Recensione di Resistance: Fall of Man

Copertina Videogioco Resistance
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Sparatutto
  • Sviluppatore:

     Insomniac Games
  • Distributore:

     Sony
  • Lingua:

     Italiano
  • Giocatori:

     1-32
  • Data uscita:

     Disponibile
- Armi varie e piacevoli da utilizzare
- Buona IA dei nemici
- Ottimo multiplayer
- Combattimenti coinvolgenti
- Estremamente longevo
- Manca di originalità
- Textures non sempre ben dettagliate
- Colonna sonora che non lascia il segno
- Personaggi non particolarmente carismatici
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Introduzione
Insomniac Games è un nome sicuramente familiare agli utenti delle console Sony. Ricordiamo infatti il primo episodio di Spyro apparso su Psx oppure l’ancora più popolare Ratchet & Clank per Playstation 2.
Con sorpresa però gli sviluppatori hanno deciso di dedicarsi ad un genere che un avevano abbandonato da un decennio. Non dimentichiamo infatti che il primo gioco della società Californiana fu proprio lo sparatutto Disruptor per Psx.
A dieci anni di distanza quindi Insomniac Games ci riprova con lo scopo di consegnare fin da subito a Playstation 3 un titolo importante in un genere che su Ps2 non ha certamente brillato.

La storia
Gli sparattutto in prima persona sono un genere che ha goduto di notevole fortuna negli ultimi anni in cui abbiamo assistito al fiorire di svariate produzioni. Lo scenario appare quindi piuttosto saturo ed è difficile riuscire a pensare a qualcosa di nuovo sia a livello di gameplay che di storia. Il tema della seconda Guerra Mondiale è stato ormai più che sviscerato da serie quali Medal of Honor o Call of Duty, per non parlare delle storie relative all’invasione degli alieni. Ormai la terra è stata occupata e liberata dozzine di volte, chi ha ancora voglia di conquistarla? Presto detto, le feroci Chimere!
Resistance unisce i due contesti appena citati e, mixando gli elementi già visti nei giochi dedicati alla Seconda Guerra Mondiale con quelli a tema alieni offre, se non qualcosa di inedito, perlomeno un contesto intrigante. Ad accendere l’interesse contribuisce un’affascinante ambientazione che vede protagonista la città di Londra con inserite strutture aliene e soprattutto scenari ricchi di particolari in grado di trasmettere la sensazione di una città devastata dalla guerra.
Il gioco si svolge esattamente nel 1951 anno in cui i Chimera hanno conquistato l’Europa e si affacciano in Inghilterra, ultimo avamposto della resistenza umana nel vecchio continente. Quando la situazione volge ormai al peggio gli Stati Uniti escono dal loro isolamento e sferrano un grande attacco in soccorso degli alleati inglesi. Il protagonista della storia è Nathan Hale, un soldato americano le cui gesta diverranno ben presto leggenda. Hale però non è ben sviluppato come personaggio e purtroppo manca di personalità, non parla mai apparendo così come un eroe taciturno e solitario. Poco importa comunque, appena scenderete sul campo di battaglia avrete ben poco a cui pensare se non sparare e salvarvi la pelle!
Le missioni ci porteranno in vari punti dell’Inghilterra toccando città quali Manchester, Nottingham e Bristol per arrivare nei livelli finali a Londra dove sono ambientati i livelli migliori del gioco.
All’inizio si conoscono pochi dettagli sulle Chimere. Completando le prime missioni inizia a farsi luce sulla storia e si scoprirà ad esempio che questi esseri non sono alieni ma in realtà si tratta di umani contaminati da parassiti e poi convertiti in soldati attraverso apposite macchine che vi ricorderanno quelle di Matrix!
Lo stesso Hale viene presto contaminato ma rispetto a tutti gli altri riesce a modificare il virus a proprio vantaggio e sopravvivere. All’inizio del gioco ogni colpo infligge una ferita e, terminata l’energia vitale, si muore. Dopo aver contratto il virus chimera invece Hale acquista la capacità di rigenerarsi. Le ferite profonde però non possono essere curate da sole ma necessitano di un siero che amplifica gli effetti di guarigione (praticamente è il classico medikit).

