Recensione di Yakuza 5

Copertina Videogioco
  • Piattaforme:

     PS3
  • Genere:

     Action-Adventure
  • Sviluppatore:

     Yakuza Studio
  • Data uscita:

     6 Dicembre 2012 (JAP) - 8 dicembre 2015
- Il più bel Yakuza giocato finora
- Tantissime cose da fare
- Trama appassionante
- Longevità alle stelle
- Combat system solido…
- … ma bisognoso di qualche aggiornamento
- Fatica un po’ a carburare
- Non tutti i mini-game e le missioni sono appassionanti
- Sottotitoli solo in inglese
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A cura di (Specialized) del
Sinceramente non ci speravamo più di vedere Yakuza 5 dalle nostre parti. Pur avendo venduto oltre 8 milioni di copie, la serie di Sega è rimasta infatti un fenomeno per lo più nipponico, un po’ per i tempi biblici nella distribuzione al di fuori dei patri confini, un po’ perché i riferimenti, le ambientazioni e in generale tutto il mood della serie hanno profonde radici nel paese del sol levante. Nonostante ciò un fedele manipolo di appassionati occidentali attendeva questo quinto capitolo principale con molta trepidazione, anche perché dallo spin-off Yakuza: Dead Souls sono passati tre anni. Stesso tempo trascorso tra l’uscita di Yakuza 5 in Giappone e quella europea di pochi giorni fa, quando il gioco di Sega è approdato su PlayStation 3 a 39,99 euro con il suo bel carico di 24 GB da scaricare (a proposito, premuratevi di avere almeno il doppio di spazio libero sulla console se no il download non parte nemmeno).

Partenza in stile diesel
Tre anni fa Famitsu tributava al gioco un rarissimo 40/40 e in effetti un po’ tutta la stampa nipponica considerava questo quinto capitolo principale come il migliore della serie. Merito non solo di un motore grafico che allora faceva faville e rappresentava un deciso passo avanti rispetto all’engine utilizzato per Yakuza 3 e 4, ma anche di un gameplay estremamente maturo, di una trama solida e profonda, e di quel mood “giappo” di cui parlavamo prima, che non si era mai visto prima nella serie con una tale dovizia di particolari. In effetti, nonostante i 36 mesi trascorsi, ancora oggi ci sentiamo di condividere perfettamente tutti questi plausi della critica giapponese. Giocare a Yakuza 5 con i suoi cinque personaggi, i suoi tantissimi mini-giochi, la sua trama densa e ricchissima di dialoghi e cut-scene e le sue sezioni picchiaduro, è un autentico piacere anche adesso. Certo, ci vuole un po’ (almeno un paio d’ore) perché il gioco inizi a ingranare e a entrare nel vivo, a causa principalmente di tantissime sequenze di intermezzo, di dialoghi fitti fitti e di missioni che inizialmente stentano un po’ a far decollare il tutto. Se poi non siete patiti di cultura (pop) giapponese, i tantissimi riferimenti alle tradizioni nipponiche, ai quartieri caratteristici delle grandi città, agli shop e ai negozietti non vi faranno né caldo né freddo, ma potrebbero anzi diventare tanti gusci vuoti messi lì solo per abbellimento. 


Sulla strada verso il successo
Al contrario, se avete adorato le atmosfere di Shenmue e avete già avuto esperienza con qualche episodio passato della serie, Yakuza 5 è un vero paradiso per nippo-maniaci. Il protagonista principale con cui iniziamo a giocare (lo “storico” Kazuma Kiryu) può entrare in uno shop e sfogliare manga e riviste, sedersi al tavolo di un ristorante e mangiare qualcosa, fare acquisti di ogni tipo, guidare il taxi, incontrare signorine e flirtare con loro. Ma è solo un piccolo esempio di quanto Yakuza 5 riesca a offrire. Ogni personaggio ha infatti la sua ambientazione, le sue missioni e il suo stile di gioco, anche se a fare la differenza è Haruka Sawamura, la bambina del primo episodio che ora è cresciuta e tenta di sfondare nel mondo della musica con il sogno di diventare una pop-star. Questa sezione del gioco è molto diversa dalle altre quattro, si basa principalmente su un modello da rhythm game e presenta trovate di gameplay molto particolari come incontri con i fan, comparsate in TV, dialoghi con manager e produttori e via di questo passo. E che dire di Taiga Sejima, un ex galeotto che appena uscito dal carcere se ne va in giro per boschi innevati con l’obiettivo di cacciare animali nel modo più silenzioso possibile? O della new entry Tatsuo Shinada, che cerca di rifarsi una vita dopo una brutta esperienza come giocatore di baseball (e con la mazza ci sa davvero fare)? Sebbene inizialmente divise tra loro, le cinque linee narrative sono destinate a incrociarsi e più avanti nel gioco è anche possibile passare da un personaggio all’altro. 


