilità
Virtua Fighter 5 non rinnova lo stile di gioco della serie anzi tutt’altro. Il titolo come meccanica si basa su VF 4 Final Tuned, edizione definitiva di VF4 presente solo in sala giochi e introduce nuove mosse e movimenti offensivi per i personaggi perfezionando ulteriormente il loro complessivo bilanciamento. Se questo elemento, per chi cerca sempre novità, può essere negativo, per molti altri (me compreso) non lo è affatto. Lo stile di gioco di Virtua Fighters rappresenta il massimo dal punto di vista tecnico per cui appare logico e corretto che gli sviluppatori non abbiamo attuato stravolgimenti. Se vogliamo evidenziare delle differenze una può essere identificata in un leggero aumento della velocità, ma si tratta comunque di una cambiamento minimo che non intacca il livello tecnico e strategico dei combattimenti. I due nuovi personaggi sono stati implementati abbastanza bene, l’unico appunto forse è per El Blaze, che risulta facile da usare ed è molto forte.
Si tratta di un personaggio di concezione differente da quella classica di Virtua Fighter, poiché basa la propria tattica sulla frenesia rendendosi un combattente più adatto ad un Tekken che non ad un Virtua Fighter.
Con piacere scopriamo anche che la precisione dei comandi e la reattività dei personaggi e il rilevamento delle collisioni sono sempre ai massimi livelli, offrendo di fatto uno stile di gioco tecnico che non ha rivali nell’ambito dei picchiaduro 3D.
I ring dove si svolgono gli incontri rimangono ancorati alla tradizione per cui saranno delle arene delimitate da pareti invalicabili oppure aperte, ma con il classico effetto ring out se si dovesse cadere all’esterno. Una conseguenza di questa impostazione è che non esistono elementi interattivi nello stage, tranne alcune barriere in legno che si posso rompere o scheggiare. In sostanza ben poca cosa per chi è abituato agli spettacolari ambienti di DoA che si sviluppano su più livelli. Anche le mosse che si possono eseguire sfruttando la barriera del ring sono presenti in numero esiguo.
Queste ultime osservazioni ci fanno capire come quanta attenzione sia stata dedicata nel riprodurre nel modo migliore le tecniche di combattimento che caratterizzano ogni personaggio. L’aspetto più interessante in questo senso è che ogni lottatore va affrontato studiando le sue caratteristiche e i suoi punti deboli. In altre parole scordatevi di eseguire dall’inizio del gioco la stessa sequenza di comandi o di premere più o meno a caso i tasti di calci e pugni, perché in questo modo non andrete lontano (perlomeno ai livelli avanzati di difficoltà)!
Per vincere contro gli avversari più ostici dovrete padroneggiare perfettamente il vostro personaggio, valutando attentamente le mosse da eseguire nelle differenti situazioni e a seconda di chi avrete di fronte.

Grafica e sonoro
L’aspetto migliore della grafica è sicuramente la realizzazione dei personaggi. I volti, la pelle i vestiti, ogni elemento è curato con la massima attenzione e ricco di dettagli. Nelle inquadrature ravvicinate si può osservare bene questo aspetto: i muscoli sembrano veri e consistenti, la pelle realmente sudata, la barba veramente ispida..In sostanza Virtua Fighter riesce a trasmettere la fisicità dei lottatori: semplicemente guardandoli essi trasmettono la potenza che poi sprigionano durante i combattimenti.
Un altro elemento positivo sono le animazioni (migliorate rispetto al passato) e le collisioni (che risultano precise al pixel). Non deludono nemmeno gli effetti atmosferici come la nebbia, i bagliori provocati dal sole oppure l’effetto bagnato che si ammira in un’ambientazione cittadina colpita da una fitta pioggia.
Il gioco non è però tutto perfetto: a nostro avviso la cura riposta nella realizzazione dei personaggi non si ritrova nella riproduzione degli stage, che si rivelano discontinui per qualità. Alcuni sono realizzati molto bene, decisamente ispirati e con ottime scelte cromatiche, altri al contrario appaiono sottotono, non originali o comunque non sufficientemente coinvolgenti. Gli ambienti pur essendo poligonali appaiono troppo statici e in certi casi non particolarmente ricchi di elementi e a tratti rovinati da un effetto aliasing.
Ricordiamo che il titolo in esame è una conversione di un coin op basata su un hardware decisamente meno potente di quello della Ps3. Se si guidica la qualità generale della grafica, si nota come alcuni aspetti, quali appunto le ambientazioni, sarebbero stati migliori se programmati direttamente per questa console.
Sul fronte sonoro abbiamo musiche adeguate durante i menu e motivi di accompagnamento che solo in alcune occasioni si fanno notare, svolgendo nella maggior parte dei casi onestamente la loro funzione di sottofondo senza disturbare l’azione. Buoni gli effetti sonori dei colpi e le frasi di commento, che si possono attivare o disattivare durante gli scontri.

Multiplayer
Probabilmente la nota dolente del gioco. L’unica modalità multiplayer disponibile è quella Versus, in cui sfidare un amico sulla stessa console. La mancanza del supporto per le sfide online deluderà parecchi giocatori che riponevamo molte speranze in questa possibilità.
Bisogna considerare a questo proposito che un picchiaduro tecnico come Virtua Fighter avrebbe sofferto parecchio dell’inevitabile lag presente nelle partite online. Il ritardo di anche solo una frazione di secondo o qualche fotogramma perso compromettono innegabilmente per i giocatori esperti il piacere che lo stile di gioco offerto da Virtua Fighter può offrire .
Se pertanto si può giustificare l’assenza degli scontri online almeno era lecito aspettarsi qualcosa tipo delle classifiche oppure la possibilità di scaricare replay dei migliori giocatori e così via. Di tutto ciò invece non vi è alcuna traccia ,e questo sinceramente lascia un po’ di amaro in bocca.
Non ci resta pertanto che confidare in un aggiornamento da scaricare nei prossimi mesi che introduca qualche novità per quanto riguarda questo aspetto.
Recensione Videogioco VIRTUA FIGHTER 5 scritta da In conclusione Virtua Fighter 5 è il gioco che gli appassionati di questa storica saga si aspettavano. Solido, tecnico, appagante, bilanciato, un ulteriore perfezionamento del già ottimo quarto episodio.
Probabilmente se il gioco fosse stato sviluppato direttamente su Ps3 e non convertito da un coin op, il risultato grafico sarebbe stato migliore, ma anche da questo punto di vista il titolo offre degli spunti interessanti per quanto riguarda le animazioni e la realizzazione dei personaggi.
Manca la modalità online, eppure sono convinto che molti fan di questa saga non l’avrebbero neppure utilizzata. Il massimo del divertimento lo si raggiunge sfidando dal vivo un’altra persona attraverso un modo di interpretare il multiplayer che forse i servizi online stanno cercando di far dimenticare ma che ritengo, oggi come vent’anni fa, ancora il migliore.

Articolo scritto con la partecipazione di:
Evil God
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