Gameplay
Dal punto di vista del gameplay ci troviamo di fronte ad un titolo classico che segue schemi già collaudati e rodati cercando di trarre il meglio da tutto quello che è stato realizzato in passato. Nulla di nuovo dunque sotto il profilo dei controlli e delle azioni che si possono compiere, a parte alcuni particolari come l’utilizzo del sensore del Sixaxis che però avviene in maniera minima. Quando si viene afferrati da un Chimera per liberarsi occorre scuotere il joypad velocemente. Lo stesso movimento si rende necessario nelle partite multiplayer quando veniamo agganciati da un dispositivo tipo il tracciatore del Bulseye (un meccanismo che permette di guidare contro di noi i proiettili).

Un’altra novità, forse meno appariscente, ma sicuramente molto efficace per migliorare la giocabilità è la gestione della barra dell’energia divisa in quattro parti. Quando si viene colpiti da un nemico se la ferita è lieve, sarà sufficiente ripararsi e si potranno recuperare le forze grazie alle abilità acquisite in seguito all’infezione del virus alieno. In caso di colpi prolungati invece vedremo perdere definitivamente una di queste quattro parti. Non disperate comunque, nei livelli sono presenti delle ricariche che ci permetteranno di tornare immediatamente in forma!

Il design dei livelli è ben studiato. Si alternano battaglie in grandi spazi aperti a combattimenti all’interno degli edifici, scontri nelle città inglesi e momenti all’interno delle strutture aliene in cui cambia completamente la tipologia dello scenario.
Le missioni non sono però varie dal punto di vista degli obiettivi, il vostro scopo sarà molto semplice: avanzare liberandovi dai nemici senza particolari enigmi da risolvere seguendo un cammino che normalmente si rivela l’unico percorribile.
Le battaglie per fortuna sono molto divertenti e gli scontri cattureranno la vostra attenzione facendovi dimenticare i limiti appena citati.

Nemici e Intelligenza artificiale
Insomniac Games fortunatamente non ha trascurato uno degli elementi più importanti che rendono appassionante uno sparatutto cioè la varietà di nemici e soprattutto la loro abilità.
In Resistance dovremo affrontare diversi avversari che si distinguono per le tecniche di combattimento adottate e che quindi richiederanno differenti strategie per essere abbattuti.
Avremo velocissimi alieni simili a scorpioni giganti - in perfetto stile Alien - che vi assaliranno in massa, soldati che tenderanno a nascondersi e tenere la posizione per colpirvi da lontano e altri dotati di armi speciali che si riveleranno molto aggressivi e verranno a stanarvi senza esitazione. Potremo incontrare anche zombie piuttosto lenti (ma che si nascondo e quindi se non prestate attenzione vi si attaccheranno addosso colpendovi alle spalle) e così via per formare un esercito variegato che saprà tenere alta la vostra attenzione.
Oltre agli alieni dovrete contrastare giganteschi ragni meccanici, torrette dotate di mitragliatrici, mine di svariati tipi come ad esempio quelle che si attivano quando ci passate vicino emettendo dei raggi laser, esplodono in aculei, rilasciano un onda energetica da evitare saldando o abbassandosi e così via.
Non mancano naturalmente i classici mezzi di trasporto, che però non offrono dei momenti di gioco particolarmente impegnativi. Si tratta in sostanza di brevi episodi che servono per spezzare il ritmo dell’azione, ma che dimenticherete in fretta.
Una nota di merito spetta all’IA dei nemici. Questi, soprattutto nei livelli avanzati dove la difficoltà aumenta, sparano per poi ripararsi e proteggersi dal vostro contrattacco. Si muovono velocemente per schivare i vostri colpi, lanciano le granate al momento opportuno e non attaccano a testa bassa ma cercano di sfruttare l’ambiente per proteggersi e quando sono numerosi e si trovano negli ampi spazi aperti, provano ad accerchiarvi.
Soprattutto nelle situazioni in cui dovremo affrontare contemporaneamente diverse tipologie di avversari sarà fondamentale usare in modo strategico le molteplici armi disponibili ma questo … è un altro paragrafo!