Combattere sempre e comunque
Kazuma rimane comunque il personaggio più importante ed è proprio sua la trama più pregna di significato e contenuti, sebbene la storia di questo ex criminale che vuole uscire dal giro ma vi è spinto dentro da forze che non riesce a combattere, sia fin troppo classica. Sul versante narrativo comunque Yakuza 5 è un titolo che saprà prendervi come pochi, sempre se avrete la pazienza di guardare tutte le cut-scene (altrimenti skippabili) e di seguire i dialoghi in giapponese sottotitolati solo in inglese. Altrimenti, come già detto per i non appassionati di cultura nipponica, il tutto vi sembrerà molto meno appassionante e più lento e farraginoso di un qualsiasi GTA, il cui modello, assieme a quello di Streets of Rage e di Shenmue, ha ispirato non poco Yakuza. Se abbiamo citato il classico picchiaduro di Sega di inizi anni ’90, è perché anche in Yakuza 5 ci si mena parecchio. Non certo nei panni della dolce e determinata Haruka, ma già con Kazuma nella primissima parte il gioco ci mette di fronte a scontri casuali per le strade di Fukuoka che ci fanno rivivere un combat-system di vecchio stampo, seguendo i dettami dei predecessori in modo molto rispettoso. La possibilità di utilizzare diversi oggetti per colpire i nemici (anche uno scooter se lo troviamo sul marciapiede), le mosse e le combo, i potenziamenti da sbloccare, le finisher molto coreografiche e sanguinose e il buon set di animazioni compongono un sistema di combattimento che non avrà la fluidità, la dinamicità e il “flow” dei vari Batman: Arkham ed epigoni vari ma che funziona più che bene. Forse è su questo versante che si notano maggiormente i tre anni trascorsi dall’uscita in Giappone e siamo sicuri che Yakuza 6 apporterà qualche modifica sostanziale al combat-system. Già così comunque (e lo ripetiamo) far fuori dei criminali di strada a suon di sgabelli mentre tutto attorno la gente applaude e commenta rimane un’esperienza assolutamente piacevole. 


Nippo dipendenti
Come è piacevole trovare una copia intera di Virtua Fighter 2 da giocare liberamente, sessioni di karaoke e di pesca e altre chicche che vi lasciamo scoprire e che, sempre se vi lasciate prendere da tutto questo “nipponismo” contagioso, vi porteranno via almeno 50-60 ore. Stima per difetto visto che dopo circa 40 ore siamo ancora al 40% della storia senza però aver saltato una sola cut-scene e facendo davvero tutto quello che c’era da fare finora tra negozi, missioni secondarie ed esplorazione. Il bello di Yakuza 5 in fondo è proprio questo. Sega infatti è riuscita a risucchiarci in questo Giappone contemporaneo come nessun’altro gioco (almeno di quelli arrivati in occidente) era riuscito a fare. Ancora più di Shenmue, ancora più dei vari Persona, ancora più di tante visual novel. Di contro, se non provate alcuna attrazione per tutte queste chicche in salsa giappo, Yakuza 5 perde almeno un buon 20-30% di interesse e rischia di diventare solo un buon mix di azione, picchiaduro e mini-game ma senza quella scintilla in più in grado di renderlo davvero unico. Perché, diciamocelo pure, un gioco come Yakuza 5, pur con i suoi difettucci grafici (aliasing e fluidità in primis), i suoi check point poco generosi e le sue missioni secondarie non sempre appassionanti, da queste parti non si era mai visto e quindi non è detto che una simile novità possa piacere a tutti. A noi però è piaciuto… e anche parecchio.       
Recensione Videogioco YAKUZA 5 scritta da SPECIALIZED Davvero un bel gioco Yakuza 5. Un’esperienza da non perdere per chi ama Shenmue, GTA, Streets of Rage, gli action esplorativi e soprattutto il Giappone, i suoi luoghi e la sua cultura. Senza questo piccolo particolare infatti contate almeno mezzo punto in meno al voto finale, visto che avvicinarsi a Yakuza 5 senza trascorrere piacevoli ore tra karaoke, sezioni di ballo, Quick Time Event, acquisti nei negozi, scorpacciate di ramen e letture di manga significa non godersi appieno gli sforzi di Sega.
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