Armi
Rispetto a molti altri titoli in cui possiamo portare con noi solo poche armi in Resistance potremo accedere a tutto l’arsenale costruito avanzando nei livelli.
Le armi si dividono tra quelle terrestri (tipo mitragliatore, fucile di precisione, fucile a pompa, lanciarazzi) e quelle aliene, che sono sicuramente più originali e divertenti da utilizzare.
Ogni arma ha due modalità di fuoco: una primaria e una secondaria. Quest’ultima, essendo di solito più potente, ha una minore disponibilità di colpi.
Analizziamo ora singolarmente alcune armi aliene, che offrono la possibilità di adottare strategie di gioco originali.
Come primo “ordigno” prenderemo confidenza con il “Bullseye”, che è l’equivalente del mitragliatore terrestre. La sua peculiarità è quella di poter sparare, come fuoco secondario, un tracciante che, se colpisce un nemico, catalizzerà tutti i colpi successivi scagliati contro lo sventurato.
Ben presto faremo la conoscenza anche dell’ “Auger”, in grado di sparare proiettili che acquistano potenza attraversando i muri e permettono quindi di colpire i nemici nascosti. Come fuoco secondario avremo la possibilità di creare una barriera dietro cui proteggerci.
Tocca quindi al “XR-005”, un ordigno in grado di sparare proiettili che rimbalzano sulle pareti e come fuoco secondario genera una torretta che poi esplode in una miriade di proiettili, utilissima se lanciata all’interno di una stanza chiusa.
Completo questa descrizione parlandovi del “XR-003” un’arma che genera proiettili adesivi, che possono essere fatti esplodere selezionando la modalità secondaria.
L’elenco non si esaurisce qui, in quanto potrete accedere ad altre armi con caratteristiche particolari di cui però non voglio svelarvi tutto per non rovinare la sorpresa. Non mancano infine mine di svariati tipi ed effetti da utilizzare comunque con parsimonia poiché disponibili in numero limitato.
Per riassumere avremo a disposizione una grande varietà di armi e appaganti nell’utilizzo. L’elemento più importante resta comunque il fatto che il loro utilizzo non dovrà essere casuale ma studiato a seconda dell’ambiente di gioco e dei nemici che di volta in volta si devono affrontare.

Grafica e sonoro
Da Playstation 3 ci si attende giochi che sotto l’aspetto tecnico lascino a bocca aperta. Purtroppo quest’effetto ancora non c’è stato e ci troviamo di fronte a prodotti certamente di elevata qualità ma che, da questo punto di vista, non riescono a impressionare come dovrebbero. Del resto l’effetto “giochi di lancio” ha sempre condizionato tutte le piattaforme. E’ quindi logico aspettarsi che i titoli che mostreranno le reali potenzialità dell’hardware arriveranno successivamente a questa prima fase di rodaggio in cui gli sviluppatori devono ancora prendere confidenza con le caratteristiche della macchina.
Resistance comunque, per essere un titolo da line-up, offre già spunti interessanti accanto ad alcune ombre che potranno essere risolte nel probabile seguito.
Gli ambienti sono ricchi di particolari, godono a volte di un’eccezionale profondità di campo e sono impreziositi con effetti ambientali quali fumo oppure neve di qualità elevata.
Le strutture poligonali sono complesse e mettono in luce quello che probabilmente sarà il punto di forza di questa console, che sembra in grado di gestire ambienti molto estesi popolati da un gran numero di nemici in assoluta scioltezza senza incappare in nessun calo di fluidità.
Molti oggetti inoltre si possono distruggere: sparando ad esempio con il cannone del carro armato le macchine esplodono e prendono fuoco, alcune costruzioni diventano macerie o ancora facendo esplodere dei bidoni si spargono detriti nell’area di gioco. Le casse si rompono, i vetri si scheggiano per poi frantumarsi completamente e così via, dando la sensazione di trovarsi in un ambiente abbastanza interattivo. Naturalmente è un buon passo avanti anche se non siamo ancora ai livelli auspicabili in cui gran parte degli oggetti dello scenario possono essere distrutti.
Ben fatte anche le animazioni dei personaggi, che quando vengono colpiti si accasciano in modo realistico così come quando subiscono l’effetto di un’esplosione e vengono scaraventati in aria.
I punti dolenti sono invece da ricercare nelle textures che in generale mancano di dettaglio, soprattutto quando ci si avvicina non si ha una resa ottimale delle superfici.

Le musiche di accompagnamento si sentono raramente ma quando arrivano sono in tono con lo spirito del gioco, pur non rappresentando qualcosa di indimenticabile. Buoni gli effetti ambientali, utilissimi per sentirsi veramente all’interno dell’azione.
Curato anche il doppiaggio in italiano che offre ottime voci e buone interpretazioni da parte dei doppiatori.

Longevità
La longevità è sicuramente il punto di forza del titolo.
La campagna in single player si sviluppa attraverso otto capitoli che comprendono numerose missioni e vi terranno impegnati per almeno una dozzina di ore. Il livello di difficoltà è calibrato bene, cioè aumenta man mano che si avanza nell’avventura e si prende confidenza con le meccaniche di gioco. E’ possibile comunque scegliere tra tre differenti livelli di difficoltà e in caso di morte si riparte dall’ultimo checkpoint raggiunto. Durante le ultime missioni capiterà di dover rifare alcune sequenze più volte, ma questo aspetto non sarà noioso in quanto si tratta dei livelli più coinvolgenti e meglio realizzati. In altre parole vi divertirete a ripetere alcuni passaggi fin quando non avrete scoperto la strategia migliore per superarli.
La campagna, oltre ad avere una durata superiore a quella della media dei giochi simili, offre spunti interessanti per spingerci a ripeterla anche dopo averla completata una prima volta. In questo caso infatti si accede a nuove armi e si può approfittarne per cercare i documenti segreti sparsi nei livelli che permettono di approfondire la storia del gioco. La possibilità più interessante resta comunque quella di ottenere dei punti abilità, disponibili per ogni missione. La peculiarità è che non si sa come ottenere questi punti, in quanto avrete delle indicazioni generiche tipo “L’agopuntura economica!” oppure “Nessun nascondiglio”. Nel primo caso dovrete uccidere tre Chimere con una “granata riccio” mentre nel secondo bisogna eliminare cinque nemici sparando attraverso un muro. Con i punti ottenuti si possono sbloccare premi di cui anche in questo caso non si conoscono le caratteristiche per cui non aggiungo altro in modo da lasciarvi il gusto di scoprili giocando!
A completare il quadro di una longevità invidiabile si aggiungono la modalità cooperativa e il multiplayer online.

Multiplayer
La modalità cooperativa è disponibile tramite split screen verticale. Purtroppo quest’opzione non è supportata online, un vero peccato considerando che quest’opzione risulta molto curata e piacevole da giocare. Anche in due giocatori l’azione scorre fluida senza particolari problemi.
Dove però Resistance si esprime al meglio è nell’opzione multiplayer. Fino a quaranta giocatori potranno darsi battaglia in furibonde partite online, che non sembrano al momento dare problemi di lag!

Il primo passo è creare un proprio profilo. Potremo modificare il nostro personaggio scegliendo l’uniforme, diversi tipi di fisionomie per il volto, la cintura e alcuni oggetti. Tutti questi aspetti però non saranno subito diponibili ma occorrerà sbloccarli man mano.
Partita dopo partita guadagneremo punti esperienza e potremo salire di grado. Si partirà dalla posizione di soldato semplice per poi acquistare maggiore importanza dimostrando la nostra abilità sul campo di battaglia.
Ad ogni partita inoltre si possono vincere dei “nastri”. Si tratta di riconoscimenti che si ottengono compiendo azioni particolari, ad esempio quello di “bombardiere” viene assegnato uccidendo degli avversari con le granate; se i nemici sono invece colpiti al volto in perfetto stile cecchino si ottiene invece il nastro denominato “colpo alla testa” e così via per altre azioni che richiedono un’abilità specifica. E’ presente inoltre una pagina intera dedicata alle medaglie, riconoscimenti riservati solo ai soldati più valorosi.
Non manca infine una completa sezione statistiche in cui visualizzare tutti i nostri dati tra cui partite giocate, vittorie, sconfitte, abbandoni, uccisioni, morti, assistenze e altre informazioni più particolari tipo colpi alla testa, uccisioni silenziose, uccisioni in mischia, nodi conquistati, bandiere prese, arma preferita, arma odiata e il dettaglio di tutte le uccisioni fatte con ogni arma presente nel gioco.
Interessante la gestione degli amici, è possibile infatti creare un clan ed invitare altri giocatori a unirsi alla nostra squadra.

Vediamo ora le varie opzioni di gioco per la modalità multiplayer. Queste sono molteplici e spaziano da quelle classiche tipo Deatmatch, Deatmatch a squadre, Cattura la bandiera, Fusione in cui occorre controllare dei punti sulla mappa, Breccia in cui distruggere il reattore degli avversari ad altre più particolari quali Conversione (normale o a squadre), si inizia come umani e una volta uccisi si viene rigenerati come Chimera, vince chi sopravvive per ultimo, Assalto, ogni squadra deve difendere la propria base, cercando contemporaneamente di distruggere quella avversaria indebolendo prima le sue difese.
Le ultime due modalità (conversione a squadre e assalto) sono state aggiunte in occasione del lancio dell’edizione europea che permette ora anche di assistere alla partita come spettatori.
Non ci resta infine che attendere il prossimo aggiornamento, che avverrà tra circa due mesi, in cui saranno rese disponibili due nuove mappe (Westmorland e Camborn) e verranno unificati i server in modo da poter sfidare le persone che possiedono una versione differente del gioco (versione americana oppure giapponese).

Le mappe mi sono sembrate molto varie e adatte ad ogni modalità di gioco. Alcune sono molto vaste e perfette per essere giocate in quaranta contemporaneamente, altre invece si sono rivelate più compatte e perfette per un deatmatch tutti contro tutti magari in otto partecipanti. Gli ambienti sono ricchi postazioni dislocate su più livelli e abbondano di elementi dietro cui ripararsi o utili per elaborare strategie che si adattano alle differenti tipologie di armi.

Per gli appassionati di statistiche segnaliamo il sito http://myresistance.net che raccoglie le classifiche relative ai migliori 500 giocatori mostrando un elevato numero di informazioni. Per ogni utente infatti si può visualizzare il dettaglio della sua scheda contenente, oltre alle classiche informazioni (uccisioni, assist, etc. ) anche i dettagli di cosa ha fatto utilizzando ogni arma e le attività più importanti per alcune modalità di gioco ( tipo le bandiere che ha rubato, i nodi catturati, ..)
Recensione Videogioco RESISTANCE: FALL OF MAN scritta da Resistance: Fall of Man si è rivelato decisamente un buon gioco anche se manca di originalità. Gli sviluppatori hanno riproposto gli elementi migliori delle recenti produzioni e li hanno remixati in un prodotto che sintetizza ciò che di meglio può offrire oggi un FPS. La campagna singola è lunga e possiede anche un fattore di rigiocabilità, che vi porterà a rivivere l’avventura per utilizzare le nuove armi e scoprire tutti i segreti.
E’ presente anche la modalità cooperativa (non online) e soprattutto il gioco può contare su un’opzione multiplayer, che permette di lanciare nella mischia fino a quaranta persone contemporaneamente. Certamente la realizzazione tecnica presenta degli spunti interessanti ma non riesce purtroppo a stupire come ci saremmo aspettati. Ciò che davvero conta è a mio avviso il grado di coinvolgimento che il titolo sa dispensare. In questo senso verrete catapultati all’interno di battaglie caratterizzate da un’azione intensa e non riporrete facilmente il pad grazie a una modalità multiplayer varia e ricca di opzioni.